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#28 Commenti

  • Collina Del Sole Di Paolo Caorsi Azienda Agricola Vitivinicola

    Caro Paolo riprendendomi un poco dopo la grande tristezza che mi ha invaso dopo aver letto il tuo post posso dire che purtroppo in questo ultimo decennio le varie classi politiche e mafiose hanno voluto far diventare l'Italia quello che per sua natura non è: industrializzata, moderna portando in una brutta direzione l'innato senso di tirà a campà e fatta la legge trovato l'inganno.
    Hai ragione nel dire che l'Italia è e dovrebbe ritornare ad essere: artigianato, agricoltura, turismo, storia e tradizione, picola industria, commercio al dettaglio.
    Ciao, Paolo C.

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    #1
  • Tipografia A.S. - Etichette in bobina

    Tipografia A.S. - Etichette in bobina

    spero che l'italia non sia piu' degli italiani....sarebbe la rovina...anche perchè sono gli italiani che l'hanno governata non certo gli svedesi...e guarda il risultato...PER CARITA' NO NO SPERO CHE LA GOVERNI L'EUROPA....ANZI GLI EUROPEI...forse otterremmo di piu'...molto di piu'...
    ciao mik

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    #2
  • Azienda Agricola L'Arcera - Organic Wine

    Azienda Agricola L'Arcera - Organic Wine

    cARO pAOLO, TU DIMENTICHI CHE QUESTO è IL PAESE DEI FURBI!!! salvo poi accorgersi che il furbo frega solo se stesso....
    Siamo come quel tale che per fare dispetto alla moglie si tagliò l'uccello, o meglio, come quello che imbroglia facendo il solitario...
    Che tristezza

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    #3
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Paolo, se quanto ascoltato alla Rai l'altra sera dalle parole di Travaglio ospite di Fazio a "Che tempo che fa" riflettessero il vero, vorrebbe dire che il nostro presidente del senato è un colluso con la mafia. In un paese del genere, privo di modelli di onore (quello vero) e onestà, come pensi possa cambiare qualcosa e in meglio poi. Io sono estremamente afflitto e tristemente disilluso da questa situazione precaria in cui viviamo, sempre più simile ad un film che ad una società reale. Proseguo la mia vita, giorno per giorno, cercando di fare del mio meglio e di farlo per me stesso più che per senso civico che ormai non ha più alcun senso.

    L'unico rinnovamento possibile, dopo la morte naturale di questa classe dirigente, potrà passare solo per una vera rivoluzione culturale. Che ognuno faccia il suo.

    Ciao, Fil.

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    #4
  • Veronica...per Donnardea

    Veronica...per Donnardea

    l'importante è che ci sia sempre anche l'altra metà del cielo.
    L'illegalità ed i furbi (o quelli che si credono tali) ci sono sempre stati, quando ero piccola pensvo che "da grande" avrei cambiato il mondo. Oggi sono più disillusa ma consapevole che la differenza la facciamo noi, non loro.

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    #5
  • Vincenzo Ciaceri - Poggioaltoro

    Vincenzo Ciaceri - Poggioaltoro

    @paolo
    ho paura che il peggio debba ancora arrivare.
    vincenzo

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    #6
  • Enrico Ielmini

    Enrico Ielmini

    Mi associo Fil : educazione ed "esempio" dovrebbero essere il nostro pane o "vino" quotidiano, ma chiunque detenga un minimo di "potere" non lo esercita per trasmettere senso civico; concordo con Paolo di Poggio al Toro: credo anch'io che il peggio debba ancora arrivare; comunque sono convinto che " l'onesta" sta alla chiarezza, come la responsabilità sta alla libertà.
    Buona serata.
    Enrico

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    #7
  • Donato Pasqualicchio

    Donato Pasqualicchio

    Filippo condivido ogni tua parola.possiamo solo commentare ed esprimere la nostra analisi dei fatti che ci tengono in queste condizioni precarie,ma l'ignoranza è tale che non si può sperare a una breve rivoluzione culturale. Vogliamo tempo, io ho perso ogni speranza. I ricchi, i mafiosi sono la stessa cosa. I poveri e chi vive de proprio lavoro non deve mai ragionare con la propria testa,ma con quella del padrone.per non farlo ragionare con la loro testa lo devono tenere affamato. In Italia cosi come è strutturata non potranno mai governare gli onesti, perchè tra chiesa, cosa nostra, sacra corona,intragta,camorra e casta,non c'è spazio per gente onesta.Ciao Donato

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    #8
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    "Buongiorno a tutti", a questo punto potrebbe sembrare una gran presa per i fondelli, ma io lo auguro convinto e ancora più convinto, non per formalismo, ma perchè abbiamo davvero bisogno che vengano buoni giorni.

    @ Paolo C.
    Mi addolora aver provocato tristezza, io mi auguro si tramuti prestop in rabbia e che questa rabbia si commuti velocemte in energia positiva, in voglia di partecipare al nuovo rinascimento italiano.
    Il paese ne ha bisogno, ha bosogno che parta "dal basso", dalle nuove leve.
    Dobbiamo portare loro con forza un messaggio che li renda capaci di vedere con occhi nuovi e cuore puro, il paravento che la classe dirigente gli ha messo innanzi agli occhi, per renderli schiavi di falsi valori, di necessità inesistenti, appositamente studiate.
    Dobbiamo trovare la forza di spronare noi stessi e gli altri, a non essere servi, ad alzare la testa e darsi da fare.
    Il paese non è quello che ci viene dipinto, il paese Italia è una meraviglia con ricchezze inestimabili, basta volerle valorizzare.

    @ Mik,
    Io sono mezzo tedesco, un pò di mentalità mi è rimasta nei geni, mi incazzo come una bestia quando vedo che le zone a maggior valorizzazione in Italia, devono il loro successo agli stranieri che vi si sono insediati. Mi fa imbestialire vedere che uno straniero riesce ad amare questo paese più di chi vi è nato. Si potrebbe dire che l'Italiano è così esterofilo da invidiare talmente tanto alcune tradizioni estere da non vedere quanto il resto del mondo gli invidii le sue. Non hai torto, sono più che convinto che con un governo pragmatico, di mentalità europea, l'Italia sarebbe oggi il giardino del mondo, con città pulite, opere d'arte ben promosse, infrastrutture funzionali, una miriade di piccole produzioni di alissimo livello ben commercializzate in tutto il mondo. Saremmo tutti piccoli imprenditori di noi stessi ed il periodo d'oro del dopoguerra non sarebbe ancora finito oggi.
    Ma noi, tanto, vogliamo fare gli "americani", no ?

    @Gino,
    Assolutamente d'accordo con te.
    Abbiamo situazioni insostenibili, che sorpassano di gran lunga l'assurdo.
    Il problema è che in Italia, le cariche istituzionali, sono diventate posizioni ambite di privilegio, non operative, ma speculative.
    L'unico modo che abbiamo per sottrarre il paese pacificamente al potere di chi ci governa male, è togliergli la terra da sotto i piedi.
    Loro fanno politiche di evidente collusione con l'imprenditoria perchè è poi quella che li mantiene. Incentiviamo la nascita di una miriade di piccole realtà agricole, che avranno il dupilice effetto di valorizzare il territorio, riproporre e salvaguardare la cultura Italiana, impedire alle grosse imprese di prendersi tutto come un cancro.
    Nessuna collusione è possibile fra una piccola realtà e la grande politica, non ci sono i presupposti.
    Smettiamola di mandare a studiare i nostri figli all'inverosimile, fatta una cultura di base, imparate le lingue, diamogli un futuro che abbia un senso, un piccolo agriturismo, una bottega artigiana, una produzione agronomica e via dicendo.
    Se e dico se, queste realtà cresceranno, tornerà l'interesse dello straniero per la nostra tradizione, lavoreremo tutti e bene, felicemente e con soddisfazione.
    Produrremo reddito mentre saremo fautori della salvezza del paese.
    A questo punto pensi che ci sarebbe ancora spazio per i furbi ?
    Io credo proprio di no!

    @Fil,
    Encomiabile il sottrarsi alle logiche mafiose e vivere, almeno per se stessi, in maniera pulita, andando avanti.
    Qui però, andando avanto così, non ci sarà più nulla per andare avanti, dopotutto se dell'Italia e dei suoi valori tradizionali, stanno facendo terra bruciata, tu sei disposto a dire ai tuoi bambini che fra qualche anno mangeranno solo roba confezionata ?
    Provocando... che l'Hamburger sosituisce la fiorentina ?
    La fiorentina ? ma come, davate ai cibi sti nomi da squadra di calcio?
    E che roba l'era ?
    Ah, una stupida bistecca... meglio l'Hamburger...
    La classe dirigente odierna, non sarà peggio di quella futura, d'altronde se la seconda repubblica fa schifo quanto e forse più della prima, a me vien da pensare che non c'è due senza tre.
    Dobbiamo essere noi, se non per fede quantomeno per logica pura a capire e promuovere l'idea che si debba intervenire, ciascuno, per valorizzare questa Italia, prima in Italia e poi anche all'estero.
    Togliamo ossigeno a questo cancro !

    @Piepaolo,
    Dalle macerie le più grandi riscostruzioni, verrebbe da aggiungere.
    Io sono dell'idea che non si debba arrivare per forza a toccare il fondo, basta isolare la malattia e combatterla con la sopradesritta " medicina "

    @Veronica,
    Dici giusto, noi siamo la testimonianza vivente che esiste l'altra metà, tuttavia oggi, il solo esistere non basta più.
    Un certo sopravvento del "marcio" lo si avverte, e soffoca anche noi pregiudicandoci una cosa importantissima, il futuro libero.
    Un esempio ? Sembra giusto che per mantenere uno status quo polito- mafioso ( Telecom ) , la maggior parte dei centri rurali - agricoli italiani è ancora privo di connessioni banda larga ??
    Manco nel terzo mondo.... I centri industriali però hanno la fibra ottica... dove sta la competitività ?
    Perchè quel signore che fa vino da prezzaccio può permettersi una competitività infrastrutturale che gli altri che fan le cose anche meglio, non hanno ?
    Siamo o no il paese turistico ed enograstronomico ?
    Allora prima metti il vantaggio competitivo li, e non nei distretti industriali.. eh !

    @Vincenzo,
    Certo che il peggio ha da venire, se nessuno lo impedisce, per forza!
    Questa mattina mi sono alzato un pò prima, nel solo tragitto da casa all'ufficio, guardando fuori dal finestrino, mi sono di nuovo rinnamorato di questo paese unico al mondo per i paesaggi che offre. Diamoci una mano a rivalorizarlo.

    @ Enrico,
    Il senso civico, non è cosa Italiana così come non lo è il senso della cosa pubblica.
    Prendiamone atto, non è mica una malattia.
    Anzi, l'individualismo all'Italiana è la fonte della tipicità del paese.
    Valorizziamolo !
    E tramandiamolo alle generazioni a venire che la ricchezza di questo popolo sta nell'espressione di se stessi, non omologati, non massificati. E' il territorio che lo chiede !
    La nostra ricchezza è tutta li !

    @ Donato,
    Che dire ?
    Ciascuno ha lo stato che si merita ?
    Il padrone che si merita ?
    ecc ecc
    Non credo, non abbandonare la lotta e le speranze, sono l'ultima occasione che abbiamo tutti di riprenderci la nostra Italia, salvaguardarne le ricchezze e valorizzarci nel mondo.

    @ Tutti
    Se anche ci volesse la rivoluzione, prima di perdere ogni speranza, si deve pur poter tentare!

    Ciao

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    #9
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Toh, non l'avevo scritto (della rivoluzione) ma l'ho pensato..
    Comunque i miei figli mangeranno la verdura del mio orto e la carne del mio macellaio (finché campa, almeno).

    Ciao, Fil

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    #10
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    @ Fil,
    Rivoluzionario !!! ;-)

    Bene, è un'inizio, pensa se tutti noi o almeno la maggior parte di noi ci sottraessimo dal mercato di massa autoproducendoci ciascuno i prodotti non solo per se, ma per altri che la pensano come noi.
    Io prendo le verdure da te e te il vino da me, tutt'e due prendiamo la farina da tizio e la frutta da caio, l'olio da un'altro ancora e via.
    Ecco creata una economia parallela, sana, che oltre a mantenerci ci permette di preservare tradizione, cultura e territorio...

    no ?

    Ciao
    Paolo

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    #11
  • Vincenzo Ciaceri - Poggioaltoro

    Vincenzo Ciaceri - Poggioaltoro

    @paolo
    mi fa piacere leggere il tuo ottimismo, che non guasta mai.

    ci sono però delle leggi di mercato (e che mercato!) dalle quali è difficile sfuggire.

    ti propongo un'iniziativa concreta che dovrebbe ipartire da noi produttori.

    verificati gli obblighi di legge potremmo decidere di stampare sulle nostre etichette il prezzo di cantina dei nostri vini.

    in questo modo, spero, i consumatori possono prendere visione e magari iniziano a contattarci direttamente e i ristoranti, magari, cominciano a rinunciare a rincari, a volte e forse spesso, ingiustificabili.

    quando al ristorante un vino come il mio viene venduto a 20 euro non si fa altro che scoraggiare il consumatore ad acquistarlo e al tempo stesso viene indirizzato sui vini rumenta (traduci tu fil.) a meno di 2 euro a bottiglia.

    allora potrebbero venire in cantina e acquistare in damigiana, come dicevi tu, e a guadagnarci saremmo in quattro.
    1) consumatore;
    2) produttore;
    3) salute generale;
    4) spesa pubblica.

    insomma, caro paolo e caro fil, forse è il momento del coraggio e della rivoluzione (per ora metaforicamente parlando......) è il momento di urlare, di farsi sentire veramente, per non finire in un cono di autoreferenzialità spesso indotta da un sentimento di impotenza e frustazione che ogni tanto traspare dai nostri post.

    un saluto a tutti e una proposta per la neo associazione gustamente a far sua l'idea del prezzo in etichetta (oltre chiaramente sulla scheda di autocertificazione).

    vincenzo

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    #12
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Rumenta = spazzatura a Xena (Genova).
    Di prezzo sorgente in etichetta comunque ragazzi se ne parla da anni. Io l'unico che ho visto applicarlo sul serio per ora è "Aurora" delle Marche. Ma sono tipetti particolari ;-)

    Ciao, Fil

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    #13
  • Alessandra Rossi

    Alessandra Rossi

    @ Vincenzo: sono arrivata su Vinix di recente, ma non senza bagaglio. Ho postato diverse iniziative che riguardano "alternative comunicazionali" ed alternative commerciali possibili.
    A parte qualche commento di simpatia, non c'e' stato verso di tirare fuori da questi post una riga UTILE a procedere.
    Fino a leggere:
    "Se hai qualche buona idea e ti servono i miei prodotti, io ci sono". Ma va?

    Di prodotti siamo pieni!!! E' di mercati che siamo carenti. E di strategie atte a raggiungerli, perche' se ci si continua a lamentare e basta e si approfitta delle idee altrui solo per piazzare i nostri prodottini.. allora quasi quasi ci meritiamo 'sto sfacelo.
    D'altra parte a votare ci siamo andati noi, mica la gente venuta da Marte.

    Tristemente vostra.

    Ale
    ps. per ogni rivoluzione, tenetemi presente come risorsa.
    Dopo la rivoluzione ci si trova in piazza, a suonare la chitarra ed a discutere di "essere o non essere".

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    #14
  • Vincenzo Ciaceri - Poggioaltoro

    Vincenzo Ciaceri - Poggioaltoro

    sai ale credo veramente che il peggio debba ancora venire (come dicevo).

    a parte la proposta del prezzo in etichetta, che come diceva fil. non rappresenta certamente una novità, provo un acerta stanchezza nel dover negoziare quotidianamente con i miei rappresentanti i 20 cent. quando poi un terzo (con tutti i suoi costi e le sue ragioni per carità) triplica (nelle migliori delle ipotesi) il prezzo del MIO prodotto.

    il vino, per un ristorante, dovrebbe rappresentare un valore aggiunto ai propri piatti (prodotti, questi sì, del ristorante) e non, come spesso avviene, la fonte principale di guadagno.

    il ristorante non è un enoteca. il prodotto principale viene fatto in cucina (trasformazione di materie prime).

    so di accendere una polemica fastidiosa e forse anche un po provocatoria, ma sono convinto che oggi il collo di bottiglia principale (mai termine fu più adatto) per noi produttori di vino, è rappresentato dalle modalità di vendita nei ristoranti.

    su questo vorrei sentire e confrontarmi con rappresentanti, distributori e ristoratori (aprirò un post?)

    vincenzo

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    #15
  • Simone Brogin - Spirited Wines

    Simone Brogin - Spirited Wines

    buona sera,
    se posso dire la mia, l'idea di mettere il prezzo d'origine sull'etichetta non è certo un bell'incentivo alla vendita (a meno che il nostro canale principale sia la vendita diretta!)...già è difficile vendere così!!! Se si pensa ai compratori esteri, questi non ci troveranno senz'altro gusto o convenienza...secondo me!
    Perchè le cose funzionassero un po' meglio, basterebbeintanto che i Consorzi facessero il loro lavoro che, oltre a redigere e modificare i disciplinari, sarebbe anche quello della promozione del territorio.
    Per Vincenzo: per far sì che il proprio vino possa essere onestamente distribuito, basterebbe mettere un tetto al ricarico consentito...io l'ho fatto, quando lavoravo in un'azienda agricola, prima di tutto per questioni di concorrenza tra ristoranti, i quali non potevano offrire il solito prodotto con una differenza sul prezzo di 4-5 euro e specialmente se i ristoranti si trovavano nello stesso posto!

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    #16
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    @ Vincenzo,
    In effetti non credo che il cosiddetto prezzo esposto oppure imposto rappresenti la soluzione a quello che intendevo descrivere in questo post ne tantomeno al problema specifico che tu ben esponi.

    Occorre trovare la forza, a mio dire, di combattere ciò che rende possibile se non necessario a volte, ricorrere all'immissione sul mercato di prodotti al limite della decenza se non addirittura illegalmente prodotti e cioè bisogna combattere l'ignoranza e creare nel consumatore la netta percezione della differenza fra prodotto e prodotto.

    Io sto spendendo più tempo a divulgare queste verità piuttosto che a fare il vino... ( metaforicamente ma neanche tanto ).

    Sono convinto, lo dirò sempre, che agendo su pochi fronti :

    @ ale, questa è anche per te e per @ Simone :

    1) Modificare ed attualizzare la legge sugli obblighi in etichetta
    2) Creare una netta distinzione fra prodotti tipici e industriali
    3) Informare il consumatore

    Si possa subito ottenere il risultato !

    Avete letto bene i link che ho sopra esposto nel post ?

    No, dico vi pare possibile ?

    Ce ne rendiamo conto o no che se perdiamo la nostra maggiore ricchezza, non ci rimane più null'altro ?

    Se è vero che il mercato, l'economia ormai è una guerra e non in senso figurato, tant'è vero che si usano terminologie militari nel marketing, allora l'Italia, signori miei, sta per perderne un'altra !

    Ciao
    Paolo

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    #17
  • Simone Brogin - Spirited Wines

    Simone Brogin - Spirited Wines

    Ciao Paolo,
    i tuoi tre punti sono certamante interessanti e potrebbero far andare le cose in un'latro modo...particolarmente interessanti i punti 2. e 3.:
    2. Siccome il mercato, come dici tu, è una guerra bisognerebbe che i prodotti tipici avessero un prezzo concorrenziale ai prodotti industriali e allora ne saremmo tutti più orientati all'acquisto 3. è una bella questione, ma ci vorrebbe che qualcuno andasse sempre dietro ai prodotti perchè questi possano essere valorizzati a dovere e perchè i clienti finali possano essere coscienti della qualità che acquistano. Purtroppo non sempre avviene che chi acquista il prodotto sia poi in grado di "educare" il cliente finale...il mercato si muove in maniera ultra-veloce e la maggior parte delle volte anche i clienti vanno alla stessa velocità nell'acquisto dei prodotti.

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    #18
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    @ Simone,

    Poichè il VALORE dei prodotti tipici, sia in termini di gusto che di salute del consumatore è superiore al prodotto industriale, i volumi sono inferiori, certi costi sulla filiera maggiori, ne consegue che il prezzo non può essere allineato, tuttavia se il consumatore si orientasse verso questa scelta, sicuramente potrebbe ridursi ed avvicinarsi un pò.
    L'orientamento all'acquisto deve essere spinto non solo dal prezzo, ma dal giusto rapporto fra qualità e prezzo con un occhio alla propria salute. Inutile risparmiare sul formaggio se poi me li spendo in medicine... tanto per dire
    Il punto 3 deve essere ristabilito da subito, fin dalle scuole.
    Che li portino nelle fattorie a vedere da dove provengono i prodotti alimentari anczichè fargli visitare le fabbriche, eh !

    No ?
    Ciao
    Paolo

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    #19
  • Simone Brogin - Spirited Wines

    Simone Brogin - Spirited Wines

    Certo che sono d'accordo...e sotto questo punto di vista meno male che molta gente preferisce gli agriturismi agli alberghi!!!!

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    #20
  • Vincenzo Ciaceri - Poggioaltoro

    Vincenzo Ciaceri - Poggioaltoro

    ecco su questo sono perfettamente d'accordo (conflitto di interessi permettendo).!!

    vincenzo

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    #21
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    @ Ale,
    Rileggendo meglio, hai proprio ragione, bisogna agire, fare i fatti ed anche i fattoni !

    Dal canto mio :

    1) Scheda autocertificazione fatta
    2) Schede tecniche fatte
    3) Meeting formativi con i consumatori ( il primo è stato fatto )
    4) GustaMente : fatto !

    e non mi fermo qui

    Prossime : rompo le balle a tutti gli istituti alberghieri e turistici per avere la loro attenzione, mostrargli cos'è il vino, da dove viene e quali sono i suoi valori

    Chiamiamola la missione !

    @ Simone
    A proposito di agri, esatto !
    Quello è un inizio, ma esiste in Italia come all'estero un network di valorizzazione e promozione di questo ?

    No !

    Ciao
    Paolo

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    #22
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    rompo le balle a tutti gli istituti alberghieri e turistici per avere la loro attenzione, mostrargli cos'è il vino, da dove viene e quali sono i suoi valori

    ah ah, questa mi sa che l'ho già sentita... grande Paolo.
    :-)

    Fil

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    #23
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    @ Fil,
    Ah si ? Mi viene in mente qualcosa .... ah ah ah

    Ciao
    Paolo

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    #24
  • Simone Brogin - Spirited Wines

    Simone Brogin - Spirited Wines

    se esiste un network? Beh...intanto ci sono anche delle manifestazioni mirate per questo tipo di turismo e mi sembra sia già un fatto rilevante! Tu credi che all'estero ci siano mezzi di informazione più efficaci? Intanto la qualità delle strutture italiane non credo che abbia paragoni, per lo meno in termini di natura, ambiente e offerta turistica, poi sui canali di promozione c'è sempre da migliorarsi, credo...

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    #25
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Ultimamente ho personalmente assistito ad un degrado dell'offerta italiana, non tanto in termini di paesaggio quanto di servizi.
    Gran parte degli agriturismi, con le dovute eccezioni, sono dei ristoranti che poco hanno a vedere con la tipicità del territorio.
    Nei B&B ti pelano anche 60 euro per una stanza dove il riscaldamento viene acceso al momento e ci vogliono ore perchè vada in temperatura e dove a colazione ti danno prodotti indutriali di sottomarca comperati al discount.
    Ti garantisco che all'estero non mi è mai capitato !
    All'estero esistono anche siti web con il ranking lasciato dai visitatori e quando vai in agriturismo ti trovi davanti ad una situazione agricola, non simil-alberghiera.
    Quindi, sempre fatte le dovute eccezioni che ci sono, la tendenza Italiana non è di qualità, costa tanto e offre poco.
    Per questo mi sono già attivato con un socio/amico nella realizzazione di un network di agriturismi a basso costo di gestione e zero impatto ambientale fortemente orientati alla promozione della tipicità del territorio, ma questo è un'altro capitolo.

    Ciao
    Paolo

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    #26
  • Vincenzo Ciaceri - Poggioaltoro

    Vincenzo Ciaceri - Poggioaltoro

    @paolo
    vienimi a trovare così poi mi lasci il tuo parere sul guestbook.

    al posto del ranking ho preferito il guestbook (http://www.poggioaltoro.com/it/default.aspx?Pagina=guestbook.aspx),

    mi è sembra uno strumento più caldo e familiare.

    vincenzo

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    #27
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Diavolo tentatore !!!
    Attento che rischi davvero di vedermi comparire !

    Ciao
    Paolo

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    #28

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