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  • Milano, Torino, Londra, destinazione Firenze. I cento anni del Negroni

    Milano, Torino, Londra, destinazione Firenze. I cento anni del Negroni

    inserito da Francesco Annibali

    Chissà perché i grandi cocktail non vengono mai associati al patrimonio di tipicità enogastronomiche italiane, neanche oggi che sono stati sdoganati dall’alta ristorazione, da Bottura in giù, e che il confine tra aperitivo e cena si è talmente assottigliato da essere diventato in certi locali e in certi rituali invisibile. Un peccato ancora più grande se pensiamo che il cocktail arciitaliano per eccellenza, il Negroni, compie nel 2019 cento anni. Un Americano col motore di una Harley Davidson Una volta Bono Vox definì la voce di Bruce Springsteen “la voce di Van Morrison col motore di una Harley Davidson”, una metafora che può felicemente essere presa in prestito anche per spiegare il Negroni, che in...

  • Come mai in Italia non ci sono Master of Wine?

    Come mai in Italia non ci sono Master of Wine?

    inserito da Francesco Annibali

    Di tutti i principali produttori di vino del mondo, l’Italia è l’unico paese insieme al Portogallo a non annoverare Master of Wine, celebre titolo rilasciato dall’istituto londinese omonimo dopo una pesante e costosa trafila di studi, viaggi intercontinentali e assaggi della durata di almeno 4-5 anni. E se è vero che, per ovvie ragioni di lingua, la stragrande maggioranza dei Master of Wine proviene da paesi anglosassoni, è anche vero che ad oggi ce ne sono diciassette in Francia, sei in Spagna, otto in Germania, tre in Austria, uno in Ungheria – per non parlare, come accennato, dei grandi produttori di lingua inglese come USA, Australia e Nuova Zelanda. Dioniso o Sherlock Holmes? In un articolo non firmato apparso su Winenews lo scorso...

  • I Signori del Cibo

    I Signori del Cibo

    inserito da Francesco Annibali

    Non sempre i giornalisti provenienti da altri settori dimostrano di possedere la competenza sufficiente ad analizzare approfonditamente l’agroalimentare, ma non è questo il caso di Stefano Liberti. Con “I Signori del Cibo. Viaggio nell’industria alimentare che sta distruggendo il pianeta” (Minimum Fax) l’autore si inserisce a pieno titolo nel fortunato filone di reportage di politica alimentare che ha nel celebre Dilemma dell’Onnivoro l’opera di riferimento. Un libro, questo Signori del Cibo, nato da una curiosità civile, più che giornalistica: quella dell’autore di comprendere cosa stesse realmente acquistando quando si recava al supermarket sotto casa. Tripla passata Una curiosità che lo ha spinto a...

  • Competenze o convinzioni? I wine lovers nell'epoca della disintermediazione

    Competenze o convinzioni? I wine lovers nell'epoca della disintermediazione

    inserito da Francesco Annibali

    Fregetevene dei sacri testi, che sacri non sono. Non fidatevi degli espertoni che pontificano dal pero, che nella migliore delle ipotesi non servono a niente, e nella peggiore sono legati a quattro mani alla Grande Industria. Soprattutto guardate solo a voi stessi: per apprezzare il vino non serve altro. La retorica populista, che in soldoni consiste nel sentirsi dire ciò che è più confortevole sentirsi dire, e che nell'orizzontalità dei Social ha spopolato, negli ultimi anni non solo non ha risparmiato il nostro settore - dove si è pericolosamente camuffata per libertarismo (che invece si fonda su una libertà da, e non su una nonlibertà di) -, ma ha trovato in esso terreno particolarmente fertile. Con il risultato di aver...