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Archè 2009

Az. agr. Callegaro Francesca

di Paolo Antoniazzi
  • Via A. Manzoni, 9 - 35030 Carbonara di Rovolon (PD) , Rovolon (PD)
  • denominazione: Doc - Denominazione di origine controllata
  • tipologia: Rosso
  • vitigni: merlot 100%
  • alcool: 13%º
  • prezzo: 6 euro €
Archè
NOME VINO: Archè 2009
PRODUTTORE: Az. agr. Callegaro Francesca
ZONA: Veneto - Italia
VALUTAZIONE: @ @ @ @ @
Rapporto qualità/prezzo buona. Un vino della mia terra ben fatto, da persone che amano la loro terra e che vivono il rapporto con i campi, la vigna e il paesaggio in generale, con quell'istintivo rispetto contadino che i più hanno perso.

Metà settembre. Dopo tanto caldo e tanti bianchi ritorno a degustare un calice di rosso. E lo faccio con un gustoso e più che soddisfacente merlot de i Colli Euganei. L'azienda si chiama Callegaro Francesca, poco più di 6 ettari di vigna situati nel lembo nord-occidentale dei Colli Euganei. Conduzione familiare, senza pretese ma ben curata, e che da qualche anno sta riscuotendo parecchi apprezzamenti in zona per la bontà dei loro prodotti (i rossi certo, ma anche l'autoctono bianco frizzante da uve Pinella, probabilmente gli unici sui Colli a vinificarlo ancora con tanto amore e dovizia).
Con l'Archè (merlot 100%) l'idea di base è quella di ricercare la massima espressione di quell'uva in quel territorio. Il nome stesso (dal greco ἀρχή, che significa «origine») vuole indicare la ricerca della fragranza originale.
Acquistato 2 anni fa l'ho lasciato 'invecchiare' proprio per sondarne gli effetti. Il 2009 che ho bevuto io al naso è piacevolissimo (amarena e lampone, note di cioccolato), in bocca è morbido il giusto, buona struttura, bell'equilibrio. E' un vino rotondo, la vaniglia si percepisce ma è ben pareggiata dalla delicata tannicità, dai sentori di cioccolato, da una spalla acida che ha retto bene gli anni. La persistenza non è il suo punto forte, ma quei 6-7 secondi dopo la deglutizione ci sono.
Insomma un calice più che soddisfacente. Nulla di stratosferico ma certamente un buon merlot.

PS
piccola nota di demerito: bevutone un calice 24 ore dopo la stappatura (ritappato con tappo sottovuoto) il vino si era tremendamente spento. Sicuramente un po' ossidato - avrò forse pompato male l'aria? - aveva perso tutta la sua fragranza di lampone ed in bocca risultava tutt'altro che equilibrato, si era appiattito tremendamente. Riscontrare ciò soltanto dopo un giorno dalla stappatura non solo mi ha deluso, ma mi ha fatto rivedere in toto il giudizio su questo vino. E se il giorno prima ero disposto a dargli 7, ora abbasserei certamente il voto a 6.
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