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Soave Classico Monte Carbonare 2009

Suavia

di Daniele Serafini
  • Via Centro 14, Soave (VR)
  • denominazione: Doc - Denominazione di origine controllata
  • tipologia: Bianco
  • vitigni: Garganega
  • alcool: 13%º
Soave Classico Monte Carbonare
NOME VINO: Soave Classico Monte Carbonare 2009
PRODUTTORE: Suavia
ZONA: Veneto - Italia
VALUTAZIONE: @ @ @ @ @
Bello entrare in enoteca senza alcuna idea precisa in mente. Ancor più bello quando l'enoteca in questione è la Bomprezzi di Via Tuscolana a Roma, letteralmente ricolma di chicche enologiche. Come sempre il tempo si ferma e, in un attimo, è già mezz'ora che gli occhi vagano tra etichette che fanno ben salivare. Già deciso per un bianco abruzzese, all'improvviso fa capolino, prima nascosto, questo Soave Monte Carbonare dell'azienda Suavia, da tempo nella lista dei desideri.
Dunque preso, una settimanella di riposo in cantinetta e subito protagonista dell'ennesima cena giapponese (ma ad Agosto faremo pausa per disintossicarci), stavolta con un menù leggermente più corposo.
Suavia è un'azienda dedita esclusivamente alla coltivazione di uve a bacca bianca (Garganega e Trebbiano di Soave) dalle quali si ricavano 3 etichette di Soave Classico (con le punte di diamante Monte Carbonare e Le Rive) ed una di Recioto di Soave. I terreni sono di natura prevalentemente vulcanica, caratteristica che conferisce ai vini qualità molto riconoscibili. La guida dell'azienda è tutta femminile, compresa la parte strettamente enologica.
Il vino in degustazione fa solo acciaio per circa 5 mesi e poi 6 mesi in bottiglia prima della messa in commercio.

Giallo paglierino quasi dorato, molto luminoso. Al naso emerge chiara la mineralità rocciosa, evidentissima. Poi frutta tropicale (ananas, mango), agrumi, nocciola, zucchero di canna, ginestra. Un delicato sottofondo vegetale di cetriolo. Grande eleganza e definizione, per nulla gridato.
Lo assaggiamo. Nota di merito per una struttura veramente da applausi. Non mancano né alcool né componente glicerica ma viene tutto portato all'equilibrio da una spina dorsale acido-sapida notevole. Finale lungo e pulito, quasi salato, con agrumi e frutta tropicale ancora protagonisti.
Ottimo veramente. Bevuto sicuramente in gioventù, da attendere qualche anno, una bottiglia resterà sicuramente per un futuro brindisi.

Note di degustazione in collaborazione con Simona Venditti.
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    Tellus Syrah

    inserito da Daniele Serafini
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