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Orvieto Classico Superiore Campo del Guardiano 2008

Palazzone

di Daniele Serafini
  • Localit Rocca Ripesena 68, Orvieto (TR)
  • denominazione: Doc - Denominazione di origine controllata
  • tipologia: Bianco
  • vitigni: Procanico, Grechetto, Verdello, Drupeggio, Malvasia
  • alcool: 13%º
Orvieto Classico Superiore Campo del Guardiano
NOME VINO: Orvieto Classico Superiore Campo del Guardiano 2008
PRODUTTORE: Palazzone
ZONA: Umbria - Italia
VALUTAZIONE: @ @ @ @ @
Metti una giornata di inizio Luglio a Perugia. Città splendida in cui non sarebbe male vivere, spazi ampi e vicoli stretti, volte che sembrano appartenere ad un'antica città megalitica, come se queste strade fossero state attraversate da giganti, ristoranti scavati nella roccia, negozi di dischi da sogno, università come avrei tanto voluto frequentarne. A far da cornice a tutto ciò un singolare e inaspettato freddo venuto da chissà dove, condito da pioggia e nebbia. Dunque se la passeggiata in città è stata un po' disturbata e quindi rimandata, abbiamo voluto riportare nella nostra affollata, aberrante ma alla fine ugualmente bella Roma, un piccolo souvenir dall'Umbria. In cerca di qualche stranezza, abbiamo invece puntato sul sicuro con questo Campo del Guardiano, da tempo uno dei migliori bianchi umbri e, forse, il miglior Orvieto in circolazione (e, a quanto si dice, capace di eccellente longevità), da un'azienda che quanto prima dovremo visitare e "derubare".
I vitigni sono i classici dell'area orvietana, con Grechetto e Procanico a fare la parte del leone e l'aggiunta di percentuali minori di Verdello, Drupeggio e Malvasia. Solo acciaio e poi un lungo affinamento in bottiglia in grotte di tufo, affinamento che può arrivare, a seconda dell'annata, fino ad oltre 2 anni.

Un luminosissimo giallo quasi totalmente dorato ci accoglie in una, stavolta si!, caldissima serata estiva.
Si apre molto lentamente su note di nocciola e mandorla fresche. Poi emergono l'ananas, la pesca, la susina, il frutto della passione, i fiori gialli (ginestra, mimosa), una bella componente erbacea (salvia, alloro, aloe). Su tutto un delicato tappeto minerale. Elegante, composto. In bocca la parte migliore. Da una parte non manca di morbidezza né di alcool, dall'altra ci invade con una lunga scia acido-sapida. Pulito, con un bell'equilibrio già ora. Finale ammandorlato, con ritorni fruttati. Da tenerne un paio di bottiglie per i prossimi anni.
Note di degustazione e passeggiata sotto la pioggia e il freddo in collaborazione con Simona Venditti.
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