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Frascati Cannellino 2010

Castel De Paolis

di Daniele Serafini
  • Via Val De Paolis, Grottaferrata (RM)
  • denominazione: Doc - Denominazione di origine controllata
  • tipologia: Bianco
  • vitigni: Malvasia di Candia, Trebbiano Toscano, Malvasia Puntinata, Bellone, Greco, Bombino Bianco
  • alcool: 14%º
Frascati Cannellino
NOME VINO: Frascati Cannellino 2010
PRODUTTORE: Castel De Paolis
ZONA: Lazio - Italia
VALUTAZIONE: @ @ @ @ @
Iniziamo dunque questo lungo viaggio alla scoperta del vino Cannellino, fresco di Docg. A fare da apripista c'è un'azienda storica dei Castelli Romani con vigneti a Grottaferrata, la Castel De Paolis. Una delle realtà di maggior spessore dell'area, da sempre vocata alla ricerca (con l'apporto del prof. Scienza), prima dedita principalmente ai vitigni internazionali, oggi orientata molto alla riscoperta delle uve classiche della zona. Vale sicuramente la pena fare un salto in azienda. Si trova in località Valle Marciana, uno dei pochi siti non devastati dalla cementificazione nei Castelli Romani, la vista sulla vallata è delle più belle, in particolare in primavera e in autunno, e le cantine naturali per l'affinamento dei rossi sono un piccolo gioiello. In più, fare quattro chiacchiere sul vino e non solo col sig. Santarelli è tempo ben speso.

La bottiglia in questione è l'ultima annata, la 2010. La parte del leone, purtroppo, la fanno Malvasia di Candia (50%) e Trebbiano. Fortunatamente troviamo anche il decisivo apporto di Malvasia Puntinata, Bellone, Bombino Bianco e Greco. I terreni, come da copione, sono quelli classici di natura vulcanica dell'area castellana.Passa 5 mesi in acciaio prima dell'imbottigliamento.

Si presenta con un giallo paglierino tenue e brillante. Nel bicchiere mostra una consistenza abbastanza contenuta. L'idea, sfruttando i soli occhi, è di un vino leggero, basato più sulle sfumature e la piacevolezza che sull'estratto e sulla dolcezza. E infatti al naso è delicato, con note di agrumi dolci, erbe aromatiche, mimosa, camomilla, decise sensazioni minerali, salmastre. In bocca l'alcool è più presente (siamo sui 14%). Appena dolce, al limite dell'amabile, fresco, soprattutto di buona sapidità. Non è molto persistente, sostando fin troppo a lungo su una decisa nota amarognola che monopolizza un po' il finale. Godibile e abbinabile sia a dessert che a piatti di pesce. Buon inizio.

Note di degustazione in collaborazione con Simona Venditti.
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