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  • There’s a New Market in Town

    There’s a New Market in Town

    inserito da Francesco Annibali

    Rionali e multietnici, social e aperti fino a sera con spettacoli musicali ed eventi, i nuovi mercati di città come Porta Palazzo a Torino e i nuovi mercati rionali di Milano si sono trasformati dai non-luoghi dei quali parlava Marc Augé in città in miniatura e destinazioni del turismo esperienziale. Centri commerciali, aeroporti e autostrade. I non-luoghi di Marc Augé e il vuoto nostalgico I grandi centri commerciali contemporanei, sorta di antitesi dei tradizionali e dei nuovi mercati cittadini, “si contrappongono alla tradizionale concezione antropologica che considera il luogo come uno spazio fisico legato a una precisa cultura, cioè dotato di solide radici in un contesto sociale e storico ben determinato, e pertanto in grado di...

  • Il salmone del fiume Copper

    Il salmone del fiume Copper

    inserito da Francesco Annibali

    Il salmone ecologicamente più sostenibile è anche il più costoso, e proviene dal fiume Copper, 470 km. di acque purissime che si snodano in Alaska meridionale in direzione nord est – sud ovest e sfociano nel Pacifico, ed è così chiamato per le miniere di rame presenti in zona. Il Copper River Salmon è diventato famoso anche tra gli appassionati di Oltreoceano solo pochi mesi fa, grazie al documentario Artifishal (del quale vi parlerò a breve, per capire anche se si tratta solo di greenwashing o meno), finanziato e prodotto dal brand statunitense di abbigliamento outdoor Patagonia. Il documentario non solo testimonia i danni all’ambiente, alla biodiversità e alla nostra salute derivanti da quelle autentiche macchine...

  • L'Europa? Puro Made in Wine secondo Philippe Daverio

    L'Europa? Puro Made in Wine secondo Philippe Daverio

    inserito da Francesco Annibali

    Non solo il vino è la massima espressione di Made in Europe, ma – ancor di più – è vero anche l'opposto: l’Europa è puro Made in Wine. L’Europa è “la parte occidentale della penisola asiatica fondata sul vino”, e “noi europei siamo la cultura del vino”, sostiene Philippe Daverio nel recente Quattro conversazioni sull’Europa. Un termine, “vino”, condiviso da tutte le lingue europee, sia quelle di derivazione greco-latina che quelle germaniche, sassoni e slave. Amato dal mondo ebraico e non osteggiato da Maometto, che ne proibiva solamente l’abuso, il vino è stato al contempo il passepartout e la lingua del Cristianesimo che ha creato l’Europa. Nella quarta e...

  • Wine Folly, l'odore dello spirito teenager

    Wine Folly, l'odore dello spirito teenager

    inserito da Francesco Annibali

    C’è un posto dove la Generazione X non si è limitata a saldare i salatissimi conti aperti da quegli spudorati inconsapevoli dei Baby Boomers e ad assistere frastornata alla nascita dei Millennials, ma ha imposto un sistema di valori e una cultura, ed è perciò riuscita a creare un lascito. Peccato solo che questo posto non si trovi esattamente tra Milano e Napoli, ma un tantino più ad ovest. 19817 NE 148th St, Woodinville, WA 98077, USA: è questo l’indirizzo “fisico” di Winefolly, e rimanda ad un (apparentemente elegante) quartiere residenziale dell’area metropolitana di Seattle, stato di Washington. Fondata nell'ottobre del 2011 da due giovanotti di nome Madeline Puckette e Justin Hammack, Winefolly...

  • The Remains of the Day. Robert Parker va in pensione

    The Remains of the Day. Robert Parker va in pensione

    inserito da Francesco Annibali

    E alla fine ha detto stop. Robert Parker, il più importante critico enologico del mondo, l’uomo che ha creato un impero editoriale con la valutazione in centesimi, se n’è andato in pensione. La sua rivista, The Wine Advocate, resta, con una decina di autorevolissimi referenti sparsi tra Francia, Italia, Germania, California, eccetera, ad assaggiare e valutare ciascuno i vini della propria zona. Ma Bob no, lui ha detto stop. E il sapore è quello della fine di un epoca. Un aspirante avvocato in Alsazia La scintilla scoccò durante un viaggio in Alsazia, fine anni Sessanta. Parker era un giovane e promettente studente in Legge del Maryland, gli USA più europeizzati, e rimase rapito dai profumi esplosivi dei bianchi fatti attorno a...

  • Il cibo senza gastronomia. La serie Street Food di Netflix

    Il cibo senza gastronomia. La serie Street Food di Netflix

    inserito da Francesco Annibali

    Jay Fai fa le omelette di granchio in un chiosco a dir poco spartano per le strade di Bangkok, ed ha conquistato una stella Michelin. Al lavoro ha una gestualità e soprattutto indossa un paio di occhialoni che fanno pensare ad un saldatore. Nella sua Izakaya di Osaka, Toyo prepara indimenticabili okonomiyaki usando la fiamma ossidrica. La gestualità secca e decisa e la comicità insopprimibile ricordano Hattori Hanzo. Dalchand Kashyap a Delhi prepara invece i migliori chaat della città. Avrebbe voluto fare cinema, e la sua è una storia di redenzione che sembra il copione di The Millionaire. Tre storie raccontate nella nuova, bellissima, serie ‘Street Food’ di Netflix. Tre storie che raccontano imprese imprenditoriali, vite redente, lo...

  • L'Osterie delle Tre Rane di Leonardo da Vinci

    L'Osterie delle Tre Rane di Leonardo da Vinci

    inserito da Francesco Annibali

    Esattamente cinquecento anni fa, il 2 maggio 1519, Leonardo da Vinci moriva al castello di Clos-Lucé, vicino ad Amboise, nel cuore della valle della Loira. Ampiamente conosciuto per lo straordinario contributo dato all’arte e alle scienze, il genio toscano fu anche oste e gastronomo. Una passione, quella per la gastronomia, che lo rincorrerà tutta la vita, un po’ perché il fratello Giovanni è oste e beccaio, e lui stesso prende in gestione con il padre e lo zio Francesco un mulino, un po’ per l’incontro con Bartolomeo Sacchi, detto Platina, autore del trattato De honesta voluptate e valetudine, che diventerà suo amico. Leonardo è molto attento alla dieta, intesa in senso latino, principio di alimentazione legato a...

  • Assaggia giudica spreca. Alcuni sottotesti di Masterchef

    Assaggia giudica spreca. Alcuni sottotesti di Masterchef

    inserito da Francesco Annibali

    Da quando - era il 2011 - si è imposto come programma di grande successo, Masterchef ha creato uno spazio narrativo nuovo, che ha fatto presa e sdoganato il mondo dell’alta ristorazione nel pubblico medio in maniera infinitamente più efficace di internet e di qualunque social. Quali sono le ragioni del successo? Partiamo dal logo. Semplicemente fenomenale. Un po’ McDonald’s, un po’ Slow Food La griglia rovente che disegna la ‘M’ di MasterChef si pone in diretta relazione con la celebre iniziale del logo di McDonald’s: solo che mentre in quest’ultimo la lettera in questione rinvia ai celebri archi dorati, con tutto il mondo disneyano che, una volta oltrepassati, racchiudono al loro interno, nel caso di MasterChef i...

  • La dura vita degli aspiranti MW italiani. Intervista a Gianpaolo Paglia

    La dura vita degli aspiranti MW italiani. Intervista a Gianpaolo Paglia

    inserito da Francesco Annibali

    Pochi giorni fa provavo ad analizzare qui su Vinix i motivi per i quali in Italia non ci sono ancora Master of Wine, celebre titolo rilasciato dall’istituto londinese omonimo dopo una pesante e costosa trafila di studi, viaggi intercontinentali e assaggi della durata di almeno 4-5 anni, e concludevo che noi italiani abbiamo un approccio al vino di stampo fenomenologico, molto diverso rispetto a quello anglosassone, di marca nettamente empirista. Sulla mia pagina FB Carlo Macchi, direttore di Winesurf, mi obiettava che se in Italia non abbiamo MW il motivo non è metodologico, ma che, più semplicemente, il notevole investimento di impegno, tempo e denaro richiesto è giustificabile per un italiano solo se dopo se ne va a lavorare all’estero. Così...

  • Milano, Torino, Londra, destinazione Firenze. I cento anni del Negroni

    Milano, Torino, Londra, destinazione Firenze. I cento anni del Negroni

    inserito da Francesco Annibali

    Chissà perché i grandi cocktail non vengono mai associati al patrimonio di tipicità enogastronomiche italiane, neanche oggi che sono stati sdoganati dall’alta ristorazione, da Bottura in giù, e che il confine tra aperitivo e cena si è talmente assottigliato da essere diventato in certi locali e in certi rituali invisibile. Un peccato ancora più grande se pensiamo che il cocktail arciitaliano per eccellenza, il Negroni, compie nel 2019 cento anni. Un Americano col motore di una Harley Davidson Una volta Bono Vox definì la voce di Bruce Springsteen “la voce di Van Morrison col motore di una Harley Davidson”, una metafora che può felicemente essere presa in prestito anche per spiegare il Negroni, che in...