assistenza whatsapp: +39 347 211 9450

Nero d'Avola Sciavè 2007

Riofavara Azienda Agricola

di Claudio Celio
  • Contrada Favara, Ispica (RG)
  • denominazione: Doc - Denominazione di origine controllata
  • tipologia: Rosso
  • vitigni: Nero d'Avola
  • alcool: 14,5%º
Nero d'Avola Sciavè
NOME VINO: Nero d'Avola Sciavè 2007
PRODUTTORE: Riofavara Azienda Agricola
ZONA: Sicilia - Italia
VALUTAZIONE: @ @ @ @ @
Nero d'Avola coltivato nel comprensorio della Doc Eloro, vinificato a temperatura controllata senza utilizzo di lieviti selezionati. Il vino che ne risulta è di notevole portata alcolica (14,5%), riflessi violacei, con spiccata concentrazione e accentuata densità. Naso non molto espressivo e bocca che non nasconde nulla del forte impatto alcolico del vino. Alcol e concentrazione elevata, quasi tattile, non vanno molto d'accordo con la bevibilità e, infatti, questo Sciavè non e' che sia il più godibile dei nero d'avola. Le note terrose, di frutti neri, di mora ed erbe amare non bastano a compensare il carattere un po' imbolsito dell'annata 2007, che non riesce ad acquisire maggiore scioltezza con il passare delle ore. Il finale resta un po' stanco, sulle note della salamoia e appare un pò segnato dal legno (il vino fa 18 mesi in cantina tra barrique e bottiglia prima di essere immesso sul mercato). Complessivamente un esercizio non felicissimo sul nero d'avola.
  • condividi su   Facebook
  • 2839
  • 0
  • 0

vedi tutte le degustazioni di Claudio Celio I MIEI VINI

  • Rosato Ancestrale Colombaia
    @ @ @ @ @

    Rosato Ancestrale Colombaia

    inserito da Claudio Celio
    I vini frizzanti di Colombaia iniziano ad essere un problema per me. Un problema di salute. Sono cosi' gradevoli e bevibili in questa versione bianca...

    • 1
    • 3868
  • Etna Bianco Quantico
    @ @ @ @ @

    Etna Bianco Quantico

    inserito da Claudio Celio
    Avevo parlato di qeusto vino bianco etneo qualche tempo fa quando ne avavo assaggiato le prime annte. Lo ritrovo in questa versione 2012 piu' in...

    • 1
    • 4588

#3 Commenti

  • Riofavara

    Riofavara

    Gentile sig. Celio, ho letto con attenzione la sua risposta e le recensioni riguardanti gli altri vini siciliani.
    La mia non è una lamentela o polemica sul giudizio, ripeto: chi fa questo mestiere, come me, mette in conto anche le recensioni negative.
    Il problema a mio avviso risiede nel modo in cui vengono fatte, da chi e perché!
    Sono molto contento di leggere spesso, che i bloggers stanno rivoluzionando la comunicazione sul vino con la maggiore diffusione e l'interscambio di idee, scoperte e notizie, ma tutto questo presuppone il sapere, la conoscenza e la ri-cognizione!
    Essere un appassionato – consumatore secondo me non basta per scrivere la verità che lei dice, ed è sempre una verità soggettiva.
    Le assicuro che conosco "moooolto" bene i vini e i produttori, della mia regione che lei ha recensito sia positivamente che negativamente e quindi di ogni vino, oltre al mio ( che eventualmente si difende da solo), naturalmente, ne conosco i pregi.
    Quindi ritengo di poter considerare la sua recensione su Sciavè molto positiva !
    Un giornalista Andreas März, che lei sicuramente conosce, utilizza la bevibilità per i vini che degusta, e ha competenze e capacità fuori dal comune, stranamente però i giudizi non sono in linea con le sue recensioni su Vinix. E allora la verità dove sta? E’ sempre in mezzo!
    Sono d’accordo per la passione di scrivere e ricercare vini, territori, e cantine, ma serve più sensibilità nello scrivere; il vino e la viticoltura non è un mondo facile, anzi bisogna aspettare, avere pazienza e rispetto per i tempi le evoluzioni i periodi di chiusura e di time-out, dovute al cambio di pressioni atmosferiche etc etc… Con molta serenità posso affermare che i giudizi servono, ma devono scaturire da una verifica e da un sapere imprescindibile del terroir di origine.
    Altrimenti diventano solo libertà di scrivere!
    :-) Buon Lavoro e a presto mp

    link a questo commento 0 0
    #1
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ogni volta che qualcuno scrive di un vino in modo non del tutto positivo da un lato gioisco per la libertà che c'è qui sopra di scrivere, dall'altro tremo - se non ho assaggiato il vino e non lo conosco - temendo che si sia presa una cantonata e l'azienda possa aversene a male. A volte i degustatori ci prendono, altre volte meno, spesso le aziende si incazzano. Quasi sempre, tolte naturalmente le eccezioni di maleducazione che vengono sempre censurate ma non è questo il caso, si cresce tutti insieme.

    Mi è piaciuto molto il vostro modo di rispondere ad una recensione parzialmente non positiva, vi fa onore. Quello che posso dirvi è che per fortuna la rete autodistilla e che soprattutto all'interno di un social network professionale come questo dove anche gli appassionati collaborano e scrivono con grande passione, poi ognuno ha il suo reale peso. Le recensioni, siano esse di vino o di birra o di ristoranti, siano esse positive o negative, hanno tutte un ruolo relativo e vanno colte nel contesto in cui vengono scritte, il valore delle recensioni di claudio o le mie o quelle di chiunque altro, saranno di volta in volta valutate con un impatto differente a seconda della persona che le leggerà, dei suoi rapporti con chi ha scritto, della sua stima o non stima, dipende.

    In questo caso non posso dire nulla nel merito non avendo assaggiato il millesimo preciso di cui si parla ma volevo solo intervenire per complimentarmi per il modo pacato e sereno con cui ha avuto esprimere il suo punto di vista. In fondo, se ci pensa, il bello della rete è anche questo, su una rivista di carta non avrebbe mai potuto farlo allo stesso modo.

    E anche questo la fa crescere mi creda. Sia lei, sia chi ha scritto.
    Nello scrivere in modo negativo o parzialmente negativo bisogna sempre usare il massimo tatto, la massima educazione, il massimo rispetto, sapendo che si sta parlando del lavoro degli altri. Come dice un mio vecchio maestro, in educazione e con un pizzico di sale in zucca, si può dire qualsiasi cosa.

    Un caro saluto ad entrambi.


    Fil.

    link a questo commento 0 0
    #2
  • Claudio Celio

    Claudio Celio

    Gentile Sign. Padova,
    condivido quanto dice ma mi permetto di puntualizzare un paio di cose. E' vero che essere un appassionato-consumatore non equivale ad avere un patentino di 'portatore di verita'''. Ma, mi chiedo, chi è in grado di (sop)portare questa qualifica ? Eppoi: non trova che sarebbe anche limitativo ridurre la discussione sul vino ad un dialogo tra soli addetti a lavori: produttori, distributori, sommelier etc... Quello che ho espresso sulla Sciave' è una valutazione soggettiva (che io ho ricavato in parte dalle indicazioni che ho trovato sul suo sito internet), suscettibile (a sua volta) di critica e controreplica e io sono sempre pronto a rivedere la mia valutazione. Le cito un caso di un produttore che forse Lei conosce: Vini Sultana. Il Bachynum 2008 non mi era piaciuto e, come puo' vedere su Vinix, l'ho scritto. Il millesimo 2009, invece, l'ho trovato ottimo e non ho avuto dubbi nel riportarlo.
    Per conto mio aggiungo questo: mi sono appassionato ad un tipo di vitigno, il nero d'avola, e mi sono impegnato nel ricercare e assaggiare il maggior numero di vini prodotti nella Doc Eloro. Anche e soprattutto quelli meno conosciuti al grande pubblico. Questo lo sto facendo per accumulare il più ampio patrimonio possibile di conoscenze enologiche su questo singolo terroir. Il mio è quindi uno sforzo non solo economico (perche' tutte le bottiglie che recensisco le ho acquistate) ma anche 'conoscitivo', di cui sono moderatamente orgoglioso.
    A presto e anche a Lei buon lavoro.

    link a questo commento 0 0
    #3

inserisci un commento