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#12 Commenti

  • Simone Brogin - Spirited Wines

    Simone Brogin - Spirited Wines

    Buon giorno Ettore,
    ne stiamo discutendo da un po' della questione dei prezzi sorgente e dei ricarichi...
    Leggo "A seconda di come verrà offerto il prodotto, a seconda del servizio, il prezzo in etichetta subirà una maggiorazione, ma questa dovrà essere nei limiti, chiamiamoli pure, "etici". E chi decide qual'è il limite "etico"? Credo che ognuno abbia la propria percezione di limite etico, no? Un ricarico "sincero", come lo chiamo io, potrebbe essere il 70%, per altri potrebbe essere il 50% e per altri il 100%. Credo che la questione sia abbastanza complicata, soprattutto se mettiamo tutto sul piano etico.

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    #1
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ne sta parlando anche il buon Marco Baccaglio qui:
    http://www.tigulliovino.it/dettaglio_articolo.php?idArticolo=3060

    Ciao, Fil.

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    #2
  • Giulia Cannada Bartoli

    Giulia Cannada Bartoli

    se ci ricordassimo piu' spesso delle parole del grande Gino le cose andrebbero meglio:)

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    #3
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    Caro Jerry, sai cosa trovo buffo? Chi leggerà il tuo post lo legge perchè sta leggendo un blog e se un produttore sta leggendo un blog forse ha già capito e non "subisce il cambiamento"....

    Anazon vende il vino sulla piattaforma di e-commerce: scusa ma secondo te Amazon non applicherà i soliti ricarichi?

    Mi sembra dura che Amazon voglia mettersi contro i colossi del Vino che ha proprio in casa.....mah

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    #4
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    Proprio oggi parlavo con un enotecario col quale cominceremo a breve a lavorare a Milano. Ho trascorso da lui una piacevole pausa pranzo, poi avro modo di parlarvene più a fondo, ma una cosa mi è piacuta di quello che ha detto: nel marasma dei vini, finchè un vino è sullo scaffale (se preferisci su internet è su un sito) a meno che lo stesso non abbia qualcosa tale da attrarre di per se, resterà sempre lì. Anche se è buonissimo. Se uno che sa poco di vini entra da me e mi dice "fai tu" beh posso spingere produttori che io ritengo buoni....
    Poi certo, c'è quello che entra ti chied x e z e io non gli posso ne gli devo dire nulla, ma quello è deciso, sa già cosa vuole.
    Mi fai quindi capire come risolveresti il problema che riguarda i "grandi" numeri del mercato e non i casi sporadici? Inoltre con una endemica debolezza delle denominazioni di origine e risicati budget (quindi zero spazio per branding e altre robe) da parte delle aziende piccole mi spieghi come fare ad emergere?
    Se vai a vedere le keyword su google dei vini che produco io trovi 300 richieste all'anno, probabilmente sono incluse le mie per fare i test e magari pure quelle di altri che fanno altrettanto.
    Le mie sono curiosità reali e credo di non essere il solo.

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    #5
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    @Jerry: roger, hai agganciato il problema. Una piccola azienda oggi non emerge, sopravvive grazie al lavoro che ha fatto fino ad oggi.
    Emergere è un'altra cosa.

    Ah, e non mi interessa sicuramente parlare alla GDO, se non altro non da solo (volumi?): magari appena avrò fatto capire il mio pensiero ai miei conterranei allora saremo ad un altro stadio evolutivo perchè in quel caso dovremo avere qualcuno che sappia porsi nel modo corretto per essere nella corretta categoria, avere il giusto "shelf space" ecc. ecc.

    Parliamo di chi invece "sbanatta" (termine ligure usato per dire si agita) per cercare di far si che l'onda non gli copra il naso.

    E chi ti parla ha un sito che è enciclopedico, ho anche colmato con il sito il vuoto degli enti locali a mostrare potenziali itinerari nei dintorni, oltre che a dire qualunque cosa utile potesse interessarci: unico neo le foto, perchè col budget del picchio un fotografo non ci usciva, mentre l'amico smanettone che lavora in una megazienda e programma col mignolo del piede per gioco si....

    Ti pregherei, visto che stiamo indirizzando la conversazione, di specificare anche i volumi da applicare ai vari suggerimenti o punti di vista (piccolo = tot bottiglie, medio = tot bottiglie ecc ecc) includendo anche quali politiche sono ammesse per crescere (puro produttore, acquisto uve, acquisto uve e vini) perchè ovviamente le scelte hanno implicazioni produttive ben diverse. E ovviamente nel marketing una delle 4 p è prodotto, quindi non dimentichiamocelo.

    ....Sono tutt'occhi e credo di essere uno tra tanti.....

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    #6
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    Bella digressione, ma per non andare OT, e soprattutto per cogliere nel pieno il problema non possiamo piazzare lì il prezzo come "di aver determinato il prezzo Y che ci permetta di far assorbire la produzione dalla domanda".
    Poiche non siamo all'università e non stiamo facendo una dimostrazione di Politica Economica, stiamo parlando di realtà.
    Il titolo del post inoltre non lascia spazio (e a me, come a tanti produttori piccoli la cosa piace e viene applicata: in cantina il vino costa meno): come lo determiniamo e soprattutto come lo collochiamo nella comunicazione questo prezzo Y? Completata la Tesi, poi volentieri verso la dimostrazione!

    Tomaso

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    #7
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    Era secondo me OT senza precisare.
    Dal tuo post apprendo implicitamente che la teoria della sperimentazione "dal basso" è azzeccata.
    Anche se c'è una sottile discontinuità nelle tue affermazioni:
    da un lato 1- "il prezzo sorgente che è quello che permette al produttore di remunerare la propria attività": ovvero prezzo basato su costi + markup e dall'altro 2- "prezzo finale Y che il consumatore pagherebbe" ovvero percezione del valore da parte del cliente.
    Se quanto ho letto sinora sui vari ricarichi nel commercio non l'ho interpretato male tra 1 e 2 c'è una differenza, che è la rendita di posizione del commerciante /a farsi riconscere un dato prezzo.
    Credo che proprio su questa differenza Veronelli faccia scuola, perchè applicando la 1 hai tutt'altri prezzi.
    Se metti i prezzi rivenienti dalla 1 su internet, ovviamente calcolando un markup onesto, come dici tu un ROI del 20%, spacchi le gambe alla distribuzione (così leggo) alla quale un prodotto che vendi a 1 esce a 2.
    Quello che non ho ancora visto introdurre è il discorso costo logistica, perchè nel piccolo produttore questo ha un signor peso, e quando parli con il pubblico si ragione di prezzi lordi non netti, cioè le persone vogliono sapere quando spendono per acquistare il tuo prodotto "a casa", per esempio nel caso di internet.

    Tomaso

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    #8
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    Ok, premesso allora che è un modello teorizzato e come tale ha delle variabili non definite, che la logistica è una delle variabili credo sia comunque interessante esporlo.
    Tomaso

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    #9
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    Guarda,
    che vendere su e-bay sia un buon placement questo è tutto da vedere....inoltre la logistica impatta assai, soprattutto se fai pochi viaggi, ma mai come il ricarico del commerciante: stiamo parlando di 1,5 euro a bottiglia per la logistica (incluso confezionamento) quindi a meno di vendere vini veramente economici (e li assaggerei volentieri.....) non dovrebbe essere paragonabile. Ovviamente se crescono i volumi scendono i valori, di parecchio.
    Almeno questa la mia esperienza.

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    #10
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    Direi buona idea..anche perchè qui mi pare che siamo solo in due a parlare.....

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    #11
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    Scusate il doppio post, ma sto ancora Dragando Vinix alla ricerca di tesori preziosi....
    Jerry, okkio anche qui prima di parlare altrove
    http://www.vinix.it/myDocDetail.php?ID=1232 .
    tom

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    #12

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