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Franciacorta Brut Rosé s.a.

Castello Bonomi

di Franco Ziliani
  • via San Pietro 46, Coccaglio (BS)
  • denominazione: Docg - Denominazione di origine controllata e garantita
  • tipologia: Rosato
  • vitigni: Pinot nero
  • alcool: 12,5º
  • prezzo: 25 euro €
Franciacorta Brut Rosé
NOME VINO: Franciacorta Brut Rosé s.a.
PRODUTTORE: Castello Bonomi
ZONA: Lombardia - Italia
VALUTAZIONE: @ @ @ @ @
Quello che dovevo dire di questa storica azienda (risalgono al 1984-85 e non all’altro ieri le prime bottiglie di metodo classico prodotte) lo trovate in questo articolo http://www.lemillebolleblog.it/2012/03/15/franciacorta-brut-cruperdu-castello-bonomi/ pubblicato su Lemillebolleblog.

Un’azienda (e vini soprattutto) dotati di una tale peculiare personalità che non si capisce perché in questi ultimi anni se ne siano perse un po’ le tracce nel discorso, sempre molto vivace e articolato e con sempre nuovi protagonisti, essendo ormai un centinaio le aziende che imbottigliano, sulla Franciacorta.

Siamo a Coccaglio, al centro di quella autentica “unità vocazionale” (individuata da un puntuale lavoro di zonazione fatto ormai diversi anni orsono, e non sempre messo in pratica…) rappresentata dall’area del Monte Orfano, il più antico affioramento della pianura padana, una zona dotata cioè di una particolare geologia, il cosiddetto "conglomerato" di natura litorale, con molti elementi ciottolosi grossolani, un’età geologica più antica del resto della Franciacorta, un particolare microclima, con temperature massime e minime più alte, un'esposizione massima al sole e una presenza calcarea spiccata. E un’epoca di maturazione decisamente anticipata.

In questa zona i Franciacorta prodotti dalle (non numerose) aziende qui presenti, con vigneti che presentano una spiccata componente calcarea, sono vini particolarmente longevi che si evolvono splendidamente nel tempo mantenendo sorprendenti caratteristiche di freschezza e di energia.
E un “sale” che è assolutamente espressione dei terroir del Monte Orfano.

Franciacorta passisti e non sprinter, che hanno bisogno di tempo per esprimersi compiutamente, e che degustati senza fare loro fretta, anche ad un anno e più dall’epoca di sboccatura, si mantengono freschissimi, pieni di energia, pimpanti come giovanotti.

L’azienda simbolo della zona, insieme (non va certo dimenticato) con la vicina e confinante azienda agricola Faccoli http://www.faccolifranciacorta.it/ è sicuramente la Castello Bonomi (già Castellino) http://www.tenutabonomi.it/ proprietà della famiglia Bonomi da inizio Novecento. Un’azienda agricola, forte di 24 ettari di vigneto, 21 dei quali destinati a Franciacorta, che dispone di un piccolo Château, opera del celebre architetto bresciano Antonio Tagliaferri, commissionato dalla famiglia Tonelli, da cui si gode di una splendida vista verso Milano e la pianura padana. Vigneti dove domina lo Chardonnay, ma dove il Pinot nero (eliminato da qualche anno il Pinot bianco), con quasi cinque ettari di estensione di diverse particelle, in larga parte collocate nelle migliori esposizioni dei vigneti a gradoni e con buona parte dei vigneti più vecchi, ha uno spazio importante.

Nella gamma dei Franciacorta preparati da un bravo chef de cave com’è Luigi Bersini, il Pinot nero entra in gioco con un trenta per cento nella composizione della cuvée del Brut CruPerdu, del millesimato (50%), della Gran Cuvée del Laureato Dosage Zero (30%) nonché della Cuvée Lucrezia (con percentuali varianti dal 70 per cento per l’Extra Brut al 100% per la preziosa e rara etichetta nera Blanc de Noir, uno dei Franciacorta più ambiziosi e completi del panorama franciacortino.

Ed è assoluto protagonista, come capita con larga parte dei più interessanti e validi rappresentanti di questa difficile tipologia, del Franciacorta Brut Rosé, almeno 30 mesi di permanenza sui lieviti, una selezione di uve rigorosa, ed una capacità dei vini (come ho sperimentato personalmente bevendo lo scorso anno una bottiglia a tre anni dall’epoca di sboccatura e trovandola in forma smagliante) di evolvere splendidamente nel tempo.

Da uve della vendemmia 2007 (una produzione intorno alle 8-10 mila bottiglie complessive) ho recentissimamente avuto modo di degustare un Rosé che giudico senza dubbi tra i migliori della denominazione. Un Rosé rigoroso, di grande integrità, senza concessioni ad una ricerca furbesca e un po’ piaciona di consenso e piacevolezza realizzata con residui zuccherini elevati e morbidezze caramellose – il contenuto di zuccheri è limitato a 5-6 grammi litro – pensato per essere bevuto e apprezzato a tavola, in abbinamento ad una vasta gamma di piatti che non necessariamente devono prevedere preziosi crostacei, ma anche piatti a base di pesci più risparmiosi, oppure preparazioni a base di verdure, antipasti freddi, carni bianche in insalata o salmone affumicato, al quale questo Rosé può abbinarsi meravigliosamente.

Bello il colore innanzitutto, un salmoncino non intenso, di bella tonalità di colore e brillantezza con una leggera vena che tende al granato, naso variegato, di notevole fragranza e delicatezza, ma compatto e di bella densità, con una bella vena agrumata (pompelmo rosa e mandarino) e un dinamico mix fruttato floreale e salato che richiama rosa mirtillo e ribes, e si impone per nitidezza e sale e incisività.

In bocca bella materia ricca strutturata, con una vinosità accentuata, buon allungo e nerbo affilato, con grande equilibrio e piacevolezza e una persistenza lunga, sapida e nervosa, con una certa presenza tannica che deve ancora ammorbidirsi interamente, da vino di gran carattere.

Con il suo prezzo (per il canale horeca) di 15,50 euro, che diventano poi intorno ai 25 in enoteca, mi sembra uno dei Franciacorta Rosé dal rapporto prezzo qualità più interessante.
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