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  • Da che parte sta Slow Food oggi?

    Da che parte sta Slow Food oggi?

    inserito da Francesco Annibali

    Slow Food è un patrimonio della cultura gastronomica italiana. Slow Food è il mio nord, il mio sud, il mio est, il mio ovest. Slow Food è buono, pulito e giusto. Slow Food mi fa sentire raffinato, intelligente e moralmente migliore. Chi è contro Slow Food è un ignorante, oppure ha qualcosa da nascondere. 1986 Associazione internazionale creata nel 1986 a Bra, provincia di Cuneo, dall’intellettuale piemontese Carlo Petrini, proveniente dal mondo sindacale e da quello dall'associazionismo dopo studi in Sociologia a Trento, Slow Food nacque per promuovere il cibo di qualità, con un'enfasi sugli alimenti tradizionali, le produzioni locali, il lavoro dei piccoli agricoltori che utilizzano metodi non intensivi. Un'associazione capace...

  • Promuovere o regalare? Il sottile confine degli eventi B2C

    Promuovere o regalare? Il sottile confine degli eventi B2C

    inserito da Francesco Annibali

    Sarà capitato anche a Voi, magari anche quest’estate ormai ai titoli di coda, di imbattervi in qualcuna delle centinaia di manifestazioni sul vino B2C spalmate sul territorio nazionale: ovvero le manifestazioni business to consumer, quelle nelle quali il mondo della produzione si rapporta direttamente agli appassionati. Un po’ sagra di paese, un po’ (poco, a dire il vero) evento promozionale. In principio fu Cantine Aperte In principio fu la Sanremo del vino, Cantine Aperte. Anzi, Cantine Aperte è più di Sanremo, visto che la manifestazione canora è aborrita dagli underground e dai grandi esperti di musica. Cantine Aperte invece non ha confini: mujahideen e napalmisti, apocalittici e integrati (e tutte le categorie trasversali)...

  • Da edonisti a cercatori di Nature in bottiglia. Come sono cambiati i Winelovers?

    Da edonisti a cercatori di Nature in bottiglia. Come sono cambiati i Winelovers?

    inserito da Francesco Annibali

    [a seguire trovate la presentazione che ho fatto lo scorso 09 agosto ad Offida (AP), dal titolo “Cosa cercano gli appassionati di vino oggi?”, all’interno del convegno “Marche in Vino Veritas”. Ho preferito lasciarla cruda, a sorta di appunti] Anni Ottanta. Anno Zero del vino italiano Primavera 1986: nel giro di un mese avvengono prima la tragedia del metanolo, poi il disastro di Chernobyl Chernobyl modifica definitivamente il nostro rapporto con la Natura Il metanolo disintegra il rapporto fiduciario millenario e indubitabile dell’opinione pubblica italiana con il vino e si deposita nell'immaginario ("il vino fatto con le bustine" ecc) Nasce il giornalismo di settore con il Gambero Rosso, inserto del Manifesto Anni...

  • Una bella pennellata di verde. Quel gran pezzo del Greenwashing

    Una bella pennellata di verde. Quel gran pezzo del Greenwashing

    inserito da Francesco Annibali

    Washington, 1990 Quattro anni dopo il disastro di Chernobyl (era la primavera del 1986), il consumatore è cambiato. L’attenzione per la natura entra nelle scelte degli acquisti, e le grandi aziende corrono ai ripari. Alcune delle multinazionali più inquinanti del pianeta (DuPont, Chevron, Bechtel dell’American Nuclear Society, e la Compagnia di Plastics Industry, per citarne alcune), di ritorno da una fiera tenutasi a Washington nel 1990 ordinano ai proprio uffici marketing di dare una bella pennellata di verde all’immagine aziendale. È la nascita del Greenwashing, il «marketing ecologico di facciata», i cui sforzi sono orientati - prevalentemente attraverso attività di comunicazione - a una modifica della reputazione...

  • Una confezione come un'etichetta. Il (vino in) brik

    Una confezione come un'etichetta. Il (vino in) brik

    inserito da Francesco Annibali

    Ingiustamente relegato nello scantinato dell’immaginario collettivo degli appassionati di vino, il brik è in realtà una confezione di grande successo e molto in linea con le necessità attuali di rispetto ambientale. L’azienda principe della produzione è la Tetra Pak, multinazionale svedese che ha rivoluzionato il confezionamento di prodotti di tutti i giorni come il latte – ed anche il vino destinato alla grande distribuzione. Il brik è un tipo di confezione economica, che permette la protezione dalla luce e dal contatto con l’aria, mantenendo le proprietà dei prodotti, e anche del vino, per diversi giorni, e con una notevole capacità di riciclabilità. Evidenti sono anche i vantaggi di natura logistica:...

  • Anno 33 dopo Chernobyl, la parte sacrosanta nel discorso naturale

    Anno 33 dopo Chernobyl, la parte sacrosanta nel discorso naturale

    inserito da Francesco Annibali

    Prologo. Diciassette Marzo dell’anno Zero Il 17 marzo 1986 alcune decine di persone residenti in Lombardia, Piemonte e Liguria restano intossicate, avvelenate e in alcuni casi uccise a causa dell’ingestione di vino prodotto dalla azienda Ciravegna di Narzole, Cuneo, e imbottigliato e venduto dalla Vincenzo Odore di Incisa Scapaccino, Asti. La causa dell’avvelenamento si scoprirà essere l’aggiunta al vino di alcol metilico, alias metanolo, un prodotto tossico, al fine di innalzare la gradazione alcolica del prodotto finito. Il motivo di cotanta scelleratezza? Semplicissimo: il metanolo in quel periodo godeva di sgravi fiscali, ed era dunque più economico dello zucchero. Al di là dei gravissimi danni causati alle persone convolte, per il...

  • There’s a New Market in Town

    There’s a New Market in Town

    inserito da Francesco Annibali

    Rionali e multietnici, social e aperti fino a sera con spettacoli musicali ed eventi, i nuovi mercati di città come Porta Palazzo a Torino e i nuovi mercati rionali di Milano si sono trasformati dai non-luoghi dei quali parlava Marc Augé in città in miniatura e destinazioni del turismo esperienziale. Centri commerciali, aeroporti e autostrade. I non-luoghi di Marc Augé e il vuoto nostalgico I grandi centri commerciali contemporanei, sorta di antitesi dei tradizionali e dei nuovi mercati cittadini, “si contrappongono alla tradizionale concezione antropologica che considera il luogo come uno spazio fisico legato a una precisa cultura, cioè dotato di solide radici in un contesto sociale e storico ben determinato, e pertanto in grado di...

  • Il salmone del fiume Copper

    Il salmone del fiume Copper

    inserito da Francesco Annibali

    Il salmone ecologicamente più sostenibile è anche il più costoso, e proviene dal fiume Copper, 470 km. di acque purissime che si snodano in Alaska meridionale in direzione nord est – sud ovest e sfociano nel Pacifico, ed è così chiamato per le miniere di rame presenti in zona. Il Copper River Salmon è diventato famoso anche tra gli appassionati di Oltreoceano solo pochi mesi fa, grazie al documentario Artifishal (del quale vi parlerò a breve, per capire anche se si tratta solo di greenwashing o meno), finanziato e prodotto dal brand statunitense di abbigliamento outdoor Patagonia. Il documentario non solo testimonia i danni all’ambiente, alla biodiversità e alla nostra salute derivanti da quelle autentiche macchine...

  • L'Europa? Puro Made in Wine secondo Philippe Daverio

    L'Europa? Puro Made in Wine secondo Philippe Daverio

    inserito da Francesco Annibali

    Non solo il vino è la massima espressione di Made in Europe, ma – ancor di più – è vero anche l'opposto: l’Europa è puro Made in Wine. L’Europa è “la parte occidentale della penisola asiatica fondata sul vino”, e “noi europei siamo la cultura del vino”, sostiene Philippe Daverio nel recente Quattro conversazioni sull’Europa. Un termine, “vino”, condiviso da tutte le lingue europee, sia quelle di derivazione greco-latina che quelle germaniche, sassoni e slave. Amato dal mondo ebraico e non osteggiato da Maometto, che ne proibiva solamente l’abuso, il vino è stato al contempo il passepartout e la lingua del Cristianesimo che ha creato l’Europa. Nella quarta e...

  • Wine Folly, l'odore dello spirito teenager

    Wine Folly, l'odore dello spirito teenager

    inserito da Francesco Annibali

    C’è un posto dove la Generazione X non si è limitata a saldare i salatissimi conti aperti da quegli spudorati inconsapevoli dei Baby Boomers e ad assistere frastornata alla nascita dei Millennials, ma ha imposto un sistema di valori e una cultura, ed è perciò riuscita a creare un lascito. Peccato solo che questo posto non si trovi esattamente tra Milano e Napoli, ma un tantino più ad ovest. 19817 NE 148th St, Woodinville, WA 98077, USA: è questo l’indirizzo “fisico” di Winefolly, e rimanda ad un (apparentemente elegante) quartiere residenziale dell’area metropolitana di Seattle, stato di Washington. Fondata nell'ottobre del 2011 da due giovanotti di nome Madeline Puckette e Justin Hammack, Winefolly...