#18 Commenti

  • Luca Risso

    Luca Risso

    Non ho capito se lo zuccheraggio è stato proibito a tutti o solo alle zone vitivinicole meridionali.
    L'acidificazione è invece ammessa?

    Luk

    link a questo commento 0 0
    #1
  • Azienda agricola Mazzone

    Azienda agricola Mazzone

    La pratica dello zuccheraggio che è stata vietata, è quella usata in Francia con lo zucchero di barbabietola. Forse tu intendevi chiedermi se era stata abolita la pratica dello zuccheraggio con mosti concentrati? Bè purtroppo quella no, continuerà ad usarsi dappertutto, però la cosa buona è che hanno eliminato gli aiuti a chi arricchiva i mosti. Per quanto riguarda l'acidificazione, quella è una pratica che non è stata vietata. Ma ti dirò di più. La UE ha deciso di eliminare lo zuccheraggio, ma ha anche deciso di abbassare i tenori alcolici minimi in quelle zone dove lo zuccheraggio si faceva. Nel senso che adesso la Francia che non usa più lo zucchero può fare i vini a 5-6%vol di alcol, e metterli in commercio

    link a questo commento 0 0
    #2
  • Mike Tommasi

    Mike Tommasi

    Vorrei capire il commento sulla "Spagna che produce vino da una decina d'anni" e sul fatto che "Porto e Madera (sic) non sono vini".

    Se capisco bene allora l'Italia produce vino da una quindicina d'anni, la Puglia da cinque, e la Francia da trenta? E non sono vini nemmeno il Marsala, il Vinsanto e lo Zinfandel, che pare ora si faccia anche in Puglia. ;-)

    Da leggere in modo , senza cattiveria... ma a parer mio spararne non una, ma ben DUE grosse così tende a cancellare tutto il merito di aver preso la nobile iniziativa di scrivere sulla riforma delle OCM. Peccato.

    link a questo commento 0 0
    #3
  • Luca Risso

    Luca Risso

    Effettivamente....la Spagna fa grandi vini, anche se forse preferiremmo essere accoumunati alla Francia...
    C'è sempre questa spiacevole sensazione che si trami contro di noi. Vedi anche la vicenda del Parmesan (http://www.thewineblog.net/vino/archives/2007/06/28/due_pesi_due_misure.html). E li non stiamo parlando della formaggetta del Beigua (con tutto il rispetto), ma dell'orgoglio caseario italico.

    Luk

    link a questo commento 0 0
    #4
  • Mike Tommasi

    Mike Tommasi

    Certo Luk, ma immaginati se uno spagnolo scrivesse che in Italia la tradizione del vino risali al salto qualitativo degli anni settanta, e che prima il vino era praticamente imbevibile... ;-)

    La reputazione italiana non viene certo aiutata dagli italiani stessi, prendi per esempio la Parmalat che tramite la sua filiale Sargento vende mozzarella e parmigiano fatti in Canada... o la ditta Maison des Futailles a Montreal che imbottiglia (o meglio, impacchetta) vini da cisterna italiani con tanto di etichetta DOC (o AOC).

    link a questo commento 0 0
    #5
  • Azienda agricola Mazzone

    Azienda agricola Mazzone

    E' giusto rispondere e commentare. Innanzitutto l'Italia ha una tradizione enologica pari a quella della Francia e anche più antica. Vi ricordo i vini di Giulio Cesare, l'Est Est Est, i vigneti a Pompei sommersi dalla lava tutt'ora produttivi. Vi ricordo anche che alcuni metodi di vinificazione es. il metodo Charmat, ha un nome francese, ma l'inventore è stato italiano e dovrebbe chiamarsi Martinotti. Che poi qualche vigliacco nel '86 ha sofisticato i vini col metanolo sono casi isolati. Poi Marsala, Madera, Porto, sono vini speciali, vini alcolizzati, vini aromatizzati che per legge non possono essere chiamati vini, e che hanno tecniche di lavorazione diverse dai vini comuni, non volevo dire che non sono vini, ma sono vini speciali. Un vino che non è eccellente basta alcolizzarlo, aromatizzarlo, ossidarlo e metterlo in botti per 3-4 anni diventa un vino eccellente. Mentre un vino comune quando non è eccellente, rimane non eccellente. Inoltre dati alla mano quando nel 1994 l'Italia e la Francia producevano circa 60 milioni di HL di vino a testa da 30 anni, la Spagna produceva 25 milioni di Hl. Nel 2005 mentre Francia e Italia hanno continuato a produrre i loro 60 milioni di Hl, la Spagna ne produceva 50 milioni di Hl. Capirete cosa è successo negli anni. Poi c'è anche da dire che tutti possono parlar male dei vini italiani, ma i risultati dimostrano il contrario come pure le esportazioni oltre oceano. La Spagna invece è in grave crisi di esportazioni. Non voglio parlar male della Spagna perchè non ho niente contro di loro. Ma in Europa, in momenti difficili come l'approvazione della proposta OCM, accomunarci alla Spagna, non mi sembra una buon cosa.

    link a questo commento 0 0
    #6
  • Azienda agricola Mazzone

    Azienda agricola Mazzone

    Volevo aggiungere qualcosa riguardo lo Zinfandel. E' un nome dato dai californiani, che non potevano chiamare le proprie uve, Primitivo di Manduria. Infatti Zinfandel e Primitivo sono uve geneticamente uguali, quindi noi in Puglia facciamo il Primitivo e in California lo Zinfandel. Poi ricordo anche che la Puglia non fa vino da 15 anni, forse fa il vino buono da 5 anni. Ma vorrei ricordare che i vini del nord Italia, 15 anni fa erano fatti con un 50% di vini pugliesi.

    link a questo commento 0 0
    #7
  • Mike Tommasi

    Mike Tommasi

    Accipicchia... Se vogliamo risalire alle origini del vino, inutile cercarle in Italia, le trovi in paesi che oggi producono ben poco, ma tralasciamo questo proprio perché non ha niente a vedere con la situazione attuale. Non resisto a ricordarti che il metodo Charmat, anche se il nome è francese, non viene quasi mai usato in Francia, certamente non nella Champagne.

    Riguardo Porto e Madeira, non è vero che non possono legalmente essere chiamati vini, anzi secondo le direttive dell'UE sono VQPRD allo stesso modo che il Barolo e il Chianti, e non è assolutamente vero che questa tipologia di vino si fa per migliorare vini scadenti, certi vini di Porto sono fra i migliori del mondo. Mi sorprende leggere che "un vino che non è eccellente basta alcolizzarlo, aromatizzarlo, ossidarlo e metterlo in botti per 3-4 anni diventa un vino eccellente". Il principio del garbage-in-garbage-out vale anche per questi vini. Che poi ne esistano di scadenti, nulla di diverso che per il caso dei vini che tu chiami comuni.

    Le tue cifre sulla produzione di vino sono molto imprecise, secondo l'OIV Francia e Italia producevano 65 milioni di hl alla fine degli anni 80, e oggi siamo appena sopra i 50, in certe annate anche sotto. Mentre la Spagna nello stesso periodo passa da 33 a 43. Se il volume prodotto dalla Spagna è aumentato negli ultimi 30 anni, questo si spiega con l'uscita tardiva dal fascismo. Dubito che la nostra produzione negli anni 30 fosse cosi dinamica...

    Menziono pure che le esportazioni di vino di Francia, Italia e Spagna sono praticamente uguali a 14 milioni di hl, ma 20 anni fa Italia e Francia erano a 12, e la Spagna a 4! Ma parliamo in termini di valore: un memorandum dell'UE che annucia la riforma dell'OCM menziona cifre interessanti. Da queste ho calcolato che in media il valore di un litro di vino varia da €1.75/l per l'Austria a €0.13/l per la Grecia. Nella graduatoria l'Italia non si distingue particolarmente a €0.82/l, in confronto alla Francia (€1.40/l) o Portogallo (€1.39/l) ma se la cava nettamente meglio che la Spagna (€0.28/l)! Ora se il Portogallo ne esce così vincente, sarà forse in parte grazie a quei non-vini che accennavi? ;-)

    Comunque per una cosa hai ragione, sui vini pugliesi. Oggi li ritrovi anche nei vini di Bordeaux!

    link a questo commento 0 0
    #8
  • Azienda agricola Mazzone

    Azienda agricola Mazzone

    Sign. Tommasi, non credo sia questo il luogo dove stare a puntigliare sui numeri, e non sono neanche d'accordo con quello che dice. Quello che volevo dire è che non possiamo paragonarci alla Spagna, dove già i costi di manodopera sono nettamente inferiori ai nostri in Italia, e questo lo si vede gia da tutta la frutta che importiamo dalla Spagna o dall'olio che importiamo, nonostante siamo grandi produttori. Anche se i Porto e i Madera sono VQPRD, in Italia sono sempre vini speciali e non possono essere paragonati a Barolo e Brunello, per il loro metodo di lavorazione che credo lei conosca molto bene. Io volevo solo parlare della OCM e dire la mia sulla penalizzazione in Europa. Se poi i vini di Bordeaux utilizzano vini pugliesi, non è mica colpa della Puglia. Se il vino a Bordeaux lo si poteva fare solo con l'aggiunta di zucchero, e adesso lo fanno con i vini pugliesi perchè non arrivano ai loro standard e ai consumatori questo non va, che lo smettano di fare. Il problema dell'UE è la sovrapproduzione e l'espianto? Da qualche parte bisognerà pure iniziare.

    link a questo commento 0 0
    #9
  • Mike Tommasi

    Mike Tommasi

    Mi scuso del "puntigliare", ma quando leggo cose tipo "il Porto non è vino e legalmente non si può chiamare vino", "il Porto viene fatto così perchè fortificando un vino scadente diventa eccellente" e "la Spagna non ha tradizione di vino" e così via non riesco a trattenermi... Un blog è fatto per discutere, amichevolmente of course, quindi è proprio il luogo giusto... ;-)

    Certo, il divieto di zuccherare è una buona cosa, ma arriva troppo tardi perchè ormai costa meno prenotare il passaggio dell'unità mobile (camion) che fa l'osmosi inversa, e nessuno compra più zucchero ormai. Inoltre mi pare che l'arricchimento a MCR continua ad essere ammesso, e cos'è il MCR se non zucchero? Meglio usare il vino pugliese ;-)

    con amicizia

    Mike

    link a questo commento 0 0
    #10
  • Azienda agricola Mazzone

    Azienda agricola Mazzone

    Per queste ultime cose sono d'accordo con te. Se dovevano eliminare lo zuccheraggio con saccarosio, dovaveno eliminare anche l'arricchimento con MCR. La pratica dell'arricchimento con MCR usci in scena, per aiutare alcune annate particolarmente sfavorevoli, così come gli aiuti per l'arricchimento. Sarebbe stato più giusto così. Invece chissà perchè l'aggiunta di MCR è diventata per alcuni produttori una pratica fissa annua, perchè come si dice le annate sono diventate sempre sfavorevoli, e gli aiuti comunitari fanno gola bisognerebbe rispondere.
    Voglio scusarmi se sono stato troppo polemico, forse il mio pensiero non è stato ben capito.

    link a questo commento 0 0
    #11
  • Azienda agricola Mazzone

    Azienda agricola Mazzone

    Ho modificato il post, togliendo i miei commenti negativi sulla Spagna. Mi scuso se qualcuno ne è rimasto offeso

    link a questo commento 0 0
    #12
  • Gianpaolo Paglia

    Gianpaolo Paglia

    Al di là della polemica di cui sopra, che mi sembra ormai chiarita, sarebbe interessante discutere della riforma OCM. In particolare mi sembra che un punto sia tra i più criticati ingiustamente, quello relativo alle estirpazioni.
    Di solito si dice, si vogliono estirpare i vigneti e al tempo stesso liberalizzare gli impianti, non è incoerente.
    La cosa andrebbe letta così, si vogliono liberalizzare gli impianti, ma almeno si da la possibilità, in via temporanea, di eliminare tutte quelle produzioni inutili, che in gran parte avevano solo ragione di essere per incassare i contributi alla distillazione, che ora grazie al cielo scompare, e così ricompaiono i 400 milioni l'anno buttati al vento con questa misura che voleva limitare il potenziale produttivo, ma che di fatto l'ha perpetuato, nella fascia peggiore.
    Io per me non darei neanche i contributi per estirapare e liberalizzerei completamente, ma guardo con favore a queste novità. Tra i pochi del settore, devo dire.

    link a questo commento 0 0
    #13
  • Azienda agricola Mazzone

    Azienda agricola Mazzone

    Secondo me, la liberalizzazione dell'impianto dei vigneti ci dovrà essere, ma dovrebbe essere un pò regolamentata, non con i diritti ma almeno mantenendo dei potenziali produttivi massimali per ogni stato. Altrimenti da diminuire la sovrapproduzione, la si aumenterebbe. Ritengo ingiusto anche la decisione di spendere più di 1miliardo di € per l'estirpazione e solo 120 milioni di € per la promozione dei prodotti. Non parlo delle cifre perchè sono così grandi che non riesco neanche ad immaginare quanti soldi sono, ma vedo una grossa differenza di spesa. Poi costringere gli stati ad espiantare 200mila ettari ( a fronte dei 400mila che si erano proposti in passato) è una violenza per la viticoltura. Penso invece che già l'eliminazione degli aiuti alla distillazione, riuscirebbe a far cambiare le cose, perchè intanto le cantine che beneficiavano annualmente di questi aiuti, d'ora in avanti dovranno iniziare a darsi una regolata, e a produrre meno vino ma di maggiore qualità altrimenti dovranno chiudere i battenti. Insomma con l'eliminazione della distillazione penso che inizieremo a vedere più vini di qualità e meno cantine che facevano vino solo per distillarlo e incassare i soldi degli aiuti, forse.

    link a questo commento 0 0
    #14
  • Luca Risso

    Luca Risso

    Ma non sarebbe meglio ridurre ALMENO a 2/3 di quelle attuali le rese massime ammesse da doc e igt ? Si taglierebbe la produzione di 1/3 dall'oggi al domani.

    Luk

    link a questo commento 0 0
    #15
  • Mike Tommasi

    Mike Tommasi

    Certo in toria sarebbe logico fare cosi, Luk. Ma infatti credo che il problema sia nella fascia basso del vino invendibile, che va alla distilleria con la sovvenzione.

    L'abbassamento delle rese fa parte della soluzione al problema della qualita, non della quantita. Perfino nelle DOC piu prestigiose ci sono rese veramente eccessive, e ripeto, la misura in q/ha non ha senso.

    link a questo commento 0 0
    #16
  • Azienda agricola Mazzone

    Azienda agricola Mazzone

    Certo che si potrebbe fare. Ma contemporaneamente dovrebbe aumentare il compenso ai vignaioli e contadini. In Trentino dove l'uva viene pagata a 110€/ql è una scelta che non intaccherebbe il compenso ai coltivatori. Ma al sud e in Puglia dove l'uva viene pagata a 15€/ql, dovrebbero iniziare a pagare di più l'uva e costringere i conferitori a produrne di meno. Luca, il fatto è che con gli aiuti alla distillazione sai cosa succedeva? La cantina pagava pochissimo l'uva, il contadino era costretto a produrne sempre di più (e da qui nascono i vigneti da 500ql/Ha) per rientrare almeno nelle sue spese, la cantina si riempiva di vino che non riusciva a vendere, perchè oltre per le quantità enormi, anche la qualità delle uve e dei vini era scadente,e allora distillava tutto il vino. E chi ci guadagnava era la cantina che aveva pagato ad un prezzo bassissimo l'uva e poi trasformandola e distillando ci andava anche a guadagnare. Ora eliminando gli aiuti alla distillazione, queste cantine dovranno farsi i conti 2 volte: se vogliono continuare a lavorare dovranno innanzitutto costringere i conferitori a produrre di meno, pagare di pù l'uva e iniziare a vendere il vino come fanno tutti gli altri. E se non riusciuranno a farlo inizieremo a vedere meno cantine

    link a questo commento 0 0
    #17
  • Vinisani.it - D. Sciutteri

    Vinisani.it - D. Sciutteri

    Peccato che la maggior parte dello Champagne e concimato con la psazzatura di Parigi

    link a questo commento 0 0
    #18

inserisci un commento