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Rugiagli Toscana Igt 2010

Azienda Agricola Macea

di Alessandro Zingoni
  • Macea, Borgo a Mozzano (LU)
  • denominazione: Igt - Indicazione Geografica Tipica
  • tipologia: Rosso
  • vitigni: 100% Merlot
  • alcool: 14º
Rugiagli Toscana Igt
NOME VINO: Rugiagli Toscana Igt 2010
PRODUTTORE: Azienda Agricola Macea
ZONA: Toscana - Italia
VALUTAZIONE: @ @ @ @ @
Settembre 2013. Mentre si apprestano a dare il via alla nuova vendemmia, li vedo già lì ad arrampicarsi su e giù tra i filari, non resisto dalla curiosità e dalla sete di aprire questo Merlot (semi-disclaimer: regalatomi) dell’amico enologo Cipriano Barsanti e del fratello Antonio dell’azienda Macea di Borgo a Mozzano in Garfagnana; 4.000 bottiglie per questa 2010 alla seconda annata prodotta.

Giovane decisamente, l’ho aperto troppo presto, e intenso del varietale al primo approccio olfattivo, anche un po’ selvatico, e irruento dal bel tannino vivo che promette tanto sin dal primo sorso; riscatta una grande dolcezza e pienezza di frutto carnoso scuro al centro bocca. Lodevole. Di buona densità colore violaceo dal cuore rubino che vela il bicchiere e svela la componente alcolica che ricade lenta sulle pareti. Profondo di frutti in confettura, mora mirtillo prugna ciliegia, che si concedono lentamente con garbo, e poi spezie fini pungenti, sensazioni terrose_erbose, un po’ di tabacco biondo nel fondo del bicchiere, e soffi mentolati; una giusta acidità già in bel equilibrio con una beva dal gusto sapido-ma-sapido fresca mai troppo calda che mi lascia piacevolmente colpito ma non sorpreso; decisamente un Merlot di bella espressione e personalità affatto scontato (e se lo dico io che non lo ho tra i miei preferiti), chiude con buona pulizia aromatica e asciuttezza, e invoglia già tanto così.

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#4 Commenti

  • Ioannis Argiris

    Ioannis Argiris

    C'ho la salivazione che sembro un cane, se è tanto buono quanto bene lo descrivi, c'è da prenderlo al volo.
    Ian.

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    #1
  • Alessandro Zingoni

    Alessandro Zingoni

    Un estratto da Grappolorosso di un mio postato di Macea: "Suggestivo è lo scenario che si fa intorno: Appennini a nord-est (Tosco- Emiliani), Alpi Apuane a nord-ovest e in mezzo tra le colline il piccolo anfiteatro naturale di Macea. Siamo a mediavalle del fiume Serchio alle porte della Garfagnana all’altezza di Borgo a Mozzano (Lucca), in visita all’Azienda Agricola Macea nella località da cui prende il nome. Luoghi stupendi, paesaggi da cartolina, dov’è possibile rigenerarsi a pieni polmoni a contatto con la natura rigogliosa fitta di boschi e grazie anche alla confortevole ricezione agrituristica. L’azienda è condotta dal giovane e bravo enologo Cipriano Barsanti (dello staff tecnico Cosimo Maria Masini di San Miniato, anche) insieme al fratello Antonio. E’ una piccola realtà con una grande storia da raccontare, lunga è la tradizione agricola familiare, solida di quei valori autentici come non se ne trovano più e salda come le pietre della casa torre del XVmo secolo dove ha sede. Tanta esperienza e sperimentazione sul campo. Dal 2003 opera in conduzione biodinamica e sin da inizio millennio si è orientata alla viticoltura rilanciandosi con know-how e determinazione, impegno costante.

    Ha una superficie vitata di circa tre ettari e mezzo sparsa tra le ripide pendici delle colline circostanti, con altimetrie che variano da 200 a 600 m slm, dove si coltivano principalmente vitigni autoctoni locali. A questi va ad aggiungersi un ettaro in affitto nella zona di San Gennaro fuori di Lucca allevato a Merlot e Vermentino; quest’ultimo già in commercio con la vendemmia 2009 e il rosso di prossima uscita: in etichetta Rugiagli.

    Terreni misti ben drenati, fattori climatici come freddo d’inverno, piogge d’ autunno, aria fresca e mite in primavera e d’estate, apportano qualità ai grappoli sulle piante. Le uve autoctone che ritroviamo nel Toscana Rosso IGT Campo Caturesi (segnalato qualche anno fa sulla Guida de l’Espresso “best buy” per qualità/prezzo) sono: Montanina, Bracciola, Tannet (che non è il Tannat francese), Sangiovese e Merlot da vecchi vitigni di cloni produttivi. Tutte le uve vengono raccolte esclusivamente a mano, in più passaggi tra i filari, con il solo ausilio di un piccolo cingolato attrezzato per agevolare il trasporto delle cassette. Diraspate e spremute, per gravità vengono convogliate in mastelloni da 10 hl dove si svolge la prima fermentazione con follature manuali e pochissimi travasi. Successivamente svinate direttamente in barrique scariche dove restano a lungo a contatto con le bucce, sia per i rossi che per i bianchi, per la fermentazione lenta. Seguono batonnage. Dopodiché imbottigliate e lasciate ad affinare nelle segrete della cantina."

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    #2
  • Alessandro Zingoni

    Alessandro Zingoni

    Giuro Ioannis e non mi sono peritato a mettere le quattro chioccioline. (Merlot di quasi-montagna, il gusto ci guadagna:))

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    #3
  • Ioannis Argiris

    Ioannis Argiris

    Concordo, il problema è che è dura lavorare la vigna in montagna...

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    #4

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