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#23 Commenti

  • L'Arcante

    L'Arcante

    ...GIAMMAI!!

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    #1
  • Valentina Vago - Bottega dell'Arte del Vino

    che differenza di prezzo potrebbe significare sulla singola bottiglia? ad esempio sulla tua barbera base?

    cmq la risposta è no, non comprerei mai vino nel bag in box.

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    #2
  • Maurizio Fava

    Maurizio Fava

    il BiB è già diffuso anche in Italia (anche sui Colli Tortonesi) da qualche anno)
    cambia la tipologia di vini che possono esservi confezionati, ma con la nuova normativa europea cambieranno le Denominazioni, per cui ci saranno rivolgimenti profondi ancora non chiarissimi.
    per motivi di praticità lo vedo in espansione nel canale off-trade (grande distribuzione, in Inghilterra va alla grande da anni) e mescita sfusa (già c'è il frizzantino alla spina)
    spero che i ristoratori onesti mi avvisino quando e se me lo serviranno.
    limite grosso del BiB la tutela ambientale: il vetro resta l'unico contenitore serio per il riciclaggio vero.
    non entro ovviamente sul discorso qualità: per me esiste solo la bottiglia, da sempre lascio senza rimpianti alle massaie frettolose e di bocca buona il tetrapack e i suoi eredi, ma anche le dame e i bottiglioni.

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    #3
  • Mike Tommasi

    Mike Tommasi

    Il bag in box e' un'ottima cosa, per vini semplici ma ottimi che non hanno bisogno di stare in cantina.

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    #4
  • Ettore Galasso

    Ettore Galasso

    L'autorizzazione con decreto da parte del Ministero per le Politiche Agricole, al confezionamento in BAG IN BOX , dei vini a denominazione di origine controllata, è un provvedimento che sminuisce il valore stesso delle Doc, e quindi la qualita' di una parte dei vini italiani.

    La qualita' dei vini italiani e la sua eccellenza si esprime anche attraverso il contenitore, la bottiglia , la quale rappresenta un elemento importante nel definire il messaggio di qualita' delle denominazioni di origine rispetto ai vini IGT e ai vini da Tavola.

    Se attuato il decreto portera' di sicuro ad un declassamento del sistema delle denominazioni.

    Il decreto intende intervenire probabilmente a sostegno del mercato, ma se attuato senza tener conto della visione complessiva dei problemi che interessano il mondo del vino italiano, esso rappresenta una minaccia all'immagine di qualita' e di eccellenza del vino italiano nel mondo.

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    #5
  • Azienda agricola Samperi di Giovanni Trovati

    Se vino di qualità vuol dire avere la DOC, potrei essere d'accordo con la maggior parte di voi.

    Invece credo che vino di qualità voglia dire che dentro al contenitore ci sia un BUON VINO a prescindere dal fatto che sia una DOC o una IGT (i migliori vini in Sicilia sono quasi tutti IGT).

    Partendo da questo presupposto ormai nella GDO i vini DOC che, al meno dal mio punto di vista, non sono vini di qualità sono tantissimi. Si possono riconoscere spesso dal prezzo estremamente basso.

    Ergo l'appellativo DOC non è più un infallibile segno distintivo di qualità. Vista la situazione non credo che il BiB possa arrecare danni ulteriori di immagine bensì forse potrà fornire la veste giusta ad un prodotto che fino ad oggi vestiva in modo "eccessivo".

    Per concludere Cascina i Carpini continuerà ad imbottigliare in vetro perchè il suo posizionamento sarà sempre medio alto (in termini di qualità prezzo). Ma alla cantina sociale che si orienta su segmenti di mercato più bassi (sempre in termini di qualità prezzo) avrà a disposizione uno strumento più adatto alle sue esigenze ed alle esigenze del suo consumatore.

    Giovanni

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    #6
  • Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    @ Angelo,
    Il tuo commento… si commenta da solo !

    @ Vale,
    Difficile a dire perché il rapporto volumetrico cambia, ma diciamo che se dovessimo paragonare un Bib da litro a una 0,75 delle mie vestita e finita in confezione da 6 pezzi, considerando anche la riduzione di peso e ingombro con il trasporto, il riempimento facile, niente etichetta né tappo è ragionevole pensare ad una forcella di risparmio fra i 2 e 3 Euro per singolo contenitore. ( non è poco su un vino base )
    Teniamo presente che le mie bottiglie ( lo dico per chi non le conosce ) hanno un costo elevato data la loro immagine, la scelta del tappo e via dicendo.
    Secondo me su grosse tirature di vino meno pregiato ma comunque DOC è ragionevole pensare ad un Euro garantito minimo di risparmio per bottiglia.

    @ Vini bio
    ( commento 3, come ti chiami ? )
    Concordo in parte con quello che dici e credo che prenderà piede proprio perché è economico, facile da usare e conserva non meglio ma con più facilità il prodotto e proprio per questo la grande distribuzione lo promuoverà con forza con buona pace di chi già oggi propone vini a 1,50 € in vetro che si vedrà costretto ad adeguarsi in fretta.

    @ Maurizio,
    Vedi, confesso che piuttosto che vedere gente che circola con le taniche di plastica per le cantine dei colli tortonesi preferisco di gran lunga il bib, ma lo avrei lasciato solo per i vini che comunque si sarebbero venduti sfusi alla damigiana o in bottiglioni e non certo per i DOC.
    Questa mossa del ministro la dice lunga su quanto la DOC non sia più davvero garanzia di nulla per i consumatori e mi domando allora se per tutelare davvero i miei vini non debba essere costretto a richiedere la DOCG Colli Tortonesi ed in fondo mi sento anche fortunato ad aver scelto in tempi non sospetti di non usare la denominazione di origine nel nome dei miei vini…

    @ Mike,
    Il Bib è una valida ed economicissima alternativa al bottiglione o alla damigiana, ma perché metterci dei vini DOC , forse perché tanti vini DOC sono vinellini da poco?

    @ Ettore,
    Esatto, sminuisce e offende chi lavora davvero con passione.
    Io sono del parere che le disciplinari di produzione andrebbero fortemente INASPRITE nei valori minimi di accettabilità, perché tanto, comunque, sappiamo tutti che i grandi vini di qualità superano di parecchio quei valori minimi, invece qui vengono modificate per allargarle.
    Quello che è sicuro è che l'immagine non ci guadagna come non ci guadagna quando un vino della tua stessa DOC è in vendita al supermercato sotto i costi di produzione per qualche alchimia da imbottigliatore.

    @ Giovanni,
    Hai colto nel segno, la DOC non vale più , non tutela e non garantisce nulla, ma purtroppo lo sappiamo solo noi produttori perché ci rendiamo conto delle enormi differenze che troviamo sul mercato a parità di denominazione e ne comprendiamo quei perché che la gente comune non può comprendere per mancanza di una corretta informazione.
    Il consumatore ( non si sa ancora per quanto ), si fida della DOC ed ora se la troverà svilita nella Bib come un qualsiasi liquido alimentare.

    Una nuova opportunità sarebbe stata quella di rivedere tutte le disciplinari adeguando i parametri minimi di accessibilità ai valori medi che effettivamente la tecnologia oggi ci consente di ottenere consentendo l'uso di contenitore in cartone al posto della damigiana per vini che seppur buoni, non hanno i requisiti per essere DOC.

    Altrimenti leviamola sta DOC, che ciascuno faccia ciò che vuole e lo chiami come vuole e nel libero mercato sia solo obbligato per legge a scrivere quello che fa !

    Fra de Fra,

    Verissimo, quoto in pieno e ribadisco che o le denominazioni significano qualcosa di certo o se, come adesso sono puramente indicative e offrono anzi il fianco alle produzioni meno serie, tanto vale toglierle.

    Riguardo il Bib mi piacerebbe che il ministro avesse previsto l'obbligo di indicare la dicitura " Una volta aperto si conserva in frigorifero per tre giorni " anche su quelle da tre litri !!!!

    Ciao
    Paolo

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    #7
  • Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    rileggendomi ho sentito il bisogno di chiarire meglio i miei pensieri al riguardo :

    Non sono contro il Bib e non lo considero di per se negativo, anzi per certi versi e per certi vini sarebbe economico e pratico, quello che mi lascia da pensare è che il suo impiego nel confezionamento delle DOC sarebbe una opportunità ulteriore.
    Se così fosse, sarebbe ammettere che le DOC in Italia sono arrivate a livelli qualitativi tanto scarsi da non rappresentare più prodotti di prestigio da gustare, collezionare e cercare con minuzia nelle enoteche.... è così ?

    Ciao
    Paolo

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    #8
  • Maurizio Fava

    Maurizio Fava

    ma non andava bene lo schiocco del tappo fatto con il dito in bocca in cucina? :-))

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    #9
  • Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    @ Pierpaolo,
    C'è qualcosa che non fai ? :-)
    Per come la vedo io però, allora preferisco la botticella di legno rivestita internamente con acciaio con il filler a gas inerte.

    @ Maurizio,
    Ah beh, forse quella dello schiocco del tappo in stile bottiglione è sempre stato il meno fuorviante dei messaggi... nessuno credo si immaginerebbe di stappare un grande vino lo schioppo, no ?

    Ancora non riesco a tirare delle somme e farmi un quadro preciso sulle conseguenze dell'introduzione di questa nuova legge nel mercato del vino, chi mi aiuta ?

    Ciao
    Paolo

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    #10
  • Sanlorenzo

    Sanlorenzo

    Ciao,
    ritengo che il problema lo abbia centrato Giovanni, una decina di anni fa furono create doc in ogni dove inflazionando il loro valore.

    Il bib è al posto delle vecchie damigiane, sono più pratici, quante famiglie hanno dove metterla, non va imbottigliato è per il vino di tutti i giorni.

    Il problema non è il bib ma cosa ci mettiamo dentro, lo stesso problema delle bottiglie

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    #11
  • Tipografia A.S. - Etichette in bobina

    Tipografia A.S. - Etichette in bobina

    ehi....io produco etichette...da quello che emerge da questa discussione...per adesso ancora salvo il mio chiccherone..ehm
    mik

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    #12
  • Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    @ Luciano,
    Si, io concordo con quello che dici ed infatti mi preoccupa l'apertura legislativa con tanto di modifica ai disciplinari delle DOC.

    Anche io sono convinto che piuttosto che portarsi a casa il damigianone da 54L da doversi poi imbottigliare, lavare e tenere in qualche scantinato vuoto, tante persone più comodamente ricorrerebbero al Bib, ma parliamo di vini da damigiana però e non di DOC.

    Metterci i Doc equivale a dire che i Doc Italiani sono vini da Damigiana, no ?

    Ed io che la DOCG non ce l'ho , a questo punto, tenere la DOC mi conviene in termini di immagine o no ?

    @ Mik,
    Non credo che i tuoi clienti siano produttori di DOC da Tetrapack, sei salvo !

    ;-)

    Ciao
    Paolo

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    #13
  • Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Opps : dimenticavo --> Anche se esistono clienti che mi acquistano il mio vino migliore e mi chiedono la gentilezza di tenerlo in Damigiana perchè amano imbottigliarselo e personalizzarsi l'etichetta nel tempo libero....
    Io sono sempre un pò riluttante, ma poi mi rendo conto che non si può negare il piacere di giocare con il vino ad un adulto, no ?

    Ciao
    Paolo

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    #14
  • Sanlorenzo

    Sanlorenzo

    @Paolo
    se la doc è forte non risente nell'immagine anche perchè non coverrà metterlo in bib e mi pare che anche il ministro abbia detto che non sarà una cosa per tutte le doc, se invece è una di quelle doc deboli non credo che ci sia un immagine da difendere semmai il problema potrebbe essere se qualcuno avesse intenzione di investirci per promuovere quella doc che a quel punto li tagli le ali.

    Comunque Paolo io credo che bisogna almeno cercare di sgangiarci dal traino dei brand comuni tipo doc docg etc ma avere come obbiettivo finale quello di un proprio brand forte te con "Cascina i Carpini" io con "Sanlorenzo" etc

    Non è facile e non sarà per tutti però proviamoci!!

    Luciano

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    #15
  • Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    @ Lorenzo,

    Convengo con te sul fatto che in mezzo a questa rivoluzione dove non ci si capisce più nulla, conviene davvero creare il marchio forte della sua credibilità costruita con anni di serietà e di miglioramenti e continuare a sostenerlo con la sostanza e non con le chiacchere.

    Di questo passo con la complicità anche dei presunti e reali illeciti produttivi e scandali vari, finirà che avere un riconoscimento doc, docg o igt o qualsiasi esso sia, sarà più un'offesa che un valore!

    Ciao
    Paolo

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    #16
  • Sanlorenzo

    Sanlorenzo

    Ciao Paolo,
    potrebbe essere un idea per un nuovo post, come rafforzare il proprio brand? in vista dei cambiamenti tipo ocm etc

    Luciano

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    #17
  • Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    @ Luciano,
    Adesso gli addetti ai lavori mi fucilano in piazza pubblica, ma io credo che lavorare per il proprio Brandt non sia dissimile dal lavorare per la propria reputazione e quindi innato in ciascuno di noi perchè in fondo, dietro un marchio c'è comunque sempre una persona.

    @ Francesco,
    Grazie per la disponibilità !

    Ciao
    Paolo

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    #18
  • Aogi

    Aogi

    Ciao a tutti e soprattutto a Paolo Ghislandi, ti do un "ben tornato" in ritardo.

    Questa è una mia opinione da una dei cosumatori (che però ha fatto l'accademia di belle arti e per più di 20 anni si è occupato di arte-design).
    A me, a certo punto non importa più se un vino è docg, doc o igt o altro, se lo trovo ottimo, me lo ricordo.
    Però quando ho visto l'immagine messa su questo post da Paolo, non me ne vogliate, mi è venuto da vomitare.
    Nessuno di questi contenitori lo troverei bello.

    Quale di essi soddisfa tutte le seguenti caratteristiche che mi aspetterei da un lavoro fatto bene di packaging?
    * una forma bella con rapporti armoniosi tra ogni misura delle parti
    * un bell'accostamento dei colori
    * una grafica esteticamente gradevole
    * una personalità che spicca

    Per me, nessuno. Mi spiace se avete opinioni diverse dalla mia...

    Il fatto resta che ogni produttore è libero di usare metodi più consoni di confezionamento ai suoi prodotti.
    Gli auguro solo che trovi gente in grado di realizzare qualcosa di bello, anche se il contenuto si trattasse di un vino da cucina.

    Detto tutto ciò, io personalmente non vorrò mai questo tipo di contenitore per i vini da bere per il mio piacere...
    Forse, ancora ancora per i vini da cucina.

    Sarà testato, sarà sicuro, leggero e tutto quanto, ma non c'è nulla da fare, ... non mi piace!

    Diranno che le bottiglie in vetro pesano e mangiano la benzina, ma allora io sarò anche disposta a bere solo più i vini piemontesi.

    NON - MI - PIACE.

    Ciao,
    Aogi

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    #19
  • Alessandra Rossi

    Alessandra Rossi

    Il BiB lo trovo una pratica soluzione per vini base e per le problematiche di stoccaggio degli stessi da parte dei ristoratori, come gia' detto qui e so da tempo che all'estero ne hanno una percezione molto meno "sofferta" della nostra.
    Ma non ce lo vedo un DOC nel BiB in Italia, proprio no.

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    #20
  • Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    @ Aogi,
    E' un piacere sempre leggere le cose dal tuo punto di vista.
    Nella foga non mi ero neanche soffermato ad analizzare quanto questi contenitori siano privi di amore, di arte e di bellezza.
    Solo e solamente pratici, ma se così non fosse ?

    Leggevo oggi che con una MEDIA NAZIONALE del 30% e punte del 70% l'imballo oggi INCIDE sul costo degli alimenti !!!!!!!

    La bottiglia non la butto, la damigiana neanche, si riutilizza.

    Quello che risparmi in benzina con il Bib lo spendi poi per smaltirlo..

    Leggevo anche che ci sono segnali tangibili del ritorno a comperare prodotti sfusi riciclando il contenitore perchè il risparmio è concreto!

    @ Ale,
    Ma purtroppo, pare che le DOC non esisteranno più e adesso il problema è risolto.... così non fosse che senso avrebbero se le paragoniamo ad un vino sfuso ?

    @ Tutti,

    Il senso del Bib,

    1) Costa meno a comperarlo
    2) Occupa meno volume
    3) Ha meno tara
    = Conveniente
    MA

    1) Non è facilmente riutilizzabile perchè di materiale accoppiato
    2) Se è vero che oggi si vende l'immagine e non il prodotto che diavolo di percezione ha il cliente che compera un Bib del vino ?
    3) Va ad incidere sul problema smaltimento rifiuti

    IN PAROLE POVERE

    Il mercato del Bib

    1) Favorirebbe il consumo di vini di bassa qualità
    2) Aumenterebbe le tasse sui rifiuti

    E dunque ? Chi lo compra ?

    Ho paura della risposta... ;-)

    Ciao
    Paolo

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    #21
  • Aogi

    Aogi

    Ciao Paolo,
    io pensavo di aver infierito un po' troppo nel mio commento qui sopra, meno male che l'hai accolto bene...

    Sai cosa percepisco da quei contenitori nell'immagine qui in cima?
    Sembra che contengano, che so, proteina, fiocchi di crusca, guaranà, ginseng, il decotto di betulla per la disintossicazione intestinale, prugne denocciolate... non prodotti da negozi specializzati dove ti servono con professionalità, ma da scaffali nei supermercati.
    Almeno a me personalmente mandano dei messaggi tutti sbagliati.
    Rimango incredula che questi contenitori contengano effettivamente il vino in sé e sto sperando aocora che non sia vero.

    Come dice Ale, distribuire i vini in BiB ai somministratori, ci potrebbe stare, se quei vini vengano versati nelle caraffe per servire.

    Pranzare o cenare con uno di quelli sulla tavola rovinerebbe la cultura del mangiare nelle famiglie italiane e non (poi soprattutto se il design dei BiB rimane di quel livello della foto qui sopra).
    Chi mangerebbe in un piatto di plastica, a meno che sta facendo trasloco o altro?
    Mangiare con un contenitore BiB sulla tavola è la stessa cosa!
    Più squallido di così...!

    Poi non vi capita, durante un pasto, di prendere in mano la bottiglia del vino che vi è piaciuto e fissarla a lungo?
    Chi farebbe la stessa cosa con uno di questi contenitori?
    Non riesco nemmeno ad immaginarlo.

    Ciao,
    Aogi

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    #22
  • Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Ah caspita quanti bellissimi punti di vista sono qui pubblicati,

    Quello che rimane da dire secondo me è che in questo mondo non sempre le scelte sono razionali e non sempre le logiche del successo o meno di una strategia di vendita sono davvero logiche.

    Mi pare di percepire che questo contenitore sarà davvero una ulteriore opportunità per vendere vino, che prenderà piede su tutta una certa gamma di prodotti e che ogni cosa "nuova" avrà un impatto positivo da una parte e negativo dall'altra.

    Sono preoccupato per l'impatto sociale, economico ed ecologico del suo utilizzo però.. su questo urge un mio nuovo post, ma voglio anticipare che certi studi hanno confermato che i contenitori usa e getta come questi, contribuiscono ad aumentare la distonia percettiva del consumatore nei confronti del prodotto, costano all'economia a lungo termine per via del fatto che non sono recuperabili e aggravano il bilancio dei costi di smaltimento contribuendo ad aumentare il volume di spazzatura da smaltire.

    Andiamo avanti allora !

    Ciao
    Paolo

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    #23

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