#17 Commenti

  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ciao Franco, aveva postato qualche giorno fa un post molto simile Luca Risso :
    http://www.vinix.it/myDocDetail.php?ID=201

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    #1
  • Cantina Li Seddi

    Cantina Li Seddi

    Molto distratto,sarà il caldo d'agosto.

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    #2
  • Vinisani

    Vinisani

    Si sarà per le vacanze, ma nessuno ha commentato ancora questo post.

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    #3
  • Vinisani

    Vinisani

    Personalmente ritengo che a questo post e ad altri di questo tipo dovrebbero partecipare.

    In modo massiccio Enologi e Produttori, credo che però in questo periodo comincino ad essere impegnati.

    Ma gli Enologi e Produttori diranno la loro in modo leale?

    Visto che mi sono svegliato presto proverò a dire la mia, anche se ritengo che l'argomento sia molto delicato.

    Intanto rispondo a Franco, la natura ci da l'uva ed il resto, ma il vino è un prodotto dell'uomo,
    ed su questo punto che si deve sviluppare il dibattito.

    Io nono ho nessuna preclusione
    Perché alcuni usano la barrique, perché la vaniglia e dolce, e la liquirizia si dava hai bambini prima d'andare a scuola.

    Molti sono rimasti piccolini e vogliono ancora la liquirizia.
    Saluti a tutti Mimmo

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    #4
  • Vinisani

    Vinisani

    In una società in crisi, per molte notizie tristi, la maggior parte della gente vuole cose dolci e facili.
    Cioè un vino che ha grande personalità, tipicità, struttura, potenza, originalità è stato fatto da un vignaiolo così.
    Ed allo stesso tempo per essere apprezzato ci vuole una persona così.
    Ma secondo voi quante persone ci sono oggi che hanno capacità e voglia di confrontarsi con una cosa impegnativa? Il 3% il 5%.

    Per più di 20 anni, dico 20 anni un famosa guida, ha dato tre bicchieri a destra e sinistra, ai vini prodotti in barrique che non avevano espressione di vitigni e territorio.
    Sena preoccuparsi di quello che sarebbe accaduto, cosi ha creato moda. Ciao Mimmo

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    #5
  • Sanlorenzo

    Sanlorenzo

    Ciao,
    i barriques, come tutte, le cose vanno saputi usare e allora possono essere uno strumento per esaltare e armonizzare quei sapori veri che la terra ci da.
    Personalmente li uso dai tre passaggi in poi per il Rosso di Montalcino e il risultato mi soddisfa non ho tannino invadente ma un evoluzione interessante nei 12 mesi che vi rimane
    saluti Luciano

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    #6
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Sono d'accordo con Luciano. E' un po' assurdo rigettare a priori l'uso della barrique, soprattutto dal momento che la maggior parte dei migliori vini del mondo ne fa uso. Il problema è un altro, è che qui in Italia siamo sempre stati un po' più attenti al gusto del mercato e alle mode del momento piuttosto che all'effettiva - e difficile - ricerca dell'equilibrio e dell'armonia nel nostro vino. Sono convinto che la barrique, ove utilizzata in modo non invasivo, con legni non nuovi e per lunghi periodi possano senz'altro portare qualcosa in più al vino. Ovvio, il passo tra il portare qualcosa in più - non in termini di sentori ma di eleganza e armonia - e il rovinare un vino è sempre molto breve. Sicuramente bandirei del tutto l'utilizzo di barrique tostate o eccessivamente dolci, e l'uso della barrique su uve provenienti da vitigni che non hanno la struttura e i tannini per potervisi confrontare ad armi pari. Ciao, Fil.

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    #7
  • Vinisani

    Vinisani

    Quali sono i sapori che la natura ci da che non sono armonizzati.

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    #8
  • Vinisani

    Vinisani


    Bene Luciano, usare la barrique in terzo passaggio, e sicuro un modo saggio e corretto per usare questo strumento.

    Ma chiedo visto che su questo portale spero si avvicinano persone che da poco tempo partecipano al mondo del vino.

    Quali sono i sapori che la natura ci da che non sono armonizzati.

    Esaltazione dei sapori; ma se provassimo con una botte grande ed il risultato sarebbe migliore?

    Costi, meno male che usi le Barrique di terzo passaggio, se no quella nuova =a
    €600,00:225 lt. = € 266.

    Motivi pratici: Facilità di pulizia, facilità di trasporto ed altri a favore della barrique

    Io preferirei la botte ungherese, (perché se facessi un vino non lo filtrerei) e questo tipo di botte sembra che favorisca molto i travasi?

    Terzo passaggio! Vi racconto, un vignaiolo piemontese credo da più di 20 anni affina un Dolcetto in barrique (piegate a vapore) si dice cosi?
    Bene, volete fare la prova che se lo mettiamo a degustazione cieca con altri dieci vini uguali lui si riconosce?
    Sapete perché secondo me. Perchè non ha nulla di Dolcetto.
    Io ci metto € 200,00. Chi si fa avanti!

    Un'altra cosa è Il Solatio. Un Dolcetto portato alla massima evoluzione, cosi strutturato.
    Per chi non lo conosce, dubita molto che sia un Dolcetto (produzione per ettaro 40 ql. Vigne da 50 anni, esposto al sole, da qualche anno affinamento misto ( vi assicuro era migliore in botte grande) (cosi anche il parere di Giacinto)



    Caio Fil,(difatti il riferimento era all'Italia) se ti riferisci ai grandi vini del mondo che costano 200,00 € a bottiglia ho più, di cui in relazione al prezzo sono rimasto deluso, allora non è questo il mondo del vino che m'interessa (mondo fatto di vetrine appariscenti, modelle, serate di gala, super macchine, uomini incravattate e fimmine pittate ecc:) e Contadini Messicani che lavorano in vigna, dove darle una maglietta ed un cappello per coprirsi del sole sia una beneficenza.

    Hanno 1994? Trattoria Pintori Genova, serata autunnale molto calma, Il mio locale chiuso per riposo, < avevo con me una bottiglia Taurasi 1988 Motellori che dovevamo degustare Silvio ed io>

    Un grande produttore di Barbaresco conosciuto in tutto il mondo insieme al suo agente. Mi chiese come mai non comprassi i suoi Barbaresco. Gli risposi che secondo avevano superato il prezzo di cui un ottimo vino si può pagare.

    Gli dissi, anche se voleva organizzare una degustazione Barbaresco- Taurasi, mi rispose di si, non ho saputo più nulla. Sul prezzo mi disse: che le cose ottime si pagano. Sì e vero, ma io voglio premiare chi mi fa toccare il cielo, e questo cielo di somma beatitudine degustativa, se lo fa provare a più persone possibile è il mio preferito.
    Silenzio tombale, naturalmente la bottiglia di Taurasi è ancora in cantina.



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    #9
  • Vinisani

    Vinisani

    Fil, per il fatto che non si possa correggere dei commenti inseriti è un casino.
    Chi lo dice che i migliori vini del mondo sono affinati in barrique?

    Bob Parker

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    #10
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Mimmo, il fatto che tu non possa correggere i commenti è stato concepito proprio per fare in modo che uno, prima di pubblicare, magari ci pensa un attimo o due in più e magari rilegge quello che ha scritto. In ogni caso, se puoi, evita di pubblicare 3 commenti quando puoi benissimo inserirne uno. In questo modo falsi di brutto le classifiche dei post più commentati.

    Il mio commento sulle barrique te lo spiego meglio. Intanto sgombriamo subito il campo da un equivoco IO preferisco l'invecchiamento in botte grande o l'acciaio. Quello che non mi va giù è che si dica che un vino messo in barrique è delitto. Si passa sempre da un'estremizzazione all'altra, senza senso. Dove la barrique viene usata al meglio, infatti, per esempio qualche grande borgogna o qualche italiano ben fatto, il legno NON si sente. Che poi sia di primo, secondo, terzo, quarto passaggio... l'importante è che alla fine io senta SOLO il vino, non IL LEGNO. Il discorso sull'armonia invece è più complesso. Pensa per esempio ad un grande taurasi. E' un vino che - volendo, non dico sia necessario, c'è una bella differenza - si avvantaggia di più di un passaggio in piccoli legni rispetto a quello che potrebbe fare un vino di piccola struttura e povero di tannini. Che poi si preferisca la botte grande o l'acciaio è gusto del tutto personale (il mio per esempio). L'importante è che la barrique non sia vista come il male a prescindere secondo me.

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    #11
  • Vinisani

    Vinisani

    A) Non l'ho fatto apposta a pubblicare tre commenti, ma con copia incolla me ne incollava solo un pezzo.

    B) Io devo pensare alla classifica ho alla positività dei commenti
    Che in certi momenti mi viene un pensiero è dopo un'ora me ne vengono altri due? Comunque penserò di dedicare il mio prezioso tempo anche a qualcosaltro.

    C) Rimango dell'idea che non poter ricorreggere il post sia un errore.

    D) Il Taurasi da vitigno Aglianico 100% ha più il problema nella sua acidità, che coi suoi Tannini nobili che se si ha il tempo di aspettare il suo affinamento in botte grande è proprio lì invece il suo avvantaggiarsi. Invece purtroppo i produttori più premiati per ammorbidire in un anno la sua acidità lo passano in botte piccola nuova, è cosi i tannini del legno sovrastano i tannini nobili, in più la tostatura copre i sapori e profumi.

    Il Taurasi dopo i giusti anni d'affinamento ti da un vino vellutato di grandi tannini nobili.
    Di grande struttura profumi e aromi terziari di lunghissima persistenza
    Ciao

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    #12
  • Sanlorenzo

    Sanlorenzo

    Tutto secondo me parte dal principio che comunque tu possa ottenere il massimo dall'uva, ma nello stesso tempo la possibilità di avere un prodotto "tuo" con una sua identità ma che rispecchi il territorio e anche la denominazione di cui si appella.
    I barrique vanno bene per fare batonage tenendo il vino a contatto con le fecce; costano meno delle botti ma anche quelle vanno sui 200€;sono abbastanza pratici ma non troppo le botti grandi si lavano meglio quando le hai posizionate per anni non le risposti.
    Io che faccio il vino uso botti di Garbellotto perchè di ogni annata ne faccio due da 30-35 qli e con loro ho la garanzia del 100% quelle ungheresi o di altre ditte straniere hanno le stesse garanzie, rischieresti?
    Il vino lo travasi spesso lo fai con una pompa, lo sbatacchi lo agiti LO METTI A CONTATTO CON L'ARIA pensi che li faccia bene, forse alla fine li ha fatto male come un filtraggio a 10 micron.

    Le pratiche enologiche sono innumerevoli, barrique o botte travasi o filtro etc, ogni produttore a i suoi piccolo segreti, poi si deve giudicare il vino, avere preconcetti è sempre sbagliato, giudicare come è fatto solo al fine di verificare che non siano state infrante le regole

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    #13
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    @ Mimmo
    Sul Taurasi siamo d'accordo. Non per nulla lo chiamano il Barolo - o il Barbaresco se preferisci - del sud !

    @ Luciano
    Sono completamente d'accordo : niente preconcetti. Il vino si valuta per quello che è in grado di esprimere nel calice.

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    #14
  • Cantina Li Seddi

    Cantina Li Seddi

    Ma non siete andati al mare.
    Fil...ho attirato l'attenzione?
    col post!...
    Scherzi a parte , Mimmo io preferisco acciaio damigiane, Botte grande,mi ricordo che quando ero piccolo tutto il paese dopo ferragosto portavano le botti al mare e le tenevano a bagno per sanettizzarle,Chissa' perche?ho qualche bottigli conservata di quel nettare, sara' buono?
    Ritengo personalmente che la barrique sia utilizzata solo per scopo commerciale (Moda), economia da ambo le parti.
    e solo la mia opinione.

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    #15
  • Azienda Agricola L'alberello

    Azienda Agricola L'alberello

    sono d'accordo conte ,infatti qualcuno in zona gia sta pensando di non usarle piu

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    #16
  • Scuola della Vite e del Vino

    Scuola della Vite e del Vino

    Anche se l'argomento di discussione è un pò vecchio e fa riferimento a uno scambio di opinioni dell'anno scorso, vorrei charire alcune cose

    1) la barriques NON è uno strumento per dare aromi al vino, così come NON lo è la botte grande. Il legno, attraverso la micro-areazione del vino, consente lo svilupparsi di un atmosfera ossidoriduttiva che è necessaria per la definizione degli aromi finali del vino. Nelle uve sono contenuti dei cosidetti "precursori aromatici" che per essere "attivati" e dare quindi luogo ai profumi hanno bisogno di determinate condizioni di affinamento. L'acciaio è certamente l'ambiente meno adatto a uno sviluppo equilibrato di questi processi.

    2) purtroppo la barrique in Italia e in USA è stata largamente usata come uno strumento di maquillage; ancora oggi molti produttori dicono di mettere il vino in barrique qualche mese per " dargli un tocco di speziato " . Da qui la generale e sacrosanta repulsione che molti appassionati hanno verso questo strumento.

    3) i Pinot Nero di Romanée- Conti o di Leroy riposano 12 mesi in barriques 100% nuove: il legno non si sente e il carattere dei vari vigneti (La Tache, Echezaux etc etc) si impone già all'olfatto in maniera evidente. Ma lasciando stare questi mostri sacri, ci sono diversi piccoli produttori in Borgogna così come in Cote du Rhone che usano 100% barriques nuove e il legno non si sente, anzi lo specifico del posto si mostra in maniera evidente sia la naso che al palato. Questo dimostra che se la barrique è usata oculatamente è uno strumento fondamentale per fare esprimere gli aromi che nascono dall'interazione vitigno/terroir.

    4) è evidente che anche un vino fatto molto bene in barrique, mostra di essere stato fatto in barrique ! così come un vino fatto in legno grande si riconosce che è fatto in legno grande. Anzi, alle volte vini fatti in legno grande sono più legnosi di quelli fatti in legno piccolo. Un esempio: provate a confrontare Brunello Capanna 2001 (legno grande) e Rosso di Montalcino 2004 di Stella di Campalto (18 mesi in barriques)

    4) noi Italiani siamo abituati a considerare l'apporto aromatico del legno grande come una componenete aromatica del vino: semplicemente perchè è nel nostro DNA. Qualche anno fa assaggiando un Brunello molto buono affinato in legno grande assieme a un produttore della Languedoc, il commento del vigneron fu: " vino molto buono, ma il legno è devastante !"

    In conclusione, la barriques è uno strumento come un altro; che richiede grande accortezza nell'acquisto e nell'utilizzo. Quando assaggiamo un vino evitiamo di chiedere al produttore se è stato affinato in barrique o meno. Annusiamo semplicemente e se sentiamo odori di vaniglia o cacao o - peggio - di legno bruciato, vuol dire che c'è stato qualche problema nell'uso dei legni. Molto semplice.


    salute

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    #17

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