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#28 Commenti

  • P.A.N.E.T.H. Prodotti-Ambiente-Necessità-Ecologia-Territorio-Hospitum

    A Colorno il 16 giugno, ho assistito al penultimo incontro, prima della redazione dello statuto definitivo e la costituzioe di luglio: la curiosità era tanta.

    In quella data, in tutta sincerità, molte perplessità c'erano e quell'incontro non le aveva per nulla dissipate, anzi se ne erano aggiunte altre.

    Poi, invece, c'è stato un fittissimo scambio di opinioni e di corrispondenze elettroniche, che hanno portato alla stesura uno statuto molto chiaro e nuovo nei contenuti.

    Molti dei nodi si sono sciolti, come l'abbassamento della quota d'iscrizione per permettere a tutti di accedere, la dichiarazione esplicita di indipendenza dall'editore che gentilmente aveva ospitato gli ultimi incontri, la non coopresenza nell'organismo di rappresentanti dell'indotto, chiara causa di decisioni spesso spurie a Bruxelles e quant'altro.

    Infine, i nomi degli eletti alla direzione parlano da soli ...

    Forse qualcuno è rimasto ai dubbi di percorso.

    Forse, oltre alle dichiarazioni d'intento e ai principi etici, se si sciogliessero pubblicamente tali dubbi, la comunicazione e la stessa FIVI ne gioverebbe.

    ... D'altra parte, il mondo è stato fatto in sette giorni, mica in mezza giornata :-)

    ciao,
    francesco.

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    #1
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    @ Pierpaolo,
    Parole e pensieri che, mi auguro, riescano a vincere quella innata tendenza all'individualismo ed al sospetto che è tipicamente Italiana, e muovere tutti i vignaioli a sostenere questa associazione ed i suoi ideali che sono gli stessi che albergano nell'anima di ogni vero vignaiolo per il comune interesse di poter continuare a perseguire con dignità ciascuno la propria missione di vita e di lavoro, con maggiori tutele, con una degna rappresentanza nelle opportune sedi.

    @ Frà,
    Io sono fiero di essere fra i soci fondatori di questa F.I.V.I. come di altre associazioni che hanno così alti scopi.
    Occorre un'atto di fiducia, non si può stare ad aspettare osservando la strada da dietro la tenda della finestra per vedere come andrà, qui serve un largo consenso e ci sono tutti gli elementi per crederci e nessuno per non sostenere da subito.
    Come dici tu le quote sono davvero simboliche, mentre lo statuto e le finalità sono tutt'altro che effimere, chiare come il sole !

    Invito tutti quelli che si riconoscono nel termine "vignaiolo" a dare un'occhiata sul sito http://www.fivi.it

    Ci fossero ulteriori dubbi proverò a chiarirli, non ci dovessi riuscire chiameremo in causa chi può farlo.

    Ciao
    Paolo

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    #2
  • Bele Casel @ Luca Ferraro

    Bele Casel @ Luca Ferraro

    scommettiamo che se per 2 anni togliete anche quella piccola quota associativa, arriverete ai 12000 iscritti in 7 giorni?

    Luca

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    #3
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Per curiosità, a quanto ammonta la quota associativa ?
    Fil.

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    #4
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    @ Luca,
    Bentrovato !

    Fra gli associati ci sono vignaioli che ponderano e riponderano occulatamente ogni spesa, anche la più piccola, eppure hanno capito l'importanza dell'associazione ed hanno aderito.

    Certe cause comuni hanno dei costi per essere sostenute, non si può pensare sempre ( all'italiana ) che qualcuno veda e provveda al posto nostro, che tocchi sempre agli altri.. per poi magari anche lamentarsi...

    Inoltre, investire anche solo una piccola somma simbolica, non serve solo a sostenere, ma rappresenta anche un impegno, un' atto di fiducia ed un motivo im più per partecipare alla vita dell'associazione pretendendo da essa dei risultati !

    Sono fiducioso, voglio sperare che in Italia sia sopravvissuto almeno in chi lavora con passione, un briciolo di orgoglio e di spirito di appartenenza.

    Ciao
    Paolo

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    #5
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    DIVENTA SOCIO

    Possono fare parte della FIVI le aziende vitivinicole (ditte individuali e/o società agricole non cooperative), intendendosi per tali le aziende che esplicano al loro interno le tre funzioni - non una esclusa - di gestione del vigneto fino alla raccolta dell'uva, della trasformazione in vino dell'uva raccolta nel vigneto gestito, della commercializzazione del prodotto in tal modo ottenuto; e che comunque siano definibili aziende agricole ai sensi della legge, con particolare riferimento a quanto disposto in fatto di acquisto e utilizzo di uva e di vino da parte di azienda agricola.

    Non possono fare parte dell'associazione le aziende agricole in qualunque forma esercitate le quali vendono il proprio prodotto ad aziende commerciali direttamente o indirettamente possedute, controllate o appartenenti allo stesso gruppo.

    Prima di iscriverti ti consigliamo di leggere lo Statuto dell'associazione (Statuto Scaricabile in pdf).

    Per il 2008 la quota di iscrizione è stata fissata dal Consiglio direttivo in 50 euro. Dal 2009 compatibilmente con l'esigenze economiche della FIVI verranno fissate delle quote (come recita lo Statuto) in base all'interesse tutelato. La quota del 2008 va versata sul c/c numero:

    Codice BIC Swift UNICRITB1R34
    AGENZIA: BRA GARIBALDI
    IBAN: IT13B 02008 46041 000011113641
    Riferite a: FEDERAZIONE ITALIANA VIGNAIOLI INDIPENDENTI

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    #6
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Vabbè che sono abituato con internet ma se 50 euro sono "ostativi" ad un progetto così ambizioso come questo, mi cascano un po' le braccia. Un consiglio: aumentate la quota e fate selezione all'ingresso.

    Ciao, Fil.

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    #7
  • Bele Casel @ Luca Ferraro

    Bele Casel @ Luca Ferraro

    allora mi iscrivo pure io

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    #8
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    @ Fil,
    Capisco e condivido il tuo pensiero, tuttavia io credo che la FIVI, per avere "peso" presso le istituzioni, più che numeri sul conto corrente debba avere numeri negli associati e quindi poter farsi forte della rappresentanza della gran parte del comparto, se non tutto..

    Il progetto è negli intenti davvero ambizioso ed è anche davvero utile, soprattutto se non vogliamo continuare a subire passivamente leggi confezionate a Bruxelles in tema di vinificazione che sono distanti davvero molto dal soddisfare le reali esigenze dei vignaioli.

    In questo senso sposo il pensiero di Walter, è un DOVERE di tutti i vignaioli quello di sostenere questa associazione.

    @ Luca,
    Sei il benvenuto !

    Ciao
    Paolo

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    #9
  • Bele Casel @ Luca Ferraro

    Bele Casel @ Luca Ferraro

    prima volta che vado in posta.......

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    #10
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Bravo Luca,
    so che l'esperienza allo sportello non è mai delle migliori, vedrai che sarai ricompensato dello sforzo !

    Ciao
    Paolo

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    #11
  • Capellini Luciano Azienda Agricola

    Capellini Luciano Azienda Agricola

    FIVI - primo obbiettivo: porre al centro il vignaiolo.

    Per ragioni riferite al mio territorio ho sentito poco fa sia Costantino Charrerè e Walter Massa che mi hanno confermata l'attenzione che ogni giorno giunge verso l'associazione da ogni regione d'Italia. Inoltre sono iniziati i contatti con le altre associazioni di vignaioli europei per una linea comune da adottare in sede di Comunità Europea. Il primo obiettivo è far sedere in rappresentanza dei Vignaioli italiani ed europei un vignaiolo e non come oggi accade un componente di altra categoria.

    Luciano Capellini (socio fondatore)

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    #12
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    grazie Luciano per questo tuo eloquente contributo che sicuramente contribuisce a diradare i dubbi che eventualmente qualcuno potrebbe ancora nutrire.
    ciao
    Paolo

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    #13
  • Andrea Petrini @ Percorsi di Vino wine blog

    Paolo ho pubblicato la lettera anche sul mio blog. Spero vi aiuti.

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    #14
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ciao Paolo, rispondo al tuo commento n. 10.
    La mia era ovviamente una provocazione, se l'intento è far numero (di vignaioli), certamente ogni ostacolo è un problema. Almeno nelle fasi iniziali, come per vinix del resto, è chiaro che minori sono gli ostacoli (in questo caso anche il prezzo di iscrizione ovviamente ma anche le banalissime procedure di pagamento per esempio) meglio è. Il mio commento era in risposta al commento precedente di Luca di Bele Casel che mi sembrava trovasse nei 50 euro un ostacolo per iscriversi ma evidentemente non ho capito io se poche righe più in basso ha poi manifestato la sua volontà di iscriversi.

    Comunque credo sia un'ottima idea e spero riusciate. Come ti ho anticipato, vi darò una mano con la prossima comunicazione generale di vinix che arriverà a circa 2.000 produttori di vino ed altrettanti operatori di filiera.

    Ciao, Fil.

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    #15
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    @ Andrea,
    Ti ringrazio, più consensi avremo e più riusciremo ad essere rappresentati nelle opportune sedi a vantaggio si dei vignaioli, ma anche e soprattutto di tutti quelli che poi godono del frutto del loro lavoro.

    @ Fil,
    Ottima osservazione, credo che nell'aver fissato una quota così davvero accessibile, si manifesti proprio l'intento di non porre limiti insormontabili all'adesione in forza da parte della categoria.

    Io ti ringrazio in anticipo per la collaborazione non da poco e che davvero ti fa onore, sarà mia premura informare di questo l'associazione.

    Ciao
    Paolo

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    #16
  • Roberto Gatti

    Roberto Gatti

    Due semplici domande :
    1) ad oggi non esisteva in Italia nessuna associazione di Vignaiuoli, lasciando a parte i consorzi ecc. ?
    2) perchè avete messo la parola " indipendenti " ? Non lo siete già di vostro....dal momento che ci mettete il vostro ingegno, la vostra fatica ed i vostri soldi ?
    Pubblicherò anche io il c. s. di cui sopra, per dare risalto alla notizia, per quello che potrò !
    Auguri

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    #17
  • P.A.N.E.T.H. Prodotti-Ambiente-Necessità-Ecologia-Territorio-Hospitum

    @Paolo3
    D'accordissimo: non è il caso di stare alla finestra, considerando anche il peso che una categoria come i Vignaioli potrebbe avere, se unita.

    Domande?

    -perchè non comunicare anche che la FIVI si propone anche come sovrastruttura, ovvero che associa anche associazioni di Vignaioli già costituite, se rientranti nella finalità della FIVI stessa. E' ancora valido e attuale questo?

    -è stato mantenuto l'idea di una testa un voto, anche per quelle associazioni di vignaioli già molto estese come i trentini e gli altoatesini? E' importante a mio avviso mantenere l'unicità del voto di ogni singola azienda, e non fornire strumenti decisionali in mano a pochi soggetti, come già in altri ambiti avviene.

    Lo chiedo quasi retoricamente, poichè, vista la serietà delle persone alla dirigenza, sono certo che questi aspetti sono stati mantenuti.

    ciao,
    francesco.

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    #18
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    @ Roberto,
    Esistono svariate associazioni in Italia, ciascune con le sue finalità specifiche, io ad esempio come Cascina I Carpini, sono fra i soci fondatori anche di gustamente per quanto concerne l'autocertificazione del vino e la sua corretta comunicazione al consumatore , sono consorziato al CPO ( Consorzio Piemonte Obertengo ) per sostenere e valorizzare il territorio Obertengo, le sue tradizioni, i suoi prodotti e ora anche con la FIVI che ha finalità ben diverse.

    La FIVI, come dice Luciano, riporta il vignaiolo e la vigna al centro dell'interesse delle istituzioni.

    Indipendenti, si è vero, lo siamo nei fatti e quindi perchè non dirlo anche a chiare lettere !

    La FIVI colma un vuoto che nel resto dei paesi d'europa era già stato colmato da altre organizzazioni quali :

    Vignerons indépendants de France

    Association Suisse des Vignerons Encaveurs.

    L'Organisation Professionnelle des Vignerons Indépendants de Moselle Luxembourgeoise.

    Federao Nacional de Viticultores Independentes de Portugal

    Vindependent - Association hongroise des vignerons indépendants

    Bodegas Familiares de Rioja

    Family Estate Slovenia - Association Slovène des Vignerons Indépendants

    Mancavamo noi Italiani, quasi che il vignaiolo in Italia non esistesse o non avesse interesse a vedersi riconosciuto come entità sociale ed economica.

    L'avvento di Bruxelles e delle sue emanazioni, ci ha costretti a riconoscere che abbiamo bisogno di essere rappresentati.

    Ringrazio anche te per il tuo prezioso contributo !!

    @ Fra,
    Io credo che la risposta alle tue giuste domande sia già presente sul sito http://www.fivi.it , tuttavia mi viene comodo postare qui questo pezzo che può essere interessante proprio per le domande che mi poni e secondo me, fa riflettere molto:

    Perché abbiamo costituito la FIVI?

    La nascita di FIVI ha una gestazione iniziata due anni fa. Allora infatti, leggendo il progetto per la nuova OCM europea, ci eravamo accorti che in quel documento la nostra categoria - non solo italiana ma europea - non veniva considerata. All'inizio del 2008 alcuni produttori sono stati contattati dalla CEVI per creare anche in Italia un gruppo che difendesse e tutelasse gli interessi dei Vignaioli Indipendenti. Da quel momento è partito un processo veloce di costituzione della FIVI che è culminato con la prima assemblea Costituente del 29 luglio, tenutasi nei locali della Reggia di Colorno (PR).

    In quella data sono stati eletti i primi organi direttivi dell'associazione e Costantino Charrère, vignaiolo valdostano titolare della cantina Les Crtes, è stato scelto come Presidente.

    Purtroppo constatiamo che nè le nostre organizzazioni sindacali, nè il ministero, nè i rappresentanti italiani a Bruxelles hanno difeso i nostri interessi. Le grandi lobby dei commercianti, dei distributori, dei vinificatori, degli industriali del vino (che hanno tutti ormai interessi multinazionali) fanno normalmente prevalere le loro ragioni.

    chiaro che l'industria e il commercio hanno interesse a sganciarsi dalle origini, dal territorio, per poter comperare le materie prime in un posto o nell'altro, secondo la convenienza del momento. Ma il vino in Europa non è una materia prima: è invece un prodotto agricolo, legato al territorio d'origine. Per questo ci sembra incomprensibile e scorretto che un mosto nato in un paese europeo possa essere imbottigliato in un altro (naturalmente dove il costo del lavoro è più alto) e possa comparire in etichetta come prodotto del paese di imbottigliamento senza indicazione di quello dell'origine. Questo è ingannevole verso il consumatore, ed è concorrenza sleale verso i vignaioli del paese importatore. Ma già succede per l'olio d'oliva dove l'interesse dell'industria multinazionale ha ucciso molti piccoli produttori.

    da fivi.it

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    #19
  • P.A.N.E.T.H. Prodotti-Ambiente-Necessità-Ecologia-Territorio-Hospitum

    Grazie Paolo,
    dunque associazione che associa anche altre associazioni di vignaioli e una testa un voto, restano e sono fondamenta del palazzo in costruzione, se non ho capito male. Bene, mi fa piacere.

    La tua descrizione è, come al solito, molto interessante.
    Un solo aspetto forse è sfuggito: vero che tutto parte due anni fa leggendo le proposte di OGM che non consideravano le esigenze di chi l'uva la produce, ma il percorso italiano non parte nel 2008, ma nel 2007 e per la precisione il 6 dicembre 2007, quando Xavier de Volontat, Presidente della CEVI europea, si è incontrato a VERONA con alcuni rappresentanti di vignaioli italiani.

    Questa precisazione, non per puntiglio, figuriamoci, ma per sottolineare che nulla nasce dal caso, che qualcuno, in specialmodo in alto Adige, Lazio e Marche e poi Toscana e Trentino, ha preceduto il percorso, anticipando i tempi, o meglio, seguendo per primi in Italia le evoluzioni dell' "Europa dal basso".

    Non a caso i due vicepresidenti sono, giustamente, rappresentanti di due dei territori impegnati in questo percorso da diverso tempo.

    Un altro motivo per cui ho ricordato le date è legato alle idee ai punti irrinunciabili cui spesso ci appelliamo.
    Penso che il lungo percorso che alcune associazioni hanno intrapreso da diversi anni, credendoci e non arretrando di fronte alle difficoltà, stia a dimostrare che la perseveranza sia una gran bella qualità, che porta spesso a soluzioni positive nel lungo periodo, persino nel paese del "compromesso permanente" quale è l'Italia.

    ciao,
    francesco.

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    #20
  • Roberto Gatti

    Roberto Gatti

    @ gli amici vignaioli di Vinix
    Ho capito che è una cosa seria, perchè ho letto che alcuni di Voi hanno già aderito, tra questi gli amici Paolo, Luciano ecc., ed allora ho pubblicato anch'io qui :
    http://www.winetaste.it/ita/anteprima.php?id=4257
    Ciao

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    #21
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    @ Fra,
    Si, fai bene a completare le informazioni con un pò di storia, d'altronde come anche tu stesso affermi ed io confermo in pieno, questa FIVI non è nata dall'oggi al domani, ma è stata frutto di lunghe ponderazioni.

    E per riprendere il tuo ultimo periodo, si fà di nessità virtù, di fronte alle preoccupanti decisioni in sede europea si rende necessario convergere almeno a difendere i propri interessi.

    @ Roberto,
    Ti ringrazio molto, fra l'atro mi piace molto anche la grafica, sobria ed elegante..

    Ciao
    Paolo

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    #22
  • Capellini Luciano Azienda Agricola

    Capellini Luciano Azienda Agricola

    La prima cena FIVI si è tenuta ieri all'agriturismo Baumannhof posto in località S. Pancrazio ptresso Merano:
    Salumi locali, canederli, salsicce, costolette coppa affumicata su letto di crauiti ecc.. Oltre ad un numero imprecisato di grandi vini di vignaioli provenienti da mezzitalia.

    Ciao

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    #23
  • Capellini Luciano Azienda Agricola

    Capellini Luciano Azienda Agricola

    Dimenticavo: Molti i giovani (uomini e donne), capaci, con tanta voglia di fare e non è poco, infatti, aldilà dei numeri e degli ettari rappresentati in un settore che ha un'anzianità anagrafica tra le più elevate anche questa è se vogliamo una prova di forza.

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    #24
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Ciao a tutti,
    Sabato sera da Merano sono giunti anche i ringraziamenti telefonici di Walter Massa per tutti voi che state dando risalto a questa iniziativa con la vostra partecipazione, il vostro interesse ed anche, perchè no, con le vostre adesioni.

    Ciao
    Paolo

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    #25
  • Azienda Vitivinicola Fortesi

    Azienda Vitivinicola Fortesi

    ciao a tutti,
    mi aggiungo in ultimo. Walter aveva mandato anche a me le sue riflessioni... ma sono arrivata tardi!!!!
    spno sempre stata una convinta sostenitrice del motto "l'unione fa la forza" anche se nella mia zona di produzione questo sembra essere una mosca bianca.
    spero che in questo caso veramente si riesca ad essere uniti e fare fronte comune. manchiamo solo noi vigneron italiani!
    in bocca al lupo per tutti!
    elena

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    #26
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Ciao Elena,
    L'hai poi trovato il torchietto ??
    Non sei arrivata tardi, ma giusto in tempo per offrire il tuo preziosissimo contributo !

    Crepi sto povero lupo, per l'ennessima volta !! :-)

    Ciao
    Paolo

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    #27
  • Bele Casel @ Luca Ferraro

    Bele Casel @ Luca Ferraro

    @ 16
    filippo , la mia era una semplice provocazione, se un'associazione serve per aiutare le piccole aziende come noi credo che si possa chiedere qualsiasi cifra , purchè non astonomica.Credo anche che molti partano dal presupposto che tanto non serve a niente e i miei soldi li tengo in tasca.....
    Luca

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    #28

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