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Serragghia Bianco Zibibbo Sicilia Igt 2006

Azienda Agricola Giotto Bini

di Filippo Ronco
  • denominazione: Igt - Indicazione Geografica Tipica
  • tipologia: Bianco
  • vitigni: Moscato di Alessandria o Zibibbo
  • alcool: 12,5º
Serragghia Bianco Zibibbo Sicilia Igt
NOME VINO: Serragghia Bianco Zibibbo Sicilia Igt 2006
PRODUTTORE: Azienda Agricola Giotto Bini
ZONA: Sicilia - Italia
VALUTAZIONE: @ @ @ @ @
Ho assaggiato questo Serragghia Bianco 2006 a Bardolino, al Giardino delle Esperidi della brava Susanna Tezzon (e socia), in occasione della mia trasferta di qualche giorno fa a Verona per assistere al convegno sulla viticoltura biodinamica e devo dire che tra le molte bottiglie stappate quella sera, questa è una di quelle che ricordo con maggior nitidezza e trasporto. Uno Zibibbo in purezza vinificato secco, non filtrato, lieviti indigeni, ecc. Un biodinamico doc per intenderci. Oltre agli splendidi profumi di fiori di zagara, alle note mielose e al contempo vegetali e fresche all'olfattivo, il vino stordisce in bocca per presenza di frutto e freschezza e per la straordinaria aromaticità. Un campione di contrasti e di sensazioni forti che chiude piacevolmente tannico per via della lunga macerazione sulle bucce. Bene, questo vino non solo è buono e incredibilmente cangiante (nel corso della serata si è evoluto in meglio, in peggio e poi ancora in meglio innumerevoli volte) ma è anche una chicca (ce ne sono al momento poco più di 1500 bottiglie in circolazione) perché porta con se o meglio, dietro di se, una bellissima retroetichetta degna di attenzione per chiunque volesse avere un esempio concreto di come si possa in quattro e quattr'otto fornire uno strumento di autocertificazione preciso, semplice, immediato e di estrema utilità ed interesse per il consumatore.
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vedi tutte le degustazioni di Filippo Ronco I MIEI VINI

#7 Commenti

  • Carlo Ravanello

    Carlo Ravanello

    Caro Filippo, ho letto con interesse la Tua degustazione e ho il piacere di comunicarTi, in assoluta anteprima, che ho prodotto anch'io un Moscato di Alessandria secco con uve da me coltivate sull'Isola di Lampedusa e colà vinificate con l'aiuto delle'enologo Giuseppe Cascio. Il prodotto è già stato travasto e ripulito diverse volte e sar pronto per l'imbottigliamento nel mese di gennaio p.v.. Sarà mia cura fartene avere una bottiglia insieme al Moscato bianco, all'Inzolia e la cataratto: tutte uve (poche) coltivate nelle mie piccole vigne isolane.
    Cari saluti Carlo Ravanello

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    #1
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Carlo, sei una continua sorpresa ! A presto, Fil

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    #2
  • Valentina Vago - Bottega dell'Arte del Vino

    Sono curiosa di assaggiare questo vino di Bini, ultimamente l'ho ritrovato spesso nelle mie letture, però mi sa che non si trova facilmente :-(

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    #3
  • Francesco Corea

    Francesco Corea

    lo tiene Peck a 52€

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    #4
  • Francesco Corea

    Francesco Corea

    Ne ho regalata una bottiglia ed era andato praticamente in aceto appena posso la riporto al negozio per capire se sono un salame io oppure era proprio una sola

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    #5
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Questo è istruttivo.
    :-)


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    #6
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Questo è uno dei classici casi in cui il vino va oltre al personaggio. La simpatia di Giotto Bini si avvicina allo zero per quello che è la mia esperienza, è un talebano conclamato, uno che non si siederebbe mai di fianco ad un'azienda che utilizzi anche (poca) solforosa (parole sue). Talebanismi che io non comprendo, non accetto, mi irritano. Però il vino è interessante.

    Naturalmente il commento di Francesco dovrebbe far riflettere anche sul tipo di umiltà che chi approccia la viticoltura biodinamica dovrebbe avere dal momento che i propri prodotti sono spesso estremamente inaffidabili (riferimentazioni, riduzioni, spunto e quant'altro capitano spessissimo).

    Ad ogni modo, 1500 bottiglie non è produrre vino.
    E' più un gioco appassionato.


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    #7

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