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#49 Commenti

  • Roberto Gatti

    Roberto Gatti

    Ciao Luciano,
    quella del vinavil non la sapevo...., quando potavo il mio vigneto mi avevano insegnato a " tagliare " sempre in obliquo, cosi' da permettere all'acqua piovana di non ristagnare sul taglio di potatura.
    buon lavoro....e so bene di che " lavoro " si tratta...molto impegnativo e faticoso
    Roberto

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    #1
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    Qui potatura in alto mare. Anzi io non ho ancora cominciato: penso se ne parlerà a Marzo. Perchè come dice il mio agronomo/enologo (che stimo sempre più ogni giorno che passa) più si è vicini al pianto e più la situazione aiuta. Per ragioni ovvie, il taglio interrompendo un vaso porta la linfa ad uscire e spingendo la linfa (cd. pianto)verso l'esterno manda, sempre verso l'esterno, anche il crittogame. che altrimenti potrebbe stazionare sul taglio.
    Io per disinfettare i tagli / gli attrezzi uso una soluzione con i "vecchi" sali di rame, per capirsi quelli che si sciolgono in acqua.
    Ma il 4% delle piante va in malora per qiale crittogame/insetto? Da me più che altro flavescenza dorata (leggi Scaphoideus Titanus).

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    #2
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    Ugo,
    se vuoi pareri di esperti in materia prova qui anche se non è recentissimo secondo me è interessante:

    http://www.safecrop.org/download/free_publications/2007_esca_della_vite.pdf

    ciao
    Tom

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    #3
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Bellissimo fotoracconto Luciano.
    Ciao, Fil.

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    #4
  • Sanlorenzo

    Sanlorenzo

    Ciao,
    grazie Fil, troppo gentile
    @Roberto, anche io non sapevo del vinavil fino a quest'anno, me lo ha consigliato il mio nuovo agronomo, quella delle tagliature oblique me la hanno detta ma preferisco farle piane in modo da lasciare almeno un centimetro di legno a protezione della prima gemma che altrimenti potrebbe seccarsi
    @Tommaso e Ugo, io la potatura l'ho sempre fatta presto, alcuni anni avevo finito per la befana, quest'anno su insistenza dell'agronomo ho ritardato perchè lui dice che prima si pota e prima germoglia mettendoli a rischio delle brinate.
    Per il mal dell'esca sinceramente io disinfetto con alcol forbici e seghetto ma ho dei dubbi sull'efficacia
    Grazie Tommaso per il link che mi leggerò con calma
    Luciano

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    #5
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    Ciao Lorenzo,
    Anche qui non posso trattenermi dal commentare la forbice, che mi pare una Lixion, ma non capisco se è versione 2008 o precedenti. Comunque sia io per ora mela sogno. Per caso hai anche la legatralci della stessa famiglia? Sto cercando pareri su di essa.

    Venendo al sodo, okkio perchè l'alcool in medicina si usa per fare......le colture batteriche!
    Eh si hai capito proprio bene (chiedi pure a un dottore, ma basta chiedersi perchè non si usi x le medicazioni), quindi se vuoi un disinfettante/antisettico usa qualcos'altro, tipo ipoclorito di sodio o cristalli di basi rameiche.

    Inoltre sui tempi potatura la motivazione del tuo agronomo è ineccepibile, tanto più sui vigneti esposti a est, che si beccano il sole proprio al mattino (in merito mi hanno sempre impressionato gli impianti trentini salvabrina ad aspersione).

    Ciao,
    Tomaso Armento

    P.S.Mi scuso con la community se non firmo sempre tutti i post, questa cattiva abitudine è figlia dell'uso prolungato di Forum, dove la firma è sempre uscita in automatico. Ad ogni modo.....mi chiamo Tomaso con una emme e spero x il futuro di ricordarmi la firma...

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    #6
  • Sanlorenzo

    Sanlorenzo

    Ciao,
    Scusa Tomaso per il nome errato nel precedente commento
    le forbici sono le 2000, la versione precedente, ormai hanno 10 anni ma revisionandole tutti gli anni sono andate bene fino ad oggi, forse quando la batteria inizierà a calare dovrò cambialre, ma nuove costano 1250 + iva mica noccioline.
    La legatrice qua non la usa nessuno perchè su questi tipi di allevamento non è indicata.
    Mi hai convinto su usare qualcosaltro per disinfettare.

    Luciano

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    #7
  • Giovannini Azienda Agricola

    Giovannini Azienda Agricola

    Anche noi usiamo la vinavil ma mescolandola con il rame in polvere.
    Cosa ne dite?


    Jacopo

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    #8
  • Giovannini Azienda Agricola

    Giovannini Azienda Agricola

    @Cascina tollu
    La legatrice della pellenc noi l'abbiamo comprata circa due anni fa, è una vera manna dal cielo, in un giorno faccio il lavoro che facevo prima in tre non è poco. Costo 850€ +IVA

    Jacopo

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    #9
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    Grazie Jacopo,
    Anche se OT ne approfitto giusto x 2 domande:

    -la legatrice la usi anche per il lavoro a verde?
    -sai se poi comprando le forbici avendo la legatrice risparmi la pila?

    Ciao
    Tomaso

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    #10
  • Luca Risso

    Luca Risso

    Ma il mastice da innesti costa così tanto?
    Luk

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    #11
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    Luk,
    Alcuni punti:
    -Il mastice da innesti da solo (senza prodotti disinfettanti quali i citati) non disinfetta, quindi dandolo sulle ferite proteggi dagli eventi atmosferici addirittura il crittogame eventualmente presente
    -le ferite della vite sono [o almeno dovrebbero] essere piccole, quindi la stesura della pasta è solitamente pi lenta dei composti liquidi identificati anche in questo post
    -non tela regalano, quindi se ci aggiungi i punti precedenti puoi già trarre tue conclusioni.
    Ho visto soluzioni medicate (cioè additivate con disinfettanti) in bomboletta...
    Io che non ho mai dato particolari protettivi perchè applico uno dei principi base della lotta integrata (analogo peraltro a quello usato nella medicina moderna), ovvero intervieni solo quando la gravità dello stato sanitario lo giustifica...non dimentichiamoci che qualche vite morta l'anno va messa in conto.....l'importante è tenere sotto controllo e usare profilassi ragionevoli.

    Tomaso

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    #12
  • Sanlorenzo

    Sanlorenzo

    Ciao,
    a proposito di disinfettare i tagli, una volta comprai un tipo di forbici a mano della Felco con un applicazione tale che ad ogni taglio spruzzava un liquido sulla lama e sul taglio stesso, al tempo nessuno mi seppe dire cosa usare e io usavo l'alcol, poi ho comprato quelle a batteria e quest'altre le ho lasciate.
    Non ricordo bene dove sono ma se le trovo pubblico una foto

    Luciano

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    #13
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    Luciano perdonami ma tela devo dire:

    Ma coll'alcol icchettuffai l'infermiere n'i vigneto? Un le devi miha pungere codeste viti?!

    Pardon
    :-)
    Tom

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    #14
  • Sanlorenzo

    Sanlorenzo

    Tomaso, hai ragione, ma mi sembrava una buona soluzione, ripensandoci è come dici te
    Luciano

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    #15
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    Luciano,
    era una battuta! Speravo di farti ridere....
    La faccina era troppo dopo?

    :-D

    Ciao!

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    #16
  • Bele Casel @ Luca Ferraro

    Bele Casel @ Luca Ferraro

    @tom ,
    l'alcool viene usato in soluzione o puro nel caso delle colture batteriche?

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    #17
  • L'Arcante

    L'Arcante

    Bellissimo racconto Luciano. Non avevo idea che fosse così complicato scegliere tra due o più forbici. Ma poi riflettendoci è come bere un brunello in un Tulip o in un Ballon. Ad ognuno il proprio...ferro del mestiere.

    Quella del Vinavil proprio non la sapevo!

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    #18
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    Premetto che io non essendo un chimico, ne ho conoscenza di biologia parlo perchè chiedendo a terzi consiglio l'ho scoperto.

    Dunque, il principio che mi ha spiegato un amico medico è che l'alcol quando usato sulla pelle crea un "raggruppamento" tale per cui ove vi fossero batteri non arriverebbe ad ucciderli perché protetti dalla stessa pelle, creando di fatto una coltura batterica protetta.

    Il mio scritto é rozzissimo, lo so...chiedo scusa.

    In questo senso puro o diluito fa poca differenza.

    Un collega viticultore, col quale avevo condiviso quanto sopra, mi ha detto che per sconfiggere il crittogame su superfici ruvide sono preferibili i sali rameici e o l'ipoclorito di sodio anche per la maggiore persistenza rispetto all'alcol che evapora subito, talvolta prima ancora di penetrare nelle rugosita del legno.

    Se ho detto improperi mene scuso, visto che le mie fonti sono autorevoli ho fatto sicuramente confusione io, altrimenti spero essere stato utile.
    Tomaso

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    #19
  • Bele Casel @ Luca Ferraro

    Bele Casel @ Luca Ferraro

    ESTRAZIONE BATTEROIDI
    Preleva le piante di fava con le radici nodulate dal terreno (si può fare in tutta Italia da ottobre a maggio).
    Immergi le radici in un bicchierino contenente acqua ossigenata al 3% per 30 secondi per eliminare batteri presenti sulla superficie esterna dei noduli e delle radici.
    Lava le radici immergendole in un bicchierino contenente alcool denaturato per 1 secondo e poi sciacquare abbondantemente due volte con acqua minerale immergendole in due diversi bicchieri.



    Preleva (in condizioni sterili usando alcool per disinfettare ogni strumento usato per le operazioni) i singoli noduli e porli in un tubino da 1.5 ml (in numero di circa 10 per ciascun tubo) dopo averlo opportunamente siglato.
    Aggiungi nel tubino una goccia di acqua minerale e schiacciare i noduli con un pestello preventivamente sterilizzato (puo' andare bene il tappo di una penna sterilizzato con dell'alcool).

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    #20
  • Sanlorenzo

    Sanlorenzo

    ciao,
    come promesso al commento 15 ecco le Felco che spruzzavano sulla lama, ormai non le uso più perchè ho quella a batteria
    http://www.vinix.it/myPhoto_detailPhoto.php?ID=9692
    http://www.vinix.it/myPhoto_detailPhoto.php?ID=9693
    http://www.vinix.it/myPhoto_detailPhoto.php?ID=9694

    Luciano

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    #21
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    Grazie Luca,
    ho chiesto maggiori ragguagli, espongo di seguito quanto appreso:

    -l'alcool denaturato può essere usato solo come solvente e detergente;
    -L'alcol puro (100 %) non è efficace poiché denatura le proteine esterne e di conseguenza non penetra più nella cellula;
    -le miscele in cui l'alcool ha concentrazioni inferiori al 59% in peso hanno scarsa efficacia disinfettante;
    -è poco efficace sui microrganismi essiccati su superfici;
    -la presenza di materiale organico riduce l'attività dell'alcool;
    -evapora con rapidità, quindi se il crittogame che si vuole combattere necessita di un tempo superiore a quello impiegato per evaporare "ciccia";
    -la disinfezione del legno (lui mi ha fatto l'esempio di un tagliere) con un prodotto spray in soluzione alcoolica richiede un tempo di contatto di circa 10 minuti.

    A puntualizzazione di quanto scritto da me rozzamente nel 49 mi ha detto: sulle ferite l'aclol non è adatto in quanto istiolesivo (danneggia la cute) ed irritante.

    Poi ha aggiunto, tieni presente (per la disinfezione in generale) che una data sostanza magari è efficace contro i batteri ma poco o nulla contro i virus o le micosi, quindi attenzione all'obiettivo.

    Ciao
    Tom

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    #22
  • Bele Casel @ Luca Ferraro

    Bele Casel @ Luca Ferraro

    grazie tom
    ho messo le forbici in soluzione rameica....
    però avevo pensato alla varechina e all'amoniaca..... sbaglio?

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    #23
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    Figurati,
    Io per il mal dell'esca sapevo varechina (ipoclorito di sodio): l'ammoniaca non so.
    Ciao
    Tomaso

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    #24
  • Donato Pasqualicchio

    Donato Pasqualicchio

    Ho letto tutti i vostri commenti,ho letto gli esperimenti fatti nel trentino inseriti da Ugo,e ho voluto copiare un commento fatto sul sito www. crsaforum.it che recita cosi:

    Quel preliminare regionale va eliminato, perchè dice fesserie anche sul problema del mal dell'esca-
    Infatti il preliminare dice: Impiegare materiale di propagazione sano.
    - Evitare grossi tagli di potatura, utilizzare mastici addizionati di fungicidi per la protezione delle ferite e decontaminare gli attrezzi di potatura. Individuare e segnare le piante sintomatiche nel periodo estivo (luglio-agosto).
    - In inverno, capitozzare la pianta rimuovendo tutto il legno comunque alterato; successivamente allevare un nuovo germoglio per ricostituire la pianta. Il capitozzamento è efficace solo se eseguito tempestivamente alla prima comparsa dei sintomi.
    - Nel caso le alterazioni del legno si spingano nel portinnesto estirpare la pianta.
    - Ove la malattia è presente, non effettuare la trinciatura e l'interramento dei sarmenti o l'accantonamento degli stessi, ma raccogliere i residui di potatura e distruggerli col fuoco.

    Secondo la mia esperienza mi fa capire che questi il problema non lo conoscono, infatti io sono di tutt'altro avviso.Quando dicono di curarlo il mal dell'esca dicono una grossa fesseria. Il mal dell'esca è un cancro e come tutti i cancri non si guariscono. Io dico è meglio prevenire che curare,per prevenirlo bisogna cominciare da principio,(parlo sistema a tendone)da quando si allevano i ceppi.Abitualmente secondo la pratica che usano i viticultori quando allevano l'innesto,lo portano su senza cimarlo,ci sono quelli che lo cimano e allevano quattro tralcetti, alla puta, due li potano a speroni e due li lasciano a frutto. Nel primo caso restano un solo capo a frutto.Questi due modi di allevamento fanno lo stesso errore. quando vengono potati il terzo anno, il taglio che viene fatto,eliminando i due capi a frutto, per impalcarlo,creano un grosso buco alla pianta. Secondo una teoria tecnica la metà del diametro del taglio secca fino alle radici col tempo in quel taglio si creano feridoie che l'acqua porta giù terra e ifi creando carie. E' inutile mettere astringenti e mastici non servono a niente.Per ovviare a questo inconveniente bisogna allevare il ceppo differente:Il primo anno appena arriva all'impalcatura bisogna cimarlo e allevare due tralci che serviranno da impalcatura e tralci a frutto,con questo sistema il buco non si crea,viene creato un ceppo senza buco. Questa è la prima attenzione la seconda è di non fare tagli faccia all'aria, ma possibilmente faccia a terra,perchè quelli faccia all'aria si spaccano, quelli faccia a terra sono più protetti non entra l'acqua.I mastici gli astringenti non servono a niente.
    In tutti gli esperimenti fatti in trentino fanno gli stessi errori, ma fanno una affermazione di fondo, cioè dicono l'acqua e i tagli è la causa della malattia,però non individuando il rimedio.Io dico prevenire è meglio di curare,per prevenire bisogna non far entrare nella pianta le ife che causano la malattia, come proteggere i tagli ,prima di tutto non fare tagli faccia all'aria ed eventualmente sei costretto farli proteggerli coprendoli da non far entrare acqua,una tecnica afferma che quando provochi un taglio la meta del diametro del ceppo secca fino alle radici col tempo si spacca creando la strada all'acqua di trasportare le ife che creano carie,mal dell'esca.Perciò tutti quelli accorgimenti che avete usato nel potare non servono a niente.Un ultima attenzione quel mio progetto di produrre uva biologica serve a mantenere asciutto anche i tagli e a non far entrare acqua nei tagli e a proteggere le viti dal mal dell'esca.Ve lo dice Donato e vi saluta tutti.

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    #25
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    Caro Donato, hai fatto un post supercomplicato!
    Comunque anche io sulle ferite non do nulla, concordo sulla metodologia di taglio (anzi diro di più, nel Guyot le viti vanno orientate nello stesso verso del vento in legatura....), magari sarei un po più cauto sul generalizzare perchè la ricerca bene o male a qualcosa serve....infatti il link che avevo inserito per Ugo non voleva essere la panacea, bensì uno spunto di apprendimento....
    anche se poi ognuno a casa sua fa quello che ritiene meglio, no?
    Tomaso

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    #26
  • Sanlorenzo

    Sanlorenzo

    Donato, grazie per il contributo, la tua teoria mi ricorda una simile che mi è stata riportata da un amico che lavora in un'azienda, diceva che degli esperti luminari (mi pare della scuola di Attilio Scienza ma non ne sono sicuro) avevano proposto di insegnarli un metodo di potatura da applicare al cordone speronato dove si prevede una tecnica particolare per evitare grosse tagliature, il tutto per evitare il mal dell'esca.
    Sono meno d'accordo sull'uso di mastici che comunque senza dubbio proteggono.

    Luciano

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    #27
  • Donato Pasqualicchio

    Donato Pasqualicchio

    Prima a Tomaso:quel commento l'ho mandato a quel sito per rispondere a un preliminare preparato da una ventina di dottori ingaggiati dalla regione Puglia che dovevano suggerire come si curava la malattia dell'esca e dicevano le stesse fesserie più o meno che dicevano quelli che hanno scritto sugli esperimenti fatti su quel link in trentino.Io li ho risposto che non servono a niente quello che loro suggerivano, e gli ho raccontato al mia esperienza che dico che è meglio prevenire che curare,non è complicato farti capire che sul problema fesserie le dicono gli uni e gli altri.


    A Luciano, se vai a leggere gli esperimenti fatti in trentino loro affermano che dalle loro parti il fenomeno del mal dell'esca è di poca importanza,però loro non sanno il motivo della poca importanza. Il motivo della poca importanza deriva dal sistema di potatura che adottano. Il sistema della spalliera sia il cordone speronato che il guion ,quando allevano il ceppo, all'altezza dil filo di ferro lo curvano, nello speronato quella curva resta per sempre,nel guion un pezzetto di curva resta, tale curva non da la possibilità all'acqua di penetrare nel centro del ceppo quindi meno possibilità di ammalarsi.Per quando riguarda i mastici, Luciano ripeto non servono, la protezione può durare un mese due mesi la protezione deve servire per anni e il mastice non resiste,un taglio grosso può essere protetto con un oggetto di plastica.
    Vi saluto Donato

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    #28
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    Certo Donato, e sicuramente anche tu hai dato un utile contributo dicendo che prevenire é meglio che curare.
    Solo che negli studi secondo me non é interessante solo la soluzione ma anche il percorso che fanno per arrivarci e tutti gli spunti che danno strada facendo.
    Ti ripeto, sono d'accordo con te per le mie vigne faccio altrettanto, ma ho visto altri capitozzare e recuperare la pianta.
    Poi scusa, ma se fosse un principio asssoluto carie=estirpazione mi sa che parecchi ulivicultori avrebbero non pochi problemi.
    Tomaso

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    #29
  • Donato Pasqualicchio

    Donato Pasqualicchio

    Capitozzare non significa recuperare la pianta, se la capitozzatura è stata fatta che ha asportato la parte malata neanche si può dire che ha recuperato la pianta perchè quella pianta sarà soggetta ad ammalarsi di sicuro e poi quando vai a provocare un taglio la pianta perde tutte le correnti se le deve ricostituire, se poi la capitozzatura è stata fatta che il male sta ancora dentro la pianta ,quella pianta ha poca vita. Vai a leggerti il mio post sulla carie dell'ulivo come si cerca la carie e come si toglie,è interessante.
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    #30
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    Donato,
    io non ho detto che capitozzare "significa" recuperare la pianta, bens che la pianta aveva recuperato: l'ho "visto" non l'ho letto.
    Anche se ancora una volta ribadisco che io preferisco estirpare, ma con cio rispetto le idee di tutti.
    Andro a leggerlo, grazie.
    Ciao
    Tomaso

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    #31
  • Donato Pasqualicchio

    Donato Pasqualicchio

    Siamo d'accordo Tomaso, anche io estirpo, ma non rispetto le idee sbagliate degli altri, perchè se tu ti accerti che sono sbagliate si devono correggere se no quelle diventano verità e stiamo sempre punto e da capo,per esempio nei commenti sopra si parla di potatura tardiva e primizia e si da un giudizio secondo me non corretto.si dice che la potatura tardiva favorisce la pianta dalle gelate,pero non si tiene conto che la pianta ha già ricostituito le correnti e quando vai a fare l'operazione piange,e per ricostituire le correnti perde un sacco di energia. Alla vite non si nota tanto, ma se poti un albero di ulivo tardivo ci rimetti il raccolto dell'anno prossimo. secondo me ogni operazione a suo tempo, Tu che ne dici?
    Ciao Tomaso

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    #32
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    Donato, io non voglio convincere nessuno che quello che faccio sia giusto in assoluto. Credo pero si debba contestualizzare, qui si parla (le foto lo dicono) di potatura della vite. Tutto intorno a me le potature le han gia finite a Natale, buon per loro continuino cosi. Io pero non gli vado a dire di cambiare, perche non ho basi empiriche comprovate per dire che il mio metodo é per me quello giusto. Poi, relativamente alle gelate se tu poti dopo sottoponi la vite a stress proprio perche deve "lavorare" di piu (sintetizzo), arrivando dopo anche a fiorire.
    Io questo telo dico perché lo vedo, lo faccio non l'ho letto: lo faccio (la mia famiglia) da piu di 30 anni e trovo conferme sia nei tecnici con cui mi confronto che con alcuni (pochi) viticultori.
    Io dell'ulivo avevo tirato in causa la carie quando ho assimilato carie=estirpazione, che mi sembrava estremo. Solo quello, visto che dell'ulivo so poco (ma abbastanza per dire che carie non è uguale a estirpazione).
    Se vuoi accreditarti presso I centri di studio quando commenti quelle ricerche, mandagli del
    materiale, inomma dimostragli che tu hai una diversa visione, perche altrimenti c'é il rischio che non ti considerino, ed è un peccato perché anche tu stai alimentando la ricerca.
    Ma non spariamo addosso tout court, altrimenti l'interlocutore si mette sulla difensiva e ciao ciao scambio di idee.
    Poi ti diro, io sono abbonato a banche dati sulle ricerche relative ai fitoplasmi, a volte le scarto, a volte le trovo ottimo materiale, soprattutto perché ti fanno capire quanto è I'll livello di fitoplasma tollerabile, ti spingono a fare esperimenti per ridurre I principi attivi e ottimizzare la sanita di pianta e uve (io sulla riduzione di acqua per I trattamenti e di principio attivo sono superpignolo)
    Tomaso

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    #33
  • Donato Pasqualicchio

    Donato Pasqualicchio

    Tomaso hai toccato un tasto dolente,tu credi che io non sto portando a conoscenza quello che io ho sperimentato a istituti di ricerca.Non ti rispondono, un muro di gomma, se vai a leggere sul sito www crsaforum.it tutto quello che ho scritto, anzi su questo sito se cerchi quello che ha inserito Aogi,che ha preso da quel sito e l'ha messo su vinix,ti rendi condo che l'ho sto facendo, ma io sono un piccolo viticoltore che sto ledendo gli intressi delle grande industrie di fitofarmaci. Non so se hai letto quello che ho inserito su questo sito io produco uva biologica senza usare una goccia di pesticida e sto dicendo di provare. Quest'anno devo fare una ulteriore esperienza:Ho due ceppi sulla veranda,sto mettendo sotto il balcone la vite all'asciutto,li non devono essere attaccate da malattie, l'anno scorso l'ho tenuto sotto un foglio di plastica e l'uva vai a vederla su i miei post su vinix. Io caro Tomaso mi sto scervellando su vinix per cercare quelli come me per farli provare e poi non ci vuole tanto provare in piccolo non ci vuole un patrimonio.Io da giovane ho letto abbastanza come te sento che sei abbonato a riviste io ero abbonato a terra e vita, e anche a quella rivista ho mandato le mie osservazioni.Una è stata questa: Loro indicano che monitorare il picco della tignola indicano di istallare le trappole.Io gli mandai a dire che io il picco l'ho notavo la mattina al buio quando andavo in campagna sotto i fari della macchina quando le farfalle svolazzavano. Però quella esperienza è rimasta li, si continua a usare le trappole.Mi sto trattenendo a dire queste cose perchè ho sentito che sei super pignolo come me,e proprio per questo per essere super pignolo e per ottimizzare la sanità dell'uva che dovevo mangiarmi e il vino che dovevo bermi che mi a spinto a sperimentare. Ti saluto Tomaso cioa.

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    #34
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    Spero di incontrarti presto e di poterne discutere a 4 occhi. Anche io ho fatto I miei esperimenti, su un principio di fondo che é "limitare l'intervento e prevenire".
    A presto
    Tomaso

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    #35
  • Sanlorenzo

    Sanlorenzo

    Seguo interessato, alcune cose le condivido altre meno ma credo sia normale in uno scambio di idee.
    Unica cosa che volevo dire a Tomaso sul ritardo germogliamento-ritardo fioritura, cosa che credovo pure io mentre il mio agronomo mi ha fatto notare che non sono legate, le viti da noi germogliano d'aprile e fioriscono verso fine giugno, ma se un anno viene 15 giorni di freddo fine aprile inizio maggio e le viti non crescono comunque non andranno a fiorire il 15 di giugno ma fioriranno ugualmente a fine giugno

    Luciano

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    #36
  • Alessandra Rossi

    Alessandra Rossi

    Interessante documento, Luciano.
    Qui in Maremma ho filmato le fasi iniziali della potatura di una vite giovane, per farla diventare a cordone speronato.
    Non sono agronomo ne' agricoltore, ma e' certo che quando lo si vive (e lo si documenta), si impara molto.
    Quello che la massa non capisce dalle foto è la grande fatica e l'attenzione che costa questo lavoro.

    Vuoi mettere un video.. dove si sente dalla voce anche quanto siete stanchi e comunque orgogliosi e speranzosi? :-)

    Ale

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    #37
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    Poi, dopo il video si devono andare a trovare gli agricoltori, magari proprio mentre fanno quei lavori, sennò sti poveri agricoltori prima devono lavorare, poi devono fare le foto, poi devono fare i filmati, poi devono postare sui blog.....mamma mia!

    :-D

    W il web, ma soprattutto viva la vigna, il vino buono, l'agricoltore ....!

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    #38
  • Sanlorenzo

    Sanlorenzo

    Ciao Alessandra,
    hai ragione sul video ci ho pensato adesso che me lo hai suggerito, ci stava bene, la prossima volta..........

    Luciano

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    #39
  • Alessandra Rossi

    Alessandra Rossi

    Mi fa piacere che anche tu... ti cimenti. E spero che a Montalcino tu abbia trovato il modo di avere l'ADSL.
    Se incappi in qualche problema durante il montaggio o la compressione, fai pure un fischio.

    Stanno nascendo degli "ibridi"... agricoltori che si danno alla comunicazione e comunicatori che vanno a vendemmiare per immergersi nel contesto di cui si occupano.
    L'evoluzione della specie :-)))

    ale

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    #40
  • Donato Pasqualicchio

    Donato Pasqualicchio

    Devo tentare di convincere Luciano, che gli astringenti non servono a niente, tu Ale l'ho hai convinto, perchè la tua spiegazione è stata convincente,la mia no ecco che devo spiegarmi meglio:Luciano quando si produce un taglio a una pianta, la metà dei buchi che la pianta pompa la linfa si perdono. Questo processo non avviene istantaneo, quelle radici che alimentano la metà di quel taglio continuano a pompare siccome il ritorno è stato reciso la meta di quei buchi si perdono l'altra metà riesce a convogliarsi in quello che è stato rimasto, questo processo avviene negli anni non so di preciso, se tu vai ad osservare un taglio fatto uno anno fa non noti nessuna spaccatura, è dopo che incomincia a spaccarsi e a far entrare acqua in esso, perciò qualsiasi astringente non serve a niente,già la pianta si difende da sola, se tu osservi un taglio in periodo del pianto la linfa che fuoriesce si solidifica è chiude i buchi e neanche in tal caso serve l'astringente. L'unica attenzione che devi avere di non fare tagli faccia all'aria, e questo il potatore bravo lo deve prevedere quando si fa la prima sfoltitura che deve rimanere il tralcio che non costringe il potatore a fare tagli faccia all'aria.Non so se sono stato esauriente caso contrario chiedi dove non ti è chiaro.Saluti da Donato,porgi i saluti pugliesi ad Ale.

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    #41
  • Bele Casel @ Luca Ferraro

    Bele Casel @ Luca Ferraro

    domanda!
    nel caso di sovrinnesti come la mettiamo?

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    #42
  • Donato Pasqualicchio

    Donato Pasqualicchio

    @Bele Casel; Invece dell'astringente ci metti un sacchetto di plastica ermeticamente chiuso, dentro si creerà condensa e la marza attecchisce meglio.non ci credi, prova. link a questo commento 0 0

    #43
  • Donato Pasqualicchio

    Donato Pasqualicchio

    Dimenticato, era questo il senso della domanda?dell'astringente sull'innesto?

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    #44
  • Sanlorenzo

    Sanlorenzo

    Ciao,
    non è per contraddire sempre Donato, ma io sugli innesti a spacco o a zeppa come si vogliono chiamare uso una mastice particolare che permette di evitare il cartoccio, invece sugli altri innesti dove il tronco viene tagliato metto la solita mastice della potatura.
    E su questo argomento mi sento anche abbastanza sicuro facendolo quasi di lavoro.

    Luciano

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    #45
  • Donato Pasqualicchio

    Donato Pasqualicchio

    Luciano,prima così facevo io poi ho cambiato ho sperimentato il sacchetto,nel sacchetto la marza si mantiene sempre umida.

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    #46
  • Bele Casel @ Luca Ferraro

    Bele Casel @ Luca Ferraro

    Luciaono ho bisogno di chiederti delle delucidazioni x quanto riguarda gli innesti. ti contatto via skype?

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    #47
  • Bele Casel @ Luca Ferraro

    Bele Casel @ Luca Ferraro

    Donato quanti ettari hai?

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    #48
  • Donato Pasqualicchio

    Donato Pasqualicchio

    Avevo quattro ettari ora estinti,non sono più in grado di lavorare,comunico solo le mie esperienze.sono stato e sono un attento osservatore della natura, in agricoltura sapevo fare tutti i mestieri.

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    #49

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