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Vigna di Capestrano Valle Reale 2008

Valle Reale

di Claudio Celio
  • Localit� San Calisto, Popoli (PE)
  • denominazione: Doc - Denominazione di origine controllata
  • tipologia: Bianco
  • vitigni: Trebbiano
  • alcool: 12,5º
Vigna di Capestrano Valle Reale
NOME VINO: Vigna di Capestrano Valle Reale 2008
PRODUTTORE: Valle Reale
ZONA: Abruzzo - Italia
VALUTAZIONE: @ @ @ @ @
Devo dire che questo Trebbiano di Valle Reale mi ha un po' deluso. Chiuso al naso e troppo etereo si segnala anche per un dosaggio, spero involontario, della solforosa che penalizza la piena godibilita' del vino. Bel finale minerale ma per il resto non un trebbiano da ricordare.
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    @ @ @ @ @

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#26 Commenti

  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ma per la solforosa come fai ad esprimere un parere così certo, hai fatto le analisi al vino? :)


    Ciao, Fil.

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    #1
  • Claudio Celio

    Claudio Celio

    Non ho un laboratorio dentro casa: ma posso almeno dire che il mal di testa della mattina dopo è un indizio ?

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    #2
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Io penso che se non sei un tecnico dovresti astenerti dall'esprimere giudizi tecnici: "si segnala anche per un dosaggio, spero involontario, della solforosa", cioè non è un "credo che avesse un dosaggio elevato di solforosa" oppure un "il mal di testa del giorno seguente mi ha fatto pensare ad un dosaggio massiccio di solforosa" ma è un indicativo e perentorio "si segnala anche per un..." che è assertivo, cioè indica certezza. E' italiano.

    Lungi da me fare il predicozzo, lo dico a te per dirlo a tanti altri (me incluso), cerchiamo di evitare di parlare di cose tecniche se non siamo enologi e, se proprio desideriamo farlo, spingendoci oltre l'aspetto gustativo, cerchiamo di farlo solo ed esclusivamente basandoci su fatti concreti.

    Anche l'associazione mal di testa-solforosa è tutta da dimostrare credimi, pare che il mal di testa sia dovuto piuttosto alla disidratazione dovuta all'assorbimento ed allo smaltimento di alcool (anche attraverso il sudore) e che con abbondante consumo di acqua è un sintomo che generalmente non si manifesta.

    Lo dico perché ne va della credibilità di chi scrive. L'umiltà prima di tutto quando si parla del lavoro degli altri. Poi magari tu sei un enologo o hai le competenze necessarie per stabilire il contenuto di solforosa in un vino solo all'assaggio e allora me ne taccio. :)

    Un caro saluto, Fil.

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    #3
  • Gianpaolo Paglia

    Gianpaolo Paglia

    La solforosa non ha tra i suoi effetti quello di far venire il mal di testa, quello e' semmai l'alcol (ci sono anche degli effetti da tannini per alcuni, ovviamente nei vini rossi). La riprova e' questa: mangiati un etto di albicocche secche arancioni (quelle di colore marrone-nerastro contengono meno solforosa, motivo per il quale il colore non si conserva), e vedi se ti viene il mal di testa. Ne contengono piu' di una bottiglia di vino.
    La solforosa provoca reazioni allergiche, anche gravi, a chi ne e' allergico, ma non mal di testa. E' un mito.

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    #4
  • Claudio Celio

    Claudio Celio

    Per Gianpaolo Paglia: Ciao, piacere di conoscerti. Rispetto quello che dici ma ho avuto modo di leggere io stesso diverse pubblicazioni anche di enotecnici che riconoscono, tra gli effetti dell'anidride solforosa, quello di provocare il mal di testa. La cosa, aggiungo, mi sembra abbastanza convincente se consideri che il mal di testa o la nausea potrebbero essere una reazione allergica, come tu stesso riconosci. Non e' detto, infatti, che le reazioni allergiche debbano essere uguali per tutti. Io, ad esempio, pur essendo un soggetto poli-allergico ho reazioni diverse a seconda degli anni sia per qualita' dei sintomi che per quantita'. Ovviamente, concludo, questo è uno degli argomenti sui quali ognuno puo' dire la sua, come per gli effetti dei telefoni cellulari: c'e' chi dice che non fanno niente e c'e' chi dice che provocano il cancro. Io personalmente sono convinto che l'anidride solforosa abbia qualche effetto (come il mal di testa) e credo che questo effetto possa assumere forme diverse a seconda dei soggetti, in particolare per chi e' allergico.

    Per Filippo Ronco: Non mi sembra di aver scritto una assurdita'. Ho scritto in un italiano comprensibile a tutti che, a mio giudizio, la piena godibilita' di questo vino è limitata dal dosaggio secondo me eccessivo della anidride solforosa (visto che la mattina dopo mi sono svegliato con il mal di testa). In Italiano: ho riscontrato un effetto negativo su di me che io attribuisco all'anidride solforosa e visto che il vino contiene solfiti è possibile che dipenda da questo fattore. Mi sembra coerente da un punto di vista logico. Se sull'etichetta ci fosse stato scritto (come talvolta capita per alcuni vini biologici): "Non contiene solfiti", allora mi sarei astenuto dallo scrivere un giudizio del genere. Poi: come ho gia' avuto modo di dirti in occasione di un altro dibattito (se vogliamo definirlo cosi') non sono un enologo, sono un giornalista professionista. Non conosco quindi la tecnica del vino, ma conosco l'Italiano.

    Un caro saluto

    Claudio

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    #5
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ma guarda, intanto ci stiamo confrontando civilmente il che è già un'ottima cosa visto i tempi che corrono. Volevo solo spezzare una lancia a favore del beneficio del dubbio e fare l'avvocato del diavolo per una volta (il produttore, che poi diavolo non è).

    Credo siano stanchi di leggere commenti su particolari tecnici da parte di non tecnici. Volevo spronarti a parlare del vino più che altro, al fatto che ti sia piaciuto oppure no, alle sensazioni provate più che alle componenti chimico fisiche del vino. Semplicemente perchè chi tecnico non è probabilmente è più bravo a descrivere le sensazioni di un vino, se vale la pena comprarlo oppure no, piuttosto che addentrarsi in particolari tecnici.

    Aggiungo anche, sul tema solforosa, che mi è capitato spesso di avere fortissime emicranie dopo aver bevuto anche poco vino e nessun sintomo dopo aver bevuto anche un'intera bottiglia dello stesso vino. Questo per dire che alle volte il mal di testa oltre che dall'alcool è causato anche da uno stato psico-fisico personale, indipendente dall'assunzione di vino o di solforosa che molto probabilmente non c'entra nulla con il mal di testa:
    http://poggioargentiera.com/blog/2009/11/26/la-questione-dei-solfiti-nel-vino/


    Ciao, Fil.

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    #6
  • Claudio Celio

    Claudio Celio

    Mi sembra che siamo d'accordo su una cosa: sulla questione 'anidride solforosa' ognuno puo' dire la sua. Se gia' non c'e', perche' non apri un topic sull'argomento e vediamo che succede ? Che ne dici ?
    P.s. Sono d'accordo anche sulla civilta' del dibattito.

    Claudio

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    #7
  • Gianpaolo Paglia

    Gianpaolo Paglia

    In che senso ognuno puo' dire la sua. Non e' vero per niente, ci sono degli studi fatti da medici e da clinici, non da enologi, che lo dicono. E' come se uno dicesse che si puo' dire qualunque cosa di tutto, che senso ha.
    Se poi tu vuoi per forza dire che secondo te e' la solforosa che causa il mal di testa fai come ti pare, ma non e' uno degli effetti accertati.

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    #8
  • Claudio Celio

    Claudio Celio

    Anche io ti posso citare studi che dicono il contrario. Questo vuol dire. Che non c'e' un parere scientifico e medico definitivo. Ma evidentemente
    Non non mi sono spiegato bene o tu non capisci. E un piacere di conoscerti non ci starebbe male.

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    #9
  • Francesca Dal Bosco

    Francesca Dal Bosco

    Buon giorno a tutti,
    leggo con un pò di stupore alcuni dei vostri commenti.
    Vigna di Capestrano 2008 Valle Reale è un vino che ho bevuto molte volte. Sia da sola che in compagnia dei colleghi sommelier e degustatori di Ais Verona.
    E' quindi un vino che conosco bene.
    Per questo ci tengo a precisare alcuni punti.
    E' un vino ottenuto con lieviti spontanei.
    Proprio per questo con una componente di equilibrio del tutto particolare che non richiede l'aggiunta di anidride solforosa.
    (Va ricordato che i lieviti selezionati sono più rustici e trasferiscono al vino questa loro rusticità).
    Inoltre la permanenza del vino in acciaio per 1 anno con le fecce (ovviamente spoglie dei lieviti indigeni morti) complessa il vino e gli conferisce caratteristiche particolari.
    In questo modo il vino è meno sensibile ai fattori di rischio come l'ossidazione e la decadenza nel tempo.
    Le sue particolarità olfattive e la sua spiccata mineralità (citatata da Claudio) sono legate ai terreni bianchi della zona di Capestrano.
    A questo e solo a questo.
    Non facciamoci quindi tarre in inganno confondendole con anomalie del vino.
    Forse dovreste bere nuovamente questo vino,
    ricordando che è il vino che parla a noi...
    ...e non noi al vino.
    E ricordando anche che di Vigna di Capestrano 2008 Valle Reale ne vengono fatte poche bottiglie.
    Sarebbe un vero peccato sprecarle.

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    #10
  • Claudio Celio

    Claudio Celio

    Ciao e buongiorno. Se e' cosi', faccio ammenda. Mi fido se lo dice una sommelier esperta conoscitrice di questo vino specifico che, evidentemente, e' frutto di una vinificazione cosi' particolare.
    Cio' non toglie che il Vigna di Capistrano 2008 non mi abbia convinto per niente. Anche se non mi fosse venuto il mal di testa.
    Claudio

    P.s. Ho una domanda che rivolgo a te ma che è aperta a tutti i frequentatori di questo social network: e' lecito (nel senso di legalmente consentito) scrivere sull'etichetta di un vino "Senza solfiti aggiunti" ?

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    #11
  • Capellini Luciano Azienda Agricola

    Capellini Luciano Azienda Agricola

    Non conosco il vino in questione, ma già dall'etichetta dove si legge: Vino non filtrato e fermentazione spontanea, oltre ad altri particolari, si capisce che molto probabilmente siamo di fronte ad un vino di nicchia, probabilmente biodinamico e forse senza solforosa aggiunta.
    Tuttavia la risposta certa potrebbe darcela solo un laboratorio qualificato, ma non credo, a naso, di sbagliare di molto.

    Circa la fiducia dunque, forse bisognerebbe (e parlo in generale) fidarsi un pochino di più dei vignaioli, categoria della quale mi onoro di far parte ormai a tempo pieno e meno di riviste on line che si qualificano come scientifiche.

    Un ultima cosa: personalmente quando faccio una degustazione, se il vino non mi piace, non do poche chiocciole, semplicemente lo ignoro così come riservo il massimo del punteggio ad un vino che non mi colpisce alla prima bottiglia ma persiste nell'eccellenza per più annate.

    Ciao a tutti e VIVA I VIGNAIOLI ITALIANI.

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    #12
  • Rinaldo Marcaccio

    Rinaldo Marcaccio

    Secondo me più indicazioni si mettono in etichetta e meglio è. Poi ognuno è libero di leggerle o meno. Una paginata di dati tecnici sul retro a me non dispiacerebbe affatto.

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    #13
  • Francesca Dal Bosco

    Francesca Dal Bosco

    @ Claudio:
    la legge parla molto chiaro su quello che si deve scrivere sulle etichette dei vini. Più il vino diventa importante (si parte dal vino da tavola, poi I.G.T., D.O.C., D.O.C.G) più informazioni si devono aggiungere.
    Comunque l'unica dicitura riguardante gli ingredienti obbligatoria in etichetta dal 2004 riguarda i solfiti: i vini con un contenuto di anidride solforosa (SO2) al di sopra dei 10 mg/kg o 10 mg/l devono portare in etichetta la scritta Contiene solfiti.

    @ Luciano: sono completamente d'accordo con il tuo approccio. Io ho un blog ed ho deciso di segnalare solo i vini che mi hanno colpito positivamente, quelli che si sono fatti ricordare. Alla prima lezione del corso Ais ci hanno insegnato che bisogna voler bene ai produttori.
    Grazie per il lavoro che fate e per le gioie che ci regalate!

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    #14
  • Claudio Celio

    Claudio Celio

    Grazie a tutti per i vostri chiarimenti e contributi.
    Al Sign. Capellini dico che ovviamente rispetto (e invidio) il lavoro che svolge anche se non mi sento di condividere pienamente la sua impostazione. Cioe' io sono sempre per fare circolare le informazioni, anche se negative. Ovvero preferisco scrivere che un vino non mi è piaciuto piuttosto che tenere la cosa per me. Preferisco beccarmi le critiche, aprire un confronto su quel vino, discuterne con chi ne sa piu' di me, approfondire le ragioni di un giudizio sbagliato piuttosto che tacere. E' comunque un arricchimento, sicuramente per me che non sono un esperto, e spero anche per gli altri consumatori, amanti e degustatori del vino, professionisti o no. Penso che il caso del Vigna di Capestrano è emblematico: se non avessi scritto quello che ho scritto (sbagliando)non sarebbe uscito fuori nessun dibattito. Io sarei rimasto certo delle mie convinzioni, anche errate. In questo modo invece, oltre a correggermi, ho anche avuto modo di imparare qualcosa in piu'. Questo dibattito è anche servito ad un altra cosa: ieri sono andato in enoteca e ho comprato un altra bottiglia di Vigna di Capistrano. Forse, mi sono detto, vale la pena che lo assaggi meglio.....

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    #15
  • Niccolò Desenzani

    Niccolò Desenzani

    Scusate arrivo un po' tardi, ho scritto una recensione dello stesso vino qualche tempo fa su queste pagine di Vinix: http://www.vinix.com/degustazioni_detail.php?ID=2316
    A memoria me lo ricordo ancora abbastanza bene e ricordo quella piccola delusione per esser a mio parere un po' troppo morbido e poco incisivo. La mineralità c'era tutta, probabilmente per via del terreno come ha fatto notare Francesca, ma non così intensa come in alcuni trebbiano di Emidio Pepe che, peraltro, in quell'anno aveva anch'esso una grassezza un po' troppo marcata per i miei gusti e un deficit di mineralità rispetto al 2007.
    Per il resto, da non tecnico, avevo rilevato, probabilmente in virtù del tipo di lavorazione, una trama molto bella e spessa che mi aveva spinto a ipotizzare un invecchiamento felice per questo vino (e si sa il trebbiano d'abruzzo è vino dalle molte vite).
    L'impressione che avevo avuto era di vino fatto in modo molto naturale e mi sento di ipotizzare un uso molto limitato della solforosa. Da non tecnico, ma da persona di buon senso, mi chiedo che senso avrebbe lavorare un vino con tale cura e tale processo così delicato, tra l'altro un tipo di lavorazione che a mio avviso nobilita il vino proprio per il fatto di lasciarlo vivo e attivo a lungo, e poi ammazzare tutti i processi di evoluzione e ossidazione con un surplus di solforosa.
    Per quanto riguarda la mia esperienza di degustazione l'unico caso in cui credo (parere assolutamente soggettivo) di percepire l'eccesso di solforosa è nel caso di vini invecchiati che non presentano note ossidative rilevanti e che evolvono poco nel bicchiere.
    Infine per far un po' di polemica con tutti:
    @Filippo: sono d'accordo sul fatto di dire solo cose documentabili quando si scrive da non enologi, però per come io concepisco la mia ricerca enologica, è spesso una grande sfida quella di fare ipotesi sul processo usato in cantina, partendo solo dal dato gustativo. Ed una sfida tantalica, perchè bisogna continuare a confrontare il gusto con i dati di vinificazione reperibili, e non sempre questi ultimi sono precisi, completi o del tutto veritieri. E.g. la questione della riconoscibilità dei lieviti selezionati dal dato gustativo.
    @Luciano e @Francesca: le stroncature sono parte del lavoro del "critico" e c'è anche questa componente in chi degusta. E' come se un critico cinematografico scrivesse solo dei film che gli sono piaciuti. Mi parrebbe una scelta un po' strana ;-)
    @Claudio: una sola @ è veramente un giudizio non condivisibile!!!
    Io ero sull'orlo delle 4 e sono convinto che nel tempo se le meriterà tutte!

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    #16
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    @Niccolò
    La sfida è sicuramente stimolante e va benissimo finchè te la fai tra le mnura di casa. Se pubblichi online (ovunque), esprimi un giudizio che diviene pubblico e benchè mediabile tramite i commenti - così come stiamo facendo in questo caso - ha comunque un impatto sul lavoro del produttore. Ora, finchè dici cose sensate non ci sono problemi, ma nel momento in cui spari castronerie (può succedere), questo impatto va oltre la tua libertà di esprimere le tue opinioni.

    Tornando all'esempio, se il vino in questione non avesse solfiti aggiunti o ne avesse comunque molto pochi, sarai d'accordo con me nel dire che la recensione si è spinta oltre, trasformando una sensazione soggettiva in un'affermazione priva di fondamento, il che, secondo me, non solo non va bene ma è lesivo del lavoro di terzi (bravi o meno che siano, questo ora non rileva).

    Per quanto riguarda l'osservazione che fai a @luciano e @francesca invece, che le stroncature siano parte del lavoro del critico, concordo in pieno finchè parliamo di un critico vero cioè di una persona con adeguate competenze per ergersi a critico. Ma anche qui, ci sarebbe da valutare chi decide chi ha le competenze per dire che un quadro, un libro, un film o un vino sono ben fatti oppure no.

    Come al solito ci viene incontro il buon senso: l'unico parametro possibile, oltre ad una base di studi minima necessaria per sapere almeno di cosa si ta parlando, è l'esperienza.

    Diverso se si parla di semplici impressioni, evitando giudizi numerici o simbolici ed evidenziando le emozioni provate, questo è assolutamente inopinabile e libero nella sua più marcata accezione.


    Fil.

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    #17
  • Claudio Celio

    Claudio Celio

    Posso dire che mi sembra curioso che nell'ambito di un social netwok si finisca per considerare valide solo le osservazioni di esperti o critici di settore ? Io credo che, se espresso nei limiti dell'educazione, tutto sia degno di essere scritto e discusso. Altrimenti sarebbe meglio fare un sito specializzato al quale si accede con opportuna password. Concordo quindi pienamente con le osservazioni di Niccolo' su questi aspetti.

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    #18
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Siamo completamente d'accordo e sfondi una porta aperta sul fatto che tutto sia "degno di essere scritto e discusso". Il punto è che nelle tue parole mancava proprio il mettersi in discussione:

    "Chiuso al naso e troppo etereo si segnala anche per un dosaggio, spero involontario, della solforosa".

    Cioè, "speri" che sia involontaria tutta quella solforosa di cui "segnali" il dosaggio. Già "spero" è un rafforzativo di tutta la frase certa, cioè, non voglia il cielo che ce l'abbiano messa di proposito tutta quella solforosa, speriamo che gli sia sfuggita per errore". Almeno, io ho capito questo. Se ho capito male me ne scuso.

    L'indicativo, come dicevo indica certezza. Ben felice e grato di tutte le tue degustazioni su vinix ma vorrei fosse chiara la sottile differenza tra comunicazione di un'emozione (buona o cattiva, non importa), discussione di un'impressione e giudizio tranchant e inappellabile. Solo questo volevo mettere in evidenza.

    Ad ogni modo, penso sia tutto chiarito adesso.
    Naturalmente ognuno è libero di scrivere quello che crede come e quando crede ma nello stesso modo penso che siamo tutti liberi di esprimere nei commenti pareri o opinioni difformi.

    Un caro saluto.


    Fil.

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    #19
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    E dimenticavo, cercherò questo vino, ormai mi hai incuriosito a tal punto! :)

    Ciao, Fil.

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    #20
  • Claudio Celio

    Claudio Celio

    E se capita ce lo beviamo insieme..e ne discutiamo :))

    Ciao, Claudio.

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    #21
  • Francesca Dal Bosco

    Francesca Dal Bosco

    @ tutti
    a questo punto visita e degustazione di gruppo a Valle Reale!
    Poi magari si passa anche da Pepe così li confrontiamo...
    ;-)
    Io sono una "novellina" di vinix...
    possiamo organizzare attività di questo tipo?
    sarebbe bello degustare con persone nuove,
    che hanno fatto percorsi ed esperienze diverse...
    altro che Facebook
    il vero social network siamo noi!

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    #22
  • Niccolò Desenzani

    Niccolò Desenzani

    @Filippo: come dici tu per esser "autorevoli" critici ci vuole esperienza, ma l'esperienza te la fai solo scrivendo recensioni. Quando ho deciso di iniziare a pubblicare note di degustazione era da una vita che bevevo vino con una certa passione, e da un anno che scrivevo di ciò che bevevo eppure ero ancora e sono tuttora ignorante e per certi versi ingenuo. Però sono convinto che da quando ho iniziato a pubblicare mi sono parecchio evoluto, e probabilmente in questo percorso di boiate ne ho scritte parecchie, ma ho voluto fidarmi della mia onestà intellettuale, della passione sincera e soprattutto non ho mai scritto di un vino senza averlo bevuto e ascoltato con attenzione.
    Come dice un noto critico di cinema, "ogni stroncatura non è che un atto d'amore tradito".
    Sul modo di affermare le cose sono d'accordo che non si possa esprimere un'ipotesi come un dato certo, ma questa è una regola generale.
    Infine è il potere di internet quello di dare voce a tutti. E' un dato di fatto she chiunque può pubblicare qualunque cosa. Anche giudizi negativi. E da quel che ho visto spesso le voci indipendenti sono apprezzate dai produttori seri.
    Per esempio internet è forse l'unico posto dove ho visto stroncare il vermentino di Capichera, che per i sardi è considerato un intoccabile.
    Altro esempio positivo: una volta ho criticato non positivamente il Chimbanta di Dettori, di cui avevo assaggiato una bottiglia dolce e ripermentata. Alessandro Dettori è intervenuto direttamente e alla fine lo scambio di post ha raggiunto un livello informativo molto più profondo. E ora che sono stato da loro, sono sempre più innamorato dei loro vini.
    Comunque per tornare all'inizio, quando ho letto la nota di Celio, sono anch'io rimasto di stucco o, come diceva mia nonna ho trasecolato ;-). E ho pensato a tutte le menate che mi faccio, prima di esprimere un parere, anche quando credo di avere capito la relazione fra un vino e il processo in cantina.
    Comunque io apprezzo tantissimo i produttori che almeno sul sito descrivono minuziosamente le modalità di lavorazione in vigna e in cantina e il famoso QR code che linki a questo tipo di contenuti mi pare un'evoluzione innegabile.

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    #23
  • Niccolò Desenzani

    Niccolò Desenzani

    @Francesca: magari esistesse il teletrasporto! Visiterei subito in compagnia degli astanti, oltre alle due citate, anche Valentini e magari poi mi farei un giro in umbria per confrontare con il trebbiano spoletino, magari da Bea e Collecapretta che non ho mai avuto la fortuna di assaggiare!

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    #24
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Cara Francesca, certo che si può.
    Non fai altro che lanciare l'idea e poi la promuovi con gli strumenti a disposizione (blog, annunci, foto, video, vinix tag advertising...ecc.).
    Intanto ti segnalo gli eventi ufficiali del network, i Vinix Live! con assaggi e acquisto a prezzo sorgente, il prossimo è il 15 agosto da Pojer & Sandri a Faedo in trentino e quello successivo sarà il 24 settembre da Il Mosnel in Franciacorta.

    Qui il calendario sempre aggiornato:
    http://www.vinix.it/myDocDetail.php?ID=3320

    Ma ogni altra iniziativa che parta direttamente dalla base di vinix non solo è gradita ma sarà sicuramente stimolata!


    Ciao, Fil.

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    #25
  • Francesca Dal Bosco

    Francesca Dal Bosco

    @ Niccolò
    il teletrasporto non c'è ancora ma le macchine veloci si!
    Visiterei molto volentieri anch'io Valentini...
    ma se è vero quello che ho sentito "apre" raramente la cantina.
    @ Filippo
    super!!!
    segno subito in agenda

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    #26

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