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Spigau Crociata

Le Rocche del Gatto

di Vincenzo Zappalà
  • Regione Fierè 1/c, Albenga (SV)
  • denominazione: Vdt - Vino da tavola
  • tipologia: Bianco
  • vitigni: pigato
Spigau Crociata
NOME VINO: Spigau Crociata
PRODUTTORE: Le Rocche del Gatto
ZONA: Liguria - Italia
VALUTAZIONE: @ @ @ @ @
Non ho voluto mettere l'anno, ma valutare l'evoluzione del vino dal 2006 al 2000. Al di là della singola annata, che può anche essere più o meno valida in assoluto, il vino mostra una nitida e perfetta evoluzione, che va dal fruttato iniziale verso i lieviti e poi agli idrocarburi. Sempre comunque sostenuto dalla mineralità e sapidità che fanno la differenza tra un normale bianco ed un "grande" bianco. In questo contesto lo Spigau è un fuoriclasse, degno di grandi riesling e di grandi chablis. I suoi profumi sono sempre molto complessi e pieni di sfumature cangianti, comunque legate strettamente al territorio. Il lungo passaggio sulle bucce ha dato quell'armonia e quella pienezza che lo identificano in qualsiasi anno. Un vero vino "ligure", quanto di più tipico ci possa essere (e non ha la DOC ...). In conclusione penso che sia un ottimo esempio per valutare un grande vino (un bianco in particolare) mai per annata singola, ma sempre nella sua evoluzione. E ben fa Fausto De Andreis (l'autore) a spingere sempre verso questo tipo di degustazione.
Il vino deve essere emozione e non arido punteggio. Lo Spigau ne è la quintessenza. Do il massimo punteggio proprio alla perfetta evoluzione generale.
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  • Roero Riserva
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    Roero Riserva

    inserito da Vincenzo Zappalà
    Un roero veramente buono. Un nebbiolo dell'altra sponda del Tanaro che finalmente non vuole baroleggiare, ma che mette in rilievo le caratteristiche...

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#8 Commenti

  • Valentina Vago - Bottega dell'Arte del Vino

    ciao Vincenzo,
    ho preso giusto ieri 3 bott. di Spigau 2004 e 3 di Spigau 2005, condivido il tuo entusiasmo, questo vino è una piccola/grande chicca ad un ottimo prezzo, un bianco che evolve nel bicchiere come i grandi bianchi con una paletta aromatica notevole.
    Forse io mi sarei fermata alla 4 chiocciole, senza per questo sminuire il valore del vino.

    grazie a Filippo per averlo portato a Terroir Vino

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    #1
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Avete assaggiato a Terroir Vino l'evoluzione dei più vecchi Spigau ? Se non erro arrivava addirittura al 1998 o comunque ai primi anni 2000.

    Ciao, Fil.

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    #2
  • Valentina Vago - Bottega dell'Arte del Vino

    si assaggiati dal 2000 al 2005, saltando il 2003, il 2001 veramente molto buono, anche il 2000 ci stava, tra le ultime annate ho preferito la 2005, con un incenso elegantissimo, alla 2004.
    Però devo riassaggiarle con calma, in abbinamento al cibo, danilo ieri sera sosteneva che la 2004 è ora in piena forma.
    Vi saprò dire :-)

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    #3
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Il re dello Spigau di Fausto De Andreis e Maria Crosa di Vergagni è comuneu Luca Risso. Chiedi a lui per qualsiasi cosa, è il mio mentore sul ponente ligure. :-)

    Ciao, Fil.

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    #4
  • Vincenzo Zappalà

    Vincenzo Zappalà

    ciao Valentina,
    forse tu hai ragione sulle 4 chiocciole. Ma la quinta è quella che io metto quando vi è perfetta simbiosi tra prodotto e produttore. La simpatia e la preparazione di Fausto danno quel tocco in più, che solo la conoscenza diretta può dare. Se il vino deve essere piacere ed emozione, perchè non considerare anche la componente che viene direttamente da chi il vino lo fa e lo trasmette emotivamente?
    Il Danilo che menzioni è Bruzzone?

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    #5
  • Valentina Vago - Bottega dell'Arte del Vino

    capisco il tuo punto di vista Vincenzo, personalmente cerco di non farmi influenzare dalla sfera emotiva dovuta alla conoscenza diretta del produttore quando valuto un vino, cerco di "giudicare" il vino che ho nel bicchiere, anche se non è mai facile e gli strappi alle regole non sempre fanno male :-)

    Danilo è un amico comune mio e di Filippo, non Bruzzone

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    #6
  • Vincenzo Zappalà

    Vincenzo Zappalà

    hai perfettamente ragione, da un punto di vista tecnico ed oggettivo. Ma esiste un'oggettività ? dato che per me il vino resta soprattutto un emozione dei sensi, trovo del tutto naturale che quasiasi cosa concorra ad aumentarla debba essere giustamente valutata. Se l profumo di rosa canina mi crea un piacere, perchè deve essere diversa la simpatia di un produttore che ti tornerà sempre in mente durante la degustazione? Non pensare che sia una persona astratta e idealista (sono un astrofisico da circa 40 anni e quindi con i piedi ben per terra), ma proprio l'estetica dell'Universo mi ha portato a vedere nel vino una serie di componenti sia tecniche che sentimentali, che considero dello stesso valore intrinseco. Comunque c'è sempre un limite... Un tavernello resta un tavernello!!

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    #7
  • Valentina Vago - Bottega dell'Arte del Vino

    piccolo aggiornamento, ho bevuto ieri lo Spigau 2004 e credo sia davvero ora al top.
    Equilibrio perfetto, elegante, armonico, addirittura ampio, la bottiglia in due era terminata prima di terminare il secondo di pesce.

    Grande pigato

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    #8

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