Aligoté Plantation 1902 2008

Alice et Olivier De Moor

di Niccolò Desenzani
  • Rue Jacques Ferrand, Courgis
  • denominazione: AOC - Appellation d'Origine Contr�l�e
  • tipologia: Bianco
  • vitigni: Aligoté
  • alcool: 12 e poco piùº
  • prezzo: 15 €
Aligoté Plantation 1902
NOME VINO: Aligoté Plantation 1902 2008
PRODUTTORE: Alice et Olivier De Moor
ZONA: - France
VALUTAZIONE: @ @ @ @ @
Naso elegante, calcareo, gourmand, con un ben delineato riflesso ossidativo, verso gli idrocarburi. Appena più caldo si sente un filo l’alcool, amalgamato con essenze zuccherine.
Il sorso è prepotentemente acido, dritto, ma così ben gestito che pare quasi cesellare ogni piccolo dettaglio dell'incavo senza mai tagliare. E poi riempito appena da rimandi alla frutta secca, ai calcari, e da una rete di piccole vene ossidative che ne aumentano eleganza e profondità.
Ah, l'ho detto che è minerale?
Ti si aggrappa alle mucose come un velo d'uva durando a lungo come gusto e per decine di minuti come sensazione.
Disseta e ha quel giusto di cremosità che portano a berne senza ritegno (da notare il grado alcolico).
Risuona incessante la domanda nella mia testa: dove si sente l'anzianità delle viti (Plantation 1902 è l'anagrafe della vigna!)? Non sono domande facili. Siamo abituati a riempirci la bocca di “vigne vecchie”, ma poi onestamente dobbiamo chiederci che cosa diano in più o in meno.
Qui io ipotizzo che il segno della vecchiaia sia da ricercarsi nel dopo-sorso. In un vino così etereo, appuntito, bisturi-like, cesello di precisione, laser, fresco, dritto... È l'impressione, l'orma, che restano in bocca per minuti. Che senti una freschezza, un sapore quint'essenza dell'uva che permane...
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  • Au Suivant...
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    Au Suivant...

    inserito da Niccolò Desenzani
    Si presenta denso e cupo. Profumo ben risolto, materico, solido. In bocca è piuttosto duro con tannini ruvidi, consistenza spessa e polverosa....

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    Le blanc Pastoreccie

    inserito da Niccolò Desenzani
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#4 Commenti

  • Alessandro Zingoni

    Alessandro Zingoni

    Nella mia breve esperienza di esercizio della degustazione sono arrivato a pensare che l'anzianità delle viti apporti una marcia in più al vino, decisamente e profondamente; questa tua bella recensione, che condivivo, di un vino che tra l'altro conosco ancora troppo poco, rafforza il mio pensare in questa direzione. Ben vengano altri giudizi.
    Abbinamenti?

    Ciao

    :-)

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    #1
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ho la stessa impressione Alessandro.
    L'età delle viti sembra incidere profondamente su quei caratteri meno palpabili come il "carattere" e la "profondità" di un vino. Oltre che dell'eleganza in parte. Almeno questo è quello che frequentemente riscontro nella mia esperienza. Che le vigne diventino "sagge" con il passare del tempo? :)

    Ciao, Fil.

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    #2
  • Niccolò Desenzani

    Niccolò Desenzani

    Anche per me l'età delle viti è diventato col tempo un dato che tengo sempre sott'occhio. A parte la capacità delle viti vecchie di superare annate torride, secche così come fredde e umide, grazie alle radici profonde, e le rese naturalmente basse, ho notato e letto che spesso i vini che ne provengono sono più difficili da gestire, più instabili. L'ho visto sul rossese Luvaira di Tenuta Anfosso, come sui gaggiarone di Alziati e molto nel Dettori Rosso di Dettori che tende a diventare dolce e allora ti devi chiedere come dev'esser gestito. Ho letto che l'aligoté è anch'essa uva problematica di difficile lavorazione in vigna (da leggere http://www.wineterroirs.com/2006/02/de_moor_chablis.html). Sugli abbinamenti è impressionante come dei vini del genere siano in realtà versatilissimi, al punto che io ci ho mandato giù anche un pezzo di torta Paradiso di Vigoni (stile torta margherita, molto semplice, un po' aromatizzata di vaniglia) e anche lì il sorso sembrava una limonata sublimata. Comunque a istinto ti direi pesce e conchiglie e paste, risotti con verdure. Non me lo vedo su carni alla griglia o cacciagioni!

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    #3
  • Niccolò Desenzani

    Niccolò Desenzani

    Sul versante dei pregi sono concorde con entrambi. Profondità e carattere, incisività e non di rado una sorta di fresca acidità minerale. Che però son qualità un po' ineffabili. Poi trovi sempre il vino da vigne di dieci anni che ti lascia basito!

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    #4

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