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  • Dalla Summer of Love al riscaldamento globale. Il lungo viaggio dell'agricoltura biologica

    Dalla Summer of Love al riscaldamento globale. Il lungo viaggio dell'agricoltura biologica

    inserito da Francesco Annibali

    We sit here stranded, though we're all doin' our best to deny it Bob Dylan, Visions of Johanna Stat Roma pristina nomine, nomina nuda tenemus Bernardo Cluniacense La Natura non esiste Filosofo presocratico anonimo   Al concerto dei Grateful Dead L’agricoltura biologica ha il sangue blu. La data di nascita è il 20 aprile 1969, quando un gruppo di studenti dell’università di Berkeley, California, autonominatosi “Commissione Robin Hood”, occupò per protesta un appezzamento incolto adiacente alle aule, lo trasformò in un orto, e ci aprì accanto un banchetto di vendita diretta dei prodotti coltivati. Alcuni di loro andarono addirittura a viverci, in quel campo, in tenda e sacco a...

  • A type of somewhereness. Il ritornello del terroir

    A type of somewhereness. Il ritornello del terroir

    inserito da Francesco Annibali

    Un termine feudale Terroir, territorium. Elena Brambilla ci fa sapere che in età Altomedievale il termine terroir coincideva con quello di finage, che in italiano è traducibile con quello di “territorio comunale”. Il territorio comunale che include, oltre agli orti e ai giardini cintati a coltura intensiva, anche i campi aperti, i pascoli e i campi incolti, non suddivisi in proprietà individuali. Si tratta, insomma, dei tre anelli dell’hortus che circonda il villaggio abitato, che viene definito dalla presenza di un’assemblea di abitanti. “Non si può quindi parlare di terroir nei termini generici di terra, perché verrebbero così a mancare i rapporti tra proprietà privata e proprietà comunale o...

  • Temple Bar, Dublino

    Temple Bar, Dublino

    inserito da Francesco Annibali

    Seduto al bancone c’è il ragazzone in t-shirt col fisico da rugbista che sotterra le ostriche di tabasco, mentre se la ride col barista. In fondo a sinistra, l'hipster in camicia a scacchi e barba Autocad, e una coppia - a occhio e croce - di radicalveg. Nel cortile interno invece c’è James (facciamo finta si chiami così), sulla cinquantina. E una cinquantina sono, a occhio e croce, i chili di troppo. La parlata rotonda e troncata dice irlandese doc, il farfuglio racconta qualche dente che manca. Ma – un attimo! – non andate fuoristrada: le guance sono accese, ma il naso non è ipertrofico, e la patata in bocca non c’è (insomma ci siamo capiti). James si avvicina fraternamente ad una coppia di ragazzi catalani,...

  • Pensavo fosse rimontaggio invece era una carbonara. E se il vino si facesse in cucina?

    Pensavo fosse rimontaggio invece era una carbonara. E se il vino si facesse in cucina?

    inserito da Francesco Annibali

    Kevin Judd è un nome che in Italia suona sconosciuto alla maggioranza degli appassionati. Ma dall’altra parte del mondo, per la precisione in Nuova Zelanda, è una leggenda vivente di enologo. Inglese di nascita, Judd si è formato professionalmente in Australia, per poi essere chiamato nel 1983 a gestire la produzione della nascente Cloudy Bay, l’azienda che ha fatto conoscere il Sauvignon di Marlborough ai quattro continenti. Nel 2009 Kevin andò via da Cloudy Bay per creare la propria azienda, che chiamò Greywacke, che in maori significa “terra di ardesia”. Uno stile proverbiale, quello del Sauvignon di Marlborough. Uno stile fatto di profumi intensissimi e una estenuante pulizia olfattiva che sconfina quasi...

  • Fiammiferi e chiaroscuri. Flawless, understanding faults in wine, di Jamie Goode

    Fiammiferi e chiaroscuri. Flawless, understanding faults in wine, di Jamie Goode

    inserito da Francesco Annibali

    Date un bicchiere di Marlborough Sauvignon ad un vinoverista, e vi dirà che sa di chimica. Mettete una grande annata giovane di Rioja Blanco reserva Viña Tondonia (valutata fantastilion di centesimi sulle riviste americane) sotto il naso di un importante winemaker neozelandese, e vi risponderà che è ossidato (è successo davvero). Quando si tratta di separare nei vini carattere e difetti, tirare una linea condivisa tra tutti gli stili di produzione e tutte le culture vinicole planetarie non è affatto facile – volendo utilizzare un eufemismo. E’ a questo ambizioso, e decisivo, intento che cerca di rispondere Jamie Goode in Flawless. Understanding faults in wine, che sarà in vendita a partire da settembre per i tipi della...

  • Intervista a Antonio Tombolini

    Intervista a Antonio Tombolini

    inserito da Francesco Annibali

    Singolare figura classica di intellettuale enofilo in questa Italia postmoderna e incanaglita, Antonio Tombolini  nasce nel 1960 a Loreto, in provincia di Ancona. Da bambino gira per le cantine dei Castelli di Jesi con il padre selezionatore e produttore di vino; da giovane uomo - passiamo al 1998 - crea Esperya, uno dei primi e più fortunati shop on line di prodotti enogastronomici, che venderà nel 2003 al gruppo Espresso all’apice del successo. Oggi, oltre a continuare ad osservare il nostro settore con particolare attenzione, è CEO di StreetLib (che ha fondato), multinazionale di servizi editoriali. “E sono cinquant’anni che bevo. Imparai a degustare quando ancora il termine ‘degustare’ non esisteva. A inizio anni Settanta...

  • Cosi' vicini cosi' lontani. Merenda e aperitivo

    Cosi' vicini cosi' lontani. Merenda e aperitivo

    inserito da Francesco Annibali

    Nel celebre Déjeuner sur l'herbe di Manet, che potete ammirare qui sopra, una delle due donne è totalmente nuda, a esaltare la dimensione intima della merenda. La merenda è il momento di consumo del cibo che, in linea di massima, non rientra nei tempi canonici del pranzo e della cena, collocandosi più spesso, come momento a sé stante, in tempi diversi della giornata. Merenda, dal latino omonimo ‘merenda’, cosa da meritarsi, premio alla fine del lavoro o dello studio. Apparentemente marginale, e certamente da porre in secondo piano da un punto di vista squisitamente calorico rispetto al pranzo e alla cena, in realtà la merenda può essere vista come apologia dell'origine rurale del cibo. Non solo. Se infatti il cibo...

  • Da vetrina a piazza. La metamorfosi politica del Vinitaly

    Da vetrina a piazza. La metamorfosi politica del Vinitaly

    inserito da Francesco Annibali

    Pochi giorni fa scrivevo che il Vinitaly non è, e forse non sarai mai, un B2B puro. Un aspetto che nel lungo termine rischia di provincializzare la portaerei veronese, in un periodo nel quale il Prowein viaggia col vento in poppa, e in cui la priorità del settore è aprire il vino italiano ad Oriente. Ma il Vinitaly non ha intenzione di rinunciare al pauroso indotto portato dagli appassionati, e la prova di tutto ciò sono i messaggi ondivaghi che continua a mandare a questi ultimi, dall’apertura domenicale al recente Vinitaly and the City. Tutti aspetti che lasciano emergere l’unicità del Vinitaly al mondo: quella di una fiera alimentata da una bruciante componente emotiva, identificativa e aggregante, dall’indole ostinatamente e...

  • Bìtucì o bìtubì? Il dilemma irrisolto del Vinitaly

    Bìtucì o bìtubì? Il dilemma irrisolto del Vinitaly

    inserito da Francesco Annibali

    Il Presidente di Verona Fiere, Maurizio Danese, nelle ultime settimane ha ripetutamente affermato (date una occhiata qui e qui) l'intenzione di diminuire i visitatori generici del Vinitaly, “al fine di lasciare lavorare al meglio i professionisti, soprattutto esteri”. La decisione, che apparentemente potrebbe suonare bizzarra, in realtà è del tutto in linea con le strategie messe in atto dalla fiera negli ultimi anni. A partire dal cambio di date – dallo storico giovedì/lunedì all’attuale domenica/mercoledì - inaugurato nel 2012, che fu “una decisione che mira ad ottimizzare la presenza di trader specializzati in arrivo da tutto il mondo e a dare più spazio agli operatori del canale horeca. Il risultato...

  • Esistono i vini di genere?

    Esistono i vini di genere?

    inserito da Francesco Annibali

    Esistono i vini di genere? In cinematografia, si definisce cinema di genere “un certo tipo di cinematografia popolare, che faceva uso di elementi fantastici, comici o volgari, elementi amati particolarmente dalla massa popolare e che erano considerati minori o inferiori dall'élite delle persone colte. Alcuni riconducono tale cinematografia ai film d'exploitation e ai B-movie, ma l'espressione deriva dalla presenza in questo filone di una distinzione netta tra diversi generi stereotipati: infatti l’espressione 'di genere' - che veniva già usata per le altre arti, non solo per il cinema - aveva originariamente un'accezione dispregiativa. L'espressione "cinema di genere" è stata spesso usata in contrapposizione a quella di "cinema...