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Ventisei 2010

Az-. Agricola Il Rio

di Barbara Bonaccini
  • Via di padule, 131, Vicchio di Mugello (FI)
  • denominazione: Igt - Indicazione Geografica Tipica
  • tipologia: Rosso
  • vitigni: Pinot Nero
  • alcool: 13%º
  • prezzo: Sui 20 € €
Ventisei
NOME VINO: Ventisei 2010
PRODUTTORE: Az-. Agricola Il Rio
ZONA: Toscana - Italia
VALUTAZIONE: @ @ @ @ @
Degustazione conviviale di 6 pinot italiani, fra cui 3 altoatesini ben noti,uno in versione rosé, uno valdostano, semplice ma di curiosa e particolare mineralità, e due toscani completamente opposti per indole e finalità. Ed è stato un gran piacere ritrovare il Pinot nero appenninico degli amici Paolo e Manuela Cerrini, vignerons appassionati e, perché no, anche un po’ pionieri, sulle alture di Vicchio nel Mugello dove più di 20 anni fa piantarono il loro primo mezzo ettaro di vigna, scommettendo su vitigni nordici come Pinot nero e Chardonnay.

Assaggiato da botte durante una visita nel gennaio 2012, di cui resta testimonianza qua

http://eccekitchen.blogspot.it/2012/01/az-agr-il-rio-il-vignaiolo-che.html

il Ventisei 2010 l’ho ritrovato poche sere fa in forma smagliante, elegante e leggiadro, fresco e profondo. Un vino che s’ispira all’eleganza diafana ed indimenticabile di Audrey Hepburn come amano ricordare i suoi produttori che si divertono ad accostare le diverse annate dei loro vini alle grandi attrici del passato, la 2009 per esempio era soprannominata la Mangano (ctr Silvana Mangano). La Hepburn era una donna dalla bellezza semplice eppur sofiscata, sobria e mai ostentata; a pensarci bene questa annata 2010 del Ventisei le assomiglia per l’impatto leggiadro, per quel suo entrare in bocca a passi felpati e guanti di velluto, salvo poi lasciare dietro di sé una scia lunghissima e succosa di piccoli frutti rossi, melograno e sentori minerali che invogliano a berne un altro bicchiere.

Una piccola, valida azienda, che lavora con il cuore e che produce, ahimé ancora in quantità fin troppo esigue, due bianchi di cui spero di potervi parlare presto su Vinix.
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#4 Commenti

  • Riccardo Iannotta

    Riccardo Iannotta

    Ho assaggiato nella primavera del 2012 l'annata 2009, era in anteprima assoluta alla manifestazione " terre di toscana " che si svolge sul lungomare di Lido di Camaiore. Rimasi impressionato dalla qualità del vino, molto superiore all'annata 2008...sembrava proprio di bere due vini completamente diversi, ( i capricci del pinot nero sono ben noti a tutti si sa )...adesso devo aggiornarmi e provare questo 2010, il produttore, lo ricordo come un personaggio estremamente gentile e simpatico, un mito se vogliamo dirla tutta! Audrey resterà una stella, come certe bottiglie speciali nel cuore di chi le ama...

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    #1
  • Barbara Bonaccini

    Barbara Bonaccini

    Paolo Cerrini e la compagna Manuela sono due "personaggi" innamorati della campagna, delle loro vigne e...del Pinot, quello vero. Certo il loro Pinot non avrà la profondità e complessità dei borgognoni o dei gran cru altoatesini (Vigna S. Urbano e Mazzon) ma ti entra dentro nell'anima forse perchè racconta di sè, del territorio e della passione dei suoi "genitori". Il 2009 lo ricordo più rotondo, pieno d'impatto...(la "Mangano" non a caso): questo 2010, più sottile, a tratti impalpabile, ha molta più profondità e lunghezza.

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    #2
  • Riccardo Iannotta

    Riccardo Iannotta

    Nel 2009, ho avvertito subito una buona presenza di frutti di bosco, mora in particolare...si deve sempre tener conto che siamo in Toscana, non in Alto Adige tanto meno in Borgogna e chiaramente la sfida si fa più complicata, ma proprio per questo, molto più affascinante! Comunque resta una delle aziende che secondo me, meritano di continuare a coltivare un vitigno così delicato, proprio in virtù dei risultati. Ricordo benissimo una battuta di Paolo alla fine del nostro incontro : " Quest'uva va seguita e controllata in vigna come un bimbino piccino" ....

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    #3
  • Barbara Bonaccini

    Barbara Bonaccini

    assolutamente d'accordo Riccardo; e allora non ti resta che assaggiare l'annata 2010 e poi mi dici le tue impressioni.

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    #4

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