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Valtellina Superiore Sassella Rocce Rosse 1997

Ar.Pe.Pe.

di Simona Venditti
  • Via Buon Consiglio, 4, Sondrio (SO)
  • denominazione: Doc - Denominazione di origine controllata
  • tipologia: Rosso
  • vitigni: Nebbiolo 100%
  • alcool: 13%º
Valtellina Superiore Sassella Rocce Rosse
NOME VINO: Valtellina Superiore Sassella Rocce Rosse 1997
PRODUTTORE: Ar.Pe.Pe.
ZONA: Lombardia - Italia
VALUTAZIONE: @ @ @ @ @
Arturo Pelizzatti Perego. Noto a tutti come Ar.Pe.Pe. Sì ma Arturo padre o Arturo nipote? Sì perchè la, inizialmente detta, Pelizzatti Perego è un po' come una Fenice: rinasce. Siamo in Valtellina e papà Arturo possedeva dei terrazzamenti di Nebbiolo tra Grumello e Buon Consiglio, due alture nei dintorni di Sondrio. La produzione iniziò a diventare notevole e le necessità di affinamento richiedevano spazi sempre maggiori: fu così che decise di creare la sua cantina proprio al di sotto dell'altura sui quali terrazzamenti cresceva l'uva (cresce, perchè è così a tutt'oggi). Arturo ebbe un figlio, Guido, che a sua volta ebbe un figlio, Arturo, il nipote, al quale si deve la rinascita della cantina Pelizzatti Perego, oggi detta Ar.Pe.Pe. Perché? Era il periodo della crisi post bellica quando la Cantina di famiglia fu costretta a vendere la proprietà e la sua produzione a Winefood, una società svizzero-americana. La famiglia si ritrovò alle dipendeze di questa società, la quale si arrogò tutte le decisioni riuguardo le viti, il vino, e i suoi tempi di affinamento. Winefood si impossessò, comprandolo, del terreno, delle viti ovviamente, ed anche della favolosa cantina scavata sotto i terrazzamenti, quella voluta con ardore da Arturo padre. La tristezza del lutto era insopportabile, ma proprio dalla sofferenza nasce quella spinta caparbia e tenace di chi VUOLE riprendersi la sua dignità. Arturo nipote lavorò strenuamente racimolando denaro, denaro grazie al quale riacquistò, tempo dopo tempo, il suo terreno, le sue viti, e non per ultima la sua cantina. Riprese in mano la produzione dei suoi vini e del tempo di affinamento: l'attesa prevista è di sei anni per l'uscita in commercio dei suoi "gioielli" (per le prime vendite del Sassella Rocce Rosse bisogna attendere fino al 1990), e la scelta dell'attesa gli procurò non poche critiche ma la tenacia della consapevolezza non ha nemici.
Questa è la storia che c'è dietro il nome stampato sull'etichetta di questa bottiglia, storia raccontata da loro e riraccontata da me, probabilmente con una serie di imprecisioni delle quali chiedo anticipatamente venia, ma la commozione nel leggere le testimonianze sul loro sito non mi ha concesso la lentezza necessaria ad una maggiore informazione, mia personale.
SASSELLA ROCCE ROSSE VALTELLINA SUPERIORE RISERVA 1997
- Colore: Granato trasparente, limpido, consistente e con una luminosità tutta sua.
- Naso: Frutti rossi di bosco, arancia rossa, rosa appassita, nota minerale, ferrosa, nota vegetale, un po' fungina, tartufo nero, speziato di pepe nero, noce moscata, bacche di ginepro, foglie secche, terra bagnata, tabacco, pelliccia, chicco di caffè tostato, legno, cacao amaro, cuoio liscio (es. il vecchio portafogli in pelle di mio nonno). Il massimo nella scheda AIS è AMPIO,io in questo caso userei "amplerrimo"..
- Bocca: Pieno, caldo morbido, con un tannino elegantissimo, robusto e sapido, di media freschezza, con una persistenza indimenticabile. Come indimenticabile è l'equilibrio, è l'eccellenza, è tutto, in questo vino.

Arturo nipote ci lascia nel 2004. Ma solo fisicamente. La sua anima, energia, chiamatela come volete, accompagna quel nome, Ar.Pe.Pe., stampato su ognuna delle sue etichette.

P.S. sui profumi: ricordi quando da bambino andavi a trovare un parente o un amico di famiglia di una certa età? Ricordi quell'odore unico e inconfondibile che sentivi quando entravi in casa sua?
Un miscuglio di lenzuola pulite-cucinato-vapore-vestiti-sapone di marsiglia-tè ..? Insomma una cosa un po' complessa da discrivere a parole, una sensazione, la sensazione di casa.
Bhè io nel Sassella Rocce Rosse di Ar.Pe.Pe. ci sento la sensazione di casa.
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#3 Commenti

  • Niccolò Desenzani

    Niccolò Desenzani

    Bella degustazione! E secondo me hai anche avuto fortuna con la bottiglia, perchè non sempre gli arpepe di quegli anni si concedono volentieri. Spesso li ho trovati un po' trattenuti, e quell'aggettivo che usi, "amplerrimo", dice invece che la bottiglia voleva proprio darsi!

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    #1
  • Simona Venditti

    Simona Venditti

    So di bottiglie meno altruiste di quella che è capitata a me. Posso dire di ritenermi abbastanza fortunata in questa circostanza. Onestamente non ho ancora grandi parametri di confronto per esperienze personali con i vini di ar.pe.pe., ma questa bottiglia si è concessa di cuore chiedendo in cambio solo un po' di tempo per poter respirare un po' e sgranchirsi le braccia, dopo di che.. c'è il mio aggettivo :)

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    #2
  • Alessandro Zingoni

    Alessandro Zingoni

    Bel post, complimenti; bella bottiglia, sempre; e un po' fortunata, qb.

    :-))

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    #3

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