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  • Ormeasco di Pornassio. L'isolamento serve.

    Ormeasco di Pornassio. L'isolamento serve.

    inserito da Maurizio Fava

    Ci sono vitigni, e aree di produzione, minori che provocano a volte ingiustamente frustrazioni nelle persone che ci credono e ci faticano. L’Ormeasco è il fratello gemello,  dal punto di vista genetico, del mio vitigno del cuore per tradizioni e radici, il “dolcetto dal raspo rosso” che a casa mia, Tassarolo, chiamavamo “nibiö”. Un clone di dolcetto che si è auto selezionato per virosi, con grappoli spargoli e acini che a maturazione cadono facilmente a terra, o vengono decimati da storni e vespe, per la loro dolcezza. Il vitigno ormeasco,  selezionato inizialmente nel convento benedettino di Ormea, è poi arrivato verso la fine del XIII secolo nelle zona di Pornassio e degli altri paesi attorno a Pieve di Teco,...

  • Sei anni dopo Gino Veronelli...  le De.Co. ?

    Sei anni dopo Gino Veronelli... le De.Co. ?

    inserito da Maurizio Fava

    Esattamente sei anni fa davamo l'ultimo saluto a Luigi Veronelli. Gino, per noi amici.  Il padre della scienza del vino e del cibo applicata alla promozione del territorio. Un uomo spigoloso e geniale, lontano da compromessi di comodo, sulle cui spalle di gigante si sono arrampicati centinaia di nani, la maggior parte con la presunzione volgare di non rendergliene neppure merito.  Gino teorizzò anche le De.Co., le "Denominazioni Comunali" a tutela dei prodotti tradizionali. Fece in tempo ad avviarne qualcuna, con estremo rigore e assoluta ricerca della qualità e del radicamento storico e territoriale. Ho avuto l'onore di redigere in sua vece (era già molto malato) il disciplinare della De.Co. della Grappa di Silvano, presentata al...

  • Alessandria Top Wine - Dieci anni di vita, e più...

    Alessandria Top Wine - Dieci anni di vita, e più...

    inserito da Maurizio Fava

    Cari amici, molti di voi ormai sono abituati, una volta l'anno, a leggere questo invito ad Alessandria Top Wine, il Banco d'Assaggio che con Nadia Biancato organizziamo da dieci edizioni per far conoscere i vini del territorio alessandrino. Nel frattempo, e ci piace pensare che sia accaduto anche per merito nostro, i vini e i produttori in cui noi da sempre abbiamo creduto sono via via diventati più noti, uscendo dall'oscurità in cui si trovavano per mancanza di comunicazione, e non certo per carenze qualitative. Oggi il Gavi non è più il bianco che tutti snobbavano, anche attorno a casa, e rappresenta una punta di diamante dell'enologia piemontese. Il Timorasso è letteralmente esploso dal punto di vista mediatico, e il nostro antico compagno di...

  • Brunello di Montalcino: Rivella, il novello che avanza...

    Brunello di Montalcino: Rivella, il novello che avanza...

    inserito da Maurizio Fava

    In Italia il problema è la viabilità. nell’antica Palestina, sulla via di Damasco c’erano solo due direzioni, l’andata e il ritorno. Fu così che Saulo di Tarso ebbe una folgorazione, si convertì e imboccò la sua strada per il martirio e la redenzione… oggi nel Bel Paese si può con tranquillità svoltare ad ogni piè sospinto, e imboccare direzioni opposte cambiando idea per convenienza più e più volte, si può essere comunisti, laici, integralisti, nazionalisti e federalisti alla giornata, tanto nessuno chiederà mai conto di nulla, figuriamoci il martirio, e la coerenza è considerata un vizio, o addirittura un reato.. In questo quadro, che sarà mai dire “il...

  • Vinitaly: una proposta concreta per migliorare

    Vinitaly: una proposta concreta per migliorare

    inserito da Maurizio Fava

     I tempi delle grandi fiere sono sempre molto lunghi, la programmazione deve essere fatta con largo anticipo. Ecco perchè ritengo che sia il caso di FARE per tempo qualcosa di concreto per eliminare qualche difetto di Vinitaly, la più importante manifestazione dell'anno per il mondo del vino italiano. I difetti di Vinitaly ci sono, e puntualmente vengono dicussi e biasimati in primavera, o addirittura a fiera in corso, e poi vengono dimenticati fino all'anno successivo. Quello dell'eccessiva durata della manifestazione, forse voluta più a vantaggio del settore alberghiero-turistico veronese che non nell'interesse dei produttori che espongono e dei loro clienti, è uno degli argomenti ricorrenti. Io stesso, come molti altri più autorevoli...

  • Vinitaly, piove comune ladro?

    Vinitaly, piove comune ladro?

    inserito da Maurizio Fava

    Il mondo del vino si appresta a sottoporsi anche quest'anno al VINITALY, la fiera più importante per il settore per quanto riguarda i vini italiani. Lo fa quasi con rassegnazione (poche speranze, ma s'ha da fare...), e un senso di disillusione acuito dalla congiuntura decisamente non favorevole. Sulla fiera veronese si sono lette e scritte ormai tante cose, spesso negative. A prescindere dalla efficacia per quanto riguarda la parte commerciale, che comunque resta lo scopo di qualsiasi fiera, su due punti tutti, dagli espositori al pubblico e agli operatori, concordano: la durata assurda di cinque giorni è solo un escamotage per arraffare più soldi, e i servizi logistici di Verona sono davvero esecrabili, e costano molto, in termini di denaro e di tempo,...

  • Vino e ristoranti, abitudine o passione?

    Vino e ristoranti, abitudine o passione?

    inserito da Maurizio Fava

    Anche in ristoranti di ottimo livello, anche in quelli dove vado volentieri per il piacere che mi dà quella cucina, mi capita sempre più spesso di avere difficoltà a scegliere il vino. Carte dei vini a volte anche fitte di etichette, ma vittime di una deludente e noiosa omologazione: sempre gli stessi vini, sempre le stesse aziende, molte delle quali sono semi industriali e fanno prodotti standard senza emozionalità ne' anima.  Amante dei vini bianchi, raramente trovo quello che cerco: un vino elegante, minerale, di buona acidità e senza osceni eccessi zuccherini, che me lo rendono inutile e indigesto, oltreché oltraggioso per i buoni piatti che dovrebbe invece esaltare.. Dalle mie parti, ci sono ristoranti di pesce che a fronte di...

  • con Angelo Gaja: W IL VINO

    con Angelo Gaja: W IL VINO

    inserito da Maurizio Fava

    Puntuale come un orologio svizzero. Appena ci si avvicina alla stagione dei grandi eventi del vino, Sergio Miravalle pubblica su La Stampa un'ormai consueta intervista ad Angelo Gaja, che descrive la situazione del vino italiano dal suo punto di vista. Quest'anno, Big Angelo dal suo osservatorio di Barbaresco vede diradarsi le nubi sul vino italiano, e giudica positivamente la crescita di esportazioni in volumi (+10%) sia pure a fronte di una riduzione del -6% del fatturato export. Molto interessante e perfettamente condivisibile la sua analisi dei motivi per cui questo è accaduto: gli imprenditori e i vignaioli seri hanno investito in proprio, senza pietire casseintegrazioni, senza fare licenziamenti, senza affamare i dipendenti o delocalizzare le aziende, e hanno fatto fronte...

  • Massimo Rattalino, Barbaresco

    Massimo Rattalino, Barbaresco

    inserito da Maurizio Fava

    Ho scoperto un nuovo produttore di vino che non conoscevo. L’ho scoperto a Barbaresco, patria di grandi rossi e zona non certo inesplorata dagli enofili. Non lo conosceva nessuno, fino ad ora.  Sui motori di ricerca in rete digitando “Massimo Rattalino” + “Vino”  non c’erano pagine, zero. Però quella bottiglia era lì, davanti a me, reale e non virtuale. Non voglio darmi arie da talent scout, per carità, ma è un dato di fatto che sono il primo a scriverne. Potete immaginare l’approccio alla degustazione: curiosità, di sicuro, e prudenza, perchè anche se  la veste della bottiglia albeisa è bella, raffinata e seria, troppe volte all’assaggio abbiamo avuto discordanza tra...

  • La Barbera d'Asti tradita: arrivano i bordolesi

    La Barbera d'Asti tradita: arrivano i bordolesi

    inserito da Maurizio Fava

    E' sotto gli occhi del mondo la deriva razzista che spinge molti italiani, in particolare nel nord del paese, a guardare con sospetto, insofferenza e odio le persone che non vengono riconosciute come "uguali". Nel mondo del vino, al contrario, la difesa delle tradizioni, dell'autenticità territoriale e delle unicità tipologiche del Piemonte ha subito nei giorni scorsi uno sfregio davvero in controtendenza rispetto ai comportamenti "identitari" che si riscontrano nelle urne elettorali. Il Piemonte del vino aveva per anni difeso con successo il suo territorio su scala mondiale puntando sui propri vitigni originali (nebbiolo, moscato, barbera, dolcetto, grignolino, cortese) in questo distinguendosi rispetto alla Toscana, che a furia di "bordolesizzare" il sangiovese ha...