#40 Commenti

  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ciao Luca, appena finito di guardare la trasmissione.
    Mi è piaciuto molto l'intervento di quella persona che parlava del pil. Niente di più vero. Pensare che il pil dei paesi possa essere sempre in crescita è fantascientifico. Pensare che le risorse consumate siano maggiori di quelle disponibili senza conseguenze - drammatiche - è lunare. Anzi, le conseguenze già le vediamo. Quello che fa incazzare di più è che tutto si potrebbe evitare, basta volerlo, basta rimboccarsi le maniche e fare qualcosa di concreto. Per cui complimenti a te per la tua scelta che voglio evitare di definire coraggiosa ma certamente consapevole. Farò qualcosa anche io incrementando il consumo di prodotti bio. Se lo facciamo tutti, già da domani si può migliorare la situazione.

    Fil.

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    #1
  • Mike Tommasi

    Mike Tommasi

    Il bio è una condizione necessaria ma non sufficiente.

    - esiste il bio di pessima qualità
    - esiste il vino da uve biologiche trattato con decine di additivi
    - esiste il bio che viene trasportato per 8000km in aereo
    - esiste il bio prodotto da aziende che pagano in nero i lavoratori o che li maltrattano
    - esiste il bio industriale Californiano che manda in fallimento i piccoli produttori bio dello stato di New York
    - esiste il pane da grano biologico tedesco impacchettato in cellophane che si conserva 12 mesi, non si sa come fa a rimanere "fresco" senza aggiunta di dosi incredibili di conservanti.

    Datemi il biologico fresco, locale, di filiera corta, con certificazione che il prodotto è socialmente pulito ed esente da conservanti, e ad un prezzo che non limiti la clientela alle sole persone agiate.


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    #2
  • Maurizio Fava

    Maurizio Fava

    non posso non concordare con Mike.
    torno a ripetere quanto scritto spesso anche in queste pagine: chi certifica, e che cosa?
    la parola Bio è spesso una foglia di fico, o se volete una nevicata: lì per lì sembra coprire tutto, poi la neve si scioglie...
    prima di fare scelte assolutistiche, occorrerà avere certezze verificate, per evitare fregature anche nell'interesse di chi "Bio" non lo è solo a parole. Come sempre, le persone serie sono le prime vittime dei pataccari.

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    #3
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ciao Mike, grazie per il prezioso contributo che ho aggiunto in coda al post che ho appena scritto sul blog di tigulliovino:
    http://www.tigulliovino.it/blog/2008/12/pronti_bio.html

    Ciao, Fil.

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    #4
  • Luca Risso

    Luca Risso

    Siccome ho il viziaccio di andare sempre controcorrente, dirò che Report è una trasmissione tanto bella e buona, ma ogni volta che ha proposto argomenti che minimamente conosco, ho potutto constatarne solo un taglio volgarmente populista, quando non palesemente fuorviante. Però fa tanto fico parlane bene e quindi lo dico anche io:
    che bella trasmissione!
    Luk

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    #5
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Se Luca di Bele Casel me lo consente, proviamo un secondo a parlare di cose concrete. Siete d'accordo sul punto che i pil di tutti i paesi del mondo non potranno crescere all'infinito ? Siete d'accordo sul fatto che le risorse del pianeta siano in numero finito e che si debba ripensare il modo con cui viene sfruttato il nostro suolo e il nostro sottosuolo ? Partiamo da qui. Fil.

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    #6
  • Rosario Mattera

    Rosario Mattera

    Tutti quelli che hanno visto ieri sera Report, credo abbano avuto tutti le stesse sensazioni, soprattutto se si hanno bimbi piccoli. Frustazione,molta, rabbia e voglia di cambiare, cercando di uscire dall' isolamento nei quali quessto sistema ci ha cacciato. Come non si fa a non concordare con l'analasi di Mike, mi è capitato spesso di avere a che fare con pseudo biologici, che in nome di questa diversa disciplina si sono anche intascati dei bei finanziamenti. In genere noi tutti quando parliamo del vino ci raccontiamo sempre la bella favoletta, giusta, del conoscere il produttore e la sua azienda, non vorrei, questo mi capita, quando vado in giro per trovare dei buoni prodotti, che per scavarli si inquini di fatto più o meno quanto i mezzi di trasposrto tradizionali. L' idea dei farmer market o bio market sparsi, che sta portando avanti la Coldiretti Campania, mi sembra una buona iniziativa, anche se ancora molto isolata. Per noi campani, la cosa poi diventa drammatica e mi verrebbe da dire, magari nei nostri prodotti ci fossero solo pesticidi. Insomma nonstante, le mie scelte negli acquisti alimentari, piccolo produttore, fruttivendolo, più di uno, pescheria, ogni qualvolta che ci penso o mi ci fanno pensare, l'angoscia è la sensazione più grossa, soprattutto pensando al mio piccolo. Allora che si fa ci si ferma aspettando la fine? No un' altro mondo credo che sia anccora possibile, nel nostro piccolo con le nostre scelte quoridiane possiamo acora incidere su questo sistema suicida.
    Ciao rosario

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    #7
  • Donato Pasqualicchio

    Donato Pasqualicchio

    @Maurizio
    Hai ragione vi sono parecchi pataccari,ma si possono verificare,,ed è semplice farlo basta provare. Io ho detto come si fa l'uva e il vino biologico, l'ho mostrata ci ho messo la faccia,potete provare,vi ho detto che si risparmia,si tratta solo di mantenere all'asciutto il vigneto,io ancora adesso ho l'uva sotto quel telo di plastica che mostro sulla foto inserita su vinix.

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    #8
  • Mike Tommasi

    Mike Tommasi

    Caro Fil

    una discussione sulla crescita zero in una social network sul vino rischia di partire off topic e assumere toni da "caffé du commerce"... :-)

    Parlavo di zero growth in Egitto la settimana scorsa. Al Cairo ci sono più di 20 milioni di abitanti, e la popolazione cresce in maniera incredibile. Se la popolazione cresce, l'economia deve pure crescere, altrimenti quelli che già faticano a pagare per il pane faranno la fame.

    Per avere zero growth, si dovrebbe controllare la popolazione. Il che, nei paesi monoteisti ortodossi, non si può nemmeno discutere, è proibito. E nei paesi veramente sottosviluppati, anche se si potesse discutere, non servirebbe a nulla perchè la situazione non è incontrollabile. L'unico freno sarà quello che influenza le nostre economie fin dalla preistoria, la fame e i disastri.

    La zero growth parla di equilibrio con parole anche seducenti, ma ne parla come se avessimo il controllo del mondo e delle sue popolazioni, come se l'uomo avesse la minima comprensione di come funziona un'economia. In un certo senso, quelli della zero growth ne parlano con una certezza arrogante, come se avessero una migliore comprensione del mondo che le centinaia di economists che ogni giorno ci danno previsioni sbagliate e teorie strampalate reggono solo fino ala prossima crisi.

    Viviamo con questo sistema capitalista che non comprendiamo minimamente, ma che ci permette di vivere, anche bene, ma in modo misterioso.... Funge bene soprattutto quando non premiamo troppo forte sull'acceleratore, con strumenti finanziari ridicoli come quelli che ci ha portato l'era inaugurata da Reagan.

    Di certo sappiamo solo che quando la crescita si riduce a zero, tutto va in malora. Cambiare sistema? Volentieri. Quale mettiamo al suo posto? Mah, beviamoci un'altra bottiglia, finché ce la possiamo permettere... ;-)

    ciao

    Mike

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    #9
  • Luca Risso

    Luca Risso

    Adoro questo uomo!
    ;-)
    Luk

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    #10
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Quindi il destino è segnato, cioè, arriveremo al punto in cui l'energia (così come la conosciamo) non basterà più per tutti, che il cibo e la produzione agricola (così come la conosciamo) non sarà più sufficiente per tutti (oddio, questo mi pare già si sia verificato nei fatti), al punto in cui pochissimi avranno moltissimo e moltissimi avranno pochissimo. Io sono l'uomo delle sfumature di grigio. Non sono per le misure antipopolazione di stato, mi crea ansia solo pensarci, solo credo che si possano adottare delle misure e dei comportamenti che possano influenzare positivamente il sistema nel suo complesso. Alcuni li hai già indicati tu: vivere più slow, non premere troppo forte sull'acceleratore o giocare con strumenti finanziari che deviano troppo l'economia reale da quella virtuale.

    Sono convinto che questa crisi farà molto bene al sistema nel complesso perché moriranno molte mele marce e resteranno le attività più solide e strettamente legate con l'economia reale. Però pensare che questo è e nulla si può fare un po' mi sconforta. Potremmo pensare ad un capitalismo "mite", volto al risparmio energetico, all'uso delle fonti naturali e rinnovabili, a cicli agricoli meno intensivi... potremmo cominciare a proporre nei ristoranti i prodotti di stagione e la gdo a comprare la verdura dai fornitori locali o limitrofi, si potrebbero creare belle commistioni come Eataly. Qualcosa si può fare su.

    Ciao, Fil.

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    #11
  • Bele Casel @ Luca Ferraro

    Bele Casel @ Luca Ferraro

    io credo che un futuro sostenibile possa e debba esistere.
    Detto questo , la mia riflessione sulla puntata di report voleva solo dire: cercherò di evitare mancozeb ecc ecc , tornando al rame (per quanto questo possa essere possibile qui al nord)
    p.s. qualcuno sa dirmi dove si possono trovare gli studi fatti sui vari pesticidi?
    Ciao Luca

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    #12
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ecco, proprio questo intendevo più sopra. Cominciare a fare qualcosa. Ammesso e non concesso che rame e zolfo facciano male ai terreni, penso rappresentino un'alternativa migliore rispetto al mancozeb ed alle altre decine di prodotti dell'industria chimica. Un passetto ognuno, qualcosa si migliora penso.

    Fil.

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    #13
  • Grappoli DiVini (grappolidivini.blogspot.com)

    Premetto un pò off topic...
    Io invece sottolinerei una cosa e invito tutti a riflettere su questo: quanto può il PIL essere indicatore della ricchezza prodotta da una nazione? Così si diffonde il modello del più consumi, più inquini più sei ricco..... Sarebbe opportuno inserire nell'indice di ricchezza anche altri paramentri come il risparmio energetico, la riduzione della povertà e delle diseguaglianze sociali, la preservazione delle risorse primarie, ecc. Cioè una dimensione più umana, meno economico-capitalistica. Ma il mio resta solo un sogno......

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    #14
  • Luca Risso

    Luca Risso

    Chissà perché rame e zolfo sono stati beatificati e spostati fuori dalla chimica, fuori dalla tavola periodica di Mendeleev. Mistero.
    @Luca
    Condivido la tua scelta, ma credo che così le rese di cui parlavi in un altro post le dovrai scordare di brutto!
    Luk

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    #15
  • Luca Risso

    Luca Risso

    @Alessandro
    Credo che il PIL (che non è qello che si consuma ma che si produce), abbia il vantaggio di essere facilmente misurabile, a differenza di quanto citi come alternativa.
    Luk

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    #16
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ciao Luca, io di chimica non so nulla ma veramente nulla. Però, da ignorante in materia, sono portato a pensare che il mancozeb sia un prodotto artificiale risultato dell'eleborazione chimica di prodotti naturali e di sintesi o solo di sintesi (correggimi se dico castronerie, probabilissimo) mentre il rame sia un metallo.

    Da Wikipedia leggo:

    Il rame è un metallo rosato o rossastro , di conducibilità elettrica e termica elevatissime, superate solo da quelle dell'argento; è molto resistente alla corrosione e non è magnetico. facilmente lavorabile, estremamente duttile e malleabile; può essere facilmente riciclato e i suoi rottami hanno un alto valore di recupero; si combina con altri metalli a formare numerose leghe metalliche (si calcola che se ne usino almeno 400), le più comuni sono il bronzo e l'ottone; tra le altre, anche i cupronichel e i cuprallumini (detti anche bronzi all'alluminio). Inoltre il rame è batteriostatico, cioè combatte la proliferazione dei batteri sulla sua superficie..

    Mi sembrano due cose ben diverse.
    Fil.

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    #17
  • Bele Casel @ Luca Ferraro

    Bele Casel @ Luca Ferraro

    io non beatifico ne rame(metallo pesante) ne zolfo (solfiti)
    per questo vorrei sapere dove informarmi
    ripeto:qualcuno sa dirmi dove si possono trovare gli studi fatti sui vari pesticidi?

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    #18
  • Luca Risso

    Luca Risso

    @Fil
    Non penserai mica che sulla vite si asperga un "metallo rosato o rossastro , di conducibilità elettrica e termica elevatissime, superate solo da quelle dell'argento"
    :-)
    Luk


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    #19
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    No Luca, so che quello che si usa per proteggere il vigneto è un liquido di colore tra l'azzurro e il verdino anche perché accompagnavo mio nonno nei campi quando lo dava con l'apposito strumento (avrà un nome ma non lo ricordo) a spalla. Ma come si ottenga di preciso non lo so non avendolo mai preparato e mai studiato (io ho proprio un buco in chimica dovuto ad una professoressa alle superiori un po' particolare..). Magari fa pure peggio di altro ma io ancora non l'ho ben chiaro. Se ne era parlato lungamente qui :
    Tornando al tema, http://www.vinix.it/myDocDetail.php?ID=665

    ma ho poi perso il bandolo. Si era arrivati a qualche conclusione per chi ha seguito il lungo thread ?

    Ciao e grazie, Fil.

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    #20
  • Mike Tommasi

    Mike Tommasi

    Fil

    vedo che il tuo commento comincia pessimista e conclude ottimista... seguo la stessa trama allora.

    Per noi occidentali, i controlli esistono naturalmente, le nostre popolazioni crescono poco, ma abbiamo ai nostri confini popolazioni che vivono nell'ignoranza, nella miseria e nella superstizione religiosa, religioni (inclusa la "nostra") che controllano quei cervelli e che vietano ogni forma di controllo, quindi popolazioni che crescono in maniera esponenziale con unico freno i disastri naturali e la fame. Non vedo soluzioni.

    Riguardo l'energia, per una conbinazione di interessi privati o nazionali, persistiamo a mantenere un sistema che dipende da importazioni da paesi come la Russia, il Venezuela, l'Iran e l'Arabia Saudita, tutti in mano a leader che si distinguono per patologie mentali di una grande biodiversità. L'89% delle riserve mondiali di petrolio si trova in paesi instabili. Il Brasile, che si fa una bella immagine nel mondo con l'etanolo, omette di menzionare che l'etanolo viene prodotto, con conseguenze ecologiche disastrose, per uso interno e strategicamente per poter massimizzare le esportazioni del suo abbondante petrolio (comparabile all'Iraq) verso gli USA.

    La nota positiva?

    Il consumo energetico mondiale (petrolio, carbone, gas, ecc.) è equivalente a 15,000 GW di potenza erogata continua. La tecnologia fotovoltaica attuale produce circa 27 MW per km2, in confronto all'eolica (2,7 MW/km2) o alla canna da zucchero (0,2 MW/km2, con conseguenze ambientali e sociali disastrose).
    Quindi per alimentare il mondo intero, ci vorrebbero 500000 km2 di installazioni fotovoltaiche, cioè lo 0,37% della superficie emersa del pianeta, e non necessariamente le terre arabili, quindi l'equivalente del 6% della superficie del Sahara.
    Mentre la canna da zucchero occuperebbe il 47% del pianeta, cioè piu del doppio del totale della terra arabile del pianeta.
    Quale soluzione vogliamo adottare? :-)
    Per l'energia, il sole può sostenere il nostro ritmo di vita, anche quello più sfrenato, con minimo impatto ambientale.

    ciao

    Mike

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    #21
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Dio mio, sembra così semplice, ricordavo questa cosa citata mi pare da Rubbia nel corso di una delle puntate di Anno Zero. Non si fa solo per problemi/interessi politico-economici o per quale altro (valido) motivo ? Quanto costerebbe realizzare un impianto del genere, km2 più, km2 meno ?

    Fil.

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    #22
  • Luca Risso

    Luca Risso

    @Luca
    Qui un po' di info ci sono
    http://sitem.herts.ac.uk/aeru/footprint/it/
    Luk

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    #23
  • Luca Risso

    Luca Risso

    Anche io una notizia buona e una cattiva.
    la superficie dei tetti di tutte le case d'Italia è (un po' a spanne) 1000 Kmq. La superficie Italiana circa 300'000 kmq, quindi la superficie dei tetti è circa lo 0,33% del territorio nazionale, che se fosse coperto di pannelli....
    Ora la notizia cattiva: bisogna fare un po' di assemblee di condominio per convincere ogni palazzo a sborsare qualche decina di migliaia di euro.....
    :-)
    Luk

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    #24
  • Mike Tommasi

    Mike Tommasi

    Interessante, 1000 km2 possono generare 2,7 GW, ma in Italia la potenza necessaria per alimentare tutto è di 250 GW. Un sistema a scala industriale su superfici dedicate sarebbe più efficiente e meno costoso, cosa che aprezzeranno gli inquilini.... :-)

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    #25
  • Maurizio Fava

    Maurizio Fava

    Alla luce di quanto letto fin qui, segnalo che la Notizia Cattiva, quella vera, di oggi invece è che per risolvere la crisi Tremonti ha tagliato gli incentivi all'installazione di pannelli solari e caldaie a risparmio energetico. Mentre gli Stati Uniti programmano proprio di investire sull'ambiente e sulle energie alternative anche per favorire ricchezza e occupazione, l'Italia va in direzione opposta, forse per favorire il business degli idrocarburi russi?
    e il cittadino che ci guadagna?

    http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/ambiente/efficienza-energetica/sgravi-fiscali-difficili/sgravi-fiscali-difficili.html

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    #26
  • Mike Tommasi

    Mike Tommasi

    L'economia italiana è un ciclo continuo di albe e di tremonti.

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    #27
  • Azienda Vitivinicola Vendrame Rosalba

    Azienda Vitivinicola Vendrame Rosalba

    @ Luca,
    penso che puoi trovare qualcosa qui:
    http://www.iasma.it/servizi_context.jsp?ID_LINK=1942&page=2&area=6
    Ciao, Marco

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    #28
  • Capellini Luciano Azienda Agricola

    Capellini Luciano Azienda Agricola

    @ luca:
    Caro Luca, personalmente non ho mai letto nessuno studio che evidenzi rischi di residuo da prodotti fittosanitari nei vini, e credo che a meno che non si faccia il trattamento in periodi molto vicini alla vendemmia il rischio sia praticamente nullo.
    Tuttavia penso che le precauzioni non siano mai troppe e non è vietato, anzi auspicabile qualora si ritenga necessario, modificare il protocollo di autocontrollo, individuare la presunta problematica come punto critico ed inserirla nei controlli HACCP.
    Tuttavia aldilà di quello che si dice o si legge, credo che a nessuno convenga immettere sul mercato prodotti che facciano solo pensare a qualunque tipo di problema per il consumatore specie noi piccoli produttori che siamo poi i primi consumatori dei nostri prodotti.
    La normativa ci da questa possibilità e la nostra onestà intellettuale ci impone di usare ogni cautela credo che l'autocontrollo alla continua ricerca di prodotti sani sia aldilà di ogni rigido protocollo la strada migliore.

    Luciano da Voalstra

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    #29
  • Piccola Azienda Olivicola

    Piccola Azienda Olivicola

    Secondo me occorre partire da una logica fondamentale:
    Report e' una fonte d'informazione, abbastanza obbiettiva che quando ci racconta come stanno certe cose, la paura del domani dei nostri figli o mia moglie o anche me stesso raggiunge livelli inusuali.
    Ma per quello che non ci viene raccontato quanta paura ci nascondiamo addosso ?
    Ci fanno paura i pesticidi, e si torna ad osannare i vecchi percorsi a base di rame e zolfo che sono anch'essi fonte di
    intossicazione per il nostro organismo, che con uguale savoir-faire ci accompagnano dall'altra parte.
    Ma perche' dimenticarsi dagi effetti collaterali dei farmaci che spesso ci fanno molto piu' male che bene? O gli effetti dei residui da idrocarburi e quelli delle falde idriche inquinate ecc.ecc.
    Quindi al solito la verita' sta nel mezzo, nel senso che anche il biologico non puo' rappresentare una sana liberatoria di salubrita' se anche l'ambiente circostante non e' partecipe ad un serio progetto di ritorno al rispetto di ogni forma di vita.
    Parlare di biologico nella Campania a me sinceramente provoca una strana sensazione, la stessa di quando nella periferia di Taranto si vedono pascolare le pecore nei campi erbati.
    Io quel latte consapevolmente non lo andrei mai a comprare, ma non posso escludere che altri me lo facciano bere.
    Quel latte e' certamente bianco come tutti gli altri, e il suo sapore e' identico a tanto latte che si raccoglie in ogni parte del mondo, ma all'analisi multiresiduale riporta certamente valori di diossina in uno a quelli delle proteine e vitamine. Ma se fossi un pastore del posto come mi comporterei?
    L'inquinamento e' una componente della nostra cultura, ed anche il nostro organismo ha imparato a convivere per quanto possibile.
    Eppure la produzione agricola sarebbe uguale sia nella portata e nella qualita' persino migliore, se nel tempo si abbondonasse la chimica di sintesi e si ritornasse ai prodotti organici.
    Pertanto il finale si rinnova e si ripete nella riscoperta delle gravi turbolenze generata dalla logica del profitto creato dalle multinazionali.

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    #30
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Argomentone più volte affrontato questo, ed anche sotto svariate sfaccettature.

    Io rimango dell'idea che occorra sempre pensare con lungimiranza, e così facendo compiere scelte che non danno nell'immediato, ma nel lungo periodo.

    E' forse questa la pratica mentale che meno si è portati ad assimilare nell'era del tutto subito, del profitto oggi, del tanto non deve durare, insomma del consumismo.

    Tremano le lobby all'idea che le masse non spendano, trema il sistema planetario intero se le gente rincomincia a disassuefarsi dalla logica del consumo come appagamento di un bisogno indotto e si rivolge verso la pratica del non spreco.

    E questo accade in tutti gli ambiti, dall'agricoltura all'industria, alla vita di tutti i giorni, energia compresa.

    Se il carburante fossile dal quale traiamo energia è una fonte finita, che esistano contributi o meno, occorre sottrarsi quanto più possibile dalla sua dipendenza, almeno se si vuole essere ancora prima liberi che anche ecologici.

    Tutta la chimica, incominciando dai concimi di sintesi per finire con i trattamenti sistemici, viene prodotta con grande impiego di energia da carburanti fossili e molta di essa essendo organica, ma pur sempre chimica, proprio dal petrolio e suoi derivati.

    Incominciamo dalle piccole cose, quelle che possiamo fare tutti senza grandi pippe..

    In agricoltura, rinunciare all'impiego massivo delle soluzioni facili è possibile, ma bisogna studiare tecniche e territiorio, imparare gradualmente ed applicare. Si riduce e si arriva ad eliminare quasi del tutto il bisogni di usare prodotti e si risparmia anche il carburante per i passaggi in vigna del trattore, gradualmente, senza scelte estremistiche, un poco alla volta, imparando.

    Chiaro che questo lo faccio in regime di economia conveniente solo se la mia vigna ha le dimensioni giuste perchè possa essere accudita con passione e non lavorata come una mera fonte di materia prima...

    In cantina, ma anche in casa, uso il solare termico, che ha una resa notevolmente superiore al fotovoltaico, arriva a ripagarsi in termini di metri cubi di gas risparmiato anche entro un anno dalla sua installazione. Ho acqua calda senza bruciare gas e riscaldo casa con gli accumulatori a compensazione aiutati da una stufa a biomassa per i due / tre mesi più rigidi.

    A questo punto, l'acqua, che è un bene prezioso, per lavare ed irrigare la ottengo dalla raccolta di acque reflue dalla cantina e dalle grondaie, in una vasca imhof dove alcune piante la rendono nuovamente pulita ed utilizzabile, e risparmio l'acqua.

    Con quello che risparmio su prodotti, trattamenti, gasolio, gas da riscaldamento ed acqua, magari riesco a metter su un impianto fotovoltaico anche senza gli eco incentivi ( che se ci sono è meglio ), consapevole di dare il mio contributo al pianeta.

    Tutto questo sempre se sono lungimirante e se voglio avere fra 10 e forse anche 20 o magari 30 anni, una ttività che non solo non impatta ecologicamente, o lo fa in minimi termini, ma anche che si sottrae alle perverse logiche di mercato dell'energia e dei carburanti, consentendomi di lavorare senza dipendere dalle scelte balorde di lobby scriteriate.

    Ciao
    Paolo

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    #31
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Post scriptum :
    E fino a che le logiche dei bollini e dei gagliardetti non cambieranno, dal canto mio, non vorrò mai un bollino bio, certo di usare bene le mie competenze nel rispetto della terra, della vite e della salute di consuma il mio vino, sano e senza porcherie aggiunte, ma comunque buono !

    Ciao
    Paolo

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    #32
  • Capellini Luciano Azienda Agricola

    Capellini Luciano Azienda Agricola

    Ogni regione ha i suoi problemi ambientali e nell'Italia che più volte ho definito a macchia di leopardo c'è chi ha cominciato questi problemi ad affrontarli prima e chi invece è in ritardo, ma quello dell'ambiente è un problema che va affrontato con sempre maggiore impegno a 360 gradi.
    Temo però che programmi come quello citato altro non facciano che ritardare il processo creando tra i media timori e paure a volte più che ingiustificate. (ha ragione mike).
    Personalmente conosco tante imprese agricole che lavorano per la qualità e per ridurre al massimo l'impatto ambientale, se volete chiamatelo pure biologico questo modo di operare, io lo giudico semplicemente di buon senso. Purtroppo però di rado queste virtuose realtà (Paolo ci ha appena descritto la sua bella esperienza)che potrebbero servire da modello salgono agli onori della cronaca, forse perché non fanno ascolto ma finiscono invece per essere confuse con quelle realtà che vere o presunte applicano procedure che non hanno più ragione d'essere in un paese progredito.
    Prima di salutarvi una confessione: che ci crediate o no io mi sento ambientalista sino al midollo ma rifuggo dai messia verso i quali sarebbe bello indagare sul loro stile di vita.

    Notte Luciano

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    #33
  • Bele Casel @ Luca Ferraro

    Bele Casel @ Luca Ferraro

    io ho comperato persino i popolini per il pupo......giusto per farvi capire quanto tengo a questo mondo.....
    http://www.myspecialbaby.it/producer/2/POPOLINI.asp

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    #34
  • I Botri di Ghiaccioforte Azienda Bioagricola

    Quando il giornalista autore del servizio parla di vino biologico del produttore toscano che non fa uso di lieviti selezionati clonati, a trovarli !!! mi sa che neanche in Australia........per cortesia

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    #35
  • P.A.N.E.T.H. Prodotti-Ambiente-Necessità-Ecologia-Territorio-Hospitum

    @Luca,
    complimenti per la tua scelta. Non credo sarà facile, specie con la tua tipologia di vino dove i margini sono risicati. Quindi un doppio grazie anche dai miei figli, oltre che dai tuoi.

    Come dice Luk (@Luk ) a volte le rese e il mercato influenzano le scelte. Forse una conversione graduale potrebbe ottenere maggiori risultati sul lungo periodo.

    @Luciano,
    ciao Luciano. Io apprezzo molto l'onestà intellettuale e il tuo modo di lavorare. Ma non tutti si comportano allo stesso modo. Per quanto riguarda le analisi, purtroppo vengono fatte poco e male. E' recente l'inchiesta realizzata da Pesticide Action Network Europe sui vini di 8 paesi del mondo, studio che ha portato ad identificare la presenza di pesticidi e di principi attivi derivati dagli antibotritici cancerogeni, come il il procymidone in quantità inimmaginabili. Puoi trovare qui l'inchiesta
    http://www.pan-europe.info/Media/PR/080326.html o sul sito di acino parlante.

    @Paolo
    He si, solo una visione lunga gittata può essere efficace, visto lo stato delle cose.

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    #36
  • P.A.N.E.T.H. Prodotti-Ambiente-Necessità-Ecologia-Territorio-Hospitum

    @Fil Pardon per il doppio commento, ma le cose da dire sono veramente tante.

    @Mike
    Concordo su dati e difficoltà. Non sull'irrimediabilità del procedere.

    Credo che con tutte le difficoltà che il nostro tempo ci pone, non sia più possibile andare avanti così, per inerzia. Ci sono anche notizie positive non solo catastrofi inevitabili. Come esperienza diretta, visto che ho un ingegnere ambientale in casa, ti posso dire che tutte le centrali idroelettriche sono riprogettate e rimesse in funzione in Italia, enti importanti come Autostrade SPA stanno progettando di sfruttare le pensiline dei maggiori caselli autostradali, tettoie e barriere frangirumori, perlomeno il tratto BS/PD (ho fatto da beta tester allo studio di fattibilità la settimana scorsa), ecc. ecc.

    Insufficienti? Certamente. Qui passiamo alla politica.
    L'europa non è nata solamente per porre barriere burocratiche, come troppo spesso, purtroppo, succede. L'idea di Europa Unita nasce anche per dare una risposta ai grandi problemi contemporanei, come quello dell'energia. L'idea che ogni nazione si specializzi nella fornitura di energia specifica e più adatta alle proprie caratteristiche (eolica al nord, fotovoltaica al sud, ecc. ecc. ecc., con integrazione con fonti anche non rinnovabili attuali, per il passaggio) per il bene DI TUTTI GLI STATI della comunità è interessante.
    Certo finchè la politica ritiene prioritaria la "fabbricazione di quote elettorali" rispetto il bene comune ...
    Ma anche in qs senso possiamo dire ... 'eppur si muove', poichè l'europa, per prima, si è rivolta con proposte concrete sia agli UK che alle nuove potenze quali la Cine e l'India.

    Tornando glocal, forse noi non ci accorgiamo dei cambiamenti e delle idee che da tempo stanno nascendo e proliferando, perchè troppo coinvolti dal tubo catodico, da una trasmissione che comunque non rappresenta la bibbia dellle nostre scelte, come giustamente fanno capire Luk e Andrea. In Europa ed in genere in occidente, sta nascendo un movimento di idee basate sulla decrescita ("La decrescita serena" è un libbro illuminante a proposito), sulla riduzione del PIL.

    Certo sono concetti che spaventano, che sembrano riportare ad un'idea di società contadina.
    Io personalmente credo che possiamo trasformare questa società dall'interno, con una rivoluzione delle idee, non con la violenza, ne tanto meno con "l'uomo della provvidenza" che sappiamo dove ci porterebbe.
    E' la consapevolezza che può muovere le montagne. Certo non sappiamo precisamente fino dove ci possiamo spingere. Ma è molto peggiore fermarsi, aspettare, non far nulla.

    ... Per questo, ammiro la scelta di Luca :-)

    ciao
    francesco.

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    #37
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    @ Luciano,
    Corretta osservazione, anche se scredo che non necessariamente occorra rinunciare agli aspetti positivi del progresso per essere meno impattanti sul sistema.

    @ Botri,
    Si può eccome vinificare con lieviti indigeni... fra qualche mese ne vedremo gli esiti che già ora sono comunque incoraggianti.
    Vedi : http://www.cascinacarpini.it/vedit/pagina.asp~pagina~1486~apriramo~0036~pv~

    @ Fra,
    In queste cose non si può pretendere un immediato risultato, serve tempo e tempo.
    Ogni tanto il progresso deve fare i conti con se stesso, analizzarsi, pulirsi degli errori e tenere solo il buono, reinterpretarlo ed andare avanti su basi giuste.

    Ciao
    Paolo

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    #38
  • Emanuele Coveri

    Emanuele Coveri

    Mamma mia che post !

    Ma allora ci preme a tutti l' ecosistema?!
    Ed io che credevo fosse solo una scusa per vendere di più!?
    Fico!

    Non sò se sono all' altezza degli interventi fatti finora da tutti voi, vorrei sottolineare un solo concetto:

    "siamo noi gli ospiti in questo Pianeta", ed in quanto tali dobbiamo essere educati e comportarci bene.

    viviamo in un sistema dinamico che potrebbe essere riassunto in una formula fatta di infinite variabili e pochissimi parametri, questo ci fà capire che esso è sicuramente influenzabile ma decisamente non gestibile.

    ricordiamoci che:
    - basta un alito di vento in più o in meno e l' energia eolica non la si fà più
    - basta un grado di troppo e passiamo dal clima temperato a quello tropicale
    - basta un pò d'acqua in più e Venezia la visitiamo con le bombole, e Trieste gli và dietro..
    - basta una scossa "fuori scala" e le nostre case antisismiche crollerebbero "senza problemi"

    basterebbe che impazzisse solo una di queste variabili per mandare in tilt tutto il sistema e le nostre certezze.

    poi penso all' uomo, ai fenomeni sociali che si influenzano tra loro.
    Agli US che stanno male con Bush e che il gg dopo si gasano per Obama, al Medio Oriente , alla Colombia con i suoi contadini che coltivano coca per sopravvivere, all' Europa con i suoi individualismi necessari, gli inglesi che non vogliono entrare nell' UE, i francesi che vorebbero farne una loro nazione, i tedeschi che hanno i polacchi, i polachi che vanno ovunque, l' est europeo, la Russia, Putin che si veste molto meglio dei suoi predecessori, Abramhovic che è più ricco di tutti i ricchi, noi italiani che ci spariamo sempre addosso come se non bastassero già gli altri, ecc.... (sono volutamente provocatorio)
    ho passato 3 anni della mia vita in Africa e spesso sono rimasto spiazzato dalle risposte ricevute dalla gente del posto rispetto a certi argomenti trattati, a certi "grandi problemi sociali".

    Come dice Mike Tommasi,
    "Cambiare sistema? Volentieri. Quale mettiamo al suo posto?"

    Non conosco Luca personalmente e con Paolo ci siamo visti una sola volta al Vinitaly mentre cercava di spiegare "una pompa col coperchio", ma spesso mi sono trovato ad appoggiare il loro pensiero perchè esso si basava su un fondamento che anch'io condivido: "un forte senso di umanità", la prerogativa necessaria per trasformare ogni nostra azione in un atto di coscienza.

    Per concludere alla mia maniera (con un sorriso che non guasta mai!), mi viene in mente il film con Al Pacino "Any Given Sunday" quando recita il pezzo "la Vita è un gioco di centimetri...", ...basta un passo troppo avanti o troppo indietro e potresti non farcela... un tiro troppo lungo o troppo corto e potresti non arrivarci...
    ...ma i centimetri che ci servono sono tutti intorno a noi... in ogni momento del gioco ... in ogni momento della Vita...
    E poi conclude guardando tutti negli occhi e dicendo:
    "...Allora Signori... Cosa Vogliamo Fare?!..."

    Io adesso vado in vigna!

    Salutoni !!

    emanuele

    PS - e cmq.. A chi odia il Vino, Dio neghi anche l' acqua !

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    #39
  • P.A.N.E.T.H. Prodotti-Ambiente-Necessità-Ecologia-Territorio-Hospitum

    @ Paolo
    Certo abbiamo l'occasione di riabiutarci al concetto di seminare per raccogliere, a volte erbacee, a volte arboree, quidi da qui ad x anni per la raccolta. Per questo amo profondamente il vino perchè, se "fatto" con coscenza, ti permette di entrare nella dimensione reale.

    @Lele,
    non si può non essere d'accordo sul fatto che siamo tutti ospiti di questa cara terra.

    Come non c'è nulla da obiettare alla difficoltà a identificare un nuovo sistema. Se non altro perchè oggi le ideologie assolute, le certezza dell' '800 PER FORTUNA sono prese con beneficio d'inventario, per fortuna.

    Abbiamo a ragione, timore del cambio di sistema. Credo la discriminante non sia sul sistema da adottare, ma su quale percorso intraprendere.
    Stiamo fermi? Non ci muoviamo? Oppure qualche strada la imbocchiamo, magari aggiustando le curve troppo secche strada facendo.

    Questo a mio avviso è il nodo della questione.

    "... i centimetri che ci servono sono tutti intorno a noi...Allora Signori... Cosa Vogliamo Fare?!..."

    Ciao
    francesco

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    #40

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