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#12 Commenti

  • Enoteca La Volpe e l'uva

    Enoteca La Volpe e l'uva

    Purtroppo credo solo che sia un problema di cultura...continuano a chiedere i brut per brindare a fine pasto con il panettone. Non sai che fatica spiegare che il dolce vuole dolce. E in più mi guardano come se fossi io quello a non capire nulla di abbinamenti. Sigh...:(

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    #1
  • Tipografia A.S. - Etichette in bobina

    Tipografia A.S. - Etichette in bobina

    @ enoteca....
    da buon italiano ti dico che non capisci nulla di abbinamento...scherzo...
    e' solo un paradosso...in effetti hai ragione è un fatto culturale...quando io dico che amo il dolce...mi guardano allo stesso modo con cui guardano e considerano te..
    è soprattutto un fatto culturale..
    mik

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    #2
  • Maurizio Fava

    Maurizio Fava

    cari amici, i vostri interventi mi rincuorano; siamo già in tre a preferire abbinamenti giusti!
    io proprio non riesco a mettere in bocca contemporaneamente la secca acidità di un brut con le grasse, suadenti delicatezze di una crema chantilly, o con un montebianco di castagne...
    L'Italia è davvero strana: si privilegiano le aromaticità del Traminer anche sul pesce non salsato (ma gli stessi produttori altoatesini NON lo farebbero mai, e userebbero probabilmente un Weissburgunder o un Sylvaner) e poi si disdegnano gli aromi profumatissimi del moscato, della malvasia, del brachetto con i dolci.
    E pensare che all'estero ci ammirano ancora per il buon gusto, e la capacità di vestirci non sbagliando mai gli abbinamenti di colore...
    Non ci son più gli Italiani di una volta??

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    #3
  • EWSP - Imballaggi In Cartone Per Il Trasporto Sicuro Di Vino

    direi anche di più.. ignoranza... per fino in una cena di Natale dell'AIS (e ripeto AIS ) ho trovato in abbinamento ai dolci più brtut che dolci ... una vera e propria delusione.

    L'ignoranza aumenta sopratutto sul moscato d'Asti dove viene preso ad esempio il classico Fontana Fredda servito in tutti i ristoranti.

    E' dire che quando faccio assaggiare prodotti come la Morandina, la Caudrina od altri similari.. poi bevono solo quello.

    Buona domenica

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    #4
  • Maurizio Fava

    Maurizio Fava

    credo di potermi permettere di ringraziarti, anche a nome dell'Associazione Produttori di Moscato, nonchè di Romano Dogliotti e Giulio Morando!

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    #5
  • EWSP - Imballaggi In Cartone Per Il Trasporto Sicuro Di Vino

    A mio avviso il Moscato d'Asti è uno di quei vini le cui doti sono totalmente sconosciute ai più. Un vero peccato, cini sono appunto prodotti da portare su un vassoio d'argento per la tipicità, piacevolezza e allegria che portano dietro.

    Buona serata
    Angelo

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    #6
  • Bele Casel @ Luca Ferraro

    Bele Casel @ Luca Ferraro

    purtroppo raramente , nei ristoranti, si serve un moscato d'asti degno di tal nome

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    #7
  • Maurizio Fava

    Maurizio Fava

    Luca, mi interesa molto la tua opinione: secondo te i ristoratori lo hanno in carta, ma di scarsa qualità? perchè è strano, un boun Moscato si trova in cantina (per l'HoReCa) a partire da 4 € + iva, a volte con un ordine più grande si riesce ad avere anche lo sconto... perchè risparmiare sulla qualità per pochi spiccioli?

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    #8
  • Bele Casel @ Luca Ferraro

    Bele Casel @ Luca Ferraro

    A me il moscato (buono) piace molto. Purtroppo quello vero l'ho assaggiato solo al vinitaly.
    Per quanto riguarda i ristoranti , credimi , x molti 4 € sono già troppi.
    Io ho venduto ad un hotel 5 stelle e hanno voluto il prosecco meno costoso(3.10€) perchè non volevano spendere troppo. Sono assurdità lo so , ma molto spesso è proprio così.
    ovviamente poi ci sono ristoranti/hotel di tutto rispetto con ottime carte vini, ma moscati eccellenti non ne ho mai trovati.
    Sarò sfortunato? probabilmente si
    luca

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    #9
  • Maurizio Fava

    Maurizio Fava

    ah, sui ristoranti degli hotel italiani purtroppo in genere (con poche ma buone eccezioni) non si possono dire le belle cose che si possono dire spesso sui ristoranti degli hotel francesi..

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    #10
  • Patrizia Rampa de Il Brolo

    Patrizia Rampa de Il Brolo

    Ciao Maurizio, non rispondo da esperta ma da semplice consumatrice appassionata e per quanto mi riguarda è solo una questione di gusto. Io non amo gli spumanti dolci, preferisco i vini secchi anche abbinati al dolce.

    Ciao
    Pat

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    #11
  • Roberto Gatti

    Roberto Gatti

    Ciao Maurizio,
    una delle prime regole che ci hanno insegnato ai corsi Ais è proprio quella, di abbinare vini dolci a fine pasto con i dolci appunto.
    Da parte di alcuni ristoratori, credo ci sia ancora molta ignoranza in materia, troppa gente che si improvvisa dalla sera alla mattina, ma dopo poco chiudono l'attività.
    Ti dirò un buon moscato non lo disdegno soprattutto al naso, ma poi quando arriva in bocca " scivola via ".
    Preferisco di gran lunga un buon recioto passito di Gambellara, che nelle migliori versioni, nulla ha da invidiare ai famosi passiti panteschi; ma anche un buon " cartizze " di quelli autentici, perchè ormai è risaputo che da quei pochi Ha della collina del Cartizze, è impossibile produrre tutte quelle bottiglie che si trovano sugli scaffali.
    Anche un buon Picolit mi piace, ma andare a scovare quello giusto, è come cercare un ago in un pagliaio : anche qui ci sono tanti prodotti in giro, che di picolit hanno solo il nome, a torto.
    Comunque alla fine della corsa, piuttosto che un brut a fine pasto : evviva un buon moscato od anche un buon brachetto.
    Se non ci sentiamo piu' auguri di buone festività a tutti gli amici e frequentatori di Vinix.
    Roberto

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    #12

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