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Sogno di Rivolta Beneventano Bianco Igt 2006

Fattoria La Rivolta

di Grappoli DiVini
  • Contrada Rivolta, Torrecuso (BN)
  • denominazione: Igt - Indicazione Geografica Tipica
  • tipologia: Bianco
  • vitigni: Falanghina 50%, Greco 25%, Fiano 25%
  • alcool: 14º
Sogno di Rivolta Beneventano Bianco Igt
NOME VINO: Sogno di Rivolta Beneventano Bianco Igt 2006
PRODUTTORE: Fattoria La Rivolta
ZONA: Campania - Italia
VALUTAZIONE: @ @ @ @ @
Torrecuso rappresenta per me un cru del Sannio Beneventano: zona eletta per la produzione di un aglianico molto vocato per l'invecchiamento, ma sorprendentemente, anche di bianchi che, per freschezza gustativa e godibilità, mi fanno ricordare quelli del Collio friulano.
Fattoria La Rivolta prende il suo nome dall'omonima contrada del comune di Torrecuso, che fu teatro di un antica ribellione contro un feudatario longobardo.
L'azienda possiede circa 25 ettari di vigneti tutti autoctoni su terreni calcareo-argillosi, ricadenti interamente nel comune di Torrecuso, in piena doc Taburno. La famiglia Cotroneo coadiuvata dall'enologo Angelo Pizzi, ha le idee molto chiare sia per quanto riguarda le tradizioni beneventane, sia per quanto riguarda la qualità e la filosofia produttiva.
In questo caso analizziamo un bianco, il Sogno di Rivolta, annata 2007, blend dei tre vitigni bianchi campani Falanghina, Greco e Fiano. Le uve (da agricoltura biologica con una resa per ettaro di circa 70 qa.) vengono raccolte manualmente e in tempi diversi nel mese di ottobre, dopodichè vengono fermentate parzialmente in barrique di rovere francese e poi assemblate, con successivo affinamento in bottiglia. Questa lavorazione dona al vino un bel colore oro antico e una concentrazione e densità (direi quasi grassezza) che lo avvicinano come stile ai grandi bianchi francesi.
L'impatto olfattivo già lascia intendere una forza alcolica (14º) e una struttura che vengono pienamente confermate alla gustativa. Quando metto il naso nel bicchiere emergono da subito rimandi fruttati di alta qualità, frutta polposa, matura, dalla pesca all'albicocca, note di frutti tropicali. Poi, successivamente, toni più maturi, come orzo e grano secco, paglia, frutto della fermentazione in barrique.
In bocca sicuramente non domina l'acidità, ma l'equilibrio gustativo è garantito dall'accoppiata morbidezza/sapidità che donano al vino in questione una struttura quasi tannica. Forse l'unica cosa che disturba è la dote alcolica veramente massiccia non integrata pienamente nel corpo del vino.
Da servire non troppo freddo (13-14 ºC) e provare con un coniglio alla cacciatora su un letto di cipolle di Tropea.

http://grappolidivini.blogspot.com/2009/07/sogno-di-rivolta-2006-igt-fattoria-la.html
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#3 Commenti

  • Pasquale De Vico

    Pasquale De Vico

    Ho bevuto varie volte i vini dell'azienda, anche perchè, essendo di origini campane, quando vado "in visita parenti" spesso vado a comprare del buon vino direttamente in cantina.
    Debbo dire che Fattria La Rivolte fa degli ottimi vini, ma per quanto riguarda il vino in questione a me, ma è un parere soggettivo, è sembrato un troppo "ruffiano", troppo morbido e "internazionalizzato".
    Sicuramente l'apporto del legno va a discapito della freschezza, elemento basilare per i bianchi.
    Preferisco invece la falanghina base, sicuramnete più bevibile e più piacevole, ma debbo ammettere che non amo particolarmente l'uso delle barriques nei rossi, nei bianchi, poi.... :-)

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    #1
  • Grappoli DiVini

    Grappoli DiVini

    Sono d'accordo con te. L'uso del legno lo avvicina ai canoni internazionali di costruzione dei vini vianchi...l'idea dell'azienda era di farlo così, forse non troppo riuscita perchè neanche lontanamente paragonabile ai grandi bianchi francesi. Cmq ha un suo equilibrio gustativo..

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    #2
  • Salvatore Landolfo

    Salvatore Landolfo

    Sono d'accordo anch'io, forse fatto maturare in acciaio e affinato di meno in bottiglia potrebbe meglio mostrare le sue potenzialità.

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    #3

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