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Le pecore da Montebore

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Le pecore da Montebore
Non sono solito riportare noizie da altri siti, ma questa mi riguarda da vicino sotto aspetti diversi.

1) Salvaguardia di un prodotto patrimonio culturale gastronomico italiano
2) Solidarietà per un gruppo di allevatori autoctoni come pochi ce ne sono
3) Trasmissione di valori in via di estinzione
4) Protezione di un patrimonio dei miei adottivi " Colli Tortonesi "

e poi... con cosa lo abbiniamo più il Timorasso se sparisce il Montebore ?

Vi riporto l'articolo gentilmente preso da : PRIMA

LIGURIA - L'azienda agricola Vallenostra, unico presidio Slow Food per la produzione del formaggio. Montébore, ha avuto la sorpresa di dare in adozione alcune delle selezionatissime pecore produttrici del latte da Montébore a Gino Paoli, il cantautore genovese famoso non solamente per la sua ineguagliabile musica ma anche come gourmet e produttore di un olio d'oliva di alta qualità. Il Cantautore non solamente ha adottato una pecora per sé ma ne ha offerto alcune in adozione agli amici come dono: un regalo che ha la doppia valenza di riservare alla famiglia adottiva una parte della rarissima produzione del Montébore (che è, lo ricordiamo, il formaggio più raro del mondo, prodotto nella sua versione riconosciuta e "originale" unicamente nel caseificio della Cooperativa Vallenostra di Mongiardino Ligure e tutelato da un rigoroso disciplinare) ma anche di testimoniare l'amore e la confidenza degli italiani per le eccellenze artigianali nazionali. Con la campagna "AAA. pecora da Montébore cerca famiglia adottiva pari requisiti.", Vallenostra, unico presidio Slow Food per il formaggio Montébore, propone infatti agli appassionati dei cibi slow e di qualità di adottare una pecora da Montébore, per riservarsi un prodotto raro e di produzione limitata, un formaggio unico al mondo, prodotto per un numero qualificato ed esigente di amici dei cibi eccellenti. Con soli 100 euro all'anno (dettagli e adozioni direttamente sul sito www.vallenostra.it ) gli Amici del Montébore e di tutto il cibo lento e di qualità, testimonieranno concretamente l'amore per la terra, per le tradizioni, per l'eccellenza gastronomica dell'Italia: una volta l'anno verrà loro consegnato il cesto qualità Vallenostra (o spedito su richiesta), contenente le forme di Montébore e altri prodotti selezionati, salumi artigianali, altri tipi di formaggi tipici della zona e vino Timorasso, del valore corrispondente alla somma associativa oltre ad un invito a pranzo presso l'Agriturismo Vallenostra per il giorno della "Festa delle famiglie adottive", nel mese di luglio, riservato al titolare dell'adozione. La festa è aperta a tutti. Sarà possibile far visita alla propria pecora, nell'alto pascolo dell'azienda agricola, assistere alla preparazione del formaggio, conoscere le mucche da latte: un breve viaggio, poco lontano dalla città ma lontanissimo nel tempo, la riscoperta di una tradizione contadina autoctona che abbiamo rischiato di smarrire per sempre.
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#7 Commenti

  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ho provato a convincere Roberto Grattone a venire al meeting. C'è stato due anni fa ma sono presissimi. Buon per loro comunque ! :-)

    Ciao, Fil

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    #1
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Io la trovo una iniziativa concreta, vantaggiosa sotto ogni punto di vista.
    Se pensi che la quota associativa per adottare la pecora, ti viene poi restituita in prodotti sani, tipici e meravigliosamente buoni !
    Mi auguro che abbia molto riscontro, io, dal canto mio, ho già dato per dare l'esempio !!!

    Ciao
    Paolo

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    #2
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Ciao Pierpaolo,
    e' previsto che tu possa donare l'adozione, si può sempre dividere e condividere ....
    Bye
    Paolo

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    #3
  • Aogi

    Aogi

    Ciao tutti,

    il formaggio fu apprezzato anche da Leonardo Da Vinci, tant'è che ne fece un regalo per nozze di qualche principessa (della quale non mi ricordo il nome), naturalmente abbinato al Timorasso, avevo letto su vari siti turistici dell'Alessandrino.

    Mi lamento solo su una cosa:
    ci sono degli affinatori che acquistano forme e le affinano da loro, ma vedo che non tutti vendono in condizioni ottimali.
    Ne ho visto delle forme disidratate che, affettando, i 3 strati rimanevano staccati. Che peccato.
    Non so, poi, se si trattasse delle falsificate, ma mi auguro di no!
    Chiedo a tutti gli alessandrini di non abbassare la guardia...!

    Ciao,
    Aogi

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    #4
  • Alessandra Rossi

    Alessandra Rossi

    Great!
    Vediamo infine, che prendere iniziative paga. Io nn ci sto sulla porta della bottega ad aspettare e basta. E voi? Nemmeno, a quanto pare :-).
    Davvero una iniziativa da premiare e riproporre.
    Tienici aggiornati, Paolo.

    Ale

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    #5
  • Maurizio Fava

    Maurizio Fava

    se si staccano, dovrebbe essere l'originale. fino a un po' di tempo fa, almeno, i falsari pastorizzatori (che nei formaggi stanno agli antipodi rispetto ai pastori) usavano una forma unica a tre gradini anzichè i tre ferslìn da sovrapporre successivamente. i falsi comunque vanno alla grande, anche nella gdo. ora falsificano perfino la confezione. li ho visti personalmente a 15 € il kg.
    ma se Roberto avesse registrato qualcosa, mannaggia...
    comunque il problema vero del montebore è che ogni tanto (dampompò, in lingua locale) va riscoperto ex novo.
    maurizio fava

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    #6
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Ciao a tutti,
    fa piacere vedere dell'interesse verso l'argomento.
    Io ritengo che qui si possa concretizzare davvero con poco, tutto quello che discutiamo spesso e mi auguro che saranno davvero in tanti ad aderire.

    Ciao Aogi,

    Leonardo da Vinci stava di casa alla corte sforzesca di Milano e tra un'opera di ingegneria e qualche affresco girovagava nei vasti domini di Ludovico il Moro e trovava pure il tempo di occuparsi delle gozzoviglie dei nobili.
    Ebbe l'occasione di essere il cerimoniere del matrimonio tra Isabella d'Aragona e Gian Galeazzo Sforza, nipote di Ludovico il Moro (che poi era il Duca "ufficiale"), che ebbe luogo nel 1489 a Tortona, e pare che fu proprio lui a scegliere un formaggio proveniente da un borgo tra Val Curone, la Val Grue e la Val Borbera, oggi in Comune di Dernice. --> per saperne di più : http://www.vallicuronegrueossona.it/Page.asp?t=5&n=8

    Ciao Ale,
    Si come dici tu, trovo che alla fine si tratta di sostenere con una piccola quota, un pezzo della cultura italiana che rischia di essere fagocitato.
    Questa si che la si può chiamare RESISTENZA, questo straordinario formaggio, è tale solo se prodotto li, con latte proveniente da quegli allevamenti, da bestie che pascolano quei prati.
    E' da tanto che l'industria vuole appropriarsi del nome per mettere in commercio le solite porcate omologate...
    Io dico che non dare 100 euro che poi ti vengono ridati in prodotti sani, è rendersi responsabili di quello che Mimmo chiama il genocidio culturale..

    Ciao Maurizio,
    Io credo che con i giusti fondi, la rivendicazione della paternità o della dop di questo formaggio, nome compreso, la si possa richiedere di diritto.

    A presto
    Paolo

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    #7

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