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  • dire fare baciare degustare

    dire fare baciare degustare

    inserito da Claudia Donegaglia

    Dire fare baciare degustare La notte scorsa non ho chiuso occhio, come mi capita abitualmente quando l’adreanlina cala di colpo dopo un periodo di pensieri intensi , come sono i giorni di seguito ad Enologica, momento nel quale notoriamente vado in crisi quando devo parlare di vino e degustare davanti a degli estranei. Prima di questi periodi penso :’Cosa gli dico? Cosa vorrebbero sentirsi dire? Devo rimanere sul tecnico? Portargli in vigna e fargli toccare la terra? Chiuderli dentro la botte del Sangiovese ? Racconto della leggenda legata al nome dell’Albana, oppure racconto la versione Faentina del nome Sangiovese? Gli parlo dei Calanchi? Gli faccio sentire la vera piadina romagnola ? Gli declino le tostature delle barrique? Potrei leggergli il certificato analitico...

  • Striscia il vino

    Striscia il vino

    inserito da Claudia Donegaglia

    Finita la vendemmia tutti gli ’animali’ di cantina ritornano alla vita normale: accompagnano i figli a scuola, riprendono a fare sport, fanno le analisi del sangue, cenano con i propri famigliari e guardano la tv, come ho avuto la malaugurata idea di fare ieri sera. Stavo lavando i piatti in cucina quando mio marito mi chiama in sala da pranzo per farmi vedere un servizio di su ’Striscia la Notizia ‘inerente al vino. Quando ho iniziato a guardare il servizio c’erano in video : un esponente di un’associazione di agricoltori, il giornalista che parla di lieviti in tono cospiratorio davanti ad una dama di vino rosso poi continua facendo accenno all’uso di tannini ed altre’ polverine ‘. Ole’ in un battibaleno ci ritroviamo...

  • ode al vino sfuso

    ode al vino sfuso

    inserito da Claudia Donegaglia

     Ebbene si lo confesso: produco, vinifico e metto in commercio anche vino sfuso Il vino che si beve in caraffa alle sagre paesane , quello che si acquista da accompagnare alle castagne , che in fondo in fondo ci piace imbottigliare la durante la settimana di Pasqua per fare il frizzante casalingo. Fare il vino da destinare al mercato dello sfuso è difficilissimo , i clienti sono esigentissimi, ancor più di un consumatore serial di Cervaro della Sala o di Luce; qui non c’è la giustificazione dell’annata se un vino è scarico di colore, non si ammettono scuse nel caso di precipitazioni tartariche. Il cliente sfuso , esige e pretende la stessa concentrazione zuccherina ,l’identica intensità cromatica , la medesima acidità...