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Besler Biank 2004

Pojer & Sandri Val di Cembra Dolomiti Igt

di Filippo Ronco
  • Via Molini 4, Faedo (TN)
  • denominazione: Igt - Indicazione Geografica Tipica
  • tipologia: Bianco
  • vitigni: Pinot Bianco, Riesling Renano, Sauvignon, Incrocio Manzoni e Kerner
  • alcool: 13º
Besler Biank
NOME VINO: Besler Biank 2004
PRODUTTORE: Pojer & Sandri Val di Cembra Dolomiti Igt
ZONA: Trentino-Alto Adige - Italia
VALUTAZIONE: @ @ @ @ @
Mario mi perdonerà se prenderò a prestito un suo vino per introdurvi le ragioni che mi hanno spinto a sceglierlo tra le persone che verranno a Genova, il 10 giugno 2012, durante la Vinix Unplugged Unconference a confrontarsi in un "ring" tra vini della natura e vini della ragione. Avremo Mario e Fulvio Mattivi dell'Istituto Agrario di San Michele all'Adige da una parte e il notissimo Angiolino Maule del movimento VinNatur con Ruggero Mazzilli (loro agronomo di riferimento) dall'altra e consiglio vivamente tutti di fare un salto, alle 11.00 a Genova ai Magazzini del Cotone:
http://vinixunplugged.eventbrite.com

Ho preso a prestito questo magnifico Besler di Mario (e di Fiorentino) perché è l'esempio di come sia ben possibile far vini eccellenti senza la necessità di doversi per forza schierare in questa o quell'altra corrente di pensiero. Penso che ci siano diverse persone in Italia nel mondo del vino che stanno cercando di raggiungere i medesimi risultati ma alcuni lo fanno in un modo ed altri lo fanno in un altro. Mario ha scelto la via della razionalità se come è vero, da tempo ormai lontano, non è soltanto enologo stimato e aperto al confronto sempre e comunque ma è anche un'inesauribile fonte di idee spesso messe in pratica in vigneto e in cantina. Pensate solo alla sua macchina per lavare l'uva o alla sua "mongolfiera" per lo scambio di ossigeno con azoto in fase di vinificazione.

Ho di fronte a me questo vino che parla veramente di varietale, di territorio e che riesce a farlo ad un livello tecnico superiore. Questo è un male? Se la tecnica si trasmutasse in fredda asetticità forse lo sarebbe ma io trovo anche grande personalità in questo come in altri vini di Mario, trovo cuore. Certo son vini dritti, di grande nerbo, verticali, precisi, millimetrici ma se hai la pazienza di attenderli un poco in bottiglia e di sorseggiarli lentamente, si aprono e si allargano in un ventaglio di sensazioni che riescono a definire con precisione l'apporto di ciascun vitigno, che rispecchiano bene la fragranza, i profumi, l'austera intensità di cui sono capaci i migliori, più alti, ventilati e vocati vigneti trentini. Qui siamo in Val di Cembra, qualche manciata di curve dietro al monte che separa dalla grande vallata che da Faedo porta a San Michele e davvero, se hai percorso quei luoghi e ne hai assaggiato il frutto, più volte, non potrai che convenire che questo è indubitabilmente un vino di territorio. Semplicemente è molto ben fatto e trovarmi a verificarne l'estrema longevità che ha ancora divanti a distanza di 8 anni dalla vendemmia 2004 la dice lunga su come abbiano in testa di fare le cose i Pojer e i Sandri.

Ecco, mi piacerebbe che il risultato del #ring che terremo a Genova fosse un convenire sui punti di contatto, l'ammissione che forse i movimenti sono importanti ma che c'è molto di prezioso, buono e giusto anche al loro esterno. In fondo, come dicevo, sono tutti a percorrere sentieri diversi della stessa strada.
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