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Macchiona Emilia Igt 2005

La Stoppa

di Niccolò Desenzani
  • Localit� Ancarano di Sotto, Rivergaro (PC)
  • denominazione: Igt - Indicazione Geografica Tipica
  • tipologia: Rosso
  • vitigni: Barbera, Bonarda (croatina)
  • prezzo: 14,5 €
Macchiona Emilia Igt
NOME VINO: Macchiona Emilia Igt 2005
PRODUTTORE: La Stoppa
ZONA: Emilia Romagna - Italia
VALUTAZIONE: @ @ @ @ @
Bella rappresentazione del duo bonarda barbera al 50 e 50, un quasi-gutturnio insomma. Da questi terreni e dalle botti un livello di sapidità e di umami fuori dal normale. Vino che se già al naso si presenta ricchissimo di estratti, al palato è una vera bomba di sapore. Non direi che siamo nell'ambito dell'eleganza pura, ma pittosto del terroir nel bicchiere un po' tenuto in riga dalla botte grande, ma reso nitidamente con tutta la sua forza minerale e umida e a tratti dolce/salata. Molto riuscito, a mio modo di vedere, l'uvaggio che perfettamente integra l'acidità e la golosità della barbera con i bei tannini e la ruvidezza elegante della bonarda. E' un bel vino che forse, contrariamente alla mia abitudine di valutarlo indipendentemente dagli abbinamenti gastronomici, in questo caso spinge a pensarlo col cibo, possibilmente con sapori un po' robusti. Versione nobilitata dall'invecchiamento e da una vinificazione più precisa del già ottimo rosso/gutturnio base de La Stoppa.
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  • Au Suivant...
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    Au Suivant...

    inserito da Niccolò Desenzani
    Si presenta denso e cupo. Profumo ben risolto, materico, solido. In bocca è piuttosto duro con tannini ruvidi, consistenza spessa e polverosa....

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  • Le blanc Pastoreccie
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    Le blanc Pastoreccie

    inserito da Niccolò Desenzani
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#4 Commenti

  • Raffaele Novello

    Raffaele Novello

    Consiglierei " Ageno " della stessa cantina ;
    Un vino molto molto particolare. Bianco ma non troppo, quasi un vino rosso se assaggiato ad occhi chiusi.

    Uve: Malvasia 60%, Trebbiano20%, Ortrugo 20%



    Secco, completamente secco, tannini e sostanza, corpo. Si è un vino tannico anche se bianco. La lunga sosta sulle bucce ha permesso di estrarre i tannini della malvasia.

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    #1
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Mi piaceva molto in passato l'ageno. Prime vinificazioni, tra il 2002 e il 2005. Poi è cambiato molto, oggi non riesco più a berlo. Macchiona 2005 assaggiata che son pochi mesi invece sensazionale, splendida.

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    #2
  • Niccolò Desenzani

    Niccolò Desenzani

    L'ultima volta che ho bevuto Ageno, credo fosse un paio di anni fa e correva l'annata 2005 (mi pare). Grande l'intuizione di giulio Armani, suo padre enologico, insieme a Elena Pantaleoni, di macerare così a lungo la malvasia di Candia, così riuscendo a domare la spiccata aromaticità e creando vino molto adatto alla tavola. Di recente, a TerroirVino, ho assaggiato alcune creature dello stesso Armani e sul genere dell'Ageno e le ho trovate molto interessanti e forse con una beva più convincente del loro fratello maggiore. Credo quindi che la strada iniziata dall'Ageno si sia consolidata e soprattutto, provare per credere, i vini di Armani nonostante la macerazione sono filologicamente territoriali.

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    #3
  • Alessandro Zingoni

    Alessandro Zingoni

    @Raf., Fil, Nic., mi piacerebbe sentiste l'Albesco, c'è solo il 2006, che tra l'altro sta finendo e molto probabilmente non sarà più prodotto (difficile piazzarlo nonostante lo "regalino"!); avevo scritto:

    A sorpresa si è aggiunta sorpresa quando Roberto ha estratto ... il "bianco" ALBESCO 2006, un esperimento fortemente desiderato ... dopo la visita-pellegrinaggio in terra di Gravner. Un vino (ispirato)stile Breg Anfora, (ri-assaggiato e bevuto a tavola)interessante è dir poco, e poche sono le bottiglie (rimaste in commercio), ottenuto con macerazione prolungata sulle bucce che gli donano un lucente - colore oro particolarmente carico apparentemente ossidato, profumi terziari e sapori evoluti -.

    Scheda: ALBESCO 2006 – IGT Bianco toscano – Vino prodotto da uve Chardonnay e Malvasia la cui caratteristica principale è la macerazione prolungata; dopo la fermentazione viene lasciato sulle bucce per 28 giorni con rimontaggi e follature quotidiane, per aumentarne il corpo e l’estrazione dei polifenoli, infine affinato per 6 mesi in barrique, con batonnage su feccia fine; gradazione 12°.

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    #4

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