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6 Champagne 1999-2000-2002

3 x 2 ovvero 3 annate e 2 diverse interpretazioni, di una grande maison e di un piccolo produttore

di Fabrizio Bandiera
  • tipologia: Bianco
  • vitigni: Chardonnay, Pinot Noir, Pinot Meunier
  • prezzo: - €
NOME VINO: 6 Champagne 1999-2000-2002
PRODUTTORE: 3 x 2 ovvero 3 annate e 2 diverse interpretazioni, di una grande maison e di un piccolo produttore
ZONA: Emilia Romagna - Italia
VALUTAZIONE: @ @ @ @ @
Degustazione alla cieca, presso il Ristorante Canale Maestro di Reggio Emilia.

Non sapevamo né annata né vitigno, le bottiglie sono state dichiarate solo alla fine, le riporto in ordine di assaggio.

I match

Duval-Leroy – Femme de Champagne 2000
95% Chardonnay, 5% Pinot Noir
Dosaggio 7 g/l

Giallo pieno, intenso, la prima cosa che mi viene da pensare vedendolo é che i vini della cuvée abbiano fatto legno.

Sicuramente é Chardonnay.... e che Chardonnay !!!

Sentendone i profumi ho finalmente avuto un'illuminazione su un aspetto che mi avevano tante volte raccontato nei corsi sullo Champagne.

I grandi Blanc de Blanc di Avize ricordano gli Chardonnay di Borgogna, sono prima di tutto vini bianchi e poi Champagne.

Qui é così evidente, che lo dichiaro sfacciatamente ai miei compagni di degustazione.

Naso di gesso, pietra focaia, speziato di vaniglia e frutta secca, leggero, non invadente, che rende complesso senza stancare.

Dopo diversi minuti, virerà sulla pesca bianca, che tanto si ritrova, appunto, negli Chardonnay Borgognoni.

In bocca é potente, bolla viva, lo sento perfettamente secco.

Di nuovo prima vino e poi Champagne

Segno 90 punti di slanco, tutti uniti nel dire che siamo davanti ad un'eccellenza.

Altro commento che é girato a tavola "annata bella, ma non bellissima..." come a dire che un cuvée così in annate grandiose, chissà dove può arrivare.

Se la serata inizia così...


R&L Legras – Saint Vincent Grand Cru 2000
100% Chardonnay
Dosaggio 4 g/l

Questo che sia Chardonnay non c'é proprio un infinitesimo di dubbio, da come si presenta, così verdolino.

Proprio verdolino, non con riflessi verdolini...

Non ho praticamente bolle nel bicchiere, sono stupito.

Lo faccio notare al mio compagno che ha procurato i vini e mi conferma che il tappo dimostrava un'elasticità perfetta.

Naso quasi solo minerale, bianco, affilatissimo, un pò semplice.

Ma viene dopo un gran bicchiere, penso che magari sia quello che me lo fa vedere in tono minore.

In bocca ha una carbonica molto leggera, si sente appena, lo trovo verde, immaturo.

Mi pare appena dosato, poi scoprirò di sbagliarmi, lo é meno del precedente.

Di sicuro é uno Champagne mutilato, gli manca qualcosa, un mio campagno suggerisce un sentore di pasta cruda non lievitata nei profumi.

Mi fermo a 86 punti.


In questo caso il piccolo produttore, cede alla grande maison.

I 2 contendenti del primo match hanno accompagnato con simpatia un antipasto di "Bocconcini di Bufala di Paestum con selezione di acciughe del Mar Cantabrico e peperoni Piquillo".


II match

Veuve Clicquot - Brut Vintage 2002
58% Pinot Noir, 11% Pinot Meunier, 31% Chardonnay

Ha una bella luce, che si tinge di riflessi beige, punto subito sulla presenza di uve a bacca nera nella cuvée.

Profumi metallici, ferrori, che ricordano la frutta rossa.

Al gusto ha una bolla minuta, avvolgente, ben integrata.

Trasmette una sensazione di rotondità, quasi di dolcezza.

Nel complesso é composto, equilibrato, un gusto da pasticcieria, ma non lunghissimo.

Annoto solo 84 punti, con giudizio unanime dei miei compagni.

Champagne troppo "stanco" per essere figlio di un'annata straordinaria.


Pascal Mazet - Brut millésime 2002 1er cru
33% Pinot Noir, 33% Pinot Meunier, 33% Chardonnay
Dosaggio 6 g/l

Mi pare abbia una sfumatura appena rosina.

Si mostra con un profumo appena dolce, che ricorda lo zucchero filato e la frutta rossa matura.

Allo stesso tempo estremamente fine ed elegante.

Al gusto ha una bollicina appena pungente, che non mi dispiace affatto, perché gli conferisce vivacità.

Trasmette un gusto di frutta secca, rotondo, che identifico con una presenza importante di Pinot Meunier.

Ma nonostante questo, proprio per il gioco della bolla un filo sopra alle righe, diventa estremamente piacevole.

E più passa il tempo e più mi piace, con questo suo apparente calore che si stempera in una sapidità infinita.

Ho scritto 87, ma poi ho cancellato e messo 88.

Il mio collega, che ha acquistato lo Champagne, mi ha detto di averlo trovato in offerta al supermercato Conad "Le Vele", per l'astronomica cifra di 35 Euro.

Subito ordinata una cassa...

Pascal Mazet ha la cantina a Chigny-les-Roses, produce 50000 bottiglie all'anno, con remuage manuale e dégorgement à la volée: chapeau!


Grande Maison presa a schiaffi dal piccolo produttore: giudizio unanime, Vedova decisamente sottotono.

Gli Champagne hanno accompagnato un divino piatto di "Ravioli neri ripieni di broccoli su guazzetto di calamari"


III match

Pol Roger - Sir Winston Churchill 1999 Brut Grand Cru
75% Pinot Noir, 25% Chardonnay (si suppone)
Dosaggio 10.5 g/l

Sfumatura dorata, bolla finissima.

Naso minerale, quasi con ricordi marini, speziato di vaniglia e zucchero candito, mela caramellata.

Poi evolve, tira fuori sentori quasi affumicati, non riesco a togliermi dalla testa il ricordo di un grande Whisky Torbato.

Metto il naso dentro al bicchiere e l'immagine si focalizza.

Frutta secca, cacao amaro, liquerizia, tostatura, ostriche e fumo.

Uno spettacolo, una potenza.

Finalmente la forza del Pinot Noir, dopo i precedenti macth, a base di Chardonnay e i 3 vitigni, era un'attesa annunciata.

In bocca la potenza si amplifica, si espande, coinvolge tutte le sensazioni.

Ti attanaglia la gola di aromi, che sembrano non volersene più andare.

E Io li trattengo ben volentieri.

Sui volti dei miei compagni compare un'impressione da "ci siamo"

Scrivo con convinzione: 94 punti.


Alfred Gratien - Brut millesimé 1999
63% Chardonnay, 20% Pinot Meunier, 17% Pinot Noir
Dosaggio 8 g/l

Ultimo Champagne della serata, si trova suo malgrado a venir degustato dopo il "Sir Winston Churchill".

Parte battuto, con la prospettiva di essere umiliato... ma non sarà così!

Nel bicchiere ha un bel colore dorato, simile al suo avversario, anche se poi scopriremo della grande diversità degli uvaggi.

Profumi fini, estremamente eleganti, con una mineralità quasi altrettanto potente ma diversa.

Ricorda la pietra focaia, forse questo doveva farmi pensare allo Chardonnay, i sassi bianchi scaldati dal sole.

Un vicolo ciottoloso in mezzo agli alberi, in riva al mare, salmastro.

In bocca é appagante, sfodera eleganza, finezza, una bollicina elettrica che ne esalata la freschezza con piccole e piacevoli punture.

Davvero questa freschezza mi colpisce, é uno Champagne ancora estremamante giovane, nonostante i 14 anni passati.

Tornando ai profumi, si é fatta strada una bellissima frutta croccante, che lo completa e lo impreziosisce.

Il voto ha ballato appena sopra all'asticella dei 90 punti, ho pensato anche ad un 92, ma poi ho corretto a 90.

Nel suo macth, perde con grandissima classe ed onore delle armi.

Armato di fioretto, ha tenuto testa alla sciabolla di un ussaro.

Dopo aver scoperto le bottiglie, veniamo a conoscenza che il vino base viene fermentato in botti di quercia, da cui il colore.

Non svolge la malolattica, con la conseguente grande freschezza.

Sosta sui lievito con tappo di sughero, segno che il produttore, a questo Champagne ci crede... e ha avuto ragione.

Il mio "filetto di baccalà al forno con purè di patate e verdure croccanti" é stato ben contento di essere annaffiato da questi 2 calici.


Epilogo

Non é mica finita qui, perché é saltata fuori per il dessert un demi-sec o meglio sec-demi come lo chiama Del Bono di Casa Caterina.

Pinot Nero 2001, sboccatura 2013, con bottiglia colorata a mano.

Avevo i sensi ormai stanchi ed avere davanti un goloso "semifreddo di biscotti al burro con salsa di fragole" non ha certo aiutato la concentrazione.

Ricordo che di aver pensato che a profumi e aromi, anche con l'estro e la creatività di Del Bono, non ce la possiamo proprio fare contro allo Champagne.

Messi poi uno a fianco agli altri, quello che potrebbe anche essere una bella bottiglia, non dico che arrivi a scomparire, ma quasi.

Su certi aspetti, però, questa Spumante mi ha colpito.

Per prima la qualità della bollicina, davvero di alto livello, bella cremosa.

Poi, la cosa più sorprendente, sull'equilibrio.

Uno spumante ben fatto, non sembrava neanche dolce, piacevole nella semplicità delle sue sensazioni.

Non ho dato voto, mi é piaciuto ricordare quanto di buono ho trovato nel bicchiere e basta.

Grande serata, grande compagnia, un grazie ai miei compagni di degustazione per avermi accolto.
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#8 Commenti

  • Fabrizio Bandiera

    Fabrizio Bandiera

    Filippo, non mi randellare come al solito, l'ho messo qui così ho tutte le degustazioni insieme.
    Hai visto che nelle altre ho sempre messo anche i TAG ?
    Sti diventando bravino, dai ;) Questa me la puoi concedere...

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    #1
  • Alessandro Zingoni

    Alessandro Zingoni

    Ciao Fabrizio, con Champagne così è più bello se li recensisci uno ad uno, concedimelo, e poi per chi cerca alla voce qui su vinix non li trova, giusto?

    ps Non hai il blog?

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    #2
  • Fabrizio Bandiera

    Fabrizio Bandiera

    Alessandro, per me la degustazione siamo Io, la bottiglia e il mio notes, calma, silenzio e almeno mezz'ora. Qui é stata una cena, una sfida, un confronto con altre persone. Odio andare al ristorante con il notes, ma questa volta l'ho fatto. Ho scritto (poco) e ho avuto il piacere e l'onore di ascoltare persone ben più capaci di me nel tradurre in parole quello che il vino gli raccontava. Io ho scritto, qualche nota, personale, che ho trascritto in queste pagine che ricalcano fedelmente ciò che scrivo nel "blog" (blog é una parola grossa). Mi sono goduto la serata e contravvenendo alle mie regole, ho riportato il poco che mi ero segnato.
    Siamo tutti esseri umani, alla fine ;)

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    #3
  • Alessandro Zingoni

    Alessandro Zingoni

    Fabrizio, secondo me vinix non vuole la perfezione: il suo bello è essere Social; il blog è un diario quindi ognuno scrive ciò e come vuole, la degustazione è cosa intima, si, ma ciò non toglie che vada dal semplice segnalare in buona fede una bottiglia a descriverla nei minimi dettagli. Secondo me sarebbe anche più bello avere le tue note sotto forma di recensione, separate, volendo come stai facendo sul blog. (imho).
    Ma non è un problema, ci mancherebbe. ;)
    Ciao, Ale

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    #4
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ciao Fabrizio, poco male davvero, niente di grave direi.
    Il fatto di recensire i vini uno per volta nella sezione degustazioni è più che altro una "buona pratica" perché consente di indicizzare al meglio il contenuto sia su vinix che su google e renderlo così fruibile e raggiungibile dal maggior numero di persone possibile. Se quanto hai da pubblicare assomiglia più ad un racconto, come in questo caso e non vuoi avere limitazioni di alcun tipo, forse la cosa migliore allora è pubblicarlo nella sezione blog anche perché hai la possibilità di impaginare meglio il tutto con grassetti, a capo, ecc. ma tienilo presente per il futuro, lascerei tutto così per questo giro :)

    Cosa diversa la duplicazione di contenuti esistenti su vinix.
    Questo in genere è sempre male non solo per vinix ma anche per il sito che contiene il contenuto orginale. Qui un vecchio ma sempre attuale post che ti offre maggiori informazioni in proposito:
    https://www.vinix.com/myDocDetail.php?ID=1038&lang

    Ad ogni modo, te la sei spassata vedo :)

    Ciao, Fil.

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    #5
  • Fabrizio Bandiera

    Fabrizio Bandiera

    Grazie Filippo per la comprensione e per la spiegazione su cui però vorrei fare una precisazione.
    Mettere "in bella" le degustazioni mi costa tempo e fatica, sono indietro ormai di mesi rispetto al notes, e intanto nuovi vini entrano nelle mie pagine.
    Non ho la forza e il tempo di fare 2 stesure diverse, per questo metto gli stessi contenuti.
    Il così detto "blog" l'ho sempre visto come una sorta di database degli appunti accessibile da qualsiasi punto della rete, una cosa per me, infatti in pochi lo leggono.
    Ma non é un problema, perché, appunto, l'ho sempre vista come una cosa personale.
    Però é tutto partito da lì... ci sono le prime cose che ho deciso di mettere in rete.
    Vinix é venuto dopo, un ambiente professionale, dove riesco anche ad avere dei confronti.
    Sono 2 cose a cui tengo, a cui sono affezionato, per motivi diversi.
    E non mi interessa nulla se i motori di ricerca di google penalizzano i miei contenuti, dato che su Vinix, comunque, le persone che sono interessate possono comunque continuare a vederli.
    Se non ci sono problemi "etici" per Vinix, Io continuerei come ho sempre fatto.
    Non mi piacerebbe dover fare una selezione dei contenuti, mi piace il fatto di poter continuare in parallelo.
    Nel merito, dovessi avere un racconto, cercherò di impostarlo come suggerisci, ma non penso che sarà una cosa che si ripeterà tanto spesso.
    saluti
    Fabrizio

    Nel merito... sì, in effetti, me la sono spassata ;)

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    #6
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Il problema è più tecnico che etico nel senso che google penalizza te ma penalizza anche vinix ogni volta che trova un contenuto già pubblicato altrove. Ci teniamo a non essere un mero aggregatore - e infatti non lo siamo assolutamente - e che il livello sia alto - e infatti è abbastanza alto per essere un social network aperto - comunque non è così grave nel senso che sei uno dei pochissimi a inserire contenuti duplicati. Inseriamo quasi tutti degu originali, non sarà la fine del mondo, ne sono abbastanza certo :)

    Buona permanenza.

    Ciao, Fil.

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    #7
  • Alessandro Zingoni

    Alessandro Zingoni

    Nulla di personale Fabrizio, Fil., anzi, ho fatto giusto una osservazione da vinixiano che ci tiene con il limite del toscanaccio quale sono! Cin........ :)

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    #8

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