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  • Perché gli appassionati italiani non amano i vini di Bordeaux?

    Perché gli appassionati italiani non amano i vini di Bordeaux?

    inserito da Francesco Annibali

    Il 18 maggio 1152 Eleonora d’Aquitania sposa in seconde nozze un Enrico II d’Inghilterra ragazzino. Portando l’Aquitania, la regione di Bordeaux, sotto il controllo della corona inglese per i tre secoli successivi. Fu quello il periodo nel quale Bordeaux diventò Bordeaux, la regione del claret. Fu allora che si aprì il fiorente commercio dei vini della zona con l’Inghilterra, un canale di scambio che tra alti e bassi segnerà la storia del vino mondiale. Abbandoniamo il Medioevo e saltiamo di qualche secolo in avanti. Seicento, la nascita della vendita En Primeur. Bordeaux compie il definitivo salto di qualità. Ragioni dunque non agronomiche, ma commerciali. “Se il vino di Bordeaux è il più rinomato al mondo...

  • La tradizione nell'agroalimentare è un racconto?

    La tradizione nell'agroalimentare è un racconto?

    inserito da Francesco Annibali

    Cercando "tradizione" in Immagini Google, delle prime 10 foto che vengono proposte dal motore di ricerca, 4 sono riconducibili al vino e alla viticoltura. È sufficiente questo dato per soppesare the matter of fact? Crediamo di sì. Arriviamo al dunque. Perché la società dell’innovazione, ovvero l’Occidente come fu definito dal grande storico Hobsbawm, vede nell’agroalimentare, e soprattutto nel vino, il luogo privilegiato della tradizione? Soprattutto: cosa è la tradizione? A sentire la vulgata attuale, si tratterebbe di un modello fisso, immutabile, da replicare ad infinitum: salda àncora di salvataggio e produttore costante di segni identificativi, nel mare magnum della globalizzazione. Una concezione –...