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  • Il caprettone, questo (s)conosciuto

    Il caprettone, questo (s)conosciuto

    inserito da Alessandro Marra

    È probabile che non sia nemmeno il nome più curioso in assoluto (che mi dite di cacamosca?), ma caprettone – vitigno a bacca bianca diffuso solo e soltanto in provincia di Napoli, in 16 comuni alle pendici del Vesuvio – è sicuramente tra quelli più originali. Semanticamente ricompreso in un'astratta categoria di uve “vicine” al mondo animale (avete presente piedirosso e coda di volpe?!), è abbastanza intuitivo capire che la scelta del nome di battesimo deriva dalla forma del grappolo, in tutto e per tutto simile alla barbetta di una capra. L'iscrizione nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite A lungo erroneamente confuso con il coda di volpe, il caprettone è stato iscritto nel...

  • La poetica agricola di Corrado Dottori in 3 bottiglie, quasi 4 (e non solo verdicchio).

    La poetica agricola di Corrado Dottori in 3 bottiglie, quasi 4 (e non solo verdicchio).

    inserito da Alessandro Marra

    "Ai maestrini della matita rossa e blu farà storcere il naso e arricciare il sopracciglio", ma Corrado Dottori -così Giampaolo Gravina, nella prefazione a ”Non è il vino dell'enologo” (DeriveApprodi, 2012)- è innegabilmente “uno degli interpreti più ispirati dell'intero panorama del Verdicchio dei Castelli di Jesi”, ovvero uno tra i più grandi e longevi bianchi italiani. La verticale della riserva Gli eremi, a cui ho partecipato la scorsa settimana a Roma, è stata l’occasione per riavvolgere il nastro delle 18 vendemmie sin qui passate e ritornare sui perché di una scelta di vita, prima ancora che di vino, condivisa con la compagna Valeria Bochi, classe 1972 anche lei. Un vero e proprio...

  • C'e' vino (naturale) in Spagna. La Perdida e Vinos Ambiz, per esempio

    C'e' vino (naturale) in Spagna. La Perdida e Vinos Ambiz, per esempio

    inserito da Alessandro Marra

    Nella fenomenologia dell'incontro col vino, per dirla alla Perullo, si annoverano casi di avvicinamento delle più disparate tipologie. Curiosità galoppante da ardente passione, impellente necessità, sete - è proprio il caso di dire - di conoscenza, ma anche semplice fatalità. Gioco, pure, come nel caso di Fabio Bartolomei, nato in Scozia da genitori di origini italiane, toscane per la precisione, che poi arriva, non so bene perché, in Spagna. "Più vino, meno traduzioni", dice lui per spiegare a grandi linee com'è andata con Vinos Ambiz, riferendosi a quella che era la sua principale attività prima di mettersi a fare vino in Castilla y León, più o meno clandestinamente e con esiti, a giudicare dalle...

  • Greco mon amour (non solo Tufo edition)

    Greco mon amour (non solo Tufo edition)

    inserito da Alessandro Marra

    Nel registro nazionale consultabile anche on line sul sito del Ministero delle politiche agricole, sotto la voce “greco” sono censite 3 diverse varietà, che sembrerebbero avere in comune poco altro se non le probabili origini elleniche. Oltre al greco nero (nero), anche detto maglioccone o gregu nieddu, diffuso in Calabria, Puglia, Basilicata e Sardegna, ci sono poi il greco bianco (bianco), dai cui grappoli, nel reggino, si ottiene uno splendido vino dolce, infine il greco (bianco), senza dubbio il più famoso dei 3 e protagonista della docg Greco di Tufo (ma coltivato anche in altre zone dello Stivale). Tralasciando, appunto, il celebre bianco prodotto a Tufo e in altri 7 comuni della provincia di Avellino, l’uva registrata...

  • 50 sfumature di... dolce. I vini passiti

    50 sfumature di... dolce. I vini passiti

    inserito da Alessandro Marra

    All’esame da sommelier, mi chiesero del Torchiato di Fregona ed io risposi soltanto perché avevo sentito qualcun altro parlare, pochi minuti prima, di questo passito prodotto sui colli di Conegliano. Il dio Bacco avrà voluto punirmi per questo e così, nonostante figuri già da alcuni anni in cima alla wish list delle cose vinose, non ne ho mai conosciuto il sapore. Non amo particolarmente i vini passiti e, anzi, devo dire che ne bevo pochissimi e ne conservo ancora meno; ma non mi pare che le cose vadano tanto meglio intorno a me. Sarà che quelli buoni buoni sono pochini, mettici pure che son cambiate tendenze ed occasioni di consumo; insomma, i passiti non se la passano benissimo. O almeno, così sembra. Ad ogni modo, se...

  • Terra di Lavoro, vino (campano) che ha fatto storia

    Terra di Lavoro, vino (campano) che ha fatto storia

    inserito da Alessandro Marra

    La storia di Galardi è per certi versi diversa da quella di molte altre aziende vinicole che sono nate in Campania negli ultimi decenni, affrancatesi dal conferimento come reazione ad una retribuzione delle uve non più commisurata agli sforzi in vigna. Pur approcciandosi per la prima volta al vino, Dora e Arturo Celentano, Maria Luisa Murena e Francesco Catello erano fermamente convinti di poter fare qualcosa di importante per il proprio territorio, come poi in effetti è stato. La sfida era produrre un vino “internazionale” per vocazione, pur cimentandosi con due varietà assolutamente autoctone, quali aglianico (80%) e piedirosso (20%). La collaborazione con Riccardo Cotarella iniziò quasi subito e dura ancora oggi che il Terra di...

  • Pàtrimo, una verticale per capire che siamo tutti cambiati

    Pàtrimo, una verticale per capire che siamo tutti cambiati

    inserito da Alessandro Marra

    Quella dei Feudi di San Gregorio è stata la prima cantina che ho visitato in vita mia, quando ancora non mi ero fatto travolgere da questa passione e il vino a tavola lo sceglieva sempre lei, Alessia, a cui devo quella giornata e il pranzo finale a Marennà (per la cronaca, lo chef Paolo Barrale ha confermato anche quest’anno la stella Michelin). Ecco perché mi fa sempre un certo effetto tornarci, sapendo oltretutto che di tempo ne è passato e siamo tutti un po’ cambiati, compreso l’azienda con sede a Sorbo Serpico. Se, però, sui bianchi la direzione era parsa chiara quasi sin da subito, con l'arrivo di Pierpaolo Sirch e le scelte in fatto di acidità e dolcezze, direi che sui rossi un cambiamento vero e proprio si è...

  • Slow Wine 2018, la degustazione-evento di Montecatini

    Slow Wine 2018, la degustazione-evento di Montecatini

    inserito da Alessandro Marra

    Disclaimer: sono un collaboratore di Slow Wine per Campania e Basilicata, tienilo presente nel leggere questo articolo. 195 aziende premiate con la "chiocciola" (circa il 10% del totale di quelle recensite), 174 "bottiglie" e 99 "monete" e, ancora, 281 "vini slow", 175 "grandi vini" e 237 "vini quotidiani" (riconoscimenti, questi ultimi, che insieme fanno davvero un niente rispetto ai 24.000 vini degustati). I numeri di Slow Wine 2018 non si discostano poi molto da quelli delle ultime edizioni, né è cambiato l'approccio consumer-oriented (prova ne è il fatto - parlo per me - che nelle 1118 pagine c'è traccia di molti dei vini che compro), con l'obiettivo di continuare a raccontare il mondo...

  • Pietracupa, bianchi (ma anche rossi) di Irpinia

    Pietracupa, bianchi (ma anche rossi) di Irpinia

    inserito da Alessandro Marra

    "Sali verso Vadiaperti, vai oltre il cancello di Raffaele per un duecento metri, a sinistra c'è una stradina, non ti puoi sbagliare, di fronte c'è una villetta. Prendila e vai avanti ancora, in fondo a sinistra ci sono io". Arrivare a Pietracupa è missione praticamente impossibile affidandosi a google maps o confidando in forme più o meno avanzate di segnaletica. Conviene, dunque: uno) arrivare al casello di Avellino est e fare rotta per Montefredane; due) tenere gli occhi bene aperti sino al cartello a sfondo marrone che segnala la svolta verso Vadiaperti; tre) pregare di vedere il segnale di cui al precedente punto; quattro) seguire, infine, le indicazioni di Sabino Loffredo. Nata agli inizi degli anni...

  • Beaune Premier Cru e la Vigne de l'Enfant Jesus

    Beaune Premier Cru e la Vigne de l'Enfant Jesus

    inserito da Alessandro Marra

    Beaune non possiede vigneti con lo status di grand cru, ma se mai un giorno dovesse esservene qualcuno, il Grèves sarebbe certamente uno dei più accreditati. All'interno di questo premier cru, esteso per oltre 30 ettari e caratterizzato da uno strato di argilla rossa e ciottoli che nasconde, soltanto 50 cm più in giù, la roccia, c'è un piccolo monopole - 4 ettari in tutto, la Vigne de l’Enfant Jésus - il cui nome è legato a quello del Re Sole. Sua madre, Anna d'Austria lo donò al convento della carmelitana che le aveva predetto a breve la nascita del figlio tanto desiderato. Bouchard Père et fils, uno dei più importanti négociant di Beaune, che può vantare ben 130 ettari di...