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Luna Selvatica 2011

La Tosa

di Davide Robbiati
  • Loc. La Tosa 1, Vigolzone (PC)
  • denominazione: Doc - Denominazione di origine controllata
  • tipologia: Rosso
  • vitigni: Cabernet Sauvignon, Merlot
  • alcool: 14.5º
  • prezzo: 21 €
Luna Selvatica
NOME VINO: Luna Selvatica 2011
PRODUTTORE: La Tosa
ZONA: Emilia Romagna - Italia
VALUTAZIONE: @ @ @ @ @
Luna, perchè è una beva notturna, scura impenetrabile.
Selvatica, perchè ha l'ancestrale erbaceo del vitigno, il tannino che senti premere ma non esplodere.
Se mi avessero detto, tempo fa, che i Colli Piacentini eran buoni per altro che non l'andar scorrazzando su e giù con la vespa... Avrei sorriso di compatimento.
Invece, questa sera ho imparato che sui Colli Piacentini si coltiva e si vinifica un gran bel Cabernet. Un vino che, davvero, sembra uscito dagli antipodi.
Il colore, di fatto, è rubino. Ma di sangue. Un brillare intenso lungo il perimetro, mentre tutto il bicchiere rimane denso e impenetrabile, e girando lascia vene colorate a macchiare prepotentemente il vetro. La struttura va di pari passo: un sorso pieno, ricco di calore e di alcol, di nerbo tannico che, però, rappresenta soprattutto un sapore che non una sensazione. Ha proprio il sapore del legno morbido del raspo, della cuticola della buccia e non quel sentore di legno a rappresentare il tannico di botte. Ah sì, perchè questo signore passa un anno della sua vita in barrique. Ma trovatemi voi, vi chiedo, quel famigerato aroma dolciastro e vanigliato qui, in questo bicchiere! Il legno sta in sottofondo, nella perfetta maniera discreta di un maggiordomo d'esperienza: infonde morbidezza, crea un cerchio d'equilibrio, dona tranquillità nonostante l'assalto dei 14.5 gradi alcol e si ritrae prima di divenir molesto col suo corredo aromatico.
Il naso e il palato ossequiano naturalmente quel che il colore ci andava presentendo: è una spremuta dei frutti più neri del bosco, l'aroma che andiamo a fiutare e degustare. La mora, il mirtillo maturo: una concezione zuccherina e acida del sapore, mirabilmente fusa al calore del sorso e alla saporita grana tannica. Il tutto prevale su di una sapidità che rimane un po' timidamente nascosta.
Finale stupefacente, a bicchiere ormai scolmo, di miele di castagno.
Magistrale.
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  • Picoli
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    Picoli

    inserito da Davide Robbiati
    C'è uno scarto percettibile tra l'ottimo e il migliore. E' il colpo di reni del saltatore, che supera l'asticella di un centimetro...

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