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Alezio Rosato Mjère 2011

Michele Calò

di Franco Ziliani
  • Via Masseria Vecchia 1, Tuglie (LE)
  • denominazione: Doc - Denominazione di origine controllata
  • tipologia: Rosato
  • vitigni: Negroamaro, Malvasia Nera
  • alcool: 12,5º
  • prezzo: 10 euro €
Alezio Rosato Mjère
NOME VINO: Alezio Rosato Mjère 2011
PRODUTTORE: Michele Calò
ZONA: Puglia - Italia
VALUTAZIONE: @ @ @ @ @
Non è certo il momento migliore, quello del Vinitaly, per assaggiare nuovi vini e nuove annate. Se si aggiunge poi che quest’anno la kermesse del vino veronese si è svolta in anticipo rispetto agli altri anni, a fine marzo, è ovvio che molta parte degli assaggi, soprattutto dei 2011 bianchi e rosati, vadano presi con largo beneficio d’inventario, trattandosi di vini freschissimi d’imbottigliamento, ancora largamente inespressi, sbilanciati, con solforose che si fanno sentire, profumi ancora poco espressivi.

Questo detto voglio spendere una parola ancora più ammirata per la nuova annata, la 2011, di uno dei rosati che più nel cor mi stan, l’Alezio Rosato Mjere dell’azienda Michele Calò di Tuglie, località salentina posta una dozzina di chilometri a nord est di Gallipoli, creata da quell’autentico pioniere (scomparso lo scorso dicembre) che è stato Michele Calò, il cui lavoro viene oggi continuato dai figli Fernando e Giovanni.

L’azienda Michele Calò http://www.michelecalo.it/ è apprezzata per i suoi rossi base Negroamaro, lo Spano Salento Rosso riserva, il Salento rosso Grecantico ed il Salento Rosso Mjere, ma questo Alezio Rosato Mjere (dal latino Merum, ovvero vino vero), che fa parte di una gamma di tre vini (bianco, rosso e rosato) mi è particolarmente caro. Mi piace tantissimo (personalmente lo considero tra i migliori cinque rosati di tutta la Puglia) questo rosato prodotto con una larga maggioranza - ottanta per cento - di uve Negroamaro ed un venti per cento di Malvasia nera, che vengono valorizzate con una vinificazione tradizionale “a lacrima”, con uve lasciate macerare 16-18 ore a seconda della maturazione e del colore, che prevede che al momento della svinatura solo il 25-30% venga destinato alla produzione del Mjere rosato, esclusivamente la parte migliore, quella più limpida e “fiore” dal colore rosa corallo, ottenuta dall’alzata del cappello, destinata alla fermentazione a temperatura controllata a 18 gradi per una durata di 7-8 giorni.

Un vino, prodotto in 42-45 mila bottiglie, da vigneti posti a Tuglie, Sannicola e Alezio, su terreni argilloso calcarei di medio impasto, che presenta tutte le caratteristiche che si richiedono ad un rosato pugliese e salentino degno di questo nome e della grande tradizione produttiva salentina su questa tipologia.

E’ un rosato dal magnifico colore, un cerasuolo brillante con riflessi che vanno dal corallo al melograno, e dai profumi nitidi, precisi, variegati, fragranti, che vanno dai piccoli frutti rossi di bosco alle erbe aromatiche, da note di fiori bianchi, di macchia mediterranea e di sale, che nell’edizione 2011 assaggiata a Verona evidenziava una spiccata e piacevolissima componente agrumata.

E poi è fresco, vivo, ben secco, senza nessuna concessione a quelle morbidezze caramellose che altri perseguono e prediligono, pensando che risultino gradite ai consumatori dal gusto più banale, quelli di recente arrivo al vino tramite le bibite gassate, con una bella componente fruttata che si fa apprezzare, ravvivata da un nerbo acido, da un sale, che rendono questi vini il complemento ideale, già ora in questa primavera pienamente esplosa con i suoi venti gradi e oltre di temperatura, per una cucina fresca, allegra, colorata, a base di verdure e di pesce, per antipasti, preparazioni fredde. Un bere equilibrato, piacevole, allegro che sta prendendo sempre più piede tra un numero crescente di consumatori.

Al Vinitaly gli amici Fernando e Giovanni Calò mi hanno fatto assaggiare un’autentica anteprima, che dimostra quanto credano nei rosati, che non verrà commercializzata prima di settembre, quando avrà fatto almeno cinque mesi di affinamento in bottiglia.
Si tratta di una selezione particolare, con una bottiglia speciale, denominata Cerasa (che al sud significa ciliegia) di rosato, un IGT Salento Rosato 2011, una scelta particolarmente rigorosa di uve provenienti dai migliori vigneti ad alberello, un venti per cento del quale si è affinato in legno, in piccoli fusti di rovere francese non tostati. Un vino che costerà circa tre euro in più rispetto all’Alezio Mjere e che vorrebbe testimoniare la capacità di un rosato di essere bevuto anche dopo più di un anno.

La parte aromatica deve ancora trovare il suo perfetto assestamento, con una leggera nota di legno e vaniglia che al momento si fa sentire, ma al gusto mostra un carattere quasi da rosso più che da rosato, con una grande pienezza fruttata, una notevole vinosità, una grande sostanza e ampiezza, una considerevole grassezza da rosato che sarà da giocare su abbinamenti più impegnativi, soprattutto pesci di una certa struttura, zuppe e brodetti, e carni bianche.

Ma di questo vino, lasciamo che riposi e trovi il suo perfetto equilibrio in bottiglia, parleremo a tempo debito…
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