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  • Assaggia giudica spreca. Alcuni sottotesti di Masterchef

    Assaggia giudica spreca. Alcuni sottotesti di Masterchef

    inserito da Francesco Annibali

    Da quando - era il 2011 - si è imposto come programma di grande successo, Masterchef ha creato uno spazio narrativo nuovo, che ha fatto presa e sdoganato il mondo dell’alta ristorazione nel pubblico medio in maniera infinitamente più efficace di internet e di qualunque social. Quali sono le ragioni del successo? Partiamo dal logo. Semplicemente fenomenale. Un po’ McDonald’s, un po’ Slow Food La griglia rovente che disegna la ‘M’ di MasterChef si pone in diretta relazione con la celebre iniziale del logo di McDonald’s: solo che mentre in quest’ultimo la lettera in questione rinvia ai celebri archi dorati, con tutto il mondo disneyano che, una volta oltrepassati, racchiudono al loro interno, nel caso di MasterChef i...

  • La dura vita degli aspiranti MW italiani. Intervista a Gianpaolo Paglia

    La dura vita degli aspiranti MW italiani. Intervista a Gianpaolo Paglia

    inserito da Francesco Annibali

    Pochi giorni fa provavo ad analizzare qui su Vinix i motivi per i quali in Italia non ci sono ancora Master of Wine, celebre titolo rilasciato dall’istituto londinese omonimo dopo una pesante e costosa trafila di studi, viaggi intercontinentali e assaggi della durata di almeno 4-5 anni, e concludevo che noi italiani abbiamo un approccio al vino di stampo fenomenologico, molto diverso rispetto a quello anglosassone, di marca nettamente empirista. Sulla mia pagina FB Carlo Macchi, direttore di Winesurf, mi obiettava che se in Italia non abbiamo MW il motivo non è metodologico, ma che, più semplicemente, il notevole investimento di impegno, tempo e denaro richiesto è giustificabile per un italiano solo se dopo se ne va a lavorare all’estero. Così...

  • Milano, Torino, Londra, destinazione Firenze. I cento anni del Negroni

    Milano, Torino, Londra, destinazione Firenze. I cento anni del Negroni

    inserito da Francesco Annibali

    Chissà perché i grandi cocktail non vengono mai associati al patrimonio di tipicità enogastronomiche italiane, neanche oggi che sono stati sdoganati dall’alta ristorazione, da Bottura in giù, e che il confine tra aperitivo e cena si è talmente assottigliato da essere diventato in certi locali e in certi rituali invisibile. Un peccato ancora più grande se pensiamo che il cocktail arciitaliano per eccellenza, il Negroni, compie nel 2019 cento anni. Un Americano col motore di una Harley Davidson Una volta Bono Vox definì la voce di Bruce Springsteen “la voce di Van Morrison col motore di una Harley Davidson”, una metafora che può felicemente essere presa in prestito anche per spiegare il Negroni, che in...

  • Come mai in Italia non ci sono Master of Wine?

    Come mai in Italia non ci sono Master of Wine?

    inserito da Francesco Annibali

    Di tutti i principali produttori di vino del mondo, l’Italia è l’unico paese insieme al Portogallo a non annoverare Master of Wine, celebre titolo rilasciato dall’istituto londinese omonimo dopo una pesante e costosa trafila di studi, viaggi intercontinentali e assaggi della durata di almeno 4-5 anni. E se è vero che, per ovvie ragioni di lingua, la stragrande maggioranza dei Master of Wine proviene da paesi anglosassoni, è anche vero che ad oggi ce ne sono diciassette in Francia, sei in Spagna, otto in Germania, tre in Austria, uno in Ungheria – per non parlare, come accennato, dei grandi produttori di lingua inglese come USA, Australia e Nuova Zelanda. Dioniso o Sherlock Holmes? In un articolo non firmato apparso su Winenews lo scorso...

  • I Signori del Cibo

    I Signori del Cibo

    inserito da Francesco Annibali

    Non sempre i giornalisti provenienti da altri settori dimostrano di possedere la competenza sufficiente ad analizzare approfonditamente l’agroalimentare, ma non è questo il caso di Stefano Liberti. Con “I Signori del Cibo. Viaggio nell’industria alimentare che sta distruggendo il pianeta” (Minimum Fax) l’autore si inserisce a pieno titolo nel fortunato filone di reportage di politica alimentare che ha nel celebre Dilemma dell’Onnivoro l’opera di riferimento. Un libro, questo Signori del Cibo, nato da una curiosità civile, più che giornalistica: quella dell’autore di comprendere cosa stesse realmente acquistando quando si recava al supermarket sotto casa. Tripla passata Una curiosità che lo ha spinto a...

  • Competenze o convinzioni? I wine lovers nell'epoca della disintermediazione

    Competenze o convinzioni? I wine lovers nell'epoca della disintermediazione

    inserito da Francesco Annibali

    Fregetevene dei sacri testi, che sacri non sono. Non fidatevi degli espertoni che pontificano dal pero, che nella migliore delle ipotesi non servono a niente, e nella peggiore sono legati a quattro mani alla Grande Industria. Soprattutto guardate solo a voi stessi: per apprezzare il vino non serve altro. La retorica populista, che in soldoni consiste nel sentirsi dire ciò che è più confortevole sentirsi dire, e che nell'orizzontalità dei Social ha spopolato, negli ultimi anni non solo non ha risparmiato il nostro settore - dove si è pericolosamente camuffata per libertarismo (che invece si fonda su una libertà da, e non su una nonlibertà di) -, ma ha trovato in esso terreno particolarmente fertile. Con il risultato di aver...

  • Ritmo vs senso di fusione, i macerati tra legno e anfora

    Ritmo vs senso di fusione, i macerati tra legno e anfora

    inserito da Francesco Annibali

    Da Supergeorgian a vini di territorio Da Supergeorgian a vini di territorio il passo è stato breve? Non direi, visto che da noi in Italia sono occorsi più o meno dieci anni. Ma non poteva essere facile, nemmeno per i produttori del più alto livello, modellare una tecnica di produzione inedita per i vini bianchi, quella della macerazione sulle bucce (anche se ultrasecolare), in territori inesplorati. Tutti ricordiamo l’ubriacatura mediatica dei Duemila, quando i macerati divennero il Vino Autentico che ci avrebbe salvato dalla Grande Industria, discorso che intersecò il grande racconto dei Vini Veri, e i nuovi appassionati vissero un innamoramento come forse mai mi era capitato di vedere nel settore. Un periodo nel quale i produttori migliori,...

  • Un Amleto dal sottosuolo? A che punto è la ricerca sulla mineralità del vino

    Un Amleto dal sottosuolo? A che punto è la ricerca sulla mineralità del vino

    inserito da Francesco Annibali

    “Minerale”: quindi puro, intonso, non compromesso. La parte del vino che esprime il fondo invariabile della bevanda, quella inscalfibile dalla tecnica. Non solo: il quid che funge da àncora ad un determinato territorio, raccontandone il genius loci, indipendentemente dal lavoro di cantina. Un concetto apparentemente astrale, fuori dal tempo. Fin qui, il sottotesto anni Dieci. Poi, la ricerca e la scienza. La prima, ad esempio, ci informa che "minerale" è un termine che nella celebre ruota di Ann Noble non è nemmeno presente. Ed era ieri, per la precisione il 1980. Cosa è successo dunque? Colpa di Bob - anche quando non lo diresti Il primo ad utilizzare una terminologia che si riferisce al mondo minerale è...

  • Dalla Summer of Love al riscaldamento globale. Il lungo viaggio dell'agricoltura biologica

    Dalla Summer of Love al riscaldamento globale. Il lungo viaggio dell'agricoltura biologica

    inserito da Francesco Annibali

    We sit here stranded, though we're all doin' our best to deny it Bob Dylan, Visions of Johanna Stat Roma pristina nomine, nomina nuda tenemus Bernardo Cluniacense La Natura non esiste Filosofo presocratico anonimo   Al concerto dei Grateful Dead L’agricoltura biologica ha il sangue blu. La data di nascita è il 20 aprile 1969, quando un gruppo di studenti dell’università di Berkeley, California, autonominatosi “Commissione Robin Hood”, occupò per protesta un appezzamento incolto adiacente alle aule, lo trasformò in un orto, e ci aprì accanto un banchetto di vendita diretta dei prodotti coltivati. Alcuni di loro andarono addirittura a viverci, in quel campo, in tenda e sacco a...

  • A type of somewhereness. Il ritornello del terroir

    A type of somewhereness. Il ritornello del terroir

    inserito da Francesco Annibali

    Un termine feudale Terroir, territorium. Elena Brambilla ci fa sapere che in età Altomedievale il termine terroir coincideva con quello di finage, che in italiano è traducibile con quello di “territorio comunale”. Il territorio comunale che include, oltre agli orti e ai giardini cintati a coltura intensiva, anche i campi aperti, i pascoli e i campi incolti, non suddivisi in proprietà individuali. Si tratta, insomma, dei tre anelli dell’hortus che circonda il villaggio abitato, che viene definito dalla presenza di un’assemblea di abitanti. “Non si può quindi parlare di terroir nei termini generici di terra, perché verrebbero così a mancare i rapporti tra proprietà privata e proprietà comunale o...