assistenza whatsapp: +39 347 211 9450

blog

  • Armando Castagno, cantastorie di Borgogna (e non solo)

    Armando Castagno, cantastorie di Borgogna (e non solo)

    inserito da Luciana Squadrilli

    La prima volta che ho incontrato Armando Castagno è stato nel 2002 a una cena alla compianta Trattoria San Rocco a Monterotondo, da Marco Milani. Io – che non ho tra le mie doti migliori la memoria – conservavo un ricordo abbastanza vago della cosa. Me l’ha ricordato lui a distanza di anni, sorprendendomi ancor di più con un’altra rivelazione sui miei gusti in fatto di vino, di cui non avevo tenuto alcuna traccia: ci eravamo incontrati di nuovo nel 2009, a una cena al Rome Cavalieri – ai tempi, ancora Hilton – dedicata ai Sauternes, e lui aveva ancora a mente quale fosse stato il mio vino preferito della serata: un Clos Haut-Peyraguey 1991, perfettamente abbinato al risotto allo zafferano (il fatto che ci trovassimo d’accordo su...

  • Wine influencer: intervista a Simone Roveda di Winerylovers

    Wine influencer: intervista a Simone Roveda di Winerylovers

    inserito da Luciana Squadrilli

    Se un decennio fa toccava ai food e travel blogger essere l’oggetto delle ire e gli scherni - ma qualche volta, anche delle invidie - di giornalisti ed esperti “seri” del settore, oggi tocca ai wine influencer: seguitissimi dai millennials (solitamente loro coetanei), adorati dalle cantine e dai consorzi, corteggiati da agenzie di relazioni pubbliche e uffici stampa più delle grandi firme rispettate da decenni, riescono a raccontare il vino (soprattutto attraverso le immagini) in maniera accattivante e immediata ma qualche volta non esattamente competente. Così, i feed dei vari social si riempiono di improbabili immagini di calici - di cui probabilmente non sapremo mai che vino c’è dentro o che caratteristiche abbia – con suggestivi...

  • Firenze, la storia in un caffè

    Firenze, la storia in un caffè

    inserito da Luciana Squadrilli

    Nessuno potrebbe mai sospettarlo passeggiando distrattamente per la strada – e chissà quanti alzano gli occhi a leggere la targa commemorativa – ma al civico 21 di via Cavour a Firenze, dove oggi ci sono un bar e un negozio di penne, ebbe sede il Caffè Michelangiolo: qui, a metà dell’Ottocento, tra una tazza di caffè e un bicchiere di vermouth (immaginiamo), si incontravano intellettuali ed artisti. Tra di essi, in particolare, un gruppo di pittori anticonformisti che vennero poi definiti Macchiaioli, con nomi come Giovanni Fattori e Adriano Cicioni. Poco più in là, nel Palazzo del Pegaso che oggi ospita alcuni uffici della regione Toscana, sorgeva il “Circolo di conversazione dei risorti” e l’omonimo...

  • Cristal wine club, una serata con Silvia Imparato

    Cristal wine club, una serata con Silvia Imparato

    inserito da Luciana Squadrilli

    L’appuntamento è per le 20.30 del 14 dicembre 2018 da Pagnanelli, storico ristorante affacciato sul lago di Castel Gandolfo dove, un po’ per pigrizia e forse un po’ per spocchia gastronomica, non ho mai messo piede (sbagliando). Ci sono venuta per un’occasione un po’ particolare: la mia prima partecipazione alle attività di un wine club, il Club Cristal (sì il nome si riferisce al famoso Champagne della maison Louis Rœderer). Cos’è un wine club Di cosa si tratta? Nonostante solitamente con questo termine s’indichino delle iniziative aziendali – e chiaramente commerciali – delle stesse cantine che puntano così a coinvolgere e fidelizzare i propri clienti, in questo caso parliamo di...

  • I Villani, un film di Daniele De Michele

    I Villani, un film di Daniele De Michele

    inserito da Luciana Squadrilli

    Viene voglia di mollare tutto e andarsene sui monti del Trentino o del Beneventano, di perdersi tra i borghi siciliani che sembrano quelli di cent’anni fa o nel mare liscio come una tavola del golfo di Taranto. Viene voglia di sporcarsi le scarpe e le mani di terra, di alzare gli occhi dagli schermi su cui siamo sempre chini, ipnotizzati, di tornare a guardare l’orizzonte. Viene voglia di affondare il cucchiaio nella ricotta calda appena scolata o nelle tagliatelle al ragù di cui abbiamo visto ogni passaggio, di addentare una cozza cruda appena tirata su dal mare o di bere dalla bottiglia la passata di pomodoro “illegale”, ma che sembra contenere dentro tutto l’amore del mondo. Viene voglia di tornare indietro, al modo in cui si viveva una volta,...

  • Foraging o raccolto? Tra i boschi d'Abruzzo con lo chef e l'etnobotanico

    Foraging o raccolto? Tra i boschi d'Abruzzo con lo chef e l'etnobotanico

    inserito da Luciana Squadrilli

    Che succede quando uno chef, con importanti esperienze alle spalle e attualmente alla guida di uno degli indirizzi più cool di Roma ma con una spiccata propensione a ignorare le etichette gastronomiche e perseguire la libertà in cucina e fuori – e una malsana passione per le attrezzature outdoor che lo spinge ad acquisti online compulsivi – incontra un etnobotanico con una grande conoscenza di erbe, bacche e radici quanto di ricette della nonna, con i capelli rasta raccolti in una crocchia e un’idiosincrasia per i canali social che potrebbero renderlo il guru gastronomico del momento e mandarlo dritto in TV? Di certo esce fuori qualcosa d’interessante da mangiare, e da raccontare, ma non solo. Può anche capitare, unendosi a una delle loro...

  • Pasti Imperiali: il crowdfunding per raccontare tutto il buono del Lazio per parole e immagini

    Pasti Imperiali: il crowdfunding per raccontare tutto il buono del Lazio per parole e immagini

    inserito da Luciana Squadrilli

    Narrare l’indissolubile legame tra cibo, storia e territorio del Lazio (con qualche deroga nei territori limitrofi, ben giustificata dalla storia comune, come nel caso del Falerno e dell’antico Ager Falernus, oggi in provincia di Caserta) attraverso il racconto – testuale e fotografico – del lavoro di contadini, viticoltori e artigiani, fondamentale per far sì che non si perda un patrimonio fatto di sapori, tradizioni e conoscenze. È questo l’obiettivo del progetto Pasti Imperiali, o Imperial Meals visto che una parte importante sarà rappresentata dalla versione inglese, per far conoscere la ricchezza enogastronomica regionale anche al di fuori dei confini italiani. Gli artefici sono Manuel Cirulli, cui si deve l’idea di...

  • Rapporto FIPE: la ripresa comincia al ristorante

    Rapporto FIPE: la ripresa comincia al ristorante

    inserito da Luciana Squadrilli

    Gli italiani non rinunciano ad andare al ristorante: la crisi continua a farsi sentire ma i consumi – e dunque l’economia del Paese – mostrano segnali di ripresa a cominciare dal settore della ristorazione, con una spesa alimentare per il “fuoricasa” che torna a livelli pre-crisi. Questo è il dato principale che emerge dal nuovo Rapporto Ristorazione della Fipe - Federazione Italiana Pubblici Esercizi, presentato a Milano il 18 gennaio scorso e dedicato a uno dei più grandi cuochi e ristoratori italiani, scomparso sul finire del 2017: Gualtiero Marchesi. Il Rapporto traccia, come di consueto, la situazione del settore dei pubblici esercizi in Italia: un quadro piuttosto ottimista, che indica nella ristorazione un importante traino...

  • Champagne: bere o degustare, questo il dilemma

    Champagne: bere o degustare, questo il dilemma

    inserito da Luciana Squadrilli

    Gli assaggiatori più esperti arrivano a riconoscere nel calice, basandosi su qualche sniffata appena più concentrata del solito – e senza agitare il bicchiere, basta il perlage a far emergere le molecole aromatiche anche se questo richiede di aspettare qualche secondo per poter meglio percepire gli aromi dello Champagne – sentori di sottobosco, gelso, dattero, zenzero, Alchermes se non addirittura di zuppa inglese e profiteroles e note grigliate. Per chi, come chi scrive, non ha la capacità olfattiva e soprattutto l’esperienza necessaria, è già molto imparare a distinguere le note floreali tipiche dello Chardonnay da quelle fruttate – dalla frutta a polpa gialla e bianca fino ai frutti rossi e agli agrumi – e a volte...

  • 99 Champagne diventa un'app e parla (anche) inglese

    99 Champagne diventa un'app e parla (anche) inglese

    inserito da Luciana Squadrilli

    Oltre 400 le maison visitate; circa i 20.000 i vini degustati in 900 sedute; su per giù 200 i chili tra quelli presi e persi in totale dalla squadra di degustatori composta da Alessandro Bulzoni, Luca Burei, Monica Coluccia, Alfonso Isinelli, Paky Livieri, Fabrizio Pagliardi, Daniela Paris, Giulio Perugini, Alessio Pietrobattista, Chiara Pugina e, dalla Champagne, Daniel Romano; 40 i nuovi produttori – di cui 31 menzionati nel volume – conosciuti nel corso degli ultimi due anni di lavorazione di quella che è la sesta edizione cartacea della guida, nata nel 2008 e diventata biennale a partire dal 2010. Con questi numeri Luca Burei, editore e curatore della guida insieme ad Alfonso Isinelli, ha sintetizzato i quasi10 anni di vita de Le 99 migliori maison di...