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Grand-Père 2009

Vio Aimone Giobatta

di Carlo Ravanello
  • Bastia d'Albenga , Savona (SV)
  • denominazione: Igt - Indicazione Geografica Tipica
  • tipologia: Bianco
  • vitigni: Pigato
  • alcool: 14º
Grand-Père
NOME VINO: Grand-Père 2009
PRODUTTORE: Vio Aimone Giobatta
ZONA: Liguria - Italia
VALUTAZIONE: @ @ @ @ @
Grand-Père

Bianco delle Colline Savonesi a Indicazione Geografica Tipica

In prima istanza si potrebbe dire che di questo vino non se ne sentisse la mancanza, anzi ! Certe vendemmie tardive e certe lunghe fermentazioni sulle bucce in presenza dei soli lieviti indigeni, hanno arricchito le pratiche enologiche dell'entroterra ligure di Ponente per decenni, forse per secoli...e i risultati non sono mai stati di grande eccellenza se si eccettua quello di ottenere vini intorno ai 14,5-15 gradi alcolici, ossidati, molto complessi e strutturati ma privi, proprio per questo, di ampiezza olfattiva, freschezza e piacevolezza gustativa. Vini nutrizionali, potremmo definirli, atti a dar vigore aggiuntivo alle popolazioni contadine delle valli e della montagna e a controbilanciare i poderosi piatti di carni e di formaggi distribuiti con dovizia durante le feste e le cerimonie paesane. Di questi "vinoni" se ne sono perdute via via le tracce e quei pochi produttori che si ostinavano a portarne avanti le ultime frange, hanno dovuto accettare, loro malgrado, le scelte del mercato.
Sarebbe lecito pensare, quindi, che il "Gran-Père" 2009 dell'Azienda biologica BioVio di Bastia d'Albenga, nato con queste premesse, debba cadere fra le grinfie della critica più feroce, ma non è così per diversi motivi. Innanzitutto le uve biologiche di pigato, seppur raccolte tardivamente, vengono mondate da tutti quegli acini che possono aver subito alterazioni biologiche non desiderate e si mette ogni cura nell'eliminare anche la più labile presenza di muffe di origine botritica o altro. Dopo la pigiatura soffice, la fermentazione e un filtraggio leggero, il prodotto viene sottoposto per mesi al battonage, un antico procedimento di invenzione francese, durante il quale la feccia nobile finissima sospesa dopo la fermentazione viene lasciata a contatto del vino e tenuta costantemente in agitazione (avec le baton, con il bastone) . In questa maniera le cellule del lievito che compongono la feccia decadono formando la β- glucanasi un enzima che ha un grande effetto riducente e quindi protettivo contro le ossidazioni: ciò favorisce l'impiego di bassissimi dosaggi di anidride solforosa. Dopo un'ultima e conclusiva filtrazione di illimpidimento il vino è finito e pronto per raggiungere la nostra tavola senza presentare tracce di ossidazione e, quindi, piacevolmente fresco e ricco di profumi di frutti nostrani ed esotici. Alla beva tutti i componenti principali, alcol, acidi e zuccheri residui si mostrano in perfetto equilibrio e certe sottili pungenze solfidriche sono assolutamente assenti. Aleggia su tutto una sorprendente salinità e, mai sopite, le grandi erbe aromatiche di Riviera.

Aimone Giobatta Vio, Viticoltore a Bastia d'Albenga (SV)
Tel. 0182.20776 e-mail giobatta.vio@alice.it
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