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#49 Commenti

  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Si ma di quale locale ?
    Fil.

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    #1
  • Roberto Gatti

    Roberto Gatti

    Ciao Fil,
    con questo post non voglio fare la caccia a " quel " locale, ma fare insieme a tutti voi, una riflessione a piu' ampio raggio. Non credo si tratti solo di " quel " locale, mentre invece sono convinto che siano molti i locali che si comportano in questo modo : basta andare in una città d'arte e/o famosa e siamo sulla stessa lunghezza d'onda.
    Una vera vergogna a mio avviso, ogni volta che un ristorante pensa di " fare cassa " solo con il vino, non rendendosi conto che cosi' facendo la gente si beve il mezzo litro sfuso, se va bene.
    Ciao

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    #2
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Non si tratta di fare la caccia, semplicemente di fornire un'informazione più precisa a chi legge ed evitargli di capitare in un luogo del genere. Ciao, Fil.

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    #3
  • Maurizio Fava

    Maurizio Fava

    caro Roberto,
    a parte che chi ha fatto quella carta dei vini è persona di scarsa cultura, sul vino e generale, evidentemente ci sono clienti altrettanto ignoranti e pronti a pagare cifre esorbitanti per prodotti più che normali. mi vien da pensare che sia un tipo di clientela a cui i soldi non costino particolare fatica.
    io continuerò a cercare i locali con ricarichi onesti.
    a verona, ad esempio, città che frequento da 26 edizioni di Vinitaly, ho abbandonato da tempo uno dei locali storici del centro, che si vanta per una lista dei vini che io trovo al limite del furto.
    poi, ai miei amici ristoratori, ho sempre detto la stessa cosa: inutile proporre una buona cucina a prezzi giusti, e poi esagerare con i prezzi dei vini. la percezione complessiva del cliente è di un rapporto prezzo-qualità esagerato, e i clienti avveduti vi eviteranno comunque..

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    #4
  • Maria Teresa Accomando

    Maria Teresa Accomando

    Il vino bisogna comprarlo nella cantina alla quale siamo affezzionati o, perlomeno che conosciamo,!!!!!! non certo berlo al ristorante????? che come i dolci, il coperto, ed infine le bevande hanno un ricarico da ladro.

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    #5
  • Ettore Galasso

    Ettore Galasso

    A proposito dei ricarichi sui vini, cosi' ho scritto su racconti di vino :
    questo il link : http://raccontidivino.ning.com/profiles/blog/show?id=2109294%3ABlogPost%3A3501
    Saluti, Ettore

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    #6
  • Gianpaolo Paglia

    Gianpaolo Paglia

    Premesso che essendo un produttore di vino, meno sono alti i ricarichi e meglio è per me. Fatta questa premessa, io francamente faccio fatica a vedere il motivo di scandalo. E' chiaro che se quel locale tiene quei prezzi allora vuol dire che qualcuno è pronto a pagarli, altrimenti chiuderà in breve tempo o si adeguerà. Se c'e' qualcuno che è pronto a pagarli è perchè è molto ignorante ed ha molti soldi, oppure perchè la località è una località turistica di grande pregio e tutto costa il qunituplo di quello che costerebbe in una località normale.
    In ognuno di questi casi non vedo come si possa criticare delle scelte commerciali che appartengono di diritto all'imprenditore, il quale poi paga di persona le scelte sbagliate e profitta di quelle giuste. Magari quello ha un affitto di 10.000 euro al mese per un buchetto di locale.
    Non lo so, con tutto che capisco che sono prezzi assurdi, continuo a non capire il senso di queste denunce.

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    #7
  • Francesco Orini fotografo

    Francesco Orini fotografo

    Concordo in pieno con quanto scritto da Poggio Argentiera

    saluti
    francesco orini

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    #8
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    @ Gianpaolo
    Tra l'altro denunce senza nomi che secondo me lasciano il tempo che trovano. Almeno uno sapesse di cosa e di dove stiamo parlando potrebbe farsi un'idea propria, così secondo me è tanto per buttar lì un argomento. Ciao, Fil.

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    #9
  • Aogi

    Aogi

    Ciao Roberto, ciao tutti,

    segnalo che abbiamo affrontato questo argomento anche">http://www.vinix.it/myDocDetail.php?ID=1586">anche nel passato.

    A Signora Maria Teresa, consiglio la lettura dal mio commento n. 77 in giù.
    Riassumendo, scrivevo che nell'Astigiano ad esmpio (e deve sapere che ad Asti siamo i più tirchi dell'Italia o quasi), ricarico al 100% è considerato più che onesto.
    Purtroppo mantenere le condizioni qualitative dei vini messi in magazzino e servirli appropriatamente comporta un costo, e fanno fatica a ricaricare meno di così.

    Poi come dice Gianpaolo di Poggio Argentera, normalmente un locale che ricarica al 300% o più sarebbe da essere frequentato solo da gente che dà l'importanza a certe altre cose, ma non i prezzi.

    Secondo me, basta che espongano la lista dei prezzi all'ingresso del locale, e sta a noi se ci accomodiamo o fare un'inversione a U.

    Ciao,
    Aogi

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    #10
  • Vincenzo Ciaceri - Poggioaltoro

    Vincenzo Ciaceri - Poggioaltoro

    @gianpaolo
    comprendo e condivido il principio liberale a cui ti ispiri però ti invito a considerare una riflessione che faccio ormai da tempo.

    ho notato che sempre più spesso, in questi ultimi anni, i ristoranti riducono progressivamente i quantitativi di vino ordinato per produttore. in pratica riducono il quantitativo nei propri magazzini, anzi riducono al minimo il magazzino/cantina.

    parallelamente ho assistito (come cliente) ad un aumento graduale dei prezzi al tavolo degli stessi vini.

    mi viene un rerribile sospetto, come produttore questa volta, e cioè che la tendenza sia quella di vendere meno vino ad un prezzo più alto con il chiaro risultato di abbattere i costi di magazzino e mantenere più o meno le entrate sui vini in equilibrio.

    chiaramente non ho riscontrato questo atteggiamento in tutti i ristoranti che servo ma un buon numero ha adottato questa strategia.

    il risultato, e quì parlo ancora come produttore, è stato quello di abbandonare, in alcuni casi, il contatto diretto con i ristoranti e affidarlo ad un rappresentante/agente in zona.

    non voglio assolutamente generalizzare ma questa è la mia personale sensazione. mi piacerebbe sapere in merito cosa ne pensano i ristoratori.

    vincenzo

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    #11
  • apple77

    apple77

    Una carta dei vini folle !!!!!
    Ho trovato il pezzo on line è di Luigi salvo nel suo Blog Wine Reality

    http://winereality.wordpress.com/2008/10/20/carta-dei-vini-da-paura/

    Ci sono altre foto della carta, incredibile come si possibile !!!

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    #12
  • Emanuele Coveri

    Emanuele Coveri

    Ciao a tutti,
    domanda: trattano alla stessa maniera anche i vini fermi?

    Un Saluto

    emanuele

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    #13
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Io criticherei questa carta più per la scelta dei vini che per i prezzi, i quali sono soggettivi, come nella moda.

    In certi locali il prezzo elevato è sinonimo di esclusività, e magari ci sono quattro camerieri per tavolo e due sommelier da pagare.

    Io credo che in quella ragguardevole cifra si paghi il prezzo del servizio, della location e del brivido del " io posso ".

    Il vino, li centra poco, basta vedere le etichette che non sono certo cose introvabili, rare e preziose.

    La cosa che dovrebbe far indignare, a mio avviso, è che esiste così tanta ignoranza e così tanta possibilità di approfittarsi di essa, ma così è il mondo, no ?

    Leggendovi , ciao Aogi, mi viene da segnalare che il ricarico medio al quale io personalmente assisto è del 300% , magari trovare il 100 !

    Ciao
    Paolo

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    #14
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    @ Gianpaolo, però una considerazione mi viene. Se pur sono in linea di massima d'accordo con quanto hai detto, io sono un liberista moderato, per così dire. Nel senso che comunque pongo un limite. Lo so è una contraddizione in termini.

    Anche io di fronte al processo a Vanna Marchi & co., raggomitolato sul divano durante le puntate di "un giorno in pretura", esclamavo ogni tre per due che alla fine sono stati fessi quelli che le hanno dato i soldi. Però poi una parte di me dice, no, comunque questi hanno esagerato. E' un ambito diverso, meno grave se vuoi e sicuramente non illecito, ma la logica che sottende al tuo ragionamento è analoga mi pare.

    Ciao, Fil.

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    #15
  • Maurizio Fava

    Maurizio Fava

    ora che so che si tratta di un locale a Taormina, penso che il tutto si possa ridurre all'ennesimi caso di "italianità spenna turisti" probabilmente una lista appositamente rivolta ai nuovi ricchi dell'est europa (gli americani e i giapponesi per fortuna loro hanno smesso da tempo di farsi derubare), che (per ora) hanno la consuetudine di ordinare sempre e comunque il vino più caro della carta che gli si mette davanti (ho visto coi miei occhi questi "signori" pasteggiare con cucina tradizionale piemontese e Chateau d'Yquem!!).
    credo che più che un problema delle aziende vinicole sia un problema delle aziende di soggiorno: se vogliono sperare di mantenere la clientela turistica nel medio-lungo periodo, dovranno intervenire contro i ladri (queste cose non sono differenti dal rubare nel cambio valuta o sui resti, o dal borseggio propriamente detto) che gli screditano l'immagine.

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    #16
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Il fenomeno che descrivi tu, Maurizio, è da allargare però e parecchio !

    Ho visto vendere bottiglie di vodka Absolut da qualche euro al supermercato per 800 euro in discoteca a Saint Tropez, ho visto arabi spendere 1500 e anche 2000 euro per Champagne da 50 euro in spiaggia alla Voile Rouge sempre a Saint Tropez.

    Ho assistito a vendite a porte chiuse in enoteche della Sardegna dove un vermentino da 9 euro veniva comperato a casse da Lituani per centinaia di euro.

    Ci sono broker che portano cinesi, giapponesi, russi facoltosi nelle cantine italiane a condizione che

    a) Ci sia la cantina dedicata in esclusiva
    b) I prezzi siano dai 100 euro alla bottiglia in su
    c) La provvigione sia del 50 %

    Quindi il fenomeno è di costume, non è solo Italiano, non è solo dei ristoratori.

    A parziale discolpa degli autori cosa si può dire se non che al di sotto di certi prezzi, certi clienti non prendono in considerazione il prodotto ?

    Ciao
    Paolo

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    #17
  • Aogi

    Aogi

    > 18 Paolo

    Ciao!
    Vorrei chiederti una cosa.
    Dici che dalle tue parti trovi quasi sempre ricarico a 300%, però ci vai sempre lo stesso, no?
    Sono posti arredati accuratamente, con 2 camerieri sempre attenti per ogni tavola e un sommelier per ogni saletta, e con asciugamani di morbida e profumata spugna messi in pila in toilet?
    Sei tu che cerchi posti del genere, o anche i locali che non rientrano in quella categoria ricaricano ugualmente a 300%?

    Comunque, venite una volta a mangiare ad Asti (anche se con una bambina piccola sarà sempre un po' problematico)!
    C'è una vineria (=osteria) davvero carina che ho segnalato anche a Maurizio per il suo giornale.
    E infatti, dall'ultima edizione, l'hanno messa anche sulla Guida Gambero Rosso Low Cost.
    Credo che da loro rimarrete contenti.

    A proposito, è un po' OT, però ho sentito che Guida Gambero Rosso ha smesso di dare i punteggi per l'ambiente.
    Un po' di più arrosto e meno fumo?
    Se è così, credo abbiano fatto una buona cosa.

    Ciao,
    Aogi

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    #18
  • Roberto Gatti

    Roberto Gatti

    @ Giampaolo
    Se tu vedessi in un ristorante, un tuo vino che esce dalla cantina a 10 euro, inserito in carta a 100 euro cosa ne diresti ? Che probabilmente se quello stesso vino lo vendesse a 25 euro, probabilmente a fine mese ti rifarebbe l'ordine, mentre invece te ne fa uno all'anno con quei prezzi.

    @ Fil
    Domani metterò il nome del locale di Taormina dove avviene questo " furto ", ma ha ragione Maurizio fino a quando ci sono " dei polli da spennare "....spenniamoli.
    Mi dispiace Fil, che ritieni che ho aperto questo argomento :
    "Tra l'altro denunce senza nomi che secondo me lasciano il tempo che trovano. Almeno uno sapesse di cosa e di dove stiamo parlando potrebbe farsi un'idea propria, così secondo me è tanto per buttar lì un argomento. Ciao, Fil. "
    Quando scrivo su Vinix lo faccio sempre con spirito costruttivo, ma se tu ritieni sia diversamente non ho problemi a cancellare il post, d'altronde qui sono ospite, e per mia fortuna posso esprimere le mie opinioni anche in altri lidi.
    Senza polemica alcuna, ma solo per essere precisi e chiari fono in fondo.
    Ciao

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    #19
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    @ Aogi,
    Grazie per la risposta e per le indicazioni, possono sempre tornare utili quando meno te lo aspetti !!

    Si, i locali nei quali trovo ricarichi del 300%, sono curati, ma non sempre ai livelli che tu descrivi, la salvietta di cotone ad esempio è una vera rarità.

    Diciamo che ci sono zone dove si guardano tutti gli uni con gli altri e sui vini cercano di uniformare il ricarico, ad eccezione degli agriturismi, dalla trattoria fino al ristorante bello, i prezzi variano di poco e così pure le carte vini.

    Sul livello alto, le carte cambiano parecchio per possibilità di scelta, i prezzi sono solo poco più alti, ma il servizio è di molto superiore.

    @ Roberto,
    Mi permetto di rispondere alla domanda che rivolgi a Giampaolo dicendoti che quando ti siedi in un ristorante e vedi una tavolata ordinare il tuo vino, pagandolo 3 volte il prezzo di cantina, i sentimenti sono di varia natura.

    Da una parte ti dici che lo stai allora forse svendendo visto che c'è gente disposta a riconscerne un valore più alto, dall'altra sei orgoglioso che c'è gente disposta a riconoscergli quel valore, perchè tu sai che li vale.. ed infine sei riconoscente a quell' oste che è così bravo a valorizzare il tuo prodotto perchè comunque lo riordina continuamente.

    Se non lo riordinasse o lo riordinasse poco allora si potrebbe pensare che non sa commisurare il prezzo al valore del suo locale non al valore del vino.

    E' il locale che fa il prezzo del vino in quel locale.

    Io ho un cliente che lo vende ad un prezzo fuori di testa, ma lo vende tutto... e che devo fare ?

    Ciao
    Paolo

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    #20
  • Roberto Gatti

    Roberto Gatti

    @ 12. Marianna Torcina

    "Recentemente sono stato in un winebar nella mitica piazzetta di
    Taormina, proprio di fronte la chiesa barocca che si affaccia sul belvedere, e dando una scorsa alla carta dei vini sono rimasto letteralmente sbigottito, i ricarichi sulle bottiglie variavano dal 500 al 1000%. Pazzesco !!! "

    Esattamente questo, grazie e non è neanche un ristorante ma un winebar. Per me è e rimane pazzesco ed allucinante ! Poi in Italia ormai siamo abituati ed assuefatti un pò a tutto :
    anche vedere che al produttore di ciliege offrono 0,50 euro/kg e sui banchi del supermercato vendute a 7/8 euro e via di questo passo.
    Allargo un pò il discorso perchè mi prende assai ( nel fegato...!! ):
    a giugno ero in centro a Cosenza e per strada dei venditori ambulanti di ciliege di ottima pezzatura e bontà vendevano ad euro 3 al kg = 2 kg euro 5. Ho chiesto che ciliege fossero, se della piana di Sibari in Calabria o giu' di li' : ciliege di Vignola ( Mo ).
    In provincia di Ferrara le stesse ciliege, nello stesso periodo costavano dai 7 agli 8 euro al kg. Secondo me c'è qualcosa che non funziona a dovere. Se poi ci nascondiamo dietro un dito ed affermiamo, come ogni tanto si sente :
    ma noi abbiamo un libero mercato ecc., liberalità dei prezzi e giu' di li'.....non arriviamo piu' a trovare una giusta misura. Mi sembra assurdo, che a 100 km, dal luogo di produzione, le stesse ciliege possano costare molto di piu' che ad oltre 1000 km di distanza.
    Cosi' è per il vino ed ogni prodotto : il grande Veronelli parlava del prezzo sorgente del vino, ma ancora dopo tanti anni dalla sua morte non se ne è piu' sentito parlare : chissà perchè ??
    Credo invece che sia ora, se non anche troppo tardi, che qualcuno ( leggi autorità preposte : ministeri vari ecc. ) metta mano a questi problemi, e metta delle regole certe , stabilendo e calmierando con dei minimi e dei massimi i prezzi di vendita, e chi sgarra venga punito.

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    #21
  • L'Arcante

    L'Arcante

    Ricarichi sicuramente assurdi, inconciliabili con professioniltà e comunicazione del vino. Però sarebbe opportuno sapere di che locale si tratta, se quelle bottiglie siano o meno accompagnate da un servizio aggiuntivo (che ne sò, penso ai night club con libero ingresso per esempio, a locali esclusivi che servono quei vini con delle "menate", per esempio cesto di frutta con gli spumanti, crudi di mare con dei bianchi eccc...
    Se si tratta di un comune ristorante, ovunque esso si trovi e qualsiasi categoria si tratti quei prezzi sono sicuramente esageratissimi! Questa la mia

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    #22
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    @ Roberto
    A parte il fatto che il blog è tuo e nel rispetto delle regole ne fai quel che vuoi, quindi dire che qui sei ospite non è del tutto corretto. E' mai possibile che tutte le volte che qualcuno ti fa una critica devi come prima cosa proporre la cancellazione del post ? Non è possibile discutere sul punto serenamente ? Qualcuno ha mai auspicato una cancellazione di alcunché ? Non sono stato io l'altro giorno a chiederti per favore di non cancellare nulla (e poi tu hai cancellato lo stesso) dopo la tua infelice uscita polemica con rexbibendi ?

    Ti ho solo detto esternato quello che penso e cioè, che dire il peccato ma non il peccatore non fa parte del mio modo di fare. Se dico una cosa la dico tutta, altrimenti non la dico. Ma è il MIO modo di pensare che non deve influire necessariamente sul tuo, intesi ? Quindi sta sereno dai.

    Ciao, Fil.

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    #23
  • Maurizio Fava

    Maurizio Fava

    sono daccordo con angelo! se c'è un "servizio" aggiuntivo da night club allora i prezzi sono normali (non vado al night da tanto, e mi ero scordato questa possibilità ;-)) )

    @ paolo: la truffa, l'illegalità, è semplicemente "illegale", e non è una consolazione sapere che sia diffusa. per me i fenomeni di costume sono altre cose, che so, la moda della minigonna, i pantaloni a zampa di elefante, i tatuaggi o i capelli rasta... ma credo che siamo daccordo, cambiano solo le definizioni.
    @ roberto: anche tu hai commesso l'errore di interloquire con "the untouchables"? lascia perdere, e vivi sereno.

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    #24
  • Emanuele Coveri

    Emanuele Coveri

    Sì.. anche sui fermi si comportano così.. Grazie Marianna !

    http://winereality.wordpress.com/2008/10/20/carta-dei-vini-da-paura/

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    #25
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    @ Maurizio,
    Se per illegale intendi ciò che la legge considera tale, allora purtoppo è tutto legale, anzi è un fondamento del commercio quello di comperare a x e vendere a x+margine...

    Se per illegale e truffaldino, invece, intendi ciò che seppur consentito dalle legge è amorale, allora non ci piove che è così.

    Certo che non è una consolazione, d'altro canto però, se ci sono persone che al di sotto di certi valori di spesa, non considerano il prodotto, cosa è più giusto fare ? Venderglielo o non venderglielo ?

    Il problema è tutto qui, etico !

    Nella moda paghi abiti firmati da grandi stilisti anche il 5000 % del loro vero valore.

    C'è gente che , se l'abito non l'ha pagato più di 1000 euro non se lo mette, ad esempio.

    Nel vino uguale, se non hai la bottiglia da 180 euro certa gente non ti prende in considerazione come cantina / ristorante o wine bar serio... allora cosa è giusto fare ?

    Ciao
    Paolo

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    #26
  • Maurizio Fava

    Maurizio Fava

    il problema lo conosco bene, caro Paolo, i listini prezzi ai miei clienti li faccio io, ragionando sui costi di produzione al centesimo e poi seguento il principio etico e logico del giusto margine di utile aziendale.
    tu che sai quale cura io dedico alla selezione dei prodotti, per cui il mio modu operandi è davvero "la miglior qualità al prezzo migliore"
    certo, quando si vedono prodotti inferiori venduti allo stesso prezzo, o prodotti di pari livello che escono a prezzi quadrupli un po' di dubbi vengono, ma il mondo è vario, e io posso pensare che chi compra da me sia un buyer che sa di vino e sa anche fare bene i suoi conti, e rinuncio all'altro tipo di cliente, quello con tendenze masochiste. Non sono sicuro che si debba a tutti i costi rincorrere tutto e tutti, meglio la coscienza a posto sapendo di aver venduto il giusto prodotto al giusto prezzo che non rendersi colpevoli, se non di truffa, quanto meno di "circonvenzione di incapace" (è ancora un reato, o anche questo è stato cancellato dal codice?)
    e sono ottimista: alla lunga, si potrebbe aver ragione così, non credi?

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    #27
  • Maurizio Fava

    Maurizio Fava

    mannaggia ai refusi! per i vinixiani latinisti, ovviamente è "modus" operandi!

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    #28
  • Caneva Vini

    Caneva Vini

    PROBABILMENTE CHI HA FATTO LA CARTA SA' SCRIVERE BENISSIMO I NUMERI (eccome!!!) MA AQUI NON SI SCRIVE SOLO CON LA Q MA CON LA CQ
    "ACQUI"

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    #29
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Bella quella della circonvenzione di incapace !

    Problema è che se la dovessere applicare anche solo una volta, in galera ci finirebbe mezza finanza Italiana, tutte le televisioni e quasi tutti i pubblicitari!

    Grazie Maurizio, mi sono fatto una sana risata di quelle " esorcizzanti ", fai bene a lavorare come lavori e credere in quello che credi, in fondo sono le stesse motivazioni che anche io do a me stesso nella mia avventura di vignaiolo ed in fondo anche io spererei tanto che imperasse la correttezza commerciale impregnata di tanto buon senso in più.

    Ciao
    Paolo

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    #30
  • Aogi

    Aogi

    @ Paolo

    i tuoi commenti 14, 17 e quest'ultimo 26 mi vedono d'accordo.

    Soprattutto qui:
    > La cosa che dovrebbe far indignare, a mio avviso, è che esiste così tanta ignoranza e così tanta possibilità di approfittarsi di essa, ma così è il mondo, no ?

    Non c'è nulla da fare, anche secondo me.
    una realtà creata da un mix di ignoranza e valori peculiari.

    Avrebbe senso dire qualcosa ad uno che ama spendere a sproposito e con ciò crede di essere raffinato o di essere speciale, o di fare un figurone davanti a delle donne o degli altri uomini?
    Se è arrivato a crederlo davvero, vorrà dire che usa ricevere consensi anche dagli altri individui che lo circondano, no?
    Contenti loro! O sbaglio?
    Vogliamo dare la colpa alla TV e ai film americani?
    Alle super models, ai calciatori, alle veline, ai politici e agli agenti delle multinazionali dell'industria pubblicitaria che definiscono i valori e la moda da divulgare sui media?
    Scusate, ma non tutte le persone che vedono le stesse cose sulla TV finiscono con tali valori.

    Sembra di aver capito che certa gente, probabilmente sia per i propri gusti che per l'uso, costume e convenienza nel mondo in cui vive, sceglie di apparire e/o comportarsi in quel modo.

    Ciao,
    Aogi

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    #31
  • Roberto Gatti

    Roberto Gatti

    @ Fil
    Ciao Fil, tra me e te, non ci saranno MAI problemi, e lo sai il perchè ?
    Perchè hai la mia stima, anche se non ti ho mai incontrato personalmente, perchè ti ritengo una persona intelligente ed a modo. Inoltre i numerosi amici carissimi che ho, e che sono tuoi collaboratori, sono un'ulteriore motivo in piu'.
    La polemica dell'altro giorno per me non esiste piu' è seppellita, solo che qui non mi andava di " sputtanare " altre persone direttamente interessate, ma visto che l'amica di cui sopra ha richiamato il post ora è tuto risolto.
    Da parte mia zero problem, forse avevo solo frainteso la frase :
    " così secondo me è tanto per buttar lì un argomento ", ma ora è tutto piu' chiaro e risolto....sono tranquillissimo .
    Ciao un abbraccio
    Roberto

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    #32
  • Roberto Gatti

    Roberto Gatti

    @ Maurizio
    Tranquillo Maurizio, sono tranquillo. Non si può andare d'accordo con tutti e tutto nella vita....sarebbe preoccupante, importante è andare d'accordo con tanti.
    Questa è la piu' bella del post :
    "che non rendersi colpevoli, se non di truffa, quanto meno di "circonvenzione di incapace" (è ancora un reato, o anche questo è stato cancellato dal codice?).
    Questo lo nominerei post dell'anno ( la tua battuta intendo ).
    Credo sia DOVERE di chi fa informazione, a vari livelli, denunciare queste cose, perchè per il mio modo di pensare, e di concepire il vino ( in questo caso specifico ), è IMPENSABILE ed ASSURDO fare pagare un brachetto d'acqui e/o un prosecco ( pur buoni che siano ) ad 85 euro, quando dalla cantina sono usciti tra i 5 ed i 10 euro.
    Poi se a qualcuno sta bene cosi' non fa niente, ci mancherebbe, ognuno ha le proprie convinzioni ed idee, e sono tutte rispettabilissime. Dico solo che, chi fà informazione, ha fatto benissimo a segnalare queste cose....e per quanto mi compete lo seguirò a ruota, in ogni luogo ed in ogni dove mi sarà possibile.
    Ciao

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    #33
  • Veronica...per Donnardea

    Veronica...per Donnardea

    Bellissimo post, complienti! Mi fa tornare inmente una certa chiamata telefonica....

    leggere per credere!!!

    http://www.vinix.it/myDocDetail.php?ID=1955

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    #34
  • Veronica...per Donnardea

    Veronica...per Donnardea

    in mente....

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    #35
  • Roberto Gatti

    Roberto Gatti

    @ Veronica
    Ho letto il tuo post,
    è allucinante che esistano ancora dei ristoratori a questi livelli. Poi magari sono gli stessi che quel vino pagato 0,60 lo mettono in tavola a 12/15 euro, o giu' di li'.
    Un ristoratore serio/preparato non compra vini da 0,60, ma minimo 2,50/3,00 e qualcosa di decente si trova in certe regioni italiane, e me lo mette in tavola a 6/9 euro al massimo. Ma non sempre è cosi'....certo che anche voi produttori dovete avere un fegato ben resistente....a sopportare queste telefonate, speriamo siano pochissime.
    Ciao

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    #36
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    @ Tutti,

    Questo post ci fa capire ancora una volta che è il VALORE PERCEPITO quello che motiva una acquisto e non il Valore intrinseco o reale di ciò che si acquista.

    E su questa leva che lavora il Marketing, su questa leva si fondano i messaggi pubblicitari.

    Il Valore Percepito è condizionato da fattori che possono anche non essere in relazione con il prodotto stesso.

    E' inevitabile che chi ha la fortuna di conoscere bene un prodotto ed il suo valore reale, quantomeno sorrida quando non si indigna, di fronte alla stupidità di chi si lascia lusingare ( e fregare ) da prezzi che sono giustificati dal solo valore percepito e distantissimi dal valore reale.

    Questo meccanismo psicologico della vendita nei paesi occidentali, ma ormai possiamo dire anche orientali, è la condizione sine qua non del marketing.

    Maggiore è la nostra cultura e più accurate sono le informazioni in nostro possesso su quel dato servizio / prodotto del quale intendiamo farne acquisto, più la nostra scelta ricadrà laddove il Valore Percepito corrisponde o è molti vicino al Valore Reale.

    Non siete d'accordo ?

    Ciao
    Paolo

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    #37
  • Aogi

    Aogi

    @ Paolo

    io, scusami eh, la prossima volta che ti vedo, ti chiedo di toglierti un attimo il coperchio della testa, così vedo com'è fatto il tuo cervello.

    tremenda la tua capacità di sintesi!

    Ciao,
    Aogi

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    #38
  • Roberto Gatti

    Roberto Gatti

    @Paolo 37
    Come non essere d'accordo, caro Paolo, con le tue riflessioni sempre puntuali ed intelligenti ? Credo proprio che la differenza sia tutta li : tra il valore reale e quello percepito, però in questo caso specifico, se un consumatore non capisce la differenza tra un prosecco ed un buon champagne, significa che è proprio un vero pollo da spennare.
    Ma a parte le battute, il buon Giacomo Tachis, l'enologo piu' conosciuto, piu' famoso in Italia ( padre del Sassicaia ) in una intervista di alcuni anni fà ha dichiarato testualmente che :
    il valore intrinseco del contenuto di qualsiasi bottiglia di vino ( cioè il liquido contenuto ) non può essere superiore a 15/20 euro, tutto il resto è immagine, marketing e valore aggiunto.
    In linea di massima condivido questo pensiero, anche se per certi vini ( passiti, pedro ximenez, champagne ecc. ) bisognerà fare dei distinguo, ma in linea di massima credo proprio sia cosi' !
    A titolo di esempio, ad aprile ero in zona Bordeaux, ed ho avuto la fortuna di visitare alcuni Chateau tra i piu' famosi, in uno di questi una bottiglia veniva venduta ad euro 300,00 ( trecento ) : posso garantirvi che il vino era di qualità, come ne trovo tantissimi in Italia a 15/20 euro, o giu' di li, uguali dal punto di vista sensoriale, ed a volte anche migliori sicuramente. Ecco perchè da sempre sostengo che le degustazioni serie fanno fatte rigorosamente " alla cieca ", ed allora le sorprese proprio non mancano.
    Ciao

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    #39
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    @ Aogi,
    Per il bene che ti voglio ti sconsiglio di guardare dentro alla mia testa.. ;-) Il merito non è mio, va equamente diviso con il Bruma d'Autunno 2004 del quale ieri sera ho felicemente abusato, tanti, ma proprio tanti corsi di formazione manageriale che qualcosina mi hanno dato. :-) e ... una spiccata curiosità intrinseca del mio caratteraccio di rompiscatole. :-))

    @ Roberto,
    Di esempi come quelli che citi tu sono piene le carte dei vini in Italia come all'estero, per fare vino di qualità occorre abbassare di molto la resa della pianta, il calcolo del valore inizia proprio da quel rapporto e almeno che non esista uva che valga sul mercato 50 euro al Kg.... certi prezzi sono necessariamente composti da voci accessorie che poco hanno a che fare con la vinificazione stretta.

    Le degustazioni dovrebbero essere assolutamente tutte alla cieca, almeno perchè la soggettività che fa parte dell'essere umano, sia il meno possibile influenzata da fattori esterni.

    Ciao
    Paolo

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    #40
  • Francesco Manna

    Francesco Manna

    Solo una precisazione sperando di non scivolare OT

    @Roberto
    Apro una piccola parentesi riguardo le ciliege di Vignola/Cosenza.
    Ciliege di Vignola o meglio Durone di Vignola sono prodotte anche in Calabria ( nel mio giardino ho 2 alberi che mi sono fatto venire direttamente da Vignola ). L'ambulante, probabilmente di Mammole (RC) dove esiste una grossa produzione , intendeva la varietà di ciliege e non la provenienza per cui quelle ciliege più di 100 km. non hanno fatto.
    In Calabria esiste un modo di dire : "Chiru ca chianti chianti" ovvero qualsiasi cosa coltivi con questa terra e questo clima viene bene.
    Questo vale anche per il mondo del vino. Una decina d'anni fa ho avuto diverse discussioni con dei vignaioli che seguendo la moda del momento stavano iniziando ad impiantare i vitigni internazionali .
    La loro risposta fu :"Ccà chiru ca chianti chianti". Per fortuna molti desistettero.

    Ciao
    Francesco

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    #41
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Tocai Friulano Ugo ? Quindi pure fuori legge se non vado errato. Si dice Friulano ora no ? Ciao, Fil.

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    #42
  • Roberto Gatti

    Roberto Gatti

    @41 Francesco
    Ciao Francesco è probabile che le cose siano come hai detto tu : io ho riportato quello che mi ha " raccontato " il venditore ambulante, ma sai a volte pur di vendere.....
    Sono stato nella tua meravigliosa terra a giugno - costa tirrenica- e mi sono innamorato dei luoghi, della gente, e soprattutto dei vini strepitosi che ho " scoperto ", grazie all'aiuto di amici in loco.
    Se potrò, sarò da voi in Dicembre per un concorso enologico, e ci ritorno sempre volentieri. Come ho scritto, in piu' occasioni, la Calabria vitivinicola/olivicola non ha nulla da invidiare alla Sicilia ed ad altre regioni italiane, e nei prossimi anni ne sentiremo parlare sempre di piu' a ragion veduta.
    Ciao e grazie del tuo contributo.


    @ Maurizio 24
    Non conosco persone intoccabili, almeno da parte mia non mi spaventa nessuno, ma solo la distinzione che bisogna fare tra le persone intelligenti e le persone ignoranti/altezzose ed invidiose. Queste ultime, hai ragione tu, meglio ignorarle sempre e comunque, ma su vinix non ne ho ancora trovate, ed è per questo che continuo, e continuerò a frequentarlo, quando posso.
    Ciao

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    #43
  • Gianpaolo Paglia

    Gianpaolo Paglia

    @Filippo. Sono sicuro che hanno esagerato, ma non è mica indispensabile andare a mangiare in un posto come quello. Io non ci andrei. Ma dal momento che i prezzi sono esposti, se qualcuno si siede e vuole pagarli, mi spieghi dov'e' il problema? Che vogliamo mettere dei limiti di legge ai ricarichi dei vini?
    @Vincenzo. Il problema della cantina i ristoranti ce l'hanno davvero, e questo problema, tra gli altri, fa si che facciano fatica a pagare regolarmente le forniture (naturalmente non tutti, ma un buon 60%). L'unica soluzione a questo problema è che il vino non venga venduto direttamente dalle aziende, ma venga distribuito. Io penso che la distribuzione diretta produttore-ristoratore sia un anomalia, al momento necessaria, che non potrà durare in eterno. Ad eccezione forse delle zone di origine di un prodotto, dove i consumi possono giustificarlo.
    @Roberto Gatti. Se un mio vino ha un ricarico che può essere considerato eccessivo, mi posso anche arrabbiare, ma devo solamente prenderne atto. Non è che posso andare dai miei clienti a dirgli a quanto lo devono vendere, è una scelta imprenditoriale loro. Se funziona vuol dire che quel posto ha un ricarico giustificato con quello che offre o giustificato dalla location. Se non funziona il primo ad accorgersene sarà il ristoratore stesso. Di questi tempi poi.
    Il prezzo dei vini al ristorante in Italia rimane di media tra i più bassi nel mondo, anche se questa polemica esce fuori di continuo, Basta andare all'estero per accorgersene, anche in paesi produttori di vino, come gli USA. Il ricarico standard è il 300%, mentre in Italia siamo intorno al 100 % nei locali "normali", che sono la maggioranza.
    I problemi sarebbero altri, legati a quelle attività in regime di monopolio o quasi, dov'e' l'aumento dei prezzi te lo devi per forza subire, per il vino o per i ristoranti la scelta è fin troppo ampia, e meno male.

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    #44
  • Roberto Gatti

    Roberto Gatti

    @ Giampaolo Paglia
    Ciao Giampaolo, è ovvio che un produttore non può andare da un cliente e dirgli che il prezzo praticato è troppo alto. Una volta che il vino esce dalla cantina ed è stato regolarmente pagato....seguirà la sua strada naturale.
    Sono convinto pure io, e lo spero anche vivamente, che la maggioranza degli operatori del food & wine possano applicare un ricarico del 100%, che non mi sembra poco.
    Il problema, secondo me, sta nel fatto che in Italia in ogni località turistica famosa e/o molto frequentata, c'è la rincorsa al rialzo e mi spiego meglio.
    A giugno ero a Tropea ed in un bar del centro ho bevuto un caffè al banco = euro 0,70 ; a luglio stessa località in un bar del centro un caffè al banco = euro 1,20
    Queste sono le cose che non condivido e non apprezzo, perchè in tempi di " magra " come questi , la maggiornaza del pubblico/consumatore, queste cose le nota, e con questi atteggiamenti a mio avviso si danneggiano anche quegli operatori " onesti ", che non approfittano del momento e tanto meno " dei polli " di passaggio.
    Poi succede che sempre piu' italiani e stranieri, le vacanze non le fanno piu' da noi, ma se ne vanno all'estero, perchè i prezzi sono inferiori e non si sento fregati : il problema vero è che poi alla fine ci rimettono tutti, anche quelli onesti.
    Ciao e complimenti per la tua idea del maxi panel di degustazione, sei un vero vulcano di idee.
    A presto

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    #45
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    @ Gianpaolo
    No figurati, stiamo già fin troppo imbrigliati. Questo però non toglie un giudizio morale sul tema che dal mio punto di vista è negativo.
    Ciao, Fil

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    #46
  • Aogi

    Aogi

    Caro Roberto,

    > 47
    > Sono convinto pure io, e lo spero anche vivamente, che la maggioranza degli operatori del food & wine possano applicare un ricarico del 100%, che non mi sembra poco

    Credo che frequenti assai i ristoratori, tu che sei un vero esperto.
    Però se dici ai tuoi amici ristoratori che il ricarico del 100% non ti sembri poco, li rattristeresti.
    Hanno veramente, ma veramente tante spese da sostenere e tante tasse da pagare (leggi il post di cui link l'avevo messo qui sopra).

    Io, da quello che ho visto finora, penso che chi ricarica del 100% stia facendo tutti gli sforzi (e forse anche sacrifici) che può per mantenerlo.
    Perché?
    Perché vuol dire che ha la clientela che ragiona e che sa il valore di ciò che beve.
    Quegli sforzi vanno fatti per mantenerla fedele, ma è dura.

    C'è da dire che i ristoratori che frequento io sono tutti "self made", non sono figli di grandi ristoratori, non ricevono finanziamenti, non hanno l'immobile (quindi pagano qualche migliaio di affitto al mese, e magari pagano il mutuo anche per la licenza).
    Eppure cercano di mantenere quel ricarico.
    A me pare che esigere meno del 100% a quei ragazzi sia crudele.

    Ciao,
    Aogi

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    #47
  • Roberto Gatti

    Roberto Gatti

    @Aogi
    Ciao, quando si frequentano i corsi Ais insegnano che un giusto ricarico va dal 100 al 200 %, e non al 1000% come in questo caso. Poi è ovvio che per le etichette piu' costose bisognerebbe anche ridurlo in proporzione.
    Comunque questo post dell'amico Luigi Salvo sta facendo il giro di internet, ed è come un tam-tam- mediatico, il che significa che il problema è molto sentito e reale.
    Ciao

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    #48
  • Aogi

    Aogi

    Ciao Roberto,

    io ho scritto il commento 49, perché, letta quella tua frase che ho citato, sembrava che tu esigesse che ricarichino meno del 100%.
    Tutto qui.

    Buon weekend, ciao
    Aogi

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    #49

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