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Monterosso Val D'Arda Sur Lie 2013

Croci Tenuta Vitivinicola

di Giancarlo Gnudi
  • Località Monterosso, 8, Castell'Arquato (PC)
  • denominazione: Doc - Denominazione di origine controllata
  • tipologia: Bianco
  • vitigni: Candia Aromatica 60%, Trebbiano R. e Ortrugo 35%, Sauvignon e Marsanne 5%
Monterosso Val D'Arda Sur Lie
NOME VINO: Monterosso Val D'Arda Sur Lie 2013
PRODUTTORE: Croci Tenuta Vitivinicola
ZONA: Emilia Romagna - Italia
VALUTAZIONE: @ @ @ @ @
Dopo una giornata come al solito difficile, lavorativamente parlando, il rifugiarsi in enoteca per cercare un vino non comune, che faccia ragionare fuori dagli schemi, è certamente un ottimo pagliativo allo stress.
Questa volta l’enotecario e collega AIS Nicola Castellucci, mi ha proposto questo Monterosso Val D’Arda “Sur Lie” della Croci Tenuta Vitivinicola di Castell’Arquato (PC).
L’ uvaggio di Malvasia di Candia Aromatica 60% Trebbiano R. – Ortrugo 35% Sauvignon – Marsanne 5%, uve coltivate sulle colline piacentine in località Monterosso a Castell’Arquato (PC) a 260 metri s.l.m., è vinificato con macerazione di 7/11 giorni, affinate in vasca per 8 mesi e in bottiglia per 12 mesi sur lie.
Certamente non è un vino classico, a partire dal colore che risulta essere un bel dorato con interessanti declinazioni aranciate (purtroppo la foto non ne rende giustizia), leggermente velato, velatura che è accettabile (anzi apprezzata) da un vino sui lieviti. Bella la spuma che scaturisce nel bicchiere durante la versa, che si trasforma rapidamente in una timida corona al vino.
Al naso è intenso, dal profumo agrumato di arancia sanguinella, un ricordo di fiori gialli secchi, minerale di gesso, timide note eteree, unite al caratteristico sentore di “crosta di pane” che si avverte a fine fermentazione. Il tutto ben legato da una leggera e intrigante nota di ossidazione.
In bocca ritornano i sapori fruttati uniti a delicati sentori di lievito, proseguendo con le note di maggior complessità. Secco, abbastanza caldo, morbido, comunque di gradevole freschezza e sapidità. Intenso e persistente, lascia una bel finale di lieviti.
Me lo sono servito a 6-8 °C, in modo da lasciarlo scaldare nel bicchiere, in modo da apprezzarne l’evoluzione legata alla temperatura.
L’abbinamento con la pizza alle verdure è stato più gradevole con alcune verdure, un po’ meno con altre, ma sostanzialmente valido.
Un vino che mi prometto di riprovare, inserendolo fra i vini di normale rotazione in cantina.
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    Ricordi Vdt bianco

    inserito da Giancarlo Gnudi
    Facciamo subito chiarezza: sono consapevole che adesso (con la nuova normativa) la denominazione VDT (Vino da tavola) non è più utilizzabile MA…....

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