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  • Il caprettone, questo (s)conosciuto

    Il caprettone, questo (s)conosciuto

    inserito da Alessandro Marra

    È probabile che non sia nemmeno il nome più curioso in assoluto (che mi dite di cacamosca?), ma caprettone – vitigno a bacca bianca diffuso solo e soltanto in provincia di Napoli, in 16 comuni alle pendici del Vesuvio – è sicuramente tra quelli più originali. Semanticamente ricompreso in un'astratta categoria di uve “vicine” al mondo animale (avete presente piedirosso e coda di volpe?!), è abbastanza intuitivo capire che la scelta del nome di battesimo deriva dalla forma del grappolo, in tutto e per tutto simile alla barbetta di una capra. L'iscrizione nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite A lungo erroneamente confuso con il coda di volpe, il caprettone è stato iscritto nel...

  • Che fine ha fatto il decanter?

    Che fine ha fatto il decanter?

    inserito da Alessandro Marra

    Come la stessa etimologia della parola suggerisce, nel servizio del vino il decanter assolve innanzitutto ad una funzione di separazione degli eventuali sedimenti, che troviamo non soltanto nel caso di vini particolarmente invecchiati, bianchi o rossi, ma anche in quelli imbottigliati senza alcuna o con minima filtrazione. Il cerimoniale del servizio prevede la luce della candela non soltanto per un fatto scenico, bensì per agevolare il sommelier nell'eliminazione delle impurità, così che queste rimangano sul fondo della bottiglia e non si disperdano nel vino. Ma è pur vero che si riuscirebbe ugualmente procedendo lentamente e con un minimo di attenzione nel mescere. Io stesso, per dire, un paio di domeniche fa ho stappato un Taurasi Nero...

  • Vi presento Sannio Falanghina. Città europea del vino 2019

    Vi presento Sannio Falanghina. Città europea del vino 2019

    inserito da Alessandro Marra

    Se non lo sapete, ve lo dico io: il 16 febbraio scorso, a Benevento, c’è stata l’inaugurazione ufficiale di Sannio Falanghina. Città europea del vino 2019 con il passaggio di testimone, presenti i vertici di Recevin (la rete europea delle Città del Vino), tra le cittadine portoghesi di Torres Vedras e Alenquer e i 5 comuni sanniti di Castelvenere, Guardia Sanframondi, Sant’Agata de’ Goti, Solopaca e Torrecuso. Con circa tremila ettari vitati, la falanghina è l'uva più diffusa in Campania, presente in tutte le province e in quasi tutte le denominazioni di origine. Solo nel Sannio, che è il serbatoio viticolo della regione, si trova l'80% della superficie destinata a questo vitigno, che matura...

  • La poetica agricola di Corrado Dottori in 3 bottiglie, quasi 4 (e non solo verdicchio).

    La poetica agricola di Corrado Dottori in 3 bottiglie, quasi 4 (e non solo verdicchio).

    inserito da Alessandro Marra

    "Ai maestrini della matita rossa e blu farà storcere il naso e arricciare il sopracciglio", ma Corrado Dottori -così Giampaolo Gravina, nella prefazione a ”Non è il vino dell'enologo” (DeriveApprodi, 2012)- è innegabilmente “uno degli interpreti più ispirati dell'intero panorama del Verdicchio dei Castelli di Jesi”, ovvero uno tra i più grandi e longevi bianchi italiani. La verticale della riserva Gli eremi, a cui ho partecipato la scorsa settimana a Roma, è stata l’occasione per riavvolgere il nastro delle 18 vendemmie sin qui passate e ritornare sui perché di una scelta di vita, prima ancora che di vino, condivisa con la compagna Valeria Bochi, classe 1972 anche lei. Un vero e proprio...

  • C'e' vino (naturale) in Spagna. La Perdida e Vinos Ambiz, per esempio

    C'e' vino (naturale) in Spagna. La Perdida e Vinos Ambiz, per esempio

    inserito da Alessandro Marra

    Nella fenomenologia dell'incontro col vino, per dirla alla Perullo, si annoverano casi di avvicinamento delle più disparate tipologie. Curiosità galoppante da ardente passione, impellente necessità, sete - è proprio il caso di dire - di conoscenza, ma anche semplice fatalità. Gioco, pure, come nel caso di Fabio Bartolomei, nato in Scozia da genitori di origini italiane, toscane per la precisione, che poi arriva, non so bene perché, in Spagna. "Più vino, meno traduzioni", dice lui per spiegare a grandi linee com'è andata con Vinos Ambiz, riferendosi a quella che era la sua principale attività prima di mettersi a fare vino in Castilla y León, più o meno clandestinamente e con esiti, a giudicare dalle...

  • Non è un mondo per il vino sfuso?

    Non è un mondo per il vino sfuso?

    inserito da Alessandro Marra

    Da che ti mettono il tastevin al collo, cominci a storcere il naso davanti alla caraffa di vino sfuso, figurarsi davanti a quella con le percoche che compare di tanto in tanto sulla tavola in famiglia. La (superficiale) convinzione di scarsa rilevanza del fenomeno, in ossequio all’idea “verticistica sulla qualità del vino” secondo cui la qualità sarebbe rinvenibile solo e soltanto nelle bottiglie e non in damigiana (è utile rileggere, in proposito, l’Elogio porthosiamo dello sfuso, dove si ricorda che nel passato in bottiglia ci andava soltanto la parte realmente migliore della produzione, mentre il resto veniva venduto sfuso ai clienti che facevano capolino in azienda) è in realtà smentita dai numeri. I numeri del vino...

  • La barrique per i vini bianchi, una sfida da cogliere

    La barrique per i vini bianchi, una sfida da cogliere

    inserito da Alessandro Marra

    “Più bianco non si può” (cit.), verrebbe da dire, perché l’Italia - lo dice una recente indagine di Nomisma Wine-Monitor - è sempre più "bianchista’", sia per consumi che per produzione vinicola, con il rapporto bianchi/rossi ormai completamente ribaltato nell’ultimo decennio. Non solo. Perché i vini bianchi italiani fanno oggi un valore complessivo di 1,287 miliardi di euro l’anno, meglio di Francia (1,276 miliardi), Nuova Zelanda, Spagna, Germania e Australia. Insomma, niente male. La stragrande maggioranza dei vini bianchi italiani, però, non fa legno. Figurarsi se vede la barrique, “strumento enologico” misteriosamente scomparso dalle cantine e finanche dai siti...

  • Greco mon amour (non solo Tufo edition)

    Greco mon amour (non solo Tufo edition)

    inserito da Alessandro Marra

    Nel registro nazionale consultabile anche on line sul sito del Ministero delle politiche agricole, sotto la voce “greco” sono censite 3 diverse varietà, che sembrerebbero avere in comune poco altro se non le probabili origini elleniche. Oltre al greco nero (nero), anche detto maglioccone o gregu nieddu, diffuso in Calabria, Puglia, Basilicata e Sardegna, ci sono poi il greco bianco (bianco), dai cui grappoli, nel reggino, si ottiene uno splendido vino dolce, infine il greco (bianco), senza dubbio il più famoso dei 3 e protagonista della docg Greco di Tufo (ma coltivato anche in altre zone dello Stivale). Tralasciando, appunto, il celebre bianco prodotto a Tufo e in altri 7 comuni della provincia di Avellino, l’uva registrata...

  • Passando per le forche caudine, alla scoperta della Falanghina del Sannio

    Passando per le forche caudine, alla scoperta della Falanghina del Sannio

    inserito da Alessandro Marra

    Dopo il capoluogo, Montesarchio è il comune più popolato della provincia di Benevento e si trova in mezzo a due parchi regionali: da un lato, il Taburno-Camposauro, dall’altro quello del Partenio. Nei pressi dell’antica Caudium, nel 321 a.C., i Sanniti Caudini sconfissero le legioni romane, costrette a passare sotto il “giogo” (la c.d. "battaglia delle Forche Caudine"). Simboli odierni della città sono il Castello e la Torre medievali, che dominano il borgo dall’alto e che mai avevo visitato prima della scorsa settimana, benché io viva a poche decine di chilometri di distanza. La Torre, divenuta poi un carcere borbonico, è di nuovo aperta al pubblico dal 2015. Delle 11 celle esistenti, 3 sono oggi...

  • 50 sfumature di... dolce. I vini passiti

    50 sfumature di... dolce. I vini passiti

    inserito da Alessandro Marra

    All’esame da sommelier, mi chiesero del Torchiato di Fregona ed io risposi soltanto perché avevo sentito qualcun altro parlare, pochi minuti prima, di questo passito prodotto sui colli di Conegliano. Il dio Bacco avrà voluto punirmi per questo e così, nonostante figuri già da alcuni anni in cima alla wish list delle cose vinose, non ne ho mai conosciuto il sapore. Non amo particolarmente i vini passiti e, anzi, devo dire che ne bevo pochissimi e ne conservo ancora meno; ma non mi pare che le cose vadano tanto meglio intorno a me. Sarà che quelli buoni buoni sono pochini, mettici pure che son cambiate tendenze ed occasioni di consumo; insomma, i passiti non se la passano benissimo. O almeno, così sembra. Ad ogni modo, se...