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Chianti D.O.C.G. Maiano 2013

TENUTA MAIANO di Gianfranco Nigi

di Maria Cristina Nicoletti
  • Via Trecento, Loc. Barberinuzzo, Montespertoli (FI)
  • denominazione: Docg - Denominazione di origine controllata e garantita
  • tipologia: Rosso
  • vitigni: Sangiovese 90% e Canaiolo, Trebbiano e Malvasia per il restante 10%
  • alcool: 13%º
Chianti D.O.C.G. Maiano
NOME VINO: Chianti D.O.C.G. Maiano 2013
PRODUTTORE: TENUTA MAIANO di Gianfranco Nigi
ZONA: Toscana - Italia
VALUTAZIONE: @ @ @ @ @
IL color rosso violaceo mi ha fatto sperare positivo e il profumo delicato all'olfatto idem
Ottima scelta ottimo vino.
Uno che non manca mai nella mia cantina.
Adatto per piatti di carne ma personalmente anche al di fuori di pasti vigorosi , sorseggiare e gustare a pieno palato con sentori dolciastri quasi floreali è uno tra i pochi vini che preferisco,fresco , delicato ma persistente e ricco di gusto.
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#9 Commenti

  • Azienda Agricola L'Arcera - Organic Wine

    Azienda Agricola L'Arcera - Organic Wine

    Scusami ma un vino dolciastro non ti fa sospettare che sia un vino semplice, elemntare, non complesso e fine, fatto appunto per piacere?

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    #1
  • Maria Cristina Nicoletti

    Maria Cristina Nicoletti

    Ciao , no non mi fà sospettare è dolce per la semplice motivazione che all'interno vi sono uvaggi più dolci degli altri vini che solitamente vengono prodotti da Maiano.
    E credo che anche il 10% di Malvasia faccia il suo gioco

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    #2
  • Maria Cristina Nicoletti

    Maria Cristina Nicoletti

    Ricrdo anche che il 90% è fatto da Canaiolo uno dei vitigni Toscani che anche in Liguria è considerato tra i più vigorosi e dolciastri. non vedo tutto questo accanimento negativo nè verso il vino nè verso la procedura dello stesso, soggettivamente parlando si tratta sempre della mia personale recensione.

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    #3
  • Alessandro Zingoni

    Alessandro Zingoni

    Dico la mia tenendo conto di tutte le sensibilità presenti e non, che sia un vino spostato sulle morbidezze ci può stare e questo si sa non dipende per forza e comunque dalle uve ma dal tipo di vinificazione adottata, dalla mano/bocca dell'enologo per capirsi, ma questa è una mia considerazione estemporanea per quel che leggo, e Cristina lo trovi dai "sentori dolciatri" ci sta benissimo, teniamo conto però che non tutti hanno un palato allenato a bere vino e quindi a riconoscerlo al primo saggio/assaggio, me compreso, e quindi ci sta. (La percezione poi è condizionata dal momento in cui lo si beve, la temperatura di servizio, lo stato d'animo in cui si è, il piatto in abbinamento, la compagnia giusta o meno, ecc. ecc.

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    #4
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ma non è che semplicemente Maria Cristina si esprime in modo più semplice ha tradotto le morbidezze in "sentori dolciastri"? :) Chiaro che un Chianti Classico 90% sangiovese deve essere ben secco (leggi, non dolce) ma magari Maria Cristina nello scrivere senza competenze tecniche voleva semplicemente esaltare la morbidezza del frutto e la "dolcezza" del frutto che ha ravvisato nei fiori. Agli altri, direi che è va bene far le pulcia ai tecnici ma agli appassionati riserviamo il guanto di velluto è già buono che investano tempo a condividere i propri assaggi.

    Maria Cristina, un consiglio potrebbe essere sottolineare che il vino più che "sentori dolciastri" aveva una tendenza morbida molto pronunciata oppure un frutto molto presente. A volte basta intendersi sulle parole. Le c.d. durezze sono costituite prevalentemente da acidità (altrimenti detta anche freschezza), tannino (quella cosa che ti impasta la lingua tipo carta moschicida :)) e dalla sapidità, le morbidezze sono in genere dovute alla componente alcool-polialcoli-frutto-estratto, la parte "carnosa" del vino diciamo, la più suadente e godibile che naturalmente deve trovare equilibrio con le altre altrimenti troveresti un vino piatto, seduto, senza alcuna verve vitale.

    Così tanto per tirare due paletti iniziali.

    Ciao, Fil.

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    #5
  • Maria Cristina Nicoletti

    Maria Cristina Nicoletti

    Ma posso solo dire nella mia ignoranza tecnica che a me questo vino piace e basta? e che io abbia sentito qualcosa di dolce o meno possa aver contribuito al piacere di berlo? il produttore associa il dolce al vitigno tutto qua.
    Non sono una sommelier ma posso solo dire che ho bevuto questo vino e che non ho avuto strani post-degustazione , non avrò il palato come si asserisce ,ma in realtà molti vini che bevo lasciano cattivo responso al mio "stomaco" se così si può dire , essendo io particolarmente delicata quando un vino è decisamente troppo "modificato" riesco a percepirlo !!!! e fin qui ci siamo..... se tal vino mi è sembrato gradevole forse qualcosa di buono lo avrà... con questo nessuno vuol far le scarpe a nessuno che ci sia o meno tecnica nel dire le cose andrebbe contestualizzato , nel mio campo e nel mio settore non è necessaria la tecnica nè la puntualizzazione mi limito solo a dire le mie impressioni in maniere semplice e che agli occhi dei più dotti può apparire in maniera povera .

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    #6
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Certo che puoi ed era esattamente quello che dicevo sopra se leggi bene.
    Fil.

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    #7
  • Maria Cristina Nicoletti

    Maria Cristina Nicoletti

    Ho ribadito infatti . Ciao , Maria Cristina

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    #8
  • Luca Alianotti

    Luca Alianotti

    Provato in questi giorni l'annata 2013 e devo dire che non mi ha emozionato affatto ,anzi sono rimasto deluso nessun profumo ma solo alcool e nessuna sensazione al palato, per giunta ho provato anche ad aprirlo un po' prima , circa 1 ora ( non sara' che essendo in vendita alla coop ci sian finite quelle con difetti ) io pero' gli voglio dar fiducia e 1 me la son messa da parte e ho deciso che l'apriro' verso fine anno ,sperando che l'affinamento possa servire

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    #9

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