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#20 Commenti

  • Gianpaolo Paglia

    Gianpaolo Paglia

    ottima notizia per me che spendo parecchiuccio in questi beneamati posti.

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    #1
  • Vitale Immacolata

    Vitale Immacolata

    Ma le spese per vitto e alloggio per lavoro, sono ancora deducibili e quindi l'IVA si può detrarre o il vecchio governo aveva annullato tutto?.

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    #2
  • Davide Cocco

    Davide Cocco

    @immacolata: attualmente l'IVA non è detraibile, ma le spese sono deducibili in 5 anni

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    #3
  • Raffaele Pellino

    Raffaele Pellino

    Per i liberi professionisti nemmeno l'IVA dell'auto si poteva scaricare, figuramioci per i pranzi e le cene di lavoro. Però, pare che i regali natalizi e pasquali possono scaricarsi. Io preferisco regalare qualche bottiglia di buon vino.

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    #4
  • Sorgentedelvino.it

    Sorgentedelvino.it

    wowwww
    fantastico!!!!!!

    adesso si che abbiamo risolto tutti i problemi d'italia!!!!

    il poveraccio che al ristorante non ci può andare perché costa troppo mica può detrarre l'iva sulla spesa fatta al discount... o si?

    ma il professionista che si gode la vita e mangia al ristorante un giorno si e un giorno no può detrarre l'iva... bene...

    certo, sarà uno stimolo a chiedere la fattura ai ristoratori che magari quindi dichiareranno qualche centinaio di euro in più all'anno e magari quel che è stato tolto rendendo l'iva detraibile verrà restituito con un po' di tasse in più che pagheranno i ristoratori.

    ma voi lo sapete che una famiglia normale può detrarre le spese di asilo nido (rette tra i 300 e i 700 € mensili in funzione del reddito) fino a un massimo di 130€ all'anno? si si lo saprete di sicuro, ma che importa... l'importante è poter scaricare l'iva del ristorante...

    Povera Italia...

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    #5
  • Giuliano Abate

    Giuliano Abate

    @Barbara

    Ho 2 figli ancora piccoli ed il tuo esempio lo sento sulla pelle; di simili potremmo farne molti.

    Comprendo il tuo fervore nell'affrontare questi temi:la dichiarazione dei redditi è un ricordo ancora troppo fresco....

    Non sono d'accordo con te sul *godersi la vita* del professionista che mangia fuori di casa tutti i giorni; spesso , infatti, non è piacere!

    Ci sono colleghi, di altri settori, che di andare al ristorante ne farebbero volentieri a meno, il loro dottore sarebbe meno apprensivo e le loro finanze urlerebbero di gioia.....

    A volte il confine fra piacere e necessità è molto sottile.

    Se poi parliamo di priorità negli interventi...

    Ciao
    Giuliano





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    #6
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Che ci siano altre priorità non v'è dubbio Barbara e che si potrebbe fare molto di più per l'aiuto alle famiglie con figli me ne sto rendendo sempre più conto, non solo dalla retta del nido (che io fortunatamente non pago dal momento che mia moglie è a casa) a tutta una serie di altre cose che in altri paesi ci sono e nel nostro no. Ma anche quella del professionsita che si smazza 5/6 giorni fuori casa alla settimana forse è una "famiglia normale", mai pensato ? Oppure quella di chi lavora da casa (come me) che non stacca mai alla fine e la casa diventa quasi una gabbia con una voglia incredibile di evadere. Non è mai tutto come sembra e basta ci sono sempre varie sfumature di grigio.

    Ho un amico che lavora in IBM, per lui andare al ristorante è un lavoro, per me un piacere. Ci credi che quando nel w-e ci vediamo non mi riesce quasi mai di portarlo fuori a cena perché non ne può letteralmente più, sente il bisogno di casa e alla fine o viene sempre lui da noi o noi da loro ? Non è sempre tutto rose e fiori il mondo del lavoro fuori casa e ad ogni modo credo che siano maggiori i vantaggi degli svantaggi in questo particolare caso.

    Ciao, Fil.

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    #7
  • Raffaele Pellino

    Raffaele Pellino

    Se i padani piacentini si piangono addosso, vuol dire che stiamo inguaiati. E intanto ci sono alcuni ristoranti dove devi prenotare due settimane prima, milioni di macchine invadono le strade durante i fine settimana; i migliori villaggi turistici sono sempre esauriti; tutti a camminare con i fuoristrada, i porticcioli delle località turistiche da diporto sono sempre pieni. Io non ho il SUV, nè la barca, nè la casa a mare, nè la seconda casa. Ho la passione per la buona cucina e per un buon bicchiere di vino. E' peccato?.

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    #8
  • Vitale Immacolata

    Vitale Immacolata

    Visto che a lamentarsi è una del settore del vino, sig. Pellino, durante le feste perchè non regala birrre a posto del vino?.

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    #9
  • Capellini Luciano Azienda Agricola

    Capellini Luciano Azienda Agricola

    Egregio sig. Pellino e Gentile sig.ra Immacolata, Lamentare una situazione che è reale non credo sia reato. Se poi il turismo gira, meglio, anche se, pur non volendo discutere le suo opinioni mi pare che i dati, purtoppo, parlino di un calo medio consistente e indicano anche percentuali preoccupanti. Circa i regali, per chi potrà permetterselo regalerà un ottima bottiglia di pregiato vino, diversamente si rivolgerà a prodotti considerati di minor prestigio.

    Con osservanza

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    #10
  • Alessandra Rossi

    Alessandra Rossi

    Non vedo molto l'utilità di lamentarsi... altrimenti chiamo qui tutte le mamme-lavoratrici monoreddito con due figli a carico da vari lustri (categoria della quale mi onoro di far parte) e non la finiamo più :-).

    Credo invece che questa sia una notizia utile, anzi, auspicabile visto che se non leggo male, non è ancora una certezza.
    Era ora che si pensasse anche alle spese del ristorante.
    Suppongo che come per altre deducibilità, dipenda dalla professione... (?)
    Va da se' che ci saranno i soliti furboni che troveranno il modo di detrarre il party per il compleanno della figlioletta...

    Mi pare che Luciano Capellini abbia sollevato un'interessante riflessione: la deducibilità farà bene al settore della ristorazione e quindi del turismo in generale.
    Questo dovrebbe (il condizionale e' d'obbligo) portare respiro - in moneta - ai loro fornitori, produttori di vino compresi piuttosto inguaiati con i ritardi nei pagamenti soprattutto da parte dei ristoratori, mi sovviene.
    Staremo a vedere.

    Maremmanamente,
    Ale

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    #11
  • Raffaele Pellino

    Raffaele Pellino

    Evidentemente il calo del turismo in Italia è molto compensato dall'aumento di quello greco, spagnolo e sopratutto croato, dovuto ai milioni di Italiani che frequentano quei paesi. Mi regalerò, comunque, dell'ottimo bianco prodotto in quel paradiso denominato Cinque Terre.

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    #12
  • Capellini Luciano Azienda Agricola

    Capellini Luciano Azienda Agricola

    @ A. Sai cosa diciamo in Liguria a proposito di mugugni? Meglio uno scudo in meno ma un mugugnu in più. E considerando che siamo liguri, spesso paragonati agli Scozzesi è tutto dire. Pertanto chi si lamenta o mugugna, posso non essere d'accordo sui modi o sui toni, ma grazie a Dio è libero di farlo. (almeno io la penso così).

    Sugli effetti del provvedimento che dire? Da solo temo non basti ma potrebbe essere una piccola boccata d'ossigeno, almeno per alcuni.
    Certo che però mi stimoli nel ricordare quali enormi potenzialità potrebbe avere il nostro settore nel recupero del paesaggio, della cultura, delle tradizioni. Ecc. . Si sono ormai scritte "enciclopedie" su questo tema e su quanto sia attraente la nostra penisola in termini culturali e quanta economia potrebbe girare attorno a questo.
    Si scrive ma poi le cose concrete, e non più per un ritardo culturale dei vignaioli, tardano ad arrivare.

    @ R.P, Ti ringrazio, anche se è un paradiso che ha bisogno di manutenzione continua e di restauro, praticamente tutto a carico nostro. Chi compra i nostri prodotti (e di tanti altri vignaioli italiani), contribuisce alla salvaguardia di un paesaggio creato da semplici contadini, paesaggio che oggi è, come sai, patrimonio mondiale dell'umanità.
    Grazie, anche se non sarà semplice trovare il nostro sciacchetrà o il nostro 5 terre Doc nella tua splendida Napoli.
    Ciao Luciano


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    #13
  • L'Arcante

    L'Arcante

    @Raffaele: Allora per Natale ti aspetto in enoteca...

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    #14
  • Raffaele Pellino

    Raffaele Pellino

    Ho tanti amici in quel della Liguria, da Ventimiglia alla Spezia, certamente proverò il Cinque Terre doc.

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    #15
  • L'Arcante

    L'Arcante

    @ Luciano: A proposito, io avanzo ancora una bottiglia di Vin de Gussa!! Che sia chiaro, non dimentichiamocelo!

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    #16
  • Raffaele Pellino

    Raffaele Pellino

    Contaci, ottimo Angelo. In questi giorni, sono molto impegnato per lavoro e ...... cene con amici, altrimenti sarei venuto alla festa di malazè del 28 Luglio.

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    #17
  • Alessandra Rossi

    Alessandra Rossi

    Hai ragione Luciano, sulla libertà di espressione.
    E' che non di rado diviene retorica, come l'etica che taluni applicano solo al vino e non ai rapporti umani, come il "cristianismo" di tanti che vanno in chiesa e poi appena fuori si scordano dei comandamenti. E anche questa è un'opinione, no? :-)

    Piuttosto, tornando alle implicazioni economiche della presente, mi sono ricordata di quando mi occupavo di organizzazione eventi: oltre alle spese per i vari servizi e per gli alloggi, anche tutti i conti del ristorante, allora, erano detraibili per l'agenzia.
    Sono passati degli anni e mi viene da chiedermi: ma come, sono stati detraibili prima.. poi no... ed ora se ne riparla?

    Forse (e qui magari sondando meglio la notizia si puo' scoprire) la novità riguarda l'allargamento delle categorie che adesso possono fruire di tale deducibilità..

    Riguardo invece la tua altra considerazione sul fatto che chi compra certi prodotti di certi territori, contribuisce alla loro salvaguardia... E' interessante come concetto "promo", ritengo. Più interessante per gli stranieri credo. Usero' anche questa leva, oltre alla storia ed alla cultura, per promuovere certe peculiari produzioni.
    Ci avevo pensato tempo fa, ma ero indecisa... Ora che l'ho letto nero su bianco scritto da te mi ha fatto un certo effetto. Credo che saputo rappresentare, è un valore che puo' rafforzare un messaggio pubblicitario.

    Come dico spesso: etichette, bottiglie e calici se ne vedono troppi. Visto che il vino non si beve per sete ma per emozioni, e' d'uopo sforzarsi di arrivare più a fondo, "nell'immaginario collettivo" che in molti comprende anche amore (magari inconsapevole) per la bellezza e le tradizioni.
    Grazie per gli stimoli.

    Ale

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    #18
  • Le Vigne di Alice - Life is a bubble

    Le Vigne di Alice - Life is a bubble

    Grazie Fil per il contributo. trovo la notizia positiva, molto positiva soprattutto per chi del nostro settore si trova spesso al ristorante e quasi sempre capita per lavoro. è sicuramente una delle voci più alte di spesa per un'azienda. Positivo anche per gli alberghi. Come hai detto tu Filippo credo che gli ultimi a fare i furbi siano proprio quelli che si trovano spesso nella necessità di mangiare e dormire fuori casa. Certo sono tanti i provvedimenti di cui abbiamo bisogno ma da qualche parte bisogna pur cominciare...
    Ciao
    Cinzia

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    #19
  • Capellini Luciano Azienda Agricola

    Capellini Luciano Azienda Agricola

    @Filippo scusa se stiamo andando oltre la notizia sull'IVA, che spero produca effetti positivi, ma si è forse anche creata l'occasione per andare oltre parlando di quello che si può fare oltre la detassazione.
    @ A. Io credo, anzi ne sono certo, che sono tanti i vignaioli pienamente consapevoli del loro ruolo e delle loro potenzialità.
    Ci sono stati in interventi molto qualificati in tal senso anche ieri a Colorno alla fondazione della F.I.V.I.
    Inoltre, per quella che è la mia piccola esperienza, quando arriva un visitatore in cantina se è nord europeo o meglio ancora transalpino ha di solito una consapevolezza maggiore del lavoro agricolo al quale riconosce un alto valore rispetto all'italiano. (senza voler generalizzare) e questo atteggiamento nostrano non aiuta nella formazione di una opinione pubblica che molto potrebbe fare in questa direzione. L'italiano appena dici il prezzo si scandalizza perché costa troppo (e forse ha paura che ti arricchisci) lo straniero (e mi è capitato più volte) ti dice che è molto caro ma riconosce la complessità e l'onerosità necessarie per raggiungere il risultato "SI, è costoso ma li vale. Ma purtroppo non posso" E alla fine ti ringrazia per avergli fatto vivere per un attimo il tuo piccolo mondo. L'italiano… be lasciamo perdere.

    Luciano

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    #20

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