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Brunello di Montalcino 2007

Il Quercecchio

di Dario Pettinelli
  • Montalcino, Montalcino (SI)
  • denominazione: Docg - Denominazione di origine controllata e garantita
  • tipologia: Rosso
  • vitigni: Sangiovese Grosso di Montalcino detto Brunello
Brunello di Montalcino
NOME VINO: Brunello di Montalcino 2007
PRODUTTORE: Il Quercecchio
ZONA: Toscana - Italia
VALUTAZIONE: @ @ @ @ @
Morbide curve e tornanti sinuosi tra i colli ilcinesi ed un intenso profumo di lavanda che accoglie gli avventori: questo il magnifico incipit di una bella storia, quella della tenuta dell’Antica Grancia di Quercecchio. Un viale di cipressi, olivi e filari carichi e ad un tratto lo sguardo rimbalza tra l’Amiata, la valle dell’Ombrone e i monti che dominano la Maremma.

A dirla tutta questa storia inizia ben prima dei tipici cipressi e della lavanda; inizia nel Quattrocento quando il maniero era un convento benedettino con un chiostro ancor oggi pregno del fascino antico. Dopo le recenti ristrutturazioni le stanze sono arredate col rispetto che si deve ad una storia importante, gli appartamenti sono molto spaziosi, i letti sono grandi e comodi. Le docce sono nuove, il flusso dell’acqua è potente e lo spettro termico è ben regolato. Disponibile la rete wifi, la tv digitale terrestre e il campo telefonico cellulare è forte. Il silenzio è rotto solo dagli uccellini, come nelle più classiche delle favole. La piscina ed il solarium completano il paesaggio unico di queste colline sognate in tutto il mondo. La superfice della tenuta è di 230 ettari, composta da boschi, pascoli, seminativi, oliveti e vigneti. L’attività aziendale è concentrata su due fronti principali: l’accoglienza e la produzione di vino e olio. Per l’olio dobbiamo rimandare le note degustative alla prossima volta, essendo stati al Quercecchio poco prima della vendemmia e la nuova produzione di olio è fissata per novembre.

Per parlare dell’accoglienza è necessario introdurre la figura di Matteo Benvenuti. Sono ancora grato a Cecilia del Consorzio a Montalcino che, quando al Benvenuto Brunello di questo febbraio mi ha fatto cenare con Matteo che non conoscevo, mi ha stimolato a conoscere un produttore degno di attenzione.

Matteo è arrivato al Quercecchio per curare l’ospitalità. Maria Grazia Salvioni, la owner, ha pensato fosse il nipote Matteo la persona giusta per coordinare le attività dell’azienda. E’ un padrone di casa attento. Si percepisce subito la cura del dettaglio e ancor più importante la cordialità che non manca mai. Ho soggiornato in un appartamento con due camere, due bagni, salotto e cucina. Il rapporto qualità/prezzo è una delle note di merito: 50 euro per persona al giorno. La colazione non è servita ma negli appartamenti c’è un cesto con marmellate, crackers e cornetti confezionati. Il frigo c’è ma non minibar. Ho visitato altri appartamenti e ho notato sempre pulizia e ordine. Il parcheggio auto è ampio, vicino e gratuito. La struttura è a norma per l’accesso ai disabili. Oltre all’italiano, si parla inglese e francese. L’azienda è dotata di POS e può accogliere gruppi fino a 20 persone. Al Quercecchio si fa il Brunello; e il Rosso naturalmente. La produzione è limitata (circa 75mila bottiglie tra Rosso e Brunello) e la gran parte dei vini va in Danimarca e Canada. Le vigne si trovano sulla parte sud del territorio del comune di Montalcino ad un’altezza di 320 metri sul livello del mare. La proprietà dell’azienda agricola è compostae da15 ettari di vigneti, di cui la metà sono iscritti per la produzione di Brunello di Montalcino e per l’altra meta dedicati ai vini doc e igt della zona, e da 10 ettari di oliveti, con piante di diverse varietà: il leccino, l’Olivastro, il Moraiolo. Le vigne sono coltivate col cordone speronato.

La degustazione del Rosso e del Brunello Quercecchio è stata condotta in interno, a Roma (non è stato possibile ne degustare ne videoregistrare in azienda), la temperatura ambientale di 21 gradi, con calici Bormioli. E’ stato stappato un Rosso 2011 e un Brunello 2007; il primo 30 minuti prima della degustazione, il Brunello 2 ore prima. Entrambi i vini sono stati lasciati respirare in bottiglia. L’accompagnamento gastronomico è stato con mortadella, pollo ruspante in padella con rosmarino appena colto e fagiolini corallo.

Il Rosso è fresco, generoso, con piacevoli note fruttate, persistente. Si presenta rubino e vellutato nel calice. E’ l’introduzione ideale al vino migliore dell’azienda, il Brunello. Il Rosso infatti è ben fatto e se pecca in qualcosa è nell’essere solo un buon brunellino; antica questione tra i produttori e per il Consorzio questa. Ad ogni modo il Disciplinare parla chiaro e al Quercecchio non v’è ombra di dubbio circa l’uso del solo Sangiovese grosso del comune di Montalcino.

Il Brunello mi ha convinto. Questa 2007 vale decisamente più dei 20 Euro che ci è costata. All’occhio risalta subito il tipico riflesso granato del Brunello e gli archetti sono fitti ed armoniosi. Al naso è molto largo, ampio e lungo nella sfumatura. In bocca è subito fascinoso, massiccio ma non violento. Dopo il primissimo impatto si avvertono note nuove, non comuni: un’idea affettuosa come di vaniglia che non leva niente al fascino ruspante di questo Brunello. Bello.

Un Brunello con l’X-factor. “Ci avvaliamo del nostro cantiniere durante tutto l’anno – ci risponde Matteo Benvenuti alla domanda su chi è l’enologo del Quercecchio – il quale ha una conoscenza del vino immensa avendo lavorato per una grande azienda facendosi le ossa ed ora è tornato alle origini in quanto qui a Quercecchio ci è cresciuto e la sua famiglia vive e lavora ancora oggi in Azienda. Comunque dietro c’è un enologo che sta a Verona, capita circa 2/3 volte l’anno salvo richieste da parte nostra ed il suo nome è Armando Vesco”.

Purtroppo questa volta Matteo non è riuscito a superare la timidezza verso la telecamera, ma l’ho intervistato anche a Febbraio, al Benvenuto Brunello 2013 e questo è il link YouTube della sua unica intervista in video: http://youtu.be/D7Dl8zDy5lM

(http://italiatv.wordpress.com/)
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