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Frascati Cannelino Vino Dolce 2010

Cantina Cerquetta di Vincenzo Ciuffa

di Simona Venditti
  • Via Fontana Candida, 20, Monte Porzio Catone (RM)
  • denominazione: Doc - Denominazione di origine controllata
  • tipologia: Bianco
  • vitigni: Malvasia del Lazio, 20% Malvasia di Candia, 20% Trebbiano giallo e verde, 15% Bombino e Bellone, 5% Grechetto
  • alcool: 11%º
Frascati Cannelino Vino Dolce
NOME VINO: Frascati Cannelino Vino Dolce 2010
PRODUTTORE: Cantina Cerquetta di Vincenzo Ciuffa
ZONA: Lazio - Italia
VALUTAZIONE: @ @ @ @ @
La mia dolce metà ha una fissazione: assaggiare tutti i Cannellino della nostra regione.
Qualcuno è già passato sotto il nostro “giudizio”, qualcun’altro no.
Oggi è il turno della Cantina Cerquetta: nel cuore dei Castelli Romani, sulle pendici dei Colli Tuscolani, nel lontano 1793 prende il via quella che presto diventerà una tradizione familiare: una produzione vitivinicola che vede all’acme della sua attenzione il Frascati Superiore DOC.
Alla linea TOP appartiene questo Cannellino Frascati DOC vino dolce [bottiglia 0,75]:
blend di 40% Malvasia del Lazio, 20% Malvasia di Candia, 20% Trebbiano giallo e verde,
15% Bombino e Bellone, 5% Grechetto. Vendemmia tardiva, dopo l’appassimento in pianta il mosto macera sulle bucce per 36h e su di esse inizia anche la fermentazione.
Questa è l’anticipazione. Ma andiamo ad analizzare.

Colore: giallo paglierino con riflessi oro chiaro, limpido e cristallino, abbastanza consistente. Sinceramente mi aspettavo un colore più deciso proprio in seguito alla notevole macerazione sulle bucce, ma… Giallo paglierino con riflessi oro chiaro.
Naso: dolce, pesche a polpa bianca, mela golden, ananas e pesca sciroppata, camomilla e salvia con un tocco di mineralità sullo sfondo.
Bocca: morbido e abbastanza caldo, è indubbiamente dolce ma con un’acidità un pochino debole per riuscire ad equilibrarsi. È un po’ cortino, lasciando però il dolciastro del miele sulla lingua.

Potrebbe dare molto di più questo genere di vino, il Cannellino in generale, soprattutto con le accortezze che questa Azienda ha (appassimento in pianta, macerazione sulle bucce, inizio fermentazione sulle bucce), se non fosse per il disciplinare DOC..
Ma questa è soltanto una opinione.
O forse, non so, i motivi per cui questo vino non impressiona sono altri a me sconosciuti.
Ma lo apprezzo, se non altro perché frutto di un duro lavoro.

P.S. Per poter pubblicare il post ho dovuto inserire un'annata, ma in realtà sull'etichetta l'annata non è indicata, per cui... fate vobis.
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#6 Commenti

  • Daniele Serafini

    Daniele Serafini

    La verità è che il Cannellino è un vino senza senso, voglio assaggiarli tutti proprio per capire quanto poco senso abbia. E' un vino che dovrebbe limitarsi ai ristoranti della zona come prodotto caratteristico (ma non tipico perché il Cannellino della tradizione non è più riproducibile!) e invece ce lo ritroveremo come Docg. Magie della burocrazia italiana.

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    #1
  • Cantina Cerquetta - Cantina Cerquetta Di Ciuffa Vincenzo

    buongiorno sono Claudio Ciuffa il produttore di questo Cannellino recensito! intanto ringrazio Simona Venditti per le sue note di degustazione, come al solito sempre molto utili per un produttore al fine di capire il reale gradimento dei propri vini e quali siano gli aspetti da migliorare! In merito all'annata sono gia in grado di risponderti... è sicuramente la vendemmia 2009 infatti fino alla vendemmia 2009 era facoltà o meno del produttore indicarla in etichetta mentre dalla vendemmia 2010 (che per noi è uscita sugli scaffali da pochissimo) è diventata obbligatoria! il 2009 non si è distinto per vini di grandissimo corpo, almeno nelle nostre zone, quindi è vero e confermo il fatto che fosse un po "corto" al palato mentre il colore credo sia della giusta intensità è infatti un appassimento in pianta (nel 2009 per altro è durato solo 8 giorni prima di dover vendemmiare causa arrivo del maltempo) e non in graticci e locali climatizzati come può avvenire per un passito, così come il contatto con le bucce è molto breve e solo nella fase di pre-pigiatura. Il residuo zuccherino del vino degustato è di circa 60 grammi litro e quello che amo sempre sottolineare è un residuo zuccherino NATURALE ossia lo stesso delle uve... questo è uno dei punti che lo distingue da moltissimi vini dolci e/o passiti comunemente sul mercato e che comunque partono sempre da un residuo minimo di 100 gr litro!! Amo infatti definirlo un vino dolce "atipico" perchè il vero Cannellino è così... non arriva mai a 100 gr lt di zuccheri si posiziona sul primo gradino di un'ipotetica scala dei vini dolce... ma è la sua peculiarità!!

    Purtroppo invece il Cannellino molte volte... viene male interpretato e scambiato per un "normale" vino dolce o peggio ancora confuso con un passito ed ecco quindi che nel giudizio e confronto ne esce inevitabilmente con le " ossa rotte!" .

    In particolare qui mi ricollego al commento di Daniele Serafini che con questa sua presa di posizione demolisce il più antico e tradizionale vino dei Castelli Romani, nonchè demolisce uno dei pochi vini rimasti in Italia che io ritengo veramente tipico... e non "omologato" al gusto di tutti gli altri vini dolci che sembrano fatti con lo "stampino"...

    Vorrei quindi sapere dal Sig. Serafini cosa intende per "vino non tradizionale in quanto non più riproducibile.." perchè l'affermazione denota delle gravi lacune sulla tipologia di vino sulla sua storia origine e diconseguenza sulla sua conoscenza !!

    A mio modo di vedere è un vino che invece merita molto più di altri il riconoscimento alla DOCG, per giunta quando leggerete i disciplinari vi accorgerete del serio rigore a cui saranno sottoposti i futuri cannellini, a partire dall'obbligo dell'appassimento minimo (che oggi è invece facoltà solamente di alcuni... che vogliono rifarsi alal tradizione come la versione da me prodotta) fino ad arrivare al drastico ridimensionamento delle rese in vigneto prima ed in cantina dopo!!
    sono poi stati aumentati gli estratti minimi così come le richieste di grado zuccherino sulle uve...ritoccate le acidita insomma una serie di misure volte ad innalzare ulteriormente la qualità!

    Purtroppo è vero che in Italia siamo abituati a vedere di tutto ma vi prego non facciamo di tutta l'erba un fascio e soprattutto prima di giudicare vi pregherei... di informarvi sul duro lavoro che c'è dietro e su quale sia l'obiettivo finale!!!

    cari saluti a tutti e a questo punto vi aspetto intanto per la degustazione della nuova annata e per parlare poi del futuro DOCG che vi ricordo oltre che per il Cannellino nascerà anche per il Frascati Superiore!

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    #2
  • Andrea Petrini @ Percorsi di Vino wine blog

    Ciao Claudio, ti ricordi del mitico Enoclub Roma? Ho ancora una tua bottiglia di Cannellino, mi sembra annata 2006. Sarebbe interessante aprirla!

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    #3
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Che fine ha fatto tua moglie Claudio, un tempo era molto attiva qui su Vinix ora è un po' che non si vede più in giro. Anche noi è moltissimo che non riceviamo più le tue campionature a TigullioVino, fatti sentire.

    Ciao, Fil.

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    #4
  • Simona Venditti

    Simona Venditti

    L'ENORME, e sottolineerei ENORME, lavoro che si cela dietro a quello che per la massa altro non è che del dolce liquido inebriante, è il segno distintivo di un prodotto di qualità, segno al quale dovremmo essere tutti grati, sempre ed in qualsiasi circostanza. Ecco che forse in questo caso è stata l'annata ad incidere sulla persistenza del vostro "vino antico", a questo punto lo definirei. Sì: il Cannellino è presente sugli scritti che ci tramanda la Nostra storia, quella dei Castelli Romani, ma (solo per cercare di dare un chiarimento alle parole di Daniele Serafini) dico che, forse mi sbaglio, fra i vitigni usati fino all'entrata in vigore delle leggi-disciplinari c'era l'abitudine di usare una maggior percentuale di Malvasia di Candia, che è leggermente più di carattere rispetto alla Puntinata. Questo vale anche, ovviamente, per il Frascati.
    La vendemmia tardiva da risultati differenti e meno omologati rispetto a quelli di un passito, ed in questo infatti risiede la peculiare caratteristica di un'acidità più fresca e "beverina", per dirla con il popolo.
    Peccato per la poca persistenza: forse l'annata, 2009, forse la percentuale di Puntinata.. non so. Ma una cosa voglio ribadire: i ringraziamenti e i riconoscimenti REALI per tutto il lavoro e la fatica e le emozioni e tutto quel marasma gigantesco che si cela dietro ad ogni singolo sorso, inimmaginabile per un "comune immortale" , è sempre presente nella consapevolezza di tutti noi. Anche quando un'opinione affrettata potrebbe far pensare il contrario.
    Grazie Claudio per aver puntualizzato tutto questo.

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    #5
  • Daniele Serafini

    Daniele Serafini

    In realtà avrei detto che si tratta di un vino tipico ma non più riproducibile come da tradizione. All'inizio del secolo quanta Malvasia di Candia o Trebbiano Toscano si usavano? Ci sono cantine che fanno il Cannellino con la maggioranza di Malvasia di Candia! Quante abitazioni, strade o altro esistevano? Le condizioni di nebbia e umidità giuste esistono ancora oggi? Il Cannellino è un vino tipico, che rappresenta un certo modo di fare il vino qui ai Castelli, caratteristico per noi che ci abitiamo e curioso per i turisti. Da qui a considerarlo eccellenza enologica ce ne passa. Certo non sarà l'unico esempio di Docg prematura o del tutto inutile. E, tra le righe, mi sembra molto prematura anche la Docg al Frascati Superiore, che comunque ha fatto passi da gigante negli ultimi anni.
    Lavoro in zona e tanti produttori dei Castelli, pur producendolo, la pensano esattamente come me. Alcuni lo vendono solo sfuso, altri lo imbottigliano giusto se ne hanno qualche richiesta. Un produttore di Grottaferrata, uno che il territorio lo conosce meglio di me, sono 6 anni che rinuncia a fare il Cannellino per condizioni climatiche inopportune e, a sua memoria, il Cannellino non è esattamente quello che vediamo sugli scaffali oggi.
    E' proprio questo il punto. La Docg dovrebbe essere un premio ad una qualità molto elevata oltre che ad un prodotto di importanza storica, culturale e territoriale, non un trampolino di lancio. Altrimenti facciamo prima a darla a chiunque.
    E, per la cronaca, rispetto il lavoro che c'è dietro ad ogni singola bottiglia ma nessuno me le regala le bottiglie. I 6 Cannellini che ho personalmente recensito fin'ora (pensi quanto alla fine sono più che interessato e certosino, ho intenzione di assaggiare ogni singolo Cannellino prodotto ai Castelli, a mia conoscenza 11 in totale, vogliamo scommettere che aumenteranno con la Docg?) li ho presi tutti direttamente in azienda e tutti assaggiati nella speranza di trovare un prodotto ottimo. Speranza vana fin'ora. In più alcuni non hanno neanche prezzi proprio bassi.
    Mi prendono in giro molto spesso riguardo la mia costanza nel provare prodotti dalla mia terra, cioè i Castelli. Io invece, azienda dopo azienda, testardo come sono, cerco continuamente qualcosa di buono. Per ora col Cannellino non ho avuto successo. Ho provato Fontana Candida, Castel De Paolis, Strade Vigne del Sole, Casale Mattia, Conte Zandotti, probabilmente domani passo da Casale Marchese. A mio parere sempre lo stesso risultato, un vino semplice da sfiorare la banalità (non reputo la semplicità un difetto), bocca spesso dal sapore di bevanda zuccherata, persistenza ai limiti dell'impalpabile. E non penso di essere una mosca bianca.
    In più, dell'annata 2009, ho provato diversi bianchi a dir poco ottimi da quelle parti (i suoi non ho avuto il piacere ma spero di rimediare!), nessun Cannellino però (per la cronaca la maggior parte a base Malvasia Puntinata)!
    Questo è quanto.
    Con rispetto e con speranza futura
    Daniele Serafini
    ps lavoro continuamente con persone provenienti da tutto il mondo e non immagina con che passione cerco di trasmettere tutto il meglio che c'è e che potrebbe esserci, compreso il Cannellino (ma ammetto che a volte devo esagerare un po')!

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    #6

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