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  • La svinatura della formula Ricasoli

    La svinatura della formula Ricasoli

    inserito da Andrea Pagliantini

    L’ora vino, attraversa i fori dello scolapasta, si ossigena, defluisce in cassetta che pompa provvede a rammontare nel tino. L’alcol in infusione sulle bucce di sangiovese, canaiolo e malvasia bianca produce in aria una benefica salve di freschezza. Tolto lo sportello dalla vasca di fermentazione e vedendo in faccia la vinaccia, si avverte una macedonia di fragole e lamponi, ribes e arancia. Giaggiolo. Rosso rubino pieno e intenso, asprino, beverino, che con un tegame di trippa, pulisce e invoglia ad andare avanti con piacere. Il pane della vinaccia nella pressa intanto continua a sprigionare all’olfatto e al ricordo ciò che l’ardore delle stagioni e della concentrazione sulle viti tende a smarrire.

  • La scelta dell'uva da vinsanto

    La scelta dell'uva da vinsanto

    inserito da Andrea Pagliantini

    Giace e riposa in cassetta per un lento appassimento che la porterà, nella settimana santa, a una sgranellatura e a una non severa pressatura. Sana, perfetta, ansiosa di perdere peso senza fretta e concentrare zuccheri e aromi per un futuro, ottimo, vinsanto. Con le annate sempre più bollenti e con la concentrazione del sangiovese, non sarebbe una cattiva idea riportare quest’uva bianca a far parte dei nuovi vini rossi come da tradizione, per riacquistare la beva e piacevolezza per cui il Chianti è diventato famoso.

  • Vendemmiare con la vendemmiatrice

    Vendemmiare con la vendemmiatrice

    inserito da Andrea Pagliantini

    Non è più tempo di donne con le pezzole in testa, le sottane rimboccate e con i piedi scalzi, affondate fin nelle cosce, impegnate ad ammostare l’uva nei tini di legno scoperti. Semmai è il tempo di qualche rievocazione, (a scopo puramente turistico) con delle giovani e soavi fanciulle che si calano felici nell’uva per provare l’efficacia benefica del massaggio dell’uva sulla pelle, calcolando però che quel vino pestato, per esperti assaggiatori, avrà un vago sottofondo di Chanel numero 5 fra il fruttato e la tostatura del legno. Centinaia di punteggi favorevoli, nelle guide enologiche di tutto il mondo accoglieranno la novità, più che al ritorno di una pregevole beva e freschezza. Non è più il...

  • Il premio Giulio Gambelli assegnato ad Angela Fronti

    Il premio Giulio Gambelli assegnato ad Angela Fronti

    inserito da Andrea Pagliantini

    Non avere ancora quarant’anni, essere nel mondo del vino, farlo, proporlo, portarlo in giro per il mondo ed essere accostata anche solo per un attimo al Maestro del sangiovese, Giulio Gambelli, è come ricevere una laurea sul campo per meriti fermentativi. Angela Fronti, raddese, enologa dell’azienda Istine, riceve durante “Benvenuto Brunello”, l’ambito premio promosso dalla stampa dei fornelli e dei calici al vento di ASET, (stampa alimentare della Toscana) e viene premiata dal presidente, Leonardo Tozzi e da Carlo Macchi, autore di una preziosa e insostituibile biografia sul palato più sensibile nella vita e nel vino: Giulio Gambelli, l’insostituibile Maestro.

  • I Vignaioli di Gaiole all'Anteprima Chianti Classico 2019

    I Vignaioli di Gaiole all'Anteprima Chianti Classico 2019

    inserito da Andrea Pagliantini

    Decenni di scavi e di studio, condotti nel sito archeologico etrusco di Cetamura dalla professoressa Nancy de Grummond, insieme agli studenti dell’Università della Florida, hanno portato a rinvenire decine di reperti, che permettono di mettere in luce la vita di quel periodo in questi luoghi. Unitamente al rinvenimento di quantità di vinaccioli, che dimostrano come la vite fosse coltivata fin dai tempi più remoti, nel luogo fisico nel quale si ha un’idea della nascita del nome Chianti. Vite che ben si adatta in queste dorsali di pietre e terreni aridi, pur avendo, il comune di Gaiole, delle diverse tipologie di clima, terreno, altitudine, che creano vini completamente diversi fra loro. Qui il luogo fisico nel quale gli studi e le vinificazioni di...

  • I Vignaioli di Radda all'Anteprima Chianti Classico 2019

    I Vignaioli di Radda all'Anteprima Chianti Classico 2019

    inserito da Andrea Pagliantini

    Alla Stazione Leopolda di Firenze, rassegna delle eccellenze dei territori del Chianti, della Berardenga, della Val d’Elsa, della Val di Pesa e di Greve. Radda, al centro del Chianti, fra le ali di Gaiole e di Castellina, ha il territorio più piccolo, ma la concentrazione più grande di aziende, rette per la maggior parte da gente del luogo, con un apparato radicale ben fondo fra i sassi e le screpolature del suolo. E, cosa di una rarità benvoluta, di un dialogo, fra una qualità assoluta delle bottiglie, unita alle relazioni umane e di stima fra le persone che producono vino, arrivando al punto di unire le forze, per promuovere, quanto qui si produce, nell’Associazione dei Vignaioli di Radda, che ogni anno, sforna iniziative di approfondimento e...

  • Fare il vin santo

    Fare il vin santo

    inserito da Andrea Pagliantini

    Tre mesi di appassimento in una stanza ventilata hanno asciugato quasi del 50% il peso iniziale della malvasia e di un filo di sangiovese, raccolti a settembre. Abbrunata, rugosa, con i chicchi integri, senza un filo di muffa, con il raspo, l’uva, viene messa in una macina manuale e rotta. Il poco liquido denso e carico di zucchero, esce a piccole gocce dalla gabbia di legno della pressa, lentamente diventa un filo quando le zeppe di legno iniziano a premere. Saltano i sigilli dei caratelli dell’annata 2014, il colore è quello, il profumo anche, il sapore tende più al secco che all’abboccato. Il mosto viene messo nei caratelli dopo averli svuotati dalla fondata, rimessi i sigilli, ci sono da passare quattro anni prima di rimuoverli.

  • La svinatura del canaiolo e del sangiovese delle viti nuove

    La svinatura del canaiolo e del sangiovese delle viti nuove

    inserito da Andrea Pagliantini

    La tecnologia è quella ruspante di chi fa il vino da sempre e funziona per fare grandi vini da bere invece che da spiegare. Prima la svinatura del canaiolo e una parte di sangiovese, con una punta di uva bianca, poi la svinatura del sangiovese che corrispnde a una vigna nuova in cui viene raccolto l’uva per la prima volta. Anche qui con dentro uno scarabocchio di trebbiano. Ne fuoriescono dei profumi che abbracciano tutte le vie di Vertine, infatti, gli indigeni, ma soprattutto i turisti di passaggio, non possono fare a meno di essere trascinati e guidati dall’aroma beverino. Che dopo essere stati in cantine che paiono centrali nucleari o industrie belliche, sono muti e fulminati dalla semplice eseguità dei modi. Una pompa, uno scolapasta, qualche cassetta...

  • Chianti Classico Pagliarese 2015

    Chianti Classico Pagliarese 2015

    inserito da Andrea Pagliantini

    La terra è la stessa, ma non ci sono più le viti anziane allevate a capo e razzolo, mescolate fra loro nella formula ricasoliana, sostituite da nuovi cloni di sangiovese portati a fare strutturalmente meno uva, come non c’è più il clima da cui sono uscite tutta una serie di annate, tutta una serie di grandissime bottiglie di Pagliarese. Un nome storico che scalda il cuore a chi sa di vino, non più in uso da oltre venti anni, cioè da quando Felsina rilevò vigne, cantina, marchi di questa pregevole storia. L’uva di Pagliarese finiva nell’ottimo Chianti Classico di Felsina, con l’intenzione, un domani, di rispolverare le vecchie etichette, il vecchio marchio, il fascino che quel vino e quel nome destavano. Con l’annata 2015, dopo varie prove di vinificazione per capire...

  • A Brolio viticoltori del Chianti parlano dei danni che gli ungulati provocano all'agricoltura, all'economia e al paesaggio

    A Brolio viticoltori del Chianti parlano dei danni che gli ungulati provocano all'agricoltura, all'economia e al paesaggio

    inserito da Andrea Pagliantini

    E’ diventato difficile coltivare la vite e produrre vino nel Chianti, è quanto emerge dalla conferenza stampa convocata dai rappresentanti di quattro aziende chiantigiane nella sala convegni del Castello di Brolio. Badia a Coltibuono rappresentata da Roberto Stucchi, Barone Ricasoli da Francesco Ricasoli, Guido Guardigli in rappresentanza del Castello di Meleto e Rolando Bernacchini per l’azienda Rocca di Castagnoli. Quest’anno si parla di ben 1500 quintali di uva distrutti da una straripante e numericamente incontrollata fauna selvatica che provoca ogni anno centinaia di ettolitri di vino non prodotto che danno luogo a milioni di euro di danni. Fotografie mostrano le tonnellate di pane (spesso con la protezione di plastica) che vengono sparsi nei...