#5 Commenti

  • Edoardo Mattei

    Edoardo Mattei

    Quando acquisto un prodotto "commerciale" so già in partenza di assumermi dei rischi, ma è una scelta consapevole.

    Se esistesse un materiale per la fabbricazione dei tappi in grado di garantire o meglio migliorare le caratteristiche del sughero io personalmente sarei disponibile a discutere.

    Se per pregiudizi si intendono contrarietà a PVC o plastiche in genere, io ne ho.

    Saluti
    Eddy

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    #1
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Assolutamente sughero, allo stato dell'arte l'unico materiale con caratteristiche così uniche e specifiche. Il vino è vivo, la particolare osmosi del sughero correttamente stagionato ne garantisce la sopravvivenza in bottiglia e consente il suo perfezionamento. I materiali alternativi oggi disponibili, dal PVC alle gomme siliconiche, possono essere impiegate senza sostanziale differenza per vini di immediato consumo, che non hanno spazio per l'invecchiamento. Io utilizzo tappi di sughero stagionato al sole di sardegna non essicato precocemente nei forni;Mai trovato difetto, se non forse nel prezzo...
    ... chi vuole provare ad invecchiare un buon Barolo 15 anni con tappo alternativo si accomodi, per me lo ritrova come appena imbottigliato, mentre col sughero giusto, beh... si sà cosa può diventare... e allora,, valo la pena il rischio !
    Certo che piuttosto che tappare il frutto delle mie fatiche con sughero economico , sottoponendo il prodotto a rischi, anche io ci farei un pensiero agli alternativi, ma alla fine, fin tanto che qualcuno ancora produce tappi di sughero degni, perchè rinuciarvi ?

    Paolo Carlo Ghislandi
    www.cascinacarpini.it

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    #2
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Pregiudizi nessuno ma fatti.
    Ieri sera - la combinazione - mi sono trovato a bere un vinello seguito da un grande vino. Il vinello era una Barbera frizzante del 2003 dell'Oltrepò Pavese del produttore Prago, un vino da pochi euro tappato con tappo di silicone e, sopra, tappo a corona. Il grande vino era un Chianti Classico di Querciabella del 1997. Ora, il primo, pur semplice, era molto probabilmente perfettamente identico al giorno in cui è stato imbottigliato (il che non è necessariamente un difetto per un vino del genere, anzi !), il secondo, con un gran bel tappo di sughero era ben evoluto, sgranato nel colore, con tannini precipitati e lievissima ma piacevolissima ossidazione naturale dovuta proprio al microscambio con l'esterno. Non c'è bisogno di dire che una chiusura è buona ed una è cattiva, a mio avviso il discorso è diverso, ad ogni vino la sua chiusura.

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    #3
  • Menini Massimo

    Menini Massimo

    Gentili lettori,
    La cosa principale è sapere quanto la cantina in sè può investire sulla qualità.
    Io mi occupo nella vendita di tappi,e non è un problema da poco.
    Tutti i clienti vorrebbero la qualità,ma le risorse economiche sono per alcune aziende molto basse,e si affidano alla fortuna,utilizzando aimè prodotti di bassa qualità.
    Negli ultimi periodi,il mio cavallo di battaglia è diventato il TAPPO A VITE.Un ottimo compromesso,tra qualità e prezzo,che all'estero stà andando molto bene,ma in Italia siamo ancora tradizionalisti e vogliamo usare tappi naturali o sintetici.Con i molti problemi che possono portare.
    Visitate il mio sito per info su tappi Stelvin e sul brevetto Diam.
    www.meninimassimo.com

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    #4
  • Mario Oprandi

    Mario Oprandi

    sughero forever!

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    #5

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