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  • Chi ha paura del Tavernello?

    Chi ha paura del Tavernello?

    inserito da Lorenzo Biscontin - biscomarketing

    Nel mondo della comunicazione del vino italiano durante gli ultimi giorni si è discusso molto riguardo allo spot del Tavernello pubblicato su fanpage.it con protagonisti alcuni aspiranti sommelier e Luca Gardini, già Campione Mondiale dei Sommelier nel 2010 (non mi ricordo per quale sigla, la sommelierie somiglia un po’ alla boxe o al wrestling con le diverse leghe), Alessandro Pipero, proprietario del ristorante stellato “Pipero” di Roma ed Andrea Gori, sommelier, oste, critico e giornalista di vini. Nota: le qualifiche descrittive sono quelle indicate nello spot. Disclaimer: Andrea Gori è un amico (Andrea, se vuoi puoi smentire). Lo spot, che potete vedere qui sopra, comincia spiegando codsa sta per succedere. Alcuni aspiranti sommelier sono...

  • Chianti: una marca, due denominazioni

    Chianti: una marca, due denominazioni

    inserito da Lorenzo Biscontin - biscomarketing

    Passate le prime reazioni (emotive) alla decisione presa dall’assemblea dei soci del Consorzio Vino Chianti di inserire nel disciplinare la menzione “Gran Selezione”, credo possa essere utile proporre alcune considerazioni a mente fredda. 1. Nella percezione della stragrande maggioranza dei consumatori (e probabilmente di una parte rilevante degli operatori) “Chianti” è una marca. Intendo dire che la PAROLA “Chianti” è una marca nel senso di un segno (in questo caso verbale) a cui le persone associano dei valori che creano una preconfigurazione dei benefici attesi con la fruizione del prodotto. Per affermarlo non ho il sostegno di ricerche di mercato, ma l’evidenza della logica e, soprattutto, l’esperienza della...

  • AVIVE e Vinho Verde: unione di tradizioni per agire sui mercati Europei

    AVIVE e Vinho Verde: unione di tradizioni per agire sui mercati Europei

    inserito da Lorenzo Biscontin - biscomarketing

    Un paio di settimane fa è stata data la notizia di una collaborazione tra l’AVIVE, Associazione dei Vini Veronesi a Denominazione d’Origine, e la Dop portoghese del Vinho Verde per azioni promozionali con un ammontare complessivo di 2,3 milioni per i prossimi tre anni sui mercati tedesco, danese e francese. La cosa mi ha incuriosito perché in Italia non sono così diffuse le collaborazioni tra consorzi nazionali, anche se sono aumentate negli ultimi anni stimolate dalle misure di polita economica della UE, figuriamoci quelle con consorzi stranieri. Ho cercato quindi di capirne di più intervistando Franco Cristoforetti, Presidente di AVIVE (nonché del Consorzio Chiaretto e Bardolino e di Rosautoctono, l’Istituto del vino rosa autoctono...

  • Frescobaldi e social empowerment

    Frescobaldi e social empowerment

    inserito da Lorenzo Biscontin - biscomarketing

    Sabato 4 maggio mi trovavo a passare per l’aeroporto di Bologna quando ho visto una bottiglia di Aliè di Frescobaldi ed ho pubblicato su Instagram il post che vedete nella foto qui sopra. Qualche giorno dopo l’account instgram di Frescobaldi ha messo un like al post. Anche in questo caso mi faccio la stessa domanda: perché? Lo slogan “marketing is conversation” è oramai vecchio di anni e c’è chi crede che diventerà finalmente realtà adesso che Zuckerberg dice che “future is private”. Io nel mio piccolo ho sempre creduto che l’importanza dei social networks per un’azienda sia prima nella possibilità di ascoltare e poi in quella di parlare (la natura ci ha dotato di una bocca e di...

  • Al vino italiano mancano le marche

    Al vino italiano mancano le marche

    inserito da Lorenzo Biscontin - biscomarketing

    Il ProWein appena concluso è diventato, tra le altre cose, anche l’occasione per fare il punto sulle prospettive del vino italiano per l’anno in corso. Approfittando della grandissima presenza delle cantine italiane e la visione del mercato globale fornita dalla fiera di Dusseldorf, numerosi mezzi d’informazione del vino chiedono alle principali cantine italiane le loro valutazioni sulla situazione del settore. Una volta di più per me le risposte sono state stupefacenti, ma assolutamente normali per il mondo del vino. Praticamente tutte le cantine hanno parlato solo di mercati geografici. Nessuna ha parlato delle proprie marche e relative strategie per diffonderle/affermarle/rafforzarle sui diversi mercati. E anche in termini di mercati le visioni...

  • Il mercato non siamo noi ma quello che gli altri pensano di noi, il Chianti ad esempio

    Il mercato non siamo noi ma quello che gli altri pensano di noi, il Chianti ad esempio

    inserito da Lorenzo Biscontin - biscomarketing

    Le recenti Anteprime Toscane hanno generato la presenza di notizie e contenuti relativi ai vini toscani su web. Tra le tante cose che mi sono apparse sui social quella che mi ha colpito di più è la piramide qualitativa del Chianti che vedete in apertura di questo post. I motivi sono diversi. Innanzitutto, tratta il termine “Chianti” come una marca-ombrello, sotto la quale si trovano le diverse denominazioni riconosciute legalmente. E’ una visione ovvia dal punto di vista del consumatore (mercato), non solo all’estero ma anche in buona parte d’Italia per le persone appena meno esperte di vino. La ragione è semplice ed è legata sia alla storicità del legame tra Chianti e vino, sia alla portata più ampia il termine...

  • Vino, per Piacere

    Vino, per Piacere

    inserito da Lorenzo Biscontin - biscomarketing

    In foto una coppia mentre sta sprecando inutilmente dell'ottimo vino rosso. Credo che una delle poche condivisibili da tutti riguardo al vino sia che lo si beve per piacere. Dopodichè cosa significhi “piacere” e quali siano i modi per provarlo sta nelle preferenze di ognuno. Freschezza, immediatezza, bevibilità, profumi, complessità, divertimento / ebrezza, impegno, sono le prime declinazioni di piacere legato al vino che mi vengono in mente a chiunque può legittimamente aggiungere le sue, che molto probabilmente cambieranno a seconda del momento e della situazione. La ricerca del piacere è legittima nella misura in cui c’è il consenso delle persone coinvolte e si rimane all’interno della legalità (le cose...

  • Di storytelling e influencers

    Di storytelling e influencers

    inserito da Lorenzo Biscontin - biscomarketing

    Nel mese di gennaio mi sono imbattuto in due post sul sito Wine Digital Marketing (complimenti per la grafica e la fruibilità, dovrei chiedergli una consulenza per aggiornare biscomarketing) che mi hanno stimolato un paio di riflessioni. Il primo era sullo storytelling  ed il secondo sui nano influencer. Lo storytelling è storia oramai vecchia, ed infatti tra web e carta potete trovare decine e decine di articoli. Rimane comunque un tema importante perché è provato che le persone si interessano e ricordano più le storie delle “descrizioni”. Spesso però gli articoli che affrontano l’argomento spiegano come si fa lo storytelling (tecniche), senza chiarire il punto essenziale di cos’è lo storytelling (concetto)....

  • Il rose' di Provenza di fronte alla trappola del successo

    Il rose' di Provenza di fronte alla trappola del successo

    inserito da Lorenzo Biscontin - biscomarketing

    La lettura di un interessante articolo riguardante il rosè della Provenza sull’ultimo numero di “Meininger’s Wine Business International” mi ha stimolato alcune riflessioni che credo possano essere interessanti. Il rosè della Provenza è il riferimento per il vino rosè su tutti i principali mercati mondiali. Secondo l’opinione degli operatori i vantaggi competitivi alla base del successo commerciale verificatosi negli ultimi anni sono: - stile distintivo in termini di colore (rosa pallido) e gusto (salinità, mineralità, freschezza); - omogeneità qualitativa / di stile dei vini prodotti dalle diverse cantine all’interno della regione per cui, come dice un importatore australiano, “Le persone...

  • Promuovere il vino nell'era digitale: la Rosè Mansion di New York per esempio

    Promuovere il vino nell'era digitale: la Rosè Mansion di New York per esempio

    inserito da Lorenzo Biscontin - biscomarketing

    Sfortunatamente non sono riuscito a partecipare alla recente edizione di wine2wine per ragioni personal-professionali. Ho però seguito su stampa e social quello che è successo e mi pare che una delle questioni che ha suscitato più dibattito sono state le previsioni negative sull’export dei vini italiani (fermi e frizzanti) presentate dall’osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor in una sessione con i principali attori del settore, dal Ministro Centinaio in poi. Queste previsioni hanno fatto prendere coscienza al settore viti-vinicolo del rallentamento delle esportazioni dei nostri vini fermi (il codice doganale è ufficialmente fermi+frizzanti, ma i volumi di vini frizzanti sono talmente esigui da ricondurre di fatto la tendenza ai vini...