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  • Italia vs/ Francia a tavola, chi vince, chi perde e dove: guida definitiva di Mike Tommasi

    Italia vs/ Francia a tavola, chi vince, chi perde e dove: guida definitiva di Mike Tommasi

    inserito da Mike Tommasi

    Da italiano giramondo residente in Francia, mi viene spesso chiesto dove si mangia e beve meglio, Italia o Francia? È un po' come chiedere per chi tifo alla coppa del mondo di calcio… impossibile rispondere senza rischiare accese discussioni. Per divertimento, e veramente senza cattiveria, ho provato a fare questo esercizio totalmente soggettivo: dare punteggi da 0 a 10 su una quarantina di soggetti di confronto enogastronomico fra le due nazioni. Vere e proprie partite gustative, con risultati, e un punteggio totale inaspettato ma rassicurante, che troverete alla fine dell’articolo. Ma prima di andare a vederlo, date un’occhiata alle singole partite. Attenzione, i voti rappresentano una media generale, come una foto presa da un drone a 50m di altitudine. Per...

  • Carbonara alla francese

    Carbonara alla francese

    inserito da Mike Tommasi

    Un anno fa, ben prima dello scandalo carbonaragate scaturito dal video della versione one-pot (vedi video sotto), pubblicai sui social la mia interpretazione di come i francesi preparano la carbonara. Forse ho esagerato un po' - ma neanche tanto - ma al ristorante in Francia la presentano proprio così, con panna, cipolle e tuorlo crudo intero. Francamente, da rigurgito. Eccola: Bollire poca acqua con un cucchiaino di sale grigio di Guérande e un cucchiaino di olio d'olive della varietà "carapello". Il sale in quelle quantità non ha alcun effetto, e l'olio non ce la farà mai a lubrificare la pasta scotta; ma i Francesi praticano il rituale di questa piccola marea nera, la chiazza d'olio in acqua salata, in memoria della catastrofe...

  • Christine Cogez e Vini di Vignaioli, oggi si dicono tutti naturali

    Christine Cogez e Vini di Vignaioli, oggi si dicono tutti naturali

    inserito da Mike Tommasi

    Il Digest di questo lunedì, idealmente ispirato dalla settimana di Vinitaly, è interamente dedicato alle principali fiere del vino di nicchia attraverso le parole dei loro ideatori e organizzatori, buona lettura! (ndr) Christine Cogez, Vini di Vignaioli fu la prima fiera del vino artigianale in Italia, e la seconda nel mondo dopo la Dive Bouteille. Come iniziò questa avventura? Abbiamo cominciato a Fornovo nel 2002. In Francia a quei tempi avevo un ristorante, L’Appennino a Parigi, che hai visitato varie volte, e avevo pure cominciato l’importazione di vini italiani in Francia. Vini di Vignaioli avvenne un po’ per caso, tutto fu deciso una sera d’estate, a cena in montagna con mio cognato, allora sindaco di Fornovo. Gli spiegai che...

  • Il TTIP e il vino

    Il TTIP e il vino

    inserito da Mike Tommasi

    La rete ormai è piena di siti e articoli militanti contro il “Trattato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti” o TTIP, inizialmente conosciuto come TAFTA. Per la maggioranza, questi articoli non citano fonti attendibili, e non si riferiscono al trattato. Si deve ammettere che uno dei problemi fu la mancanza di trasparenza, che impediva di conoscere il contenuto di questi negoziati; ma sebbene le critiche puntino tutte, come sempre, a Bruxelles, di fatto furono gli stati membri a stabilire la segretezza dei negoziati, e a ritardarne la pubblicazione. La declassificazione avvenne finalmente nell’ottobre 2014, ma solo in seguito alle sollecitazioni insistenti della Commissione Europea. Purtroppo pochi, ancor meno i giornalisti, consultano il testo del...

  • Morto un tappo, se ne fa un altro. Come debellare il problema del vino che sa di tappo

    Morto un tappo, se ne fa un altro. Come debellare il problema del vino che sa di tappo

    inserito da Mike Tommasi

    Il problema del vino che “sa di tappo”, contrariamente ai pronostici di alcuni anni fa, non è ancora stato debellato. Il tappo sintetico si è perso in mille varianti di plastica, difettose o non sostenibili ecologicamente, mentre tra le soluzioni valide, il tappo a vite Stelvin ha conquistato l’Australia e la Nuova Zelanda, ha un discreto successo in USA, ma in Europa rimane la specialità di pochi coraggiosi “vignerons” d’avanguardia. La soluzione ideale, il tappo a corona in inox, la cui efficacia è dimostrata da decenni per le bottiglie di Champagne prima della sboccatura, non è nemmeno presa in considerazione, perché fa pensare alla Coca Cola. Per il tappo di sughero le cose non vanno molto meglio. In...

  • Parigi nel cuore

    Parigi nel cuore

    inserito da Mike Tommasi

    Paris è una delle grandi capitali intellettuali, scientifiche, artistiche, culturali, politiche, filosofiche, musicali, letterarie e storiche del mondo. Una delle più belle metropoli per passeggiare. Una città di contrasti, spesso estremi. Soprattutto, conviene ripeterlo in questi giorni violenti e irrazionali, Parigi e la Francia furono la patria dell’Illuminismo; non per niente è presa di mira dai numerosi movimenti che vorrebbero rovesciare il nostro progresso e ridurci alla schiavitù dell’ignoranza. Che fare a Parigi? Appena arrivati in albergo, lasciate le valigie e immergetevi subito nella bellezza del giardino del Palais Royal, due ettari di pace in pieno centro di Parigi. Fate un giro alla Cour Carrée del Louvre, quasi...

  • Se mangio carne mi verrà il cancro?

    Se mangio carne mi verrà il cancro?

    inserito da Mike Tommasi

    La polemica dilaga da giorni intorno alla notizia, diffusa inizialmente in un articolo del pessimo tabloid inglese Daily Mail, che la carne rossa (muscoli di mammiferi) e la carne trasformata (insaccati, salumi, carni salate, fermentate o affumicate) sono agenti cancerogeni. Il tono allarmistico e disinformativo era prevedibile. L’articolo cita pure la reazione di un “esperto” del North American Meat Institute che, basandosi pure lui su una lettura approssimativa della classificazione della IARC (WHO), sarcasticamente raccomanda di non respirare aria (cancerogeno classe 1), non mettersi al sole (classe 1), non bere vino o caffè (classe 1 e classe 2A), non mangiare cibo alla griglia (classe 2A), e non usare creme di aloe vera (classe 2B). Il Daily Mail...

  • Ancora sul voto farsa a Montalcino - un messaggio dalla Toscana

    Ancora sul voto farsa a Montalcino - un messaggio dalla Toscana

    inserito da Mike Tommasi

    Pubblico con piacere un messaggio inviatomi da Lorenzo Zonin (Podere San Cristoforo) in seguito al mio precedente articolo  sulla farsa brunellesca, su quel non-evento che fu il non-voto per il cabernet in una DOC  ad hoc per Brunelli declassati. "Completamente d'accordo... non si tratta di essere puristi ma di fare buon vino. C'e' chi ci riesce con una sola varieta'... e tanto meglio per loro ! Ma tagliarsi le gambe da soli con un disciplinare che non ti lascia scampo e' assurdo... Mi chiedo se chi vuole per forza 100% sangiovese voglia davvero il bene della denominazione o solo il proprio di privilegiato... la possibilita' di fare un grande vino deve essere di tutti. Ovviamente con alcuni paletti... altrimenti esci dalla denominazione e fai igt o vino da...

  • Rosso e Brunello di Montalcino: monovarietale o cabernetizzato o...?

    Rosso e Brunello di Montalcino: monovarietale o cabernetizzato o...?

    inserito da Mike Tommasi

    La polemica tutta italiana del Brunello e ora del Rosso di Montalcino è una battaglia tra estremisti. Da una parte conservatori dogmatici vogliono mantenere il principio del monovarietale, che spero di dimostrare come incoerente con la tradizione Toscana e penalizzante per chi vuole fare vino buono in queste zone. Sul fronte opposto sfacciati opportunisti sono pronti a sacrificare il sangiovese in un uvaggio con vitigni bordolesi che non lascerebbero traccia organolettica del vitigno toscano per eccellenza, e che quindi potrebbe essere tranquillamente rimosso dalla miscela. Inoltre, si fa finta che il problema si fermi al Rosso di Montalcino ("vino di racaduta" scrive giustamente Roberto Gatti) mentre tutti sanno che la vera questione è quella del Brunello; il...

  • Recipe: how to make quality corks

    Recipe: how to make quality corks

    inserito da Mike Tommasi

     Corks are not made the way they should be. Shortcuts result in bad quality and cork taint. The industry should go back to the original recipe, given here in its simplified version: - Plant a cork oak tree. - Wait 30 years. - Remove the bark and discard it. This is the first-growth bark. - Wait 15 years. - Remove the bark and put it aside to dry. This is the first harvest of second-growth bark. - Wait 2 years. - When the bark is dry, cut it into parallel strips about as wide as the length of the desired cork - Ever since bottles were standardized, the diameter of corks is now 24mm. The usual lengths are 38mm, 45mm, 49mm, sometimes 54mm or more - "tube" the corks out of the strip of bark by cutting them with a sharp cylindrical cutter. -...