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Coroncino 2009

Fattoria Coroncino

di Simona Venditti
  • Contrada Coroncino, 7, Staffolo (AN)
  • denominazione: Doc - Denominazione di origine controllata
  • tipologia: Bianco
  • vitigni: Verdicchio dei castelli di Jesi 100%
  • alcool: 14%º
Coroncino
NOME VINO: Coroncino 2009
PRODUTTORE: Fattoria Coroncino
ZONA: Marche - Italia
VALUTAZIONE: @ @ @ @ @
A volte capita di entrare in enoteca e di venir attratti da una bottiglia per, non so, la forma, il riflesso della luce attraverso il vetro, l'etichetta, il nome non del tutto sconosciuto o magari celeberrimo, per una particolare annata, per il colore della capsula, per quello che abbiamo sentito dire su di lui.. Insomma: la scelta di un vino è dettata da più fattori.
Diverso, e più coinvolgente, è invece il caso in cui ad essere scelto non è prettamente il vino ma l'Azienda che lo produce.
In questo caso specifico:
FATTORIA CORONCINO.
Siamo nelle Marche: questa e un'altra Azienda della quale presto degusteremo i suoi ECCELLENTI vini (ve la voglio anticipare: Collecapretta!) sono i motivi, più che ottimi, che hanno spinto me e la mia dolce metà in una "tregiorni" a zonzo per i colli marchigiani, perdendoci svariate volte sui monti, in preda al navigatore impazzito, e ri-perdendoci, a nostro favore stavolta, per gli effluvi delle varie vendemmie anticipate che impegnano i vignaioli in questo caotico momento! E questa è stata la scena:
- Cara, il "Jack Jack" dice che dobbiamo fare un'altra inversione a "U" e tra 50 metri svoltare a destra, ma quel cartello dice proprio "FATTORIA CORONCINO"! che fare?
- Caro Parcheggia! Spegni sto coso (semo romani), ma che ce frega!
- Ma non c'è nessuno fuori, nemmeno una macchina, una porta aperta.. nulla!
- Aridaje! Ma che te frega! Male che va, ce cacciano! No?
Ergo timidamente e umilmente ci approprinqiuamo all'edificio, inseguiti da un tenero cagnolino di taglia media che da bravo guardiano urlava l'"allarme invasori": BAU! BAU! BAU!
Un tantinello stordito e indaffarato, da una porta, esce un ragazzo che togliendosi i tappini di silicone giallo dalle orecchie si volta verso di noi. Ero sicura che ci avrebbe mandato via con poche parole, invece no, non è stato affatto così: ci ha sorriso di un sorriso che più dolce e sorpreso non si può e ci ha accolto, nonostante la vendemmia, l'imbottigliamento e tutti gli impicci del periodo!
Coadiuvato da una ragazza gentilissima e con gli occhiali, ha improvvisato la degustazione di tutti i vini di loro produzione, a disposizione in quel determinato momento, su un tavolino impolverato all'aperto: la degustazione più figa che io abbia mai fatto fino a quel momento! Magnifico! Ci ha versato i vini nei due calici, ce li ha raccontati con l'amore negli occhi e quel sorriso che non dimenticherò mai stampato sul volto. Peccato che non ricordo bene il nome di quel ragazzo. Valerio, forse. Comunque il figlio del titolare dell'Azienda, Fattoria Coroncino, appunto, di origini romane, il titolare, il cui motto, immancabile, è proprio " 'NDO ARIVO METTO N SEGNO". Mentre degustiamo, accompagnati dai bacini del canetto che ora ci vede non più come invasori, Valerio ci confessa che a Roma i loro vini sono pressappoco introvabili, forse in qualche ristorante: alla produzione abbondante preferiscono la qualità dei loro vini e questo, la qualità, altissima, li "costringe" a non avere un agente: se la richiesta dovesse andare oltre la produzione non vogliono incappare nella spiacevole situazione in cui non sono in grado di soddisfare la domanda. l'offerta che intendono soddisfare, più di ogni altra cosa.
Dopo questo "magico" momento ci incamminiamo di nuovo verso l'agriturismo, s'è fatta sera, con il portabagagli arricchito da altre 4 bottiglie, una per ogni vino, troppo poche per quello che avremmo voluto ma oneste per le nostre ancora contate finanze.
E questo è il primo:

VERDICCHIO DEI CASTELLI DI JESI CLASSICO SUPERIORE 2009 degustato accompagnato da sushi e sashimi
Colore: giallo paglierino intenso con riflessi tra il dorato e il verdolino. Consistente nel mio calice. Brillante.
Naso: elegantissimo. Nocciola fresca, pera, banana, ananas, pesca bianca, un tocco di mineralità, timo.
Bocca: morbido e vellutato, mi conquista con una sapidità e un equilibrio impeccabile. secco ma con delle forme che non ci si aspetterebbe da un verdicchio. Ha un gran carattere, questo vino, ammorbidito dall'aria delle Marche e dalle mani innamorate del Vignaiolo. La bocca, inutile dirlo, è P U L I T A.
Eccellente. Anacronistico il brindisi, ma sempre ben voluto:
in alto i calici!
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